Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 656 del 14/7/2005
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(Replica del relatore - A.C. 5952)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Minoli Rota.

FABIO STEFANO MINOLI ROTA, Relatore. Signor Presidente, ho seguito con attenzione il dibattito e le riflessioni svolte dai colleghi. In generale, ritengo si tratti del primo decreto-legge in materia che percepisce l'esigenza di andare incontro ai cittadini, che hanno più volte manifestato un disagio per il cambio lira-euro. Un fattore di spesa rilevante totalmente a loro carico - qual è quello dei farmaci di automedicazione e, in generale, senza obbligo di prescrizione medica - necessitava, infatti, di una giusta e doverosa risposta in chiave di responsabilità sociale.
Stiamo parlando di un risparmio che si potrà misurare in termini economici alla fine di un esercizio industriale, quindi tra nove-dodici mesi: a quel punto si potrà valutare lo stato effettivo delle cose. Però, un risultato lo abbiamo immediatamente ottenuto, come hanno ricordato i colleghi: avviare con i soggetti della filiera del farmaco un rapporto effettivo di confronto e collaborazione. Nella stesura del testo in esame sono state coinvolte tutte le parti: vi è stato il coinvolgimento diretto dell'industria e di tutte le associazioni di categoria d'impresa ed un collegamento diverso e forte con le associazioni rappresentanti dei farmacisti. Tutti hanno avuto un obiettivo vantaggio e si è avviato un tavolo comune. Dal 2007 avremo una revisione del prezzo, ma ciò non vuol dire che il prezzo non sarà ulteriormente valutato e concordato con l'azione di Governo (con il Governo che ci sarà allora, rispondendo all'onorevole Labate sulla sua scaramantica battuta).
Per quanto riguarda i farmacisti, mi si consenta di dire che hanno avuto un obiettivo vantaggio immediato: la promessa del ministro Storace del suo impegno sul tavolo Stato-regioni a rivedere l'aspetto dei pagamenti e la garanzia di un ritardo dell'introduzione nel mercato del largo consumo di questo genere di prodotti. Al farmacista vengono attribuiti l'onere di fare informazione al cittadino, mettendolo nella condizione di avere un effettivo risparmio con il farmaco cosiddetto equivalente, e la possibilità di accollarsi un onere sociale effettuando uno sconto ai propri clienti o ai clienti di passaggio.
Il Governo si era già mosso nella direzione di attribuire ai farmacisti una responsabilità maggiore nel rapporto con il cittadino con il famoso opuscolo inviato a tutte le famiglie. Oggi con la suddetta possibilità e con lo sviluppo di un farmaco generico che ridenominiamo farmaco «equivalente» - e adesso, signor ministro, occorrerà una campagna di informazione in merito al cambio di denominazione - siamo nella condizione di offrire un nuovo mercato. È chiaro che il decreto-legge avrà bisogno (e chiedo al ministro assicurazioni in questo senso), di essere maggiormente circostanziato soprattutto con le circolari applicative che dovranno essere definite per quanto riguarda, ad esempio, la stampigliatura in codice Braille.
Nel nostro paese vige la legge n. 662 del 1996, che disciplina l'uso di questo alfabeto, specificando che deve esserci una compatibilità con la dimensione della confezione; ebbene, il Ministero della salute dovrà spiegare all'Agenzia italiana del farmaco di tenerne conto. Allo stesso modo, occorre insistere - come d'altronde ha fatto il Governo in questo periodo -, nello switch di quei prodotti cosiddetti soap, verso i prodotti di automedicazione.
Da un punto di vista generale, i colleghi hanno parlato di una politica industriale di settore scarsa, inefficace, ancora oggi alla ricerca di un giusto indirizzo. Obiettivamente, non mi sembra che sia proprio così. Abbiamo avviato il tavolo con la filiera del farmaco; oggi esiste una politica di controllo del farmaco rimborsabile che ha avuto successo. Certo, sono occorsi molti provvedimenti, ma oggi abbiamo ottenuto un successo e quindi la spesa riguardante il Servizio sanitario nazionale è sotto controllo. Il decreto-legge sulla competitività ha promosso ed incentivato la ricerca. Evidentemente, ci stiamo quindi


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avviando, con calma ma con un approccio complessivo, a tutto campo, a cambiare le famose regole del gioco della comunicazione. Credo che in questo ci aiuterà molto l'Agenzia italiana del farmaco, voluta da questo Governo e attiva da un anno, che contribuisce in modo diretto, con proposte concrete, a riconoscere alcune agevolazioni alle imprese che investono nel nostro paese.
Concludo, dicendo alla collega Valpiana che non si tratta solo di un problema di largo consumo, perché il prodotto farmaceutico non è un prodotto di largo consumo. Peraltro, a nostro avviso, tutto il settore della salute non può essere assolutamente accostato al settore dei beni di consumo. Lo dimostra il fatto che, a livello di sistema sanitario il nostro paese viene considerato dall'Organizzazione mondiale della sanità il secondo al mondo per qualità di cura, e quindi per capacità di assistenza dei cittadini.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta fino alle 12.

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