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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Parolo 12.1, Marone 12.70 e Boccia 12.80.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà
UGO PAROLO. Signor presidente, intervengo per illustrare, spiegandone le motivazioni, le finalità dell'emendamento 12.1 a mia prima firma, l'unico presentato dal nostro gruppo. In particolare, con la proposta in esame vorremmo precisare dal punto di vista tecnico una questione che riteniamo sia importante rimanga agli atti. Il Governo, ma più precisamente i presentatori del provvedimento, hanno inteso modificare la normativa vigente relativamente alla pertinenzialità dei parcheggi rispetto alle abitazioni principali, con l'intenzione di consentire che gli stessi possano essere locati e dati in uso anche ad abitazioni diverse da quella di cui sono parte pertinenziale. Purtroppo, riteniamo che la normativa, così come presentata al Senato e oggi sottoposta all'approvazione della Camera, non sia molto chiara, potendo dar luogo ad una serie di problematiche che assolutamente devono essere risolte. A nostro avviso, il vincolo di pertinenzialità dei parcheggi rispetto all'abitazione principale deve rimanere, trattandosi, dal punto di vista urbanistico, di una conquista raggiunta dopo anni di discussioni; una conquista che ha consentito, di fatto, di elevare la qualità della vita nelle nostre città e nei nostri paesi.
L'obbligo di avere una pertinenza adibita a spazi di parcheggio non può esser valutato in funzione delle possibilità economiche del proprietario o della condizione soggettiva dello stesso; il fatto che il proprietario di un immobile utilizzi o meno l'auto non rileva ai fini della definizione dell'obbligo in questione. Il parcheggio deve comunque esserci perché ciò è insito nella qualità della vita delle città, sicché ogni abitazione deve avere un proprio parcheggio.
Per tale motivo, riteniamo, secondo questo principio, che la norma posta in votazione potrebbe causare taluni problemi e, pertanto, abbiamo presentato un ordine del giorno volto a chiarire quale debba essere l'interpretazione autentica della normativa.
Ci rendiamo conto che il provvedimento è in seconda lettura alla Camera e che, nel caso in cui dovesse essere modificato, potrebbe poi non trovare più spazio nel calendario del Senato, che si appresta ad affrontare la sessione di bilancio.
Pertanto, il nostro atteggiamento politico vuole essere responsabile. Ed allora, nonostante la presentazione del mio emendamento, preannunzio che ci asterremo nella sua votazione. Chiedo al Governo, tuttavia, di esprimersi sull'ordine del giorno che ho presentato, soprattutto con riferimento alla possibilità, nell'immediato futuro, dopo aver svolto una verifica...
PRESIDENTE. Onorevole Parolo, si avvii a concludere!
UGO PAROLO. ... di modificare nuovamente la normativa in materia, precisando che gli spazi destinati a parcheggio possano essere liberamente locati, pur mantenendo il vincolo di pertinenzialità all'abitazione principale.
Infatti, se questa era la finalità che si prefiggevano i presentatori degli identici emendamenti in esame, vorrei dire che anche noi la condividiamo; diversa, invece, è la possibilità di vendere liberamente gli spazi di sosta, indipendentemente dall'abitazione principale.
Chiedo pertanto al Governo - ripeto - di esprimersi sull'ordine del giorno da me presentato, assumendo eventualmente l'impegno di modificare la normativa in oggetto in tempi ristretti. Qualora vi fosse tale impegno, il nostro gruppo sarebbe disposto a confermare il suo orientamento di astenersi sugli identici emendamenti in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.
ERMETE REALACCI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale solamente per rilevare come la norma in esame sia scritta male ed indebolisca una delle poche forme di razionalità urbanistica
esistenti nel nostro paese, vale a dire quella che legava la costruzione di nuovi appartamenti alla presenza di un posto auto. Gli interessi che animano tale disposizione non sono chiari, e pertanto penso che sia meglio per il paese rigettare questa proposta di modifica!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, innanzitutto mi domando cosa abbia a che fare il comma 9 dell'articolo 12 del provvedimento in esame con la semplificazione normativa. Abbiamo già sostenuto, nella giornata di ieri, quanto sia discutibile questa modalità di intervento: in tal modo, infatti, vengono stravolti, in maniera surrettizia, i punti fondamentali della legislazione in materia edilizia ed urbanistica.
Ciò denota la volontà del Governo di non attenersi ai principi basilari del diritto urbanistico. Infatti, prevedere che gli spazi per i parcheggi realizzati in forza del primo comma dell'articolo 41-sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 non siano gravati da vincoli pertinenziali, né da diritti d'uso a favore dei proprietari di altre unità immobiliari, significa alienare le pertinenze e renderle trasferibili autonomamente.
Tale disposizione, peraltro, incide anche in materia di fiscalità locale, e sicuramente non rispetta neanche tutta la faticosa costruzione di quella normazione urbanistica che rende più vivibili le nostre città e che, ricordo, ha prodotto, in qualche caso, anche risultati importanti.
Stiamo assistendo, invece, alla progressiva, ostinata e pervicace volontà di tornare indietro nel tempo, ricominciando a stravolgere il tessuto connettivo delle nostre città. Come diceva bene ieri il Presidente del Consiglio, gli italiani spesso hanno la prima, la seconda ed anche la terza automobile; tuttavia, per la seconda o terza macchina utilizzano il suolo pubblico (perché non riusciamo a regolamentare neanche questo aspetto), ed allora ci viene proposta una soluzione che contempla addirittura la possibilità di utilizzare gli spazi privati alienandoli in maniera confusa.
Ciò creerà sicuramente dei contenziosi e, soprattutto, renderà inutili gli sforzi profusi dai nostri comuni, i quali tentano di mettere ordine in questo campo e di rendere compatibili gli interessi legittimi dei privati, in ordine ai loro diritti di edificazione, con quelli pubblici, soprattutto in un'ottica di lungo termine. I nostri enti locali, in altri termini, cercano di rendere più vivibili le nostre città, e voi sapete, in materia di parcheggi, quanti sforzi vengano profusi, spesso con risultati assolutamente limitati (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Unione)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.
FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, intervengo per associarmi alle considerazioni svolte dagli onorevoli Realacci e Zanella. Questa norma, peraltro, non ha alcuna attinenza con il proclamato obiettivo di semplificazione al centro del provvedimento in esame. Se approvata, una norma come questa produrrebbe effetti negativi sulla vivibilità delle nostre città, facendo venir meno il vincolo di pertinenzialità tra abitazioni e parcheggi e, aspetto non meno rilevante, aprirebbe varchi preoccupanti a forme di speculazione immobiliare.
Per tale ragione, anch'io ritengo che non sia sufficiente - mi rivolgo ai colleghi della Lega Nord - un semplice ordine del giorno, ma che sarebbe necessario eliminare questa norma sbagliata dal provvedimento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Parolo 12.1, Marone 12.70 e Boccia 12.80, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 437
Votanti 429
Astenuti 8
Maggioranza 215
Hanno votato sì 213
Hanno votato no 216).
Indìco la votazione nominale...
LORENZO ACQUARONE. Signor Presidente...!
PRESIDENTE. Onorevole Acquarone, mi scusi (Commenti del deputato Acquarone). Onorevole Acquarone, le ho chiesto scusa. Purtroppo, non l'avevo vista. Ho già aperto la votazione...
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 12.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 450
Maggioranza 226
Hanno votato sì 220
Hanno votato no 230).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 452
Votanti 451
Astenuti 1
Maggioranza 226
Hanno votato sì 231
Hanno votato no 220).
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