Allegato A
Seduta n. 660 del 21/7/2005


Pag. 25


...

(Sezione 4 - Iniziative a tutela dei lavoratori della Montefibre S.p.A.)

LADU, SORO e TONINO LODDO. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
nel luglio 1996 la produzione delle fibre acriliche dello stabilimento di Ottana veniva ceduta, nell'ambito di un processo di privatizzazione, dalla Enichem alla Montefibre spa;
dopo una prima fase a ritmi normali, negli anni successivi all'acquisizione, Montefibre ridurrà progressivamente la capacità produttiva, fino a chiudere definitivamente gli impianti a far data dal 27 aprile 2003;
in tale occasione invierà lettera di licenziamento ai 251 lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Ottana;
dopo un periodo di lotte e di rivendicazioni, che vedrà la mobilitazione dell'intero territorio provinciale, con il coinvolgimento da parte delle forze sindacali, delle istituzioni e del complesso delle rappresentanze politiche, in data 14 luglio 2003 venivano siglate a Palazzo Chigi fra Governo centrale, regione Sardegna, organizzazioni sindacali e forze produttive due intese aventi quale oggetto:
a) un accordo di programma per la riqualificazione dei poli chimici della Sardegna;
b) un protocollo, collegato all'accordo di cui sopra, che impegnava la società Montefibre a ritirare le lettere di licenziamento e a richiedere per le maestranze


Pag. 26

l'adozione di un provvedimento di cassa integrazione della durata di un anno;
l'accordo di programma, oltre a prevedere l'impegno per la ricollocazione dei dipendenti della Montefibre, individuava, a carico del bilancio statale, la somma di 100 milioni di curo (a valere sulle dotazioni finanziarie stanziate per gli interventi a favore delle aree sottoutilizzate), allo scopo di sviluppare all'interno del compendio produttivo di Ottana un complesso di azioni;
nello specifico:
a) la reindustrializzazione dell'area produttiva, da realizzarsi con il supporto delle società: Sviluppo Italia, Syndial, Polimeri Europa, Territorio e impresa del gruppo Eni, oltre che degli osservatori nazionale e regionale della chimica e di Federchimica. Detta azione sarebbe dovuta indirizzarsi alla valorizzazione delle produzioni chimiche esistenti ed all'individuazione di nuove produzioni nel settore della chimica intermedia e della chimica fine, che potessero essere sviluppate all'interno dell'area produttiva;
b) il repowering della centrale termoelettrica allora gestita dalla società Aes corporation (recentemente ceduta al gruppo industriale Clivati), prefigurando forme innovative di autoproduzione finalizzate all'abbattimento dei costi energetici delle imprese presenti nel sito;
c) l'innovazione dell'impianto Pta e Pet, come previsto da una proposta progettuale presentata dalla società Equipolimers (già gruppo Dow chimical - Inca), da realizzarsi attraverso la formula del contratto di programma;
d) lo sviluppo e l'innovazione degli altri impianti chimici esistenti;
e) l'allargamento della base produttiva locale attraverso la promozione di una azione di scouting, tesa all'individuazione di nuove iniziative da insediare nel sito industriale di Ottana;
veniva, altresì, preso l'impegno dal Governo di favorire l'interessamento di possibili acquirenti per il mantenimento ad Ottana della produzione delle fibre acriliche, oltre che un complesso di interventi da realizzarsi sul piano della tutela dell'ambiente attraverso azioni di messa in sicurezza e di bonifica dei siti, attraverso la creazione di un sistema integrato per il monitoraggio ambientale e la gestione del rischio industriale e delle emergenze;
per la realizzazione delle linee strategiche ed operative dell'accordo venivano individuati, come principali strumenti di attuazione:
a) il «contratto di programma» per gli investimenti che avrebbero dovuto salvaguardare e sviluppare le filiere produttive esistenti;
b) il «contratto di localizzazione» e le agevolazioni derivanti dai benefici previsti dalla legge n. 181 del 1989 (estesa anche alle aree della chimica) per gli interventi di reindustrializzazione;
in data 19 dicembre 2003, sempre presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, si svolgeva una riunione di verifica degli accordi sottoscritti in data 14 luglio 2003 alla presenza del Sottosegretario Letta, del Ministro interrogato, del Ministro per le politiche comunitarie Buttiglione, del Sottosegretario per l'interno D'Alì, del presidente della regione Sardegna Masala e delle organizzazioni sindacali e produttive. In tale occasione il Governo emetteva un verbale di riunione attraverso il quale riconfermava gli impegni sottoscritti attraverso l'accordo di programma per la riqualificazione della chimica sarda;
nei mesi successivi venivano presentati al ministero delle attività produttive progetti da parte della società Equipolimers, del consorzio di imprese denominato Creo - Consorzio per la reindustrializzazione dell'area di Ottana - (parte delle quali già presenti nell'area ed operanti nell'ambito della filiera chimica: Lorica, Mini Tow, Antica fornace Villa di


Pag. 27

Chiesa ed altre) e della società Cfp Pakaging, interessata alla realizzazione di uno stabilimento ex novo che andrebbe a verticalizzare le produzioni della Equipolimers, attraverso la produzione di pellicole per alimenti;
il consorzio Creo andava a ricomprendere al suo interno anche due realtà produttive appartenenti al settore lapideo e delle pietre ornamentali, due realtà appartenenti alla categoria merceologica biomedicale, oltre al gruppo tessile Legler presente ad Ottana e gravato da una pesante crisi del settore;
in data 22 febbraio 2005, in considerazione dei ritardi in capo all'attuazione del predetto accordo di programma, che non consentivano la rioccupazione delle maestranze Montefibre, veniva sottoscritto presso il comitato per l'occupazione della Presidenza del Consiglio dei ministri un accordo per la concessione di una proroga della cassa integrazione guadagni fino al 31 dicembre 2005. L'accordo interesserà 148 lavoratori, avendo, nel frattempo, 103 cassintegrati raggiunto i limiti per il trattamento di quiescenza;
in data 4 novembre 2004 la giunta regionale della Sardegna, dietro richiesta del ministero delle attività produttive, emetteva una delibera in ordine alla compatibilità dei progetti Equipolimers, Cfp e del consorzio Creo con il programma di sviluppo produttivo ipotizzato per la regione Sardegna;
da allora il Cipe ha solo recentemente deliberato il finanziamento a favore del progetto della società Equipolimers, concedendo un finanziamento di 36 milioni di euro -:
quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di salvaguardare i diritti, la dignità e le professionalità dei lavoratori del settore, in particolare per assicurare la rioccupazione dei 142 lavoratori della Montefibre, attualmente in cassa integrazione, considerato che il loro licenziamento avrebbe pesanti ricadute economiche e sociali non solo sull'area interessata, ma su tutta la Sardegna.
(3-04929)
(20 luglio 2005)