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La seduta, sospesa alle 13, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale ed il ministro per i rapporti con il Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, il ministro sa certamente che tremila lavoratori del gruppo Finmek, dislocati tra l'altro in tutto il Mezzogiorno e non soltanto, dall'Aquila a Pagani, alla provincia di Caserta, fino ad Ivrea in Piemonte, sono da tre mesi senza stipendio.
PRESIDENTE. Il ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale, onorevole Micciché, ha facoltà di
GIANFRANCO MICCICHÈ, Ministro per lo sviluppo e la coesione territoriale. Onorevole Russo Spena, immagino che lei abbia chiesto una mia risposta alla sua interrogazione proprio per conoscere cosa si potrà fare per i dipendenti della Finmek.
immediatamente presso la Presidenza del Consiglio e presso il Ministero delle attività produttive per vedere se sia possibile, anche con gli strumenti di cui siamo in possesso come ministro dello sviluppo economico, un intervento presso il Ministero dell'economia, anche in virtù di alcune commesse che sono effettivamente arrivate alla società e che potrebbero rappresentare una base di partenza per un minimo - non certamente complessivo - e parziale rilancio delle attività dell'azienda, che speriamo si possa relizzare.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di
GIOVANNI RUSSO SPENA. Credo che fino ad ora da parte del Ministero delle attività produttive vi sia stata non solo una incapacità ma una sottovalutazione del tema; infatti, sono da sottolineare due punti. In primo luogo, si tratta di una vertenza non piccola, ma di carattere nazionale, riguardante tremila lavoratori altamente qualificati che, fino all'altro ieri, hanno lavorato: quindi, le commesse ci sono. È un vero e proprio disastro sociale! Peraltro parlavo di chiusura avvenuta «clandestinamente» in quanto verificatasi senza alcun preavviso.
Inoltre, la Finmek, che ha commesse importanti (prima tra tutte, quella per la produzione del decoder per il digitale terrestre), ha visto l'applicazione del cosiddetto decreto Marzano: ciò significa che essa risponde direttamente al Governo.
La decisione di messa in liquidazione è stata presa quasi clandestinamente, senza preavvisare né i sindacati né i tremila lavoratori interessati: mi chiedo quali siano le iniziative che il Governo intenda prendere di fronte a questa drammatica situazione occupazionale e salariale.
Sino ad oggi il Ministero delle attività produttive ha fatto assolutamente tutto quello che era nelle sue competenze e possibilità: dai 50 milioni di euro del fondo di garanzia al decreto-legge n. 35 del 1980, per effetto del quale alcune aree, tra cui l'Aquila, sono state inserite tra quelle per cui è possibile intervenire attraverso la legge n. 181 per eventuali situazioni di crisi. Vi sono stati diversi incontri al Ministero delle attività produttive e anche alla Presidenza del Consiglio.
Non c'è stata alcuna clandestinità nel comunicare una situazione effettivamente grave e reale da parte del Ministero delle attività produttive. Tuttavia, prendo atto della situazione attuale e, per risponderle, come sono consoni fare questo Governo e io personalmente, le dico che mi informerò
Inoltre, il Governo ha un ruolo importante rispetto al gruppo Finmek, in quanto vi è un commissario del Governo. Eppure, non vi è niente di niente: non un progetto industriale, non un piano! Lo stesso ministro Miccichè dice che d'ora in poi vi sarà un interessamento per un progetto futuro e che verranno aperti un tavolo e una vertenza.
Credo che ciò rappresenti la metafora dell'atteggiamento sempre avuto dal Governo e dal Ministero delle attività produttive nei riguardi di settori produttivi tecnologicamente avanzati, mai coordinati con reali piani industriali, soprattutto nel Mezzogiorno; ciò ha permesso che in detti settori decadessimo nell'ambito di una divisione internazionale delle produzioni e dei lavori in cui, al contrario, altri paesi hanno assunto, poi, la capacità, proprio in tali comparti, di una diversa produttività e produzione.
È perciò, a mio avviso, urgente che, già a partire da questa finanziaria, anche considerate le drammatiche situazioni di salario e di occupazione presenti nel Mezzogiorno, il Governo intervenga finalmente in taluni settori tecnologicamente avanzati quali quello dell'elettronica; occorre che rilanci, anche con investimenti pubblici, comparti che sono importantissimi non solo per i lavoratori e per il loro salario ma anche per il piano paese e per i piani industriali nel loro complesso.


