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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rodeghiero. Ne ha facoltà.
FLAVIO RODEGHIERO. La Commissione europea, il 26 gennaio, ha approvato il programma legislativo e di lavoro per il 2005, mentre il Consiglio dell'Unione europea, il 22 dicembre 2004, ha presentato il programma operativo annuale per il 2005.
Non possiamo dunque non rilevare come tali programmi giungano all'esame del Parlamento con notevole ritardo, sebbene il Parlamento sia intervenuto - dobbiamo dirlo -, con la relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2004, al fine di sottolineare alcuni aspetti circa gli orientamenti che il Governo ha inteso assumere per il 2005.
I tratti relativi all'Unione delineati dalla Commissione, caratterizzati dalla bassa crescita economica, inadeguata a combattere la disoccupazione e la sottoccupazione, sono la premessa alla volontà di stimolare la crescita e l'occupazione, di raggiungere un accordo sulle prospettive finanziarie, di garantire una maggiore libertà, giustizia e sicurezza. Dunque, il Consiglio pone quale suo obiettivo primario la realizzazione dell'Agenda di Lisbona, che prevede una crescita economica sostenibile e una maggiore prosperità.
Rilevata la necessità di rafforzare la bassa competitività del sistema dell'Unione europea, alla base dell'attuale crisi economica e di consenso in cui versa l'Unione, il Consiglio ritiene prioritario perseguire l'obiettivo attraverso la riduzione degli oneri per le imprese, con il miglioramento della regolamentazione, la semplificazione legislativa e il ricorso a soluzioni diverse da quelle normative, nonché il rilancio delle infrastrutture e dei programmi di ricerca.
Esprimiamo fin da subito il nostro voto favorevole sulla risoluzione presentata dal relatore, che nasce da una discussione puntuale ed approfondita nelle Commissioni competenti e, più in particolare, nella XIV Commissione, anche attraverso il contributo di importanti audizioni informali delle realtà territoriali e delle categorie economiche ed organizzazioni sociali.
Vorrei in particolare sottolineare alcuni aspetti che ritengo significativi. La necessità di un effettivo raggiungimento degli obiettivi e della strategia di Lisbona per una economia europea competitiva e sostenibile, basata sugli investimenti nella ricerca e nello sviluppo, così come la necessità di rivedere la proposta di direttiva Bolkestein che, introducendo il principio
del paese di origine circa l'applicazione delle norme legislative, può determinare davvero concorrenze al ribasso - come già sottolineato in sede di discussione sulle linee generali - fondate su forme illegali del mercato del lavoro.
Con riguardo alla politica commerciale è necessario garantire e salvaguardare le imprese dell'Unione, promuovendo la produzione e il prodotto europeo con la tutela a livello internazionale della denominazione del paese di origine. Occorre inoltre sottolineare la volontà della Commissione di seguire le indicazioni del Libro bianco sulla gioventù e gli orientamenti espressi nella comunicazione relativa alla sostenibilità del turismo europeo.
È pure importante, nell'ambito della realizzazione dei progetti delle reti transeuropee di trasporto, che il Governo porti avanti con forza la necessità del completamento del Corridoio n. 5, strategico per i collegamenti tra est ed ovest.
Dalle Commissioni di settore è emerso, come la relazione sottolinea in modo ampio, la necessità di proseguire gli sforzi per eliminare fenomeni di concorrenza fiscale dannosa tra i paesi membri, che determinano distorsioni della concorrenza tra imprese, in particolare per quanto riguarda la tassazione delle società e dei risparmi, nonché delle piccole e medie imprese che operano con filiali in più Stati membri, così come è necessario rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le amministrazioni degli Stati membri in materia fiscale e doganale. Inoltre, tra gli obiettivi rilevanti del programma legislativo e di lavoro della Commissione delle Comunità europee vi sono quelli della sicurezza mentre tra quelli del Consiglio dell'Unione europea rientra quello attinente alla sicurezza internazionale, sviluppando in particolare la politica della PESD e della PESC.
Nel confermare il voto favorevole sulla risoluzione, intendiamo sottolineare ancora la necessità di garantire da parte del Governo una consultazione del Parlamento nella preparazione del programma nazionale per l'attuazione della strategia di Lisbona, che sarà presentato entro il prossimo mese di ottobre. Inoltre, va data concreta attuazione agli strumenti parlamentari per la definizione dell'indirizzo politico nella fase cosiddetta «ascendente» del progetto normativo comunitario, in sintonia peraltro con i princìpi informatori della legge 24 febbraio 2005, n. 11, innovativa della legge La Pergola, sia mediante la tempestiva comunicazione al Parlamento dei documenti di programmazione legislativa delle istituzioni europee, sia mediante il sostegno da parte del Governo all'ipotesi di un esame contestuale degli strumenti di programmazione europei da parte di tutti i parlamenti nazionali, coinvolgendo - con una proposta che reputo molto significativa, anche in riferimento all'organizzazione di tipo federale verso la quale il nostro paese vuole orientarsi - anche le assemblee legislative regionali (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paola Mariani. Ne ha facoltà.
