Rositani, Amoruso, La Grua, Giorgio Conte, Raisi, Strano, Gironda Veraldi, Maggi, Riccio, Messa, Coronella, Arrighi, De Seneen, Lo Presti, Luigi Martini, Saia, Lisi, Pezzella».
in Sardegna, da alcune settimane, ha ripreso vigore la protesta, peraltro mai sopita, condotta, in ogni sede, dalle popolazioni e dalle amministrazioni locali, per sollecitare la soppressione dell'Ente Parco nazionale del golfo di Orosei e del Gennargentu, istituito con la legge 6 dicembre 1991, n. 394 (articolo 34, comma 2) e con il decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1998 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 1998);
la ferma opposizione delle popolazioni e degli Enti locali direttamente coinvolti dall'istituzione del Parco, sostenuti dal convinto appoggio della quasi totalità dei sardi, aveva determinato, nel corso degli anni, la sospensione delle misure di salvaguardia, che creano pesantissimi vincoli nella libera fruizione del territorio, di fatto sottratto ai residenti con un provvedimento d'autorità, mai da loro condiviso;
dal gennaio di quest'anno, per il mancato rinnovo della sospensione dei vincoli connessi alla creazione del Parco predetto, è diventata continua, univoca e pressante la richiesta di abrogare le norme istitutive dell'area protetta;
viene quindi concordemente sollecitato un intervento urgente del Governo, al fine di eliminare, o quanto meno sospendere provvisoriamente, l'operatività delle misure di salvaguardia in quell'area protetta (L'Unione Sarda, edizione del 15 settembre 2005, pagina 34);
appare effettivamente opportuno intervenire quanto prima sulla materia in questione, innanzi tutto per offrire un riscontro concreto alla volontà di quanti risiedono nell'area del Parco, esteso per oltre 70 mila ettari, che ricadono nel territorio di 24 comuni, nelle province di Nuoro e dell'Ogliastra;
le tensioni innescate dai vincoli imposti dalle norme istitutive del Parco sembrano ormai talmente gravi da lasciar intravedere pericoli per la sicurezza collettiva e l'ordine pubblico, come è stato da ultimo ufficialmente rappresentato anche in occasione di incontri istituzionali (L'Unione Sarda, edizione del 15 settembre 2005, pagina 34);
poiché, tra l'altro, è precluso l'esercizio della caccia nell'area del Parco, con l'avvio della stagione venatoria le proteste contro la creazione di tale Ente si sono fatte ancora più insistenti e decise;
al riguardo, la stampa locale ha anche evidenziato l'effetto, ingiusto e paradossale, indotto dalla decisione (assunta «dalla Provincia su input della Regione» Sardegna: L'Unione Sarda, edizione del 9 settembre 2005, pagina 33) di bloccare il rinnovo della concessione a nove riserve di caccia autogestite, i cui territori rientrano, magari solo parzialmente, nell'ambito del Parco. In conseguenza di tale decisione, i 963 soci delle predette riserve autogestite «si trovano ora senza territorio, col rischio di perdere definitivamente il diritto esclusivo su quelle zone», mentre l'area già destinata alle riserve, purché non ricada all'interno del Parco, potrà essere battuta da un «numero maggiore e illimitato di cacciatori» (L'Unione Sarda, citata) -:
se non si ritenga opportuno intervenire, nell'esercizio delle prerogative del Governo, con l'adozione di iniziative normative dirette a sopprimere l'Ente Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, in Sardegna, o almeno a sospendere l'operatività delle misure di salvaguardia nel territorio di quel Parco.
(2-01668) «Onnis, Porcu, Cossa, Mereu, Pinto, Testoni, Massidda, Benedetti Valentini, Patarino, Fasano, Bornacin, Anedda, Cola, Cossiga, Castellani, Maceratini,
l'articolo 11 del decreto-legge n. 115 del 30 giugno 2005 convertito dalla legge 17 agosto 2005, n. 68 ha sancito la proroga al 31 dicembre 2005 del termine del 16 luglio 2005 per lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche previsto precedentemente dal decreto legislativo n. 36 del 13 gennaio 2003;
in base a ciò, la discarica di amianto di Paese (Treviso) collocata a pochi metri da un centro urbano su un territorio già ferito da una trentina di cave e avente un volume complessivo di 460.000 metri cubi non verrà per il momento chiusa -:
se non intenda adottare iniziative di carattere normativo volte a intervenire sul termine di proroga indicato in premessa.
(4-16931)