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sono fondi per pagare i fornitori e non si riesce a portare avanti la produzione;
tremila lavoratori del gruppo Finmek sono da tre mesi senza stipendio: non vi
eppure, la Finmek ha commesse importanti (prima tra tutte, quella per la produzione del decoder per il digitale terrestre);
dal maggio 2004, a seguito di una situazione finanziaria fallimentare, il gruppo (che ha stabilimenti a Sulmona, Pagani, Ariccia, L'Aquila, Capua, oltre che in alcune località del Nord) è retto da un commissario nominato dal Governo (è stato applicato il cosiddetto «decreto Marzano»);
l'Esecutivo non ha finora promosso nessun intervento; non ha neppure incontrato sindacati e lavoratori; l'incontro pare possa avvenire a fine settimana, dopo la determinata mobilitazione che lavoratori e sindacati stanno attuando, coinvolgendo anche gli enti locali;
i lavoratori esprimono l'intenzione di presidiare ad oltranza Palazzo Chigi se il Governo non interverrà con decisione, prontezza ed efficacia;
l'azione del Governo dovrebbe intervenire sia sulla salvaguardia occupazionale di ben tremila unità e sia sulla continuità di una produzione tecnologicamente avanzata, la cui fine impoverirebbe ulteriormente la presenza italiana nei settori industriali più innovativi -:
se il Governo intenda, finalmente, avviare un confronto ed un'iniziativa di politica industriale nel settore dell'elettronica italiana - che versa in uno stato disastroso e di cui la crisi Finmek è una metafora dolorosa - e se -non intenda con il disegno di legge finanziaria per il 2006 che finalmente il Governo si appresta a portare in Parlamento, attivarsi per dotare il Paese, a partire dal Mezzogiorno, di strutture e di fonti che permettano di rilanciare piani industriali e possibilità di interventi.
(3-05046)