Allegato A
Seduta n. 656 del 14/7/2005


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(Sezione 7 - Stato dell'iter relativo alla procedura di dismissione del castello Carrarese di Padova)

G)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:
il castello carrarese di Padova porta i segni di una storia che, in epoche successive, ha lasciato le sue tracce, assegnandogli ruoli e significati diversi e segnandolo in maniera indelebile: sistema fortificato fin dalla prima metà del X secolo ad opera del vescovo e munito di una torre con il nome di «Turlunga»; attorno al 1242 viene ingrandito e rafforzato da Ezzellino da Romano, che fa inglobare anche la chiesa di San Tommaso e fa costruire due alte torri, una verso la città e una verso la campagna;
un ulteriore rafforzamento è voluto nel 1374 da Francesco I da Carrara e affidato all'architetto Nicolò della Berlarda; durante il dominio veneziano perde progressivamente d'importanza e subisce in seguito numerosi interventi e trasformazioni d'uso, che ne hanno alterato la struttura; dal 1807 è adibito a carcere ed è stato persino, fino a pochi anni fa, trasformato in alcune sue adiacenze in fabbrica di biciclette;
l'impianto del 1200 è tuttora perfettamente visibile, si sviluppa lungo le mura medioevali con l'ingresso da piazza Castello e comprende la torre della Specola;
il forte degrado a cui è abbandonato il castello può portare ad una grave perdita di elementi che segnano la storia della città di Padova e non solo, ma anche del patrimonio storico-artistico italiano, innestando processi irreversibili che rischiano di mettere in pericolo un'opera di assoluto rilievo e importanza culturale, simbolo ed identità padovana;


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il tetto del castello presenta gravi ed evidenti segni di instabilità strutturale, che possono portare in breve tempo ad una ceduta strutturale complessiva, con conseguenze disastrose per la stabilità generale del castello;
è a rischio di crollo la chiesa dell'800 e materiali di grande importanza storica rischiano di essere asportati insieme ai detriti;
la sovrintendenza ha iniziato una meritoria attività di restauro in due sale di un ciclo di affreschi trecenteschi, che rappresentano sicuramente un unicum;
era stata presentata al Ministro per i beni e le attività culturali un'interpellanza urgente, alla quale si ricevevano precise garanzie sulle strategie da adottare per il recupero del complesso del castello carrarese;
il Sottosegretario Mario Pescante, in risposta ad un'interrogazione a risposta immediata in VII Commissione, dava garanzie sulle reali intenzioni del ministero per i beni e le attività culturali, la cui volontà era quella di avere in consegna il bene;
in data 2 aprile 2003 è stata svolta un'interrogazione a risposta immediata in VI Commissione al Ministro dell'economia e delle finanze, inerente alle iniziative per il recupero del castello carrarese di Padova, a firma Stradiotto, Colasio ed altri;
nell'interrogazione si chiedeva in quali tempi e quali precisi atti