PAOLA MARIANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il nostro gruppo voterà a favore della risoluzione sul programma di lavoro della Commissione e su quello operativo del Consiglio per il 2005. Abbiamo apprezzato, infatti, lo sforzo del relatore nel recepire non solo le nostre osservazioni in sede di XIV Commissione (Politiche dell'unione europea), ma anche i rilievi ed i suggerimenti provenienti dalle altre Commissioni.
Il testo che ci apprestiamo a votare tiene conto delle forti perplessità sollevate sulla direttiva Bolkestein, relativa alla libera circolazione dei servizi, e recepisce la nostra richiesta affinché il Governo si impegni alla sua modifica, soprattutto per quanto attiene al rischio che l'attuazione del principio del paese di origine possa favorire fenomeni di dumping sociale, con evidenti situazioni di svantaggio per i paesi caratterizzati da più elevati livelli di protezione sociale, come l'Italia.
Inoltre, il testo tiene conto delle nostre preoccupazioni in merito alla riforma dei fondi strutturali e all'approvazione del
bilancio comunitario 2007-2013. In particolare abbiamo espresso l'esigenza che la politica di coesione dell'Unione e il nuovo quadro finanziario non creino eccessivo pregiudizio per pure ragioni statistiche alle aree in ritardo di sviluppo dei vecchi Stati membri dell'Unione.
Certo dobbiamo sottolineare - e lo hanno già fatto i colleghi nonché lo stesso relatore - il ritardo con cui il Parlamento italiano esamina il programma della Commissione e del Consiglio per il 2005. Si tratta di un momento importante della fase ascendente, che prepara ed indirizza il lavoro della Commissione europea e quindi non può avvenire quasi al termine dell'anno, pena l'inutilità del nostro lavoro. Occorre poi evidenziare l'ampiezza degli impegni affidati al Governo con questa risoluzione; mi riferisco al rilancio della strategia di Lisbona, al sostegno della crescita e dell'occupazione, all'approvazione della direttiva sul lavoro temporaneo, alla prosecuzione del processo di ratifica della Carta costituzionale europea, all'armonizzazione della politica fiscale, alla collaborazione tra gli Stati membri per la lotta al terrorismo e per la definizione di una comune politica estera e di sicurezza. In realtà, siamo dubbiosi che il Governo sarà in grado di ottemperare a quello che oggi scrivete e votate insieme a noi.
Troppe sono le contraddizioni al vostro interno, troppo forti le tentazioni di scaricare sull'Europa le inefficienze del Governo italiano, come spesso ascoltiamo e leggiamo in autorevoli dichiarazioni. Riteniamo tuttavia che il nostro futuro sia legato a quello dell'Europa e che occorra dunque essere attori consapevoli della formazione di un'Europa unita, che non sia solo un'Europa economica ma anche un'Europa sociale, che non sia solo un'unione di Stati ma anche un'unione di popoli.
Riteniamo quindi importante che il Parlamento italiano, anche con atti di indirizzo unitari come quello in esame, faccia sentire la sua voce e indichi al Governo le priorità e le necessità del nostro paese, da far valere in sede europea. Ribadisco pertanto il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo sulla risoluzione in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Teodoro. Ne ha facoltà.
ANDREA DI TEODORO. Signor Presidente, mi unisco, a nome del gruppo di Forza Italia, ai colleghi che mi hanno preceduto nel ringraziare il relatore, onorevole Cossa, per il lavoro svolto e nel dichiarare il voto favorevole sulla risoluzione unitaria in esame.
Mi limito a un appunto di carattere metodologico sul lavoro, pur importante, svolto dalla XIV Commissione. Ritengo sia particolarmente rilevante l'attività di fase ascendente che stiamo compiendo, in quanto si tratta del momento in cui il Parlamento nazionale ha la possibilità, mediante indirizzi al Governo, di intervenire nel processo di formazione delle decisioni comunitarie; tuttavia, approvare una risoluzione recante indirizzi di azione relativi al programma di lavoro della Commissione europea e al programma operativo del Consiglio per il 2005 nel mese di settembre costituisce, più che altro, un esercizio accademico privo di effettiva incidenza. È dunque evidente la necessità di accentuare l'importanza della trattazione di tali atti comunitari, in modo che il Parlamento nazionale possa disporre di una reale possibilità di incidenza mediante indirizzi operativi al Governo che si concretizzino in linee di azione e non rimangano intenzioni spesso «postume», scritte sulla carta.
