Allegato B
Seduta n. 657 del 18/7/2005


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ITALIANI NEL MONDO

Interrogazione a risposta scritta:

SANDI. - Al Ministro per gli italiani nel mondo. - Per sapere - premesso che:
numerosi cittadini rumeni di origine italiana vedono da tempo le loro richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis bloccate, in quanto i loro ascendenti vengono considerati rinunciatari della cittadinanza a seguito di provvedimenti del governo romeno risalenti agli anni 1952-1954;
dopo la seconda guerra mondiale i cittadini italiani residenti in Romania furono forzatamente costretti a rinunciare alla loro cittadinanza, la storia è ben nota e comprendeva il restringimento della libertà personale e la perdita dei beni. La normativa italiana, d'altra parte, non consentiva la doppia cittadinanza (articoli 8 e 12 della legge 13 giugno 1912, n. 555);
la legge n. 91 del 1992 «Nuove norme sulla cittadinanza» ha introdotto di nuovo la possibilità di riacquistare la cittadinanza (articolo 17) con una semplice dichiarazione ma «entro due anni dalla data di entrata in vigore»;
a causa della situazione politica di quel periodo molti non hanno potuto dichiarare in modo aperto la loro appartenenza alla nazionalità italiana. Inoltre la mancanza di informazioni tempestive ne ha impedito l'esercizio -:
se il Governo intenda, tenendo conto dello spirito istitutivo della legge 5 febbraio 1992, n. 91 adottare un'iniziativa di carattere normativo finalizzata a riaprire i termini per la riacquisizione della cittadinanza italiana, la quale potrebbe essere limitata a tutti i discendenti fino al terzo grado di parentela agli appartenenti delle comunità di origine italiana che risiedono nei paesi europei che hanno attraversato periodi caratterizzati da difficoltà politiche e dove erano in vigore norme o comportamenti delle autorità locali che in seguito hanno impedito di pronunciarsi in tempo debito a favore dell'appartenenza alla nazionalità italiana.
(4-15971)