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PRESIDENTE. L'onorevole Zanettin ha facoltà di
PIERANTONIO ZANETTIN. Signor ministro, lo scorso 6 settembre, nel corso di un blitz dei no global, guidati da Luca Casarini, leader dei «disobbedienti» del Veneto, è stato occupato il cantiere del Mose, al Lido di Venezia, e sono stati sabotati e danneggiati materiali ed attrezzature. Casarini, nell'occasione, ha dichiarato che i prossimi obiettivi dei «disobbedienti» potrebbero essere il governatore del Veneto e gli uffici del Consorzio Venezia Nuova, ipotizzando addirittura un attacco alla casa di Galan. Chi parla è rimasto sbigottito ed indignato dalle minacce rivolte da questa banda di teppisti al presidente Galan, cui va tutta la solidarietà, umana e politica, mia e dell'intero gruppo di Forza Italia.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, occorre effettivamente essere preoccupati, perché - dalle minacce di morte pronunciate da star televisive nei confronti di cardinali alle azioni di cui all'interrogazione in esame - la dialettica politica dovrebbe svolgersi in modo diverso.
sono e saranno perseguiti, o dovrebbero essere perseguiti, anche dalla magistratura, con la dovuta fermezza.
PRESIDENTE. L'onorevole Paniz, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di
MAURIZIO PANIZ. Signor Presidente, ringrazio il ministro per la risposta che ci ha autorevolmente fornito: la ritengo soddisfacente.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Mi domando, onorevole ministro, quali iniziative siano state assunte a tutela dell'ordine pubblico. Sarebbe davvero inaccettabile che fosse garantita ancora la totale impunità a questi estremisti no global. Voglio infine capire se i cosiddetti moderati del centrosinistra faranno finta di non vedere, come al solito, che gli autori di questi atti illegali sono gli stessi che partecipano alle loro primarie, mascherati con il passamontagna (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Nel caso specifico, come è noto, un centinaio di aderenti al cosiddetto «movimento dei disobbedienti» ha occupato uno dei cantieri del Mose. Tali persone sono state identificate dalle forze di polizia e sono state allontanate. I manifestanti hanno anche danneggiato materiale e attrezzature. Sono state denunciate all'autorità giudiziaria ventidue persone, fra cui Luca Casarini, per i reati di invasione di azienda industriale, sabotaggio, interruzione di pubblico servizio, furto aggravato, minacce aggravate, rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, tutti aggravati dalla finalità di eversione.
Per le gravi minacce rivolte attraverso gli organi di stampa, ricordate dagli onorevoli interroganti, a carico di Casarini è stata redatta anche una specifica comunicazione di notizie di reato. Nei confronti dei destinatari di tali minacce - purtroppo, ma è necessario - sono state già adottate e confermate idonee misure di protezione. Rispetto agli uffici e agli obiettivi riconducibili a vario titolo alla regione Veneto e al Consorzio Venezia Nuova, nonché ai dodici cantieri in cui si articola il Mose, è stata disposta l'intensificazione delle misure di vigilanza interforze da parte di tutte le pattuglie impegnate nel servizio di controllo sul territorio.
Il 9 settembre, presso la prefettura di Venezia, si è tenuta una riunione di coordinamento tra forze di polizia, rappresentanti del Consorzio e il magistrato delle acque, per sollecitare l'installazione di impianti di videosorveglianza e la tempestiva attuazione di idonee misure di guardiania nei cantieri.
Concludo, sottolineando che il Ministero dell'interno e le forze di polizia rivolgono da tempo particolare attenzione al fenomeno dell'illegalità politica diffusa, e nell'ambito di esso, alle iniziative dei cosiddetti «disobbedienti», i cui atti illegali
Ricordo a coloro che ogni giorno richiedono più sicurezza, più forze di polizia e carabinieri e un maggior contrasto alla criminalità organizzata, che le stesse forze di polizia e i carabinieri sono costretti ad impegnare ingenti forze per attività di scorta e protezione a persone minacciate, nonché per la vigilanza (come ho già ricordato nella mia risposta) in relazione a gruppi di «disobbedienti», che, con la violenza e le minacce, pensano di far politica, impegnando così forze di polizia, carabinieri e risorse ingenti che invece potrebbero e dovrebbero essere destinate a compiti d'istituto più importanti di questo.
In un momento nel quale il Veneto si muove con opere importanti dal punto di vista del sostegno infrastrutturale alla regione, ad esempio attraverso i lavori del passante di Mestre, del Mose e dell'autostrada Venezia-Rovigo, abbiamo bisogno di assoluta tranquillità e di non pensare che queste opere, così faticosamente raggiunte dal patrimonio della nostra regione, possano essere danneggiate da persone che fanno di attacchi vili, spesso cruenti, una ragione di vita. Questi non sono comportamenti democratici, non sono comportamenti degni di una nazione civile, non sono comportamenti degni di un Veneto operoso e proiettato a rispettare i valori più concreti della nostra gente, come il valore della disponibilità al sacrificio, all'impegno e al rispetto degli altri.
Tali valori sono pretermessi da queste persone. È giusto che la magistratura li persegua in modo fermo, deciso e tempestivo: soltanto interventi fermi, tempestivi e concreti possono dare sicurezza al popolo veneto e al suo presidente (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana).
Sospendo la seduta.


