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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2005, n. 162, recante ulteriori misure per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive.
Ricordo che nella seduta del 21 settembre 2005 si è conclusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 6053
sezione 4), nel testo recante le modifiche apportate dalla Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 6053 sezione 5).
Avverto che le proposte emendative presentate sono riferite agli articoli del decreto-legge nel testo recante le modifiche apportate dalla Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 6053 sezione 6).
Ricordo che non sono state presentate proposte emendative riferite all'articolo unico del disegno di legge di conversione.
Avverto che le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri (vedi l'allegato A - A.C. 6053 sezioni 2 e 3).
Avverto che: l'emendamento 1.45 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Giachetti; l'emendamento 1.46 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Rocchi; l'emendamento 1.47 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Milana; l'emendamento 1.48 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Frigato; l'emendamento 1.49 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Lettieri; l'emendamento 1.50 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Carbonella; l'emendamento 1.51 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Camo; l'emendamento 1-bis.40 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Delbono; l'emendamento 2.41 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Lusetti; l'emendamento 2.42 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Ruggieri; l'emendamento 2.43 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Ruggeri; l'emendamento 2.44 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Tuccillo; l'emendamento 2.45 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Stradiotto; l'emendamento 2.46 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Burtone; l'emendamento 2.47 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Giacomelli; l'emendamento 2.48 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Marino; l'emendamento 2.49 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Pasetto; l'emendamento 2.50 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Sinisi; l'emendamento 2.51 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Ria; l'emendamento 2.52 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Molinari; l'emendamento 2.53 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Iannuzzi; l'emendamento 2.54 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Annunziata; l'emendamento 2.55 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Fanfani; l'emendamento 2.56 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Colasio; l'emendamento 2.57 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Carra; l'emendamento 3.55 deve intendersi sottoscritto unicamente dall'onorevole Bottino.
Informo l'Assemblea che, in relazione al numero di emendamenti presentati, la Presidenza applicherà l'articolo 85-bis del regolamento, procedendo in particolare a votazioni per principio o riassuntive, ai sensi dell'articolo 85, comma 8, ultimo periodo, ferma restando l'applicazione dell'ordinario regime delle preclusioni e delle votazioni a scalare.
A tal fine il gruppo Misto, e segnatamente la componente politica dei Verdi, è stato invitato a segnalare gli emendamenti da porre comunque in votazione.
Avverto altresì che la Presidenza non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 96-bis, comma 7, del regolamento, nonostante siano state dichiarate ammissibili in Commissione, le seguenti proposte emendative, in quanto relative a materie estranee rispetto all'oggetto del decreto-legge: Lussana 2.37, 2.38 e 2.39 e Guido Dussin 2.40, relative alla determinazione della capienza minima degli stadi; Siniscalchi 2.01, volta ad istituire e disciplinare il Fondo di solidarietà sportiva.
Avverto infine che la Presidenza non ritiene altresì ammissibile, ai sensi degli articoli 86, comma 1, e 96-bis, comma 7, del regolamento la proposta emendativa Tedeschi 1.53, non previamente presentata in Commissione, volta a consentire agli ufficiali di polizia locale l'accesso agli archivi del Centro elaborazione dati di cui all'articolo 8 della legge n. 121 del 1981,
nonché ad includere i corpi di polizia locali nel novero delle forze di polizia, in quanto relativo a materia non strettamente attinente a quella oggetto del decreto-legge (vedi l'allegato A - A.C. 6053 sezione 1).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, prendo la parola per svolgere alcune considerazioni di carattere generale in relazione ad un provvedimento che presenta certamente grande rilevanza.
Stiamo trattando una materia, particolarmente cara all'opinione pubblica, che tanto clamore ha sollevato in questi anni (purtroppo a volte negativamente), grazie anche alle testimonianze delle cronache dei mezzi di informazione. Infatti, signor Presidente, colleghi, spesso e volentieri tale clamore è dovuto proprio a quanto abbiamo materialmente visto attraverso le immagini trasmesse dalle televisioni pubbliche e private. Ci riferiamo alla violenza negli stadi; si tratta, come sappiamo, di un fenomeno importante, che purtroppo attraversa il nostro paese da nord a sud, senza risparmiare nessuno stadio italiano. Negli ultimi tempi sta divenendo un fenomeno fin troppo diffuso.
