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PRESIDENTE. L'onorevole Molinari ha facoltà di
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, signor ministro, il gruppo Zucchi-Bassetti, uno tra i marchi storici dell'industria italiana, nel suo piano di ristrutturazione, pone a rischio la sopravvivenza dello stabilimento Standardtela, di Sant'Angelo Le Fratte, che attualmente occupa ben 121 dipendenti. Il piano aziendale prevede ben 700 esuberi su 1.700 complessivamente, su tutto il territorio nazionale. Infatti, oltre ai 121 dipendenti dello stabilimento lucano, sono a rischio anche lavoratori di altri impianti del gruppo presenti nel nord del paese, come in Lombardia o in Piemonte.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Molinari, su un piano generale, la crisi della citata società si inserisce nella diffusa e preoccupante sofferenza che ha investito il settore tessile, dovuta essenzialmente all'invasione del nostro mercato da parte dei produttori asiatici, e della Cina in particolare. Tale tema, come noto, è da tempo attuale e tra le priorità del Governo, che si è fatto portatore di numerose iniziative, sia a livello nazionale, sia presso l'Unione europea, da una parte per affrontare strategie mirate al recupero della competitività del sistema delle piccole e medie imprese, dall'altro per porre in essere gli strumenti di difesa del mercato nazionale. Cito, tra gli altri, l'istituzione dell'Alto commissario per la lotta alla contraffazione, l'istituzione di uffici di assistenza legali all'estero e, in particolare per il sistema tessile, una procedura di riconoscimento per le merci contraffatte mediante la quale le aziende potranno segnalare all'Agenzia delle dogane i propri prodotti originari, che riceveranno un codice di identificazione riconosciuto
presso tutte le dogane della Comunità.
PRESIDENTE. L'onorevole Molinari ha facoltà di
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, ringrazio il ministro per la sua risposta, ma devo dire con molta onestà che mi sembra insoddisfacente. Infatti, l'episodio della Standardtela non è che l'ultimo, in ordine di tempo, ad evidenziare le difficoltà che sta attraversando l'intero comparto industriale nazionale nella colpevole impotenza di questo Governo.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Ditelo a Prodi!
GIUSEPPE MOLINARI. Quindi, mentre vi occupate di cambiare la legge elettorale a cinque mesi dal voto e dalla scadenza della legislatura, nel nostro paese, qui in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, le fabbriche continuano a chiudere.
La gravità del piano industriale è ancora più evidente perché gli esuberi riguardano la produzione, in quanto la strategia aziendale sarebbe quella di delocalizzare probabilmente all'estero tutta la produzione del gruppo e mantenere in Italia solo il settore commerciale.
Noi chiediamo di conoscere quali iniziative il Governo intenda attivare nei confronti dell'azienda, per un ripensamento complessivo del piano industriale e per scongiurare la chiusura dell'impianto lucano, salvaguardando i livelli occupazionali di uno stabilimento che - vorrei ricordarlo - ha beneficiato anche di contributi pubblici, ai sensi della legge n. 219 del 1981.
Ciò premesso, tornando alla questione specifica, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha effettuato, in seguito alla situazione evidenziata, un'ispezione presso la Standardtela che si occupa di produzione di filati pettinati. La ditta in questione ha altri due stabilimenti: uno a Notaresco di Teramo, dove si producono filato meno pregiato e tessuto, e l'altro a Gagliate di Novara, dove si produce solo tessuto. I tre stabilimenti fanno parte del gruppo Zucchi.
Lo stabilimento di Sant'Angelo Le Fratte ha circa 120 dipendenti, mentre l'intero gruppo ha circa 1700 unità lavorative. I dipendenti dello stabilimento di Sant'Angelo sono in agitazione perché il gruppo Zucchi ha comunicato un esubero di circa 750 unità per l'intero gruppo, di cui 50 nel settore commerciale. La predetta situazione di crisi è stata rappresentata il 7 settembre nella sede dell'Assindustria di Potenza ai rappresentanti sindacali di stabilimento, nonché a quelli provinciali esterni e il 20 settembre verrà discussa presso l'associazione industriali di Milano congiuntamente alla problematica che investe l'intero gruppo.
Dal giorno 9 settembre i lavoratori hanno iniziato uno sciopero di 3 ore al giorno: tale decisione è stata assunta - come ha detto l'interrogante - per contrastare i programmi di riduzione del personale. Nel periodo compreso tra gennaio e l'inizio di settembre sono state effettuate 13 settimane di cassa integrazione guadagni ordinaria che hanno coinvolto tutti i dipendenti.
Per quanto riguarda le possibili iniziative, il Ministero si attiva - come noto - sulla base di specifiche richieste provenienti dalle parti sociali. A tutt'oggi non è stato richiesto alcun intervento. Il Ministero delle attività produttive ha istituito, nell'ambito della segreteria tecnica del ministro, uno specifico ufficio, che si attiva a seguito di formale richiesta da parte dei sindacati o da parte della proprietà, per intervenire nelle singole vertenze aziendali e per assumere iniziative non soltanto di mediazione, ma anche volte a limitare i danni per l'occupazione e per la produzione. Non appena le parti sindacali o la proprietà lo richiederanno, tale ufficio è a disposizione per intervenire nella vertenza.
Chiudono anche quegli impianti avanzati, innovativi, produttivi, con maestranze anche professionalmente qualificate (è il caso della Standardtela di Sant'Angelo Le Fratte), come se vi fosse un destino preordinato che ha stabilito la scomparsa del settore industriale e manifatturiero nel nostro paese.
Nel corso di questi cinque anni di Governo della destra si sono abbandonate tutte le politiche di sostegno al comparto industriale: è stata abbandonata la concertazione e sono stati strangolati tutti gli strumenti della programmazione negoziale. Lo stesso provvedimento ricordato dal ministro sulla competitività si sta dimostrando, alla prova dei fatti, un fallimento ed inefficace. Ormai, soprattutto nel settore tessile, si produce in Cina per vendere in Italia, e i marchi storici della nostra industria diventano organismi geneticamente modificati, perché non hanno più cuore produttivo pulsante in Italia.
Noi non lo accetteremo e non smetteremo di lottare; anzi, difenderemo questi posti di lavoro! E nei prossimi appuntamenti ricordati dal ministro del 19 e del 20 settembre, nell'incontro tra la regione e l'azienda e tra l'azienda e i sindacati, ci opporremo fermamente a questo piano industriale del gruppo Zucchi-Bassetti, affinché vi sia un vero ripensamento e, soprattutto, siano salvaguardati tutti i livelli occupazionali (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).


