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PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Leone ha facoltà di
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, è sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani il fatto che, malgrado l'attività intensa delle forze dell'ordine, risulta tuttora diffusa in molte parti del territorio nazionale e nei luoghi più disparati la vendita di articoli di pelle e di abbigliamento con marchi contraffatti.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Leone, per contrastare il fenomeno del commercio ambulante svolto da extracomunitari e della contraffazione
dei marchi, oltre ai consueti controlli di servizio realizzati dalle forze dell'ordine, spesso in forma congiunta e con l'ausilio della Polizia, viene svolta costantemente un'attenta attività investigativa.
PRESIDENTE. Onorevole ministro...
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. ... con la partecipazione nelle regioni rivierasche delle capitanerie di porto.
PRESIDENTE. L'onorevole Antonio Leone ha facoltà di replicare.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, desidero anzitutto ringraziare il ministro Giovanardi sia per le informazioni fornite, sia per averci comunque reso edotti delle iniziative intraprese nell'ambito della materia sulla quale verte l'interrogazione in esame.
Tale fenomeno, con le sue conseguenze, rappresenta sicuramente un enorme danno per i produttori degli articoli originali e per i commercianti in regola e denota un clima di non completo rispetto della legalità.
Chiediamo al ministro Giovanardi ed al Governo quali siano le misure di carattere sia operativo sia normativo che si intendono adottare per garantire con maggiore efficacia il rispetto dei princìpi di legalità da parte di tutti.
Le cito solo alcuni ritagli di stampa degli ultimi giorni: a Fano, «Scattano sequestri e denunce»; a Taranto, «Marchi contraffatti in due container: sequestrate merci per 700 mila euro»; a Fermo, «Accordo con la Guardia di finanza per contrastare il fenomeno»; a Verona, «Polizia municipale contrasta l'abusivismo commerciale»; a Isernia, «Vendevano merce contraffatta: denunciati»; a Cremona, «La Guardia di finanza scopre banda che produceva e falsificava capi firmati». Ulteriori notizie riguardano Brescia ed altre città.
Questa attività ha consentito l'individuazione di canali di approvvigionamento e lo smantellamento dei vari centri di raccolta e smistamento delle merci, nonché il sequestro di attrezzature prodotte e l'espulsione di numerosi cittadini stranieri non in regola. Nel 2004, complessivamente, sono state effettuate 32 mila 500 operazioni di contrasto al fenomeno dell'abusivismo, che hanno consentito di denunciare all'autorità giudiziaria 10.300 persone, di erogare 11.539 sanzioni amministrative e di adottare 20.500 provvedimenti di sequestro, per un numero complessivo di 11 milioni e mezzo di oggetti sequestrati.
Anche l'azione di anticontraffazione delle forze dell'ordine nel corso dello stesso anno è stata svolta con analoga intensità e con frequenza pressoché giornaliera; nell'ottica del controllo delle aree urbane, dove è più frequente tale fenomeno, è stata già prevista la reiterazione delle operazioni «Vie libere», che si sono dimostrate, nel recente passato, un efficace strumento di controllo delle forme di illegalità.
Allo scopo di intensificare e rendere più efficace l'azione di contrasto dello stesso fenomeno su scala nazionale, è stato costituito, presso il Dipartimento di pubblica sicurezza, un apposito gruppo di lavoro, con il duplice obiettivo di uniformare le informazioni ricavabili dalle attuali rilevazioni statistiche di settore e di redigere un manuale operativo concepito come ausilio per le attività sul territorio.
Al termine di questa attività, nel dicembre dello scorso anno, è stata diramata specifica direttiva alle autorità provinciali di pubblica sicurezza, recante nuove modalità di raccolta e analisi dei dati relativi all'azione di contrasto, anche da parte delle polizie municipali, delle violazioni delle normative sulle proprietà intellettuale ed industriale e all'abusivismo commerciale, nonché un nuovo manuale operativo sul commercio abusivo e sulla vendita di prodotti contraffatti. Con la stessa direttiva, i prefetti sono stati invitati a coinvolgere i comuni nel fenomeno, diffondendo il nuovo manuale operativo e fornendo le indicazioni necessarie alle nuove procedure di analisi e raccolta dei dati.
Sono state date ulteriori specifiche istruzioni ai prefetti e ciò ha consentito di pianificare e coordinare i servizi di vigilanza delle tre Forze di polizia, e della polizia municipale, specie in sinergia con la SIAE.
Segnalo infine l'utilità dello strumento offerto dai protocolli di intesa sulla sicurezza siglati dalle prefetture con le amministrazioni comunali, che hanno consentito, anche in questo settore, di disporre coordinate ed integrate forme di controllo...
Si tratta di una pratica illegale posta in essere dai detti commercianti ambulanti, che danneggia con ogni evidenza sia i produttori in regola sia i commercianti in regola; ritengo che la questione debba essere affrontata tenendo conto di una serie di vicende ben note a tutti e che destano preoccupazione nei cittadini. Infatti, da una forma, pur minima, di illegalità ad altre, il percorso è brevissimo, ed è facile.
Ritengo dunque che il principio di legalità vada salvaguardato sempre e comunque, anche nella realtà socio-economica; realtà che solo apparentemente desta minori preoccupazioni. Quando, infatti, l'illegalità economica assume manifestazioni così rilevanti quali sono, oggi, quelle sotto gli occhi di tutti, essa trasmette un segnale fuorviante, soprattutto agli stranieri che fanno ingresso nel nostro paese.
Le forze dell'ordine, come lei ha notato, onorevole ministro, sono impegnate in molteplici compiti, certamente più rilevanti; anche alla luce dei dati da lei forniti, constato che esse, per così dire, si sono attrezzate anche per contrastare questa forma di illegalità. È di fondamentale importanza che, in un paese liberale e democratico come il nostro, il rispetto del principio di legalità sia imposto a tutti, sia ai cittadini italiani sia a quelli extracomunitari. È, questo, un messaggio forte e chiaro che le nostre istituzioni devono dare, in generale, e, in particolare, agli stranieri che entrano, più o meno regolarmente, nel nostro paese.
La ringrazio, ministro, per quanto potrà fare il Governo al riguardo.