Pertanto, signor Presidente, guardiamo con attenzione a quanto il Governo e il ministro Pisanu, in particolare, stanno realizzando per tentare di porre un argine a questo fenomeno in diffusione. È del tutto evidente che guardare con attenzione significa certamente apprezzare gli aspetti positivi, laddove vi sono. Anticipo, per quel che mi riguarda, che individuo degli aspetti positivi in questo provvedimento.
Allo stesso tempo, signor Presidente, onorevoli colleghi e rappresentanti del Governo, è del tutto evidente come sia utile e anche costruttivo avanzare delle critiche e delle valutazioni difformi rispetto a determinate questioni.
Sulla materia in esame non è certamente il caso di intervenire attraverso una semplice forma ostruzionistica, che pure è al centro della nostra attività di queste settimane a causa della decisione della maggioranza (come ormai sembra stabilito) di imporre al Parlamento negli ultimi giorni una riforma elettorale.
Non vi è dubbio però che in quest'aula, ancorché nell'ambito di un'iniziativa, anche dura, di ostruzionismo, sarà opportuno che ognuno di noi intervenga nel merito di questo provvedimento, tentando di trarre delle valutazioni e, se possibile, offrire dei contributi affinché le disposizioni in esame siano migliorate.
Il decreto-legge, attualmente in via di conversione, affronta un tema delicato, come ho già accennato, ossia gli episodi di violenza all'interno, ma anche al di fuori degli stadi di calcio. Sostanzialmente si dispongono una serie di misure che tendono a prevenire, arginare ed eventualmente colpire questo fenomeno sempre più diffuso.
Come ricordavo, la materia in oggetto è certamente delicata e la sua trattazione richiede, a mio avviso, un elemento che io auspico: un confronto in quest'aula il più possibile privo di strumentalizzazioni. Condivido infatti la necessità di impegnarci realmente tutti insieme, attraverso una legislazione concreta seria, che sia in grado di assicurare regole precise. Apprezzo il lavoro che sta svolgendo in tal senso il ministro dell'interno.
Esprimo al riguardo un mio auspicio: mi auguro che in quest'aula, proprio perché auspichiamo un confronto leale ed aperto, non vi siano delle forzature...
ROBERTO GIACHETTI. Saluto il Presidente Biondi e, ovviamente, anche il Presidente Casini che ci lascia...
PRESIDENTE. La ringrazio per la sua cortesia.
ROBERTO GIACHETTI. Dicevo che auspico un confronto aperto e, soprattutto, senza forzature. Da qualche parte ho sentito dire dell'intenzione di chiudere o di voler chiudere o di voler imporre una
chiusura del dibattito su questo provvedimento. Mi auguro, anche da parte della maggioranza e del Governo, che, in questa occasione, vi sia la sensibilità di distinguere tra manovre esclusivamente ostruzionistiche e la necessità che, su un argomento come questo, si svolga un dibattito aperto, franco e non ristretto, cioè non tagliato con la ghigliottina come magari qualcuno vorrebbe fare.
Ciò detto, sento di dover fare subito una premessa che in qualche modo anticipa la mia opinione su questo argomento. Il bisogno di nuove regole ed un inasprimento di sanzioni penali e pecuniarie nei confronti di chi si rende responsabile o partecipa ad episodi di violenza in coincidenza con le partite di calcio può darsi che apra la strada ad una normalizzazione del fenomeno e contestualmente ne riduca le potenzialità negative, ma è comunque, a mio avviso, troppo presto per constatare l'efficacia di queste misure.
