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E) Interpellanze
con materiali contenenti amianto e hanno costituito per tanti anni la cornice domestica delle civili abitazioni, dei luoghi di lavoro e di studio, dei pubblici uffici, dei presidi ospedalieri e dei luoghi di culto;
interessati, un piano articolato di dismissione dell'amianto, di bonifica e di riqualificazione del territorio, sollevando le comunità locali dagli oneri finanziari connessi e risarcendo, almeno in questo, ancorché tardivamente e parzialmente, la popolazione colpita dalla suddetta emergenza ambientale;
la situazione esistente nel territorio di Menfi, a più di 36 anni dal sisma della valle del Belice, risulta particolarmente grave;
le baraccopoli, ormai quasi del tutto disabitate, vertono in uno stato d'assoluto abbandono e degrado, essendo, in realtà, diventate delle grandi discariche a cielo aperto, contenenti rifiuti di qualsiasi tipo;
quel che più preoccupa è la presenza di grandi quantità di amianto contenute in esse, esposte alle intemperie del tempo e dove spesso vanno a giocare ragazzini ignari dei rischi che corrono;
si è più volte sollecitato e discusso con i funzionari della protezione civile di Palermo, i quali, da più di un anno, rassicurano e assicurano, di mese in mese, l'avvio dei lavori di bonifica, ma finora nulla è stato fatto -:
quali iniziative intenda adottare al fine di dirimere immediatamente gli ostacoli che impediscono la messa in sicurezza dei materiali pericolosi per la salute pubblica.
(2-01582)«Cusumano, Oricchio».
(1o giugno 2005)
nella travagliata storia del dopo-terremoto la popolazione di Santa Margherita di Belice è stata costretta a vivere in alloggi precari ed insalubri, nati come sistemazioni provvisorie, ma durati 30 anni;
detti alloggi, sovraesposti alle intemperie e agli sbalzi termici, sono stati realizzati
è stata scientificamente acclarata la correlazione tra l'esposizione alle polveri rilasciate dalle strutture in amianto, soprattutto se fatiscenti, e l'insorgere di gravissime patologie degenerative, per cui oggi è legittimo chiedersi quali conseguenze sulla salute dei cittadini abbia comportato la permanenza forzata trentennale nelle baracche;
la condizione di oggettiva sovraesposizione e di nocumento alla salute della nostra popolazione, perpetuatasi per tre lunghi decenni, ha rappresentato un'offesa alla dignità dei cittadini di S. Margherita, sullo sfondo della colpevole inerzia dello Stato, essendo un fatto incontrovertibile che nessun organismo dello Stato, nelle sue diverse articolazioni, si sia mai attivato per rimuovere questa condizione di rischio (non sono state nemmeno impartite mai specifiche disposizioni comportamentali destinate ai baraccati!);
il caso di S. Margherita è emblematico della incompatibilità fra i tempi della politica e della burocrazia con l'esigenza primaria della salvaguardia del diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione;
la salute dei cittadini rappresenta un bene primario che non ammette margini di incertezza e, di conseguenza, è un preciso dovere dello Stato accertare, attraverso un'approfondita indagine epidemiologica, l'esatta consistenza di queste legittime preoccupazioni;
è, altresì, necessario acquisire certezze in ordine al rischio di inquinamento ambientale che può essere scaturito dallo smantellamento, peraltro largamente incompleto, della baraccopoli;
il territorio di S. Margherita di Belice non presenta i problemi di inquinamento presenti in altre aree del Paese, tipici di una economia industriale: esso è rappresentativo di una civiltà contadina, l'ambiente naturale che lo circonda costituisce una grande risorsa ed è importante che continui ad esserlo, preservandolo da ogni potenziale veleno;
ai sensi dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997, spetta allo Stato l'individuazione delle iniziative e delle azioni volte a ridurre la pericolosità dei rifiuti, specie quelli con maggiore impatto ambientale;
articolo 2 del citato decreto legislativo afferma chiaramente che la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti non deve in alcun modo recare pregiudizio all'ambiente naturale;
spetta ancora allo Stato la determinazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, dei criteri generali e degli standard di bonifica dei siti inquinati, nonché la determinazione dei criteri per individuare gli interventi di bonifica, che, in relazione alla tipologia dell'inquinamento ed all'estensione dell'area interessata, rivestono carattere nazionale;
spetta, altresì, allo Stato la determinazione e la disciplina delle attività di recupero dell'amianto e dei reperti contenenti amianto;
la comunità di Santa Margherita di Belice non può più, in questo delicato momento della sua storia, essere lasciata da sola ad affrontare una grave emergenza ambientale e sanitaria, che si protrae da diversi anni nell'indifferenza degli organi dello Stato, emergenza che affonda le sue radici in scelte politiche profondamente sbagliate, decise altrove e subite dalla comunità;
si è in presenza di un'emergenza ambientale e sanitaria di rilevanza nazionale;
il desiderio legittimo della comunità margheritese è quello di riappropriarsi del proprio territorio e delle sue inalienabili risorse paesaggistiche e naturali -:
se non ritenga opportuno:
a) predisporre, di concerto con la Regione siciliana e i comuni realmente
b) costituire, presso i ministeri della salute e dell'ambiente e tutela del territorio, una commissione di indagine ministeriale, volta a valutare l'incidenza della prolungata esposizione all'amianto sulla salute della popolazione interessata e sull'ambiente naturale del territorio stesso.
(2-00460) «Cusumano, Oricchio».
(16 settembre 2002)