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previste ed obbligatorie, senza peraltro mettere a disposizione le bozze dei provvedimenti attuativi e rendendo, di fatto, inutile l'incontro;
la legge 15 dicembre 2004, n. 308, recante «Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione», ha conferito al Governo la delega per l'emanazione di decreti legislativi per la sostanziale riscrittura di tutte le materie riguardanti la tutela e la legislazione ambientale: a) gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati; b) tutela delle acque dall'inquinamento e gestione delle risorse idriche; c) difesa del suolo e lotta alla desertificazione; d) gestione delle aree protette, conservazione e utilizzo sostenibile degli esemplari di specie protette di flora e di fauna; e) tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente; f) procedure per la valutazione di impatto ambientale (via), per la valutazione ambientale strategica (vas) e per l'autorizzazione ambientale integrata (ippc); g) tutela dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera;
subito dopo l'approvazione della legge delega numerose associazioni ambientaliste avevano chiesto al Ministro interrogato di discutere e concordare i termini in cui era opportuno svolgere le consultazioni, perché queste non fossero solo un fatto formale;
solo il 22 luglio 2005 le associazioni ambientaliste sono state convocate dal ministero dell'ambiente e della tutela del territorio per l'avvio delle consultazioni
in assenza di un reale confronto, le associazioni hanno chiesto di essere riconvocate avendo prima a disposizione i testi in bozza, ma il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha fatto sapere che le bozze sarebbero state messe a disposizione solo dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri;
a quanto risulta, le bozze dei decreti sono stati, invece, divulgate con largo anticipo tra molti soggetti imprenditoriali;
il comma 11 della legge n. 308 del 2004 stabilisce che il Ministro interrogato, ai fini dell'esercizio della delega, si avvale di una commissione composta da ventiquattro membri scelti tra professori universitari, dirigenti di istituti pubblici di ricerca ed esperti nel settore ambientale;
il successivo comma 15 prevede, inoltre, che il Ministro interrogato ogni quattro mesi dall'istituzione della citata commissione riferisca alle competenti commissioni parlamentari sullo stato dei lavori della medesima commissione;
risulta agli interroganti che il Ministro interrogato non abbia puntualmente adempiuto nei tempi e nei modi agli adempimenti prescritti dalla legge, essendosi limitato a trasmettere una breve nota che non dà conto dei risultati del lavoro svolto;
nei giorni scorsi l'associazione ambientalista Wwf Italia è entrata in possesso delle bozze dei decreti ed ha ritenuto opportuno renderle pubbliche, anche attraverso internet, per consentire di avviare un confronto pubblico su tematiche di così grande importanza -:
al di là delle considerazioni critiche di merito sui provvedimenti, che pure sarebbero doverose vista la gravità delle modifiche proposte alla legislazione ambientale, quali siano le motivazioni che abbiano indotto il Ministro interrogato ad una così poco trasparente gestione di una delicatissima riforma normativa in materia ambientale, se risponda a verità che sia stata negata alle associazioni ambientaliste la possibilità di esaminare le bozze dei decreti e che sia stata invece concessa ad altri soggetti privati e per quale ragione sia stato del tutto escluso dal confronto il più autorevole e titolato interlocutore del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, ossia il Parlamento. (3-05006)
(13 settembre 2005)