La situazione di cui si discute è approdata con gli anni ad un punto davvero basso sul piano delle garanzie di sicurezza per chi lavora negli stadi. Faccio riferimento, in primo luogo, alle Forze dell'ordine che spesso e volentieri sono le prime ad essere colpite quando si verificano episodi di violenza. In secondo luogo, penso a chi, la maggioranza, vi si reca esclusivamente per assistere all'evento sportivo; si tratta, cioè, di cittadini che si recano allo stadio esclusivamente per partecipare ad un evento sportivo. In terzo luogo, il mio pensiero va alla pesante ricaduta, in termini di immagine nel contesto internazionale, per il nostro paese che si determina dal dilagare del fenomeno della violenza. Sappiamo bene che il nostro paese è già esposto per tanti altri motivi; a questo proposito è sufficiente osservare cosa accade nei summit internazionali, ad esempio quelli economici. Ciò è avvenuto anche di recente, ed ha un po' del ridicolo a causa anche degli atteggiamenti assunti dal Governo e, in particolare, da alcuni suoi rappresentanti, ma non solo. Penso, ad esempio, alle vicende che riguardano la Banca d'Italia. Non c'è dubbio, quindi, che l'Italia, nel campo del fenomeno della violenza e del conseguente spettacolo indegno cui assistiamo negli stadi, non ha dato certo nel corso di questi anni un bello spettacolo.
Nonostante ciò, continuo a ritenere che il nodo della questione su cui dibattiamo non risieda essenzialmente nell'elaborazione di un nuovo sistema di regole tout court, ma, si identifichi con la certezza nell'applicazione di queste regole, in alcuni casi già esistenti e, purtroppo, costantemente eluse anche in virtù - e questo ce lo dobbiamo dire - di una scarsa attività di controllo da parte di chi è tenuto a farle rispettare. Troppo spesso abbiamo assistito ad inasprimenti di regole, ma poi ci siamo resi conto che negli stadi accadono delle cose - introduzione di oggetti (motorini e altro) - rispetto alle quali ci si chiede come sia possibile che si verifichino. Chi frequenta abitualmente l'ambiente dello stadio sa perfettamente che è meglio che le regole non esistano se poi finisce che nessuno le rispetta. Con ciò voglio dire che, se consideriamo una partita di calcio un grande momento di aggregazione che ha risvolti sul piano dei comportamenti e della condotta, anche sociale, reputo altamente diseducativo, pericoloso e anche nocivo che tutti sappiano che esistono delle regole che, poi, nella pratica, non sono osservate, spesso, dobbiamo dirlo, anche per l'impotenza oggettiva di chi dovrebbe garantirne l'applicazione.
Penso, appunto, che sia importante dettare nuove regole - e, se necessario, anche renderle più stringenti mediante ulteriori norme -, ma che, contestualmente, si debba garantire che le regole già esistenti siano applicate ed abbiano efficacia: diversamente, aggiungeremmo danno a danno.
D'altro canto, signor Presidente, la storia ci insegna che misure repressive a trecentosessanta gradi non sono mai riuscite ad arginare e tanto meno ad eliminare il fenomeno. Dati alla mano, in dieci anni il numero degli agenti di polizia a presidio degli stadi è raddoppiato! Siamo passati dai 5 mila ai 10 mila ogni domenica, ma gli incidenti non sono diminuiti
sensibilmente. Semmai - occorre rilevarlo perché si tratta di un elemento importante in questa discussione - ne è mutata la tipologia: prima erano più frequenti gli incidenti tra opposte tifoserie; ora è molto più frequente che vi siano scontri tra gli ultras e le forze dell'ordine.
Allo stesso tempo, nel momento in cui i calcoli, le analisi e gli studi ci diranno - credo che avverrà - che, con le misure in parola, il tasso di disordini avrà preso la tendenza a calare, dovremo ricordarci che anche nei primi mesi di applicazione delle precedenti leggi in materia di tifo violento - mi riferisco a quelle del 1995 e, andando più indietro nel tempo, a quelle del 1989 - si registrò una sensibile diminuzione degli incidenti, ma poi signor Presidente, in breve tempo, si dovette constatare, purtroppo, che tutto era tornato come e, forse, peggio di prima! Noi dettiamo regole, che magari vengono rispettate per le prime settimane o per i primi mesi, ma poi, immediatamente, il fenomeno si ripropone in maniera uguale o addirittura peggiore rispetto a prima!
