Allegato A
Seduta n. 659 del 20/7/2005


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(A.C. 5949 - Sezione 6)

ORDINI DEL GIORNO

La Camera,
premesso che:
la partecipazione italiana alla missione di pace in Iraq trova le sue ragioni nella tutela della sicurezza della popolazione civile e nella salvaguardia delle nascenti istituzioni democratiche anche attraverso lo svolgimento di attività di ausilio alla cittadinanza e di formazione delle forze di difesa locali;
i limiti della missione, tracciati inderogabilmente dalla norma costituzionale e confermati dal Parlamento nelle diverse deliberazioni di approvazione e di finanziamento della missione stessa, sono e non possono che essere ispirati ad un principio di intervento pacifico, volto a promuovere le migliori condizioni per una autodeterminazione democratica del popolo iracheno;
dopo lo svolgimento delle elezioni democratiche e il consolidamento di un processo di autogoverno del Paese da parte dei legittimi rappresentanti popolari, l'impegno primario delle forze di pace può dirsi compiuto, mentre è in fase di compimento l'attività di ausilio alla popolazione e di formazione delle forze armate locali;
confermata la lealtà collaborativa nei confronti dei Paesi impegnati nell'intervento di pace in Iraq e nella lotta al terrorismo di matrice islamista, in coerenza con i deliberati delle Nazioni Unite e con i principi fondamentali, di libertà e di democrazia posti alla base della civiltà occidentale,

impegna il Governo

a predisporre un piano di rientro dei militari italiani dalla missione in Iraq e, allorquando rientrato in Italia il nostro contingente, a provvedere altresì alle necessità materiali della popolazione irachena mediante aiuti umanitari (di natura sanitaria, alimentare e di assistenza alle fasce più deboli della popolazione) di valore pari all'impegno di spesa sostenuto per la missione militare e pace, da affidare alle Forze armate italiane.
9/5949/1. Mastella, Cusumano, Acquarone, Potenza, Pisicchio, Nuvoli, Oricchio, Iannuccilli, Luigi Pepe, De Franciscis, Ostillio, Mongiello.

La Camera,
ritenendo che anche in Iraq possano essere stati utilizzati proiettili contenenti il cosiddetto «uranio impoverito» e che vanno attentamente valutate le possibili conseguenze dell'uso di tali armi e munizioni sul corpo umano tenuto anche conto della possibile contaminazione ambientale;
che nei lunghi anni del regime di Saddam Hussein possono essere state fabbricate, conservate o comunque utilizzate anche armi di potenziale pericolo chimico e biologico;
ritenendo necessario procedere ad un periodico esame delle condizioni di salute di tutto il personale potenzialmente sposto a tali rischi,

invita il Governo

a procedere con particolare attenzione ad una verifica periodica delle condizioni di salute dei militari e dei civili che possano essere esposti o essere stati esposti a materiale radioattivo, di uranio impoverito e/o di rischio chimico e biologico, prendendo le eventuali decisioni conseguenti in caso di accertata o potenziale avvenuta contaminazione.
9/5949/2. Zacchera.