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PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, ministro Giovanardi, risulta da un grande quotidiano italiano che il professor Mario Tozzi, in una trasmissione radiofonica all'emittente Radio Radio, abbia più volte usato espressioni minacciose nei confronti del cardinale Camillo Ruini, definendolo un «rifiuto tossico da eliminare o da far finire con un limone in bocca come una porchetta», ed affermando: «io conosco qualcuno della camorra che per 500 euro potrebbe far sparire il cardinal Ruini ed anche il tabernacolo».
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Volontè, intanto, le sono debitore di una risposta, per così dire, burocratica. Con riferimento a questo episodio ed alle frasi citate, abbiamo effettuato una verifica presso la procura della Repubblica di Roma, dove non risulta ancora pervenuta la denuncia del generale Antonino Torre per le frasi pronunciate nell'intervista richiamata. Tuttavia, vista la gravità delle affermazioni riferite al signor Mario Tozzi, geologo, la procura ci ha comunicato di avere comunque provveduto a costituire un fascicolo modello 45. Naturalmente, siamo anche in attesa di conoscere al più presto l'esito delle indagini della stessa procura della Repubblica.
non soltanto una voce importante del nostro dibattito attuale, ma una parte importante e fondamentale della nostra storia, della nostra tradizione, della nostra cultura e della religiosità del popolo italiano.
PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevole ministro, sono soddisfatto per la risposta che ci ha fornito, sulla base delle notizie che il Governo è stato messo nelle condizioni di apprendere e verificare. Anche noi attendiamo che tali notizie vengano verificate o smentite. Tuttavia, pensiamo al peggio; in altri termini, pensiamo che queste notizie abbiano un fondamento.
Riteniamo che si tratti di affermazioni gravissime, anche a seguito di ciò che è accaduto nelle ultime settimane e, da ultimo, venerdì.
Se tali dichiarazioni fossero confermate, riteniamo che il Governo debba intervenire urgentemente, non solo perché il cardinal Camillo Ruini è un esponente di uno Stato sovrano, non solo perché la Repubblica italiana riconosce la rilevanza di tale religione, ma anche perché in tali affermazioni, se confermate, vi sarebbe oltre all'induzione alla minaccia o alla violenza, anche il riferimento alla conoscenza di alcuni mandanti.
Poiché, secondo quanto riportato dai giornali, il professore non smentisce di aver pronunciato queste frasi, vorrei aggiungere una considerazione che riguarda la tolleranza religiosa in un paese in cui devono convivere professioni religiose, la religione musulmana, la tradizione dell'ebraismo e quella cattolica.
Credo che, se un personaggio pubblico, in un'intervista televisiva, avesse pronunciato frasi di questo tipo rispetto ad un rabbino o ad un imam musulmano, vi sarebbe stata una sorta di sollevazione popolare e l'immediata richiesta di dimissioni dagli incarichi di questa persona.
Purtroppo, in Italia - lo dico anche a nome del Governo - sembra quasi che sia possibile insultare impunemente, non soltanto con frasi oltraggiose, ma anche minacciose, i rappresentanti della religione cattolica, come se fossero gli unici in questo paese a non avere libertà di parola.
Qui non siamo alle opinioni, non siamo alla dialettica che si può liberamente esprimere (ci mancherebbe altro!) su tante questioni che interessano la vita nazionale. Frasi come quelle che definiscono il cardinal Ruini un «rifiuto tossico da eliminare», o «da far finire con un limone in bocca come una porchetta» (queste, infatti, sono le espressioni che risulterebbero essere state pronunciate), o vengono smentite (e me lo augurerei!), oppure, evidentemente, nel nostro paese siamo su una china pericolosa, inaccettabile, da condannare da parte di tutte le forze politiche. Ciò, infatti, evidenzierebbe veramente un tentativo di criminalizzare
In tal caso, non ci troveremmo, come affermano taluni, di fronte ad un'ingerenza da parte della Chiesa cattolica nel dibattito pubblico, all'intolleranza del cardinale Ruini nei confronti di alcune minoranze o a violazioni di diritti. Qui ci troveremmo di fronte a qualcosa che va ben oltre la libertà di opinione o la libertà di religione. Quando si arriva ad esprimere non una critica, bensì una minaccia esplicita e, pronunciando esplicitamente una minaccia, si dice anche di avere la possibilità di conoscere un mandante legato ad un'organizzazione criminosa disponibile a compiere questo gesto, in ballo non ci sono la tolleranza o la libertà di opinione; e non c'è neanche la libertà di opinione politica! Non parliamo di un gesto di critica, bensì di una minaccia esplicita!
Davanti a una minaccia nei confronti di qualunque cittadino e, quindi, anche nei confronti di un rappresentante di un'autorità religiosa, in questo caso cattolica, il professor cardinale Camillo Ruini (ricordo che egli è stato fischiato per intolleranze lo scorso venerdì), io mi aspetto e tutti ci aspettiamo, come già confermato dal ministro Giovanardi, non solo una verifica, ma anche che l'intervento del Governo motu proprio sia fermo e deciso e - questo sì - non intollerante nei confronti di un'opinione, ma intollerante nei confronti di una minaccia di reato.
La prego, signor ministro, di verificare con celerità queste minacce e di volerci scusare se, eventualmente, nelle prossime settimane torneremo ad affrontare l'argomento, la cui gravità non ha precedenti non solo nella storia della Repubblica italiana, ma anche in tutte le Repubbliche occidentali fino a questo momento (Applausi dei deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e di Forza Italia).