Ma venendo al merito del testo al nostro esame, credo che, attraverso alcune significative previsioni, il provvedimento adegui, in qualche modo, introducendo sostanziali novità proprio sul tema della sicurezza negli stadi, i tre decreti che il Ministero dell'interno ha emanato, a giugno, in tema di videosorveglianza, tagliandi di accesso e sicurezza degli impianti.
In buona sostanza, signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un completamento delle norme che prevedono la possibilità di sospendere o cancellare le partite in caso di pericolo per il regolare svolgimento della gara, il miglioramento della sicurezza degli impianti e, inoltre, l'introduzione dei biglietti nominativi e della videosorveglianza.
Mediante i menzionati decreti - è utile ricordarlo - erano state disposte misure relative a sistemi tecnologici che potessero essere di supporto alle attività delle forze dell'ordine, nell'ottica di una loro progressiva diminuzione all'interno degli stadi. In altre parole, nel fare leva sul potenziamento dell'aspetto tecnologico proprio per ottenere la riduzione all'interno degli stadi delle forze di polizia, si stabiliva che i sistemi di videosorveglianza dovessero essere realizzati in tutti gli impianti con capienza superiore a diecimila spettatori e che la ripresa dovesse riguardare tutto l'evento, compreso l'ingresso dei tifosi per la preparazione della coreografia. Il sistema aveva una sua ratio e fotografava, diciamo così, la situazione rispetto non soltanto all'episodio di violenza, ma anche a tutto quello che poteva accadere prima e durante gli avvenimenti sportivi.
Il decreto-legge in esame, che interviene sulla base di una risoluzione del Consiglio dell'Unione europea in data 17 novembre ed anche della legge n. 401 del 1989, dispone, in primo luogo, la possibilità di vietare l'accesso negli stadi anche per manifestazioni sportive in programma all'estero a quanti abbiano riportato denunce o condanne per episodi di violenza. Analogamente, le autorità competenti degli Stati dell'Unione europea potranno disporre il medesimo provvedimento nei confronti dei cittadini dei loro paesi per avvenimenti che si svolgono in Italia. La misura in parola, occorre ricordarlo, potrà durare da due mesi a due anni e potrà essere accompagnata dall'obbligo di presentarsi negli uffici delle forze dell'ordine negli orari in cui svolgono le partite.
Si prevede una maggiore severità nell'applicazione delle pene per il lancio di oggetti o per le invasioni di campo, quando l'episodio comprometta il regolare svolgimento della partita; l'equiparazione degli steward che svolgono compiti di vigilanza sugli spalti agli incaricati di pubblico servizio e anche un giro di vite nei confronti di chi lancia oggetti e petardi in campo o si rende protagonista di invasioni, quando questi episodi determinino il ritardo dell'inizio della gara, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della stessa.
Sono state previste sanzioni pecuniarie che vanno dai 2.500 ai 10 mila euro per chiunque, non appartenente alle società appositamente incaricate, vende i titoli di accesso nei luoghi in cui si svolge la manifestazione sportiva o in quelli interessati
alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alla manifestazione medesima.
PRESIDENTE. Onorevole Giachetti...
ROBERTO GIACHETTI. Mi avvio alla conclusione, Presidente.
PRESIDENTE. Bisogna che la realizzi, la conclusione!
ROBERTO GIACHETTI. La realizzerò.
Signor Presidente, condivido l'istituzione di un fondo per tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine che, in qualche modo, sono stati colpiti (speriamo lo saranno sempre meno) da episodi di violenza.
Invito il Governo e l'intera Assemblea a tenere aperto un dibattito leale e costruttivo su questo tema importante, perché riguarda la vita di tante famiglie che vogliono continuare a seguire gli eventi sportivi in serenità e che non vogliono essere vittime di pochi facinorosi delinquenti che, spesso e volentieri, rovinano non solo lo spettacolo, ma anche la vita di tanta brava gente.
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