Auspico pertanto che nel prossimo anno la XIV Commissione abbia la possibilità di svolgere un lavoro più operativo rispetto a quello compiuto quest'anno, accurato ma in notevole ritardo rispetto alla presentazione dei documenti comunitari, che molto spesso contengono programmi, progetti e proposte già attuati dai competenti organismi dell'Unione nei mesi scorsi. Con tale auspicio, ribadisco comunque il voto favorevole dei deputati di Forza Italia e ringrazio i colleghi della XIV Commissione,
in particolare dell'opposizione, per aver voluto concorrere alla presentazione della risoluzione unitaria.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, la mia voce è fuori dal coro, in quanto, non avendo seguito direttamente il dibattito nella Commissione, nella quale non è presente alcun rappresentante dei Verdi, mi sono limitata a prendere atto della risoluzione unitaria che ne è scaturita. Tale risoluzione unitaria è ricca di buoni intenti ma anche di molte ambiguità. Mi riferisco, ad esempio, alla politica ambientale: di fronte ai disastri climatici attuali, si propone di proseguire l'approccio graduale comunitario allo sviluppo sostenibile, vale a dire proprio ciò che non bisognerebbe fare, in quanto sarebbe necessario accelerare il funzionamento del Protocollo di Kyoto. Alcuni paesi dell'Unione, infatti, a partire dall'Italia, non possono continuare ad aumentare le emissioni, come stanno facendo.
Bisognerebbe inoltre reperire strumenti molto più efficaci nel contrasto ai cambiamenti climatici, che tante distruzioni hanno causato e causano continuamente.
È questo il motivo della nostra posizione, unitamente ad un altro motivo di fondo: non è ben chiara la posizione del Governo sulla situazione in Europa, in particolare in relazione all'arresto del processo della Costituzione europea seguito al voto negativo in alcuni referendum.
Non voglio essere tranchant, ma non avendo partecipato al dibattito interno alla Commissione mi sfuggono le ragioni dell'unitarietà di intenti raggiunta, in particolare perché questa unitarietà non vi è neanche nel Governo in relazione alla posizione sull'Europa e quindi sul programma di lavoro della Commissione e del Consiglio europei.
Annuncio, pertanto, l'astensione dei deputati Verdi nel voto sulla risoluzione in esame.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento...
MICHELE COSSA, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cossa, non mi ero reso conto che desiderava intervenire. Ne ha facoltà.
MICHELE COSSA, Relatore. Non c'è problema, signor Presidente. Intendo svolgere alcune brevi considerazioni finali.
Nell'immaginario collettivo del Parlamento, un provvedimento come quello al nostro esame, il programma di lavoro delle istituzioni europee, è classificato d'ufficio tra gli argomenti minori. In realtà, proprio perché esso reca impegni per il Governo su tutta una serie di materie oggetto di normazione oppure di indirizzi normativi a livello europeo, che in quanto tali comportano modificazioni per l'ordinamento giuridico italiano, si tratta di qualcosa di molto complesso e molto importante. Esso è destinato ad incidere nella vita degli italiani, assai più di altri atti che, invece, trovano maggior interesse e risonanza nei mezzi di comunicazione di massa. Basti pensare alla più volte richiamata, anche in questa sede, direttiva Bolkestein, diventata celebre per l'efficace immagine dell'idraulico, e ora dell'infermiera, polacchi, oppure alla complessa e difficile trattativa sulle prospettive finanziarie dell'Unione europea e sulle ricadute che essa avrà su interi settori produttivi, importanti anche per il nostro paese. Gli esempi si potrebbero sprecare.
Ecco perché lo sforzo di approfondimento compiuto dal Parlamento è importante; ed ecco perché è importante che oggi, come spesso è capitato in questa Camera in occasione della trattazione di tematiche connesse all'Europa, si giunga ad una convergenza così ampia sulla risoluzione che ci accingiamo a votare.
Mi sembra perciò legittimo esprimere profonda soddisfazione e ribadire il ringraziamento a tutti i colleghi della Commissione,
della maggioranza e dell'opposizione, e al presidente Stucchi, per aver contribuito a far sì che oggi si potesse giungere ad ottenere un consenso così vasto sulla risoluzione presentata. Desidero anche ringraziare, per il ponderoso lavoro svolto e per la preziosa collaborazione, i funzionari della XIV Commissione, in particolare il dottor Petricone ed i funzionari dell'Ufficio per i rapporti con l'Unione europea.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Riccardo Conti.
RICCARDO CONTI. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro sulla risoluzione Cossa ed altri n. 6-00109. Chiedo, inoltre, che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Riccardo Conti, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
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