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PRESIDENTE. Il sottosegretario per l'ambiente e la tutela del territorio, onorevole Tortoli, ha facoltà di
ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. In merito all'interrogazione n. 3-04636 presentata dall'onorevole Perrotta, riguardante il problema delle emissioni di gas ad effetto serra, si rappresenta che il decreto legislativo n. 351 del 4 agosto 1999, che recepisce la direttiva europea 96/62/CE, costituisce il quadro normativo nazionale di riferimento in materia di valutazione e gestione della qualità dell'aria ambiente. Tale decreto definisce i principi per stabilire gli obiettivi per la qualità dell'aria ambiente al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l'ambiente; stabilisce, altresì, i principi su cui basare la valutazione della qualità dell'aria sul territorio nazionale in base a criteri e metodi comuni; determina, inoltre, la pianificazione di azioni utili a mantenere la qualità dell'aria, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi.
dell'ambiente, il Consiglio nazionale ricerche, l'ENEA e l'Istituto superiore di sanità.
PRESIDENTE. L'onorevole Perrotta ha facoltà di replicare.
ALDO PERROTTA. Signor Presidente, nel costatare che il sottosegretario Tortoli è sempre preciso nelle risposte che fornisce, oltre ad essere uno dei sottosegretari più puntuali e più presenti in aula, mi dichiaro soddisfatto dell'ottimo lavoro svolto dal Governo. Prendo atto, inoltre, che il controllo sulle emissioni di gas serra è demandato ai sindaci e agli enti locali.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Il medesimo decreto, all'articolo 7, stabilisce che è compito delle regioni individuare le zone del proprio territorio in cui i livelli di uno o più inquinanti comportino il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme e, per queste aree, definisce i piani d'azione contenenti le misure da attuare in breve periodo affinché sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme, incluse sospensioni del traffico veicolare. È altresì compito delle regioni individuare l'autorità competente alla gestione di queste situazioni di rischio. Poiché dal 1o gennaio 2005 sono entrati in vigore anche i nuovi limiti stabiliti per le polveri fini, che costituiscono attualmente il principale problema di inquinamento atmosferico nei centri urbani, alcuni sindaci hanno già adottato provvedimenti di limitazione e sospensione del traffico veicolare. Tuttavia, l'adozione di tali misure limitate alle ore e ai giorni di inquinamento acuto, è risultata poco efficace a lungo termine nella riduzione dell'inquinamento atmosferico, se non nei casi di variazioni meteorologiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti durante o immediatamente dopo la limitazione del traffico.
Si ritiene fondamentale che i piani d'azione (articolo 7 del decreto legislativo n. 351 del 1999), che devono scattare quando si verifica il rischio di superamento dei limiti di qualità dell'aria e delle soglie di allarme, vengano adeguatamente integrati con le pianificazioni di tipo strutturale finalizzate alle riduzioni di emissioni in atmosfera elaborate a livello nazionale, regionale e locale (Piano nazionale di riduzione delle emissioni, ex articolo 3 del decreto legislativo n. 171 del 2004; Piani regionali, ex articoli 8 e 9 del decreto legislativo n. 351 del 1999). A tal fine, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha istituito un tavolo tecnico di coordinamento sulla qualità dell'aria con il Ministero della salute, le regioni e le province autonome, l'Unione delle province d'Italia, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, l'Agenzia per la protezione
Uno degli obiettivi del coordinamento è quello di dotare i soggetti partecipanti di strumenti condivisi per la valutazione e la gestione della qualità dell'aria. I primi strumenti sviluppati dal tavolo tecnico sono stati: le linee guida per il corretto posizionamento delle stazioni di monitoraggio, nonché gli strumenti di modellistica per l'attuazione di un programma nazionale per la rilevazione del contributo alle concentrazioni di polveri fini derivanti da fenomeni naturali. Si sta ora lavorando allo sviluppo di ulteriori strumenti di modellistica validati, che consentano di effettuare delle previsioni attendibili sulle condizioni di rischio di inquinamento che si possono verificare in funzione dell'evolversi delle situazioni meteorologiche ed emissive di ciascuna area urbana.
La realizzazione di tale progetto consentirà, inoltre, la definizione di un sistema coerente ai vari livelli, in grado di fornire la valutazione degli effetti di riduzione delle concentrazioni atmosferiche degli inquinanti associati alle misure di urgenza (limitazioni del traffico) e strutturali, la valutazione degli effetti di riduzione delle concentrazioni atmosferiche degli inquinanti associati alle misure adottate nei piani nazionale e regionali, nonché la valutazione dei costi associati alle possibili misure di riduzione.
Questi strumenti renderanno, infine, possibile selezionare quelle più efficaci, nonché informare per tempo la popolazione.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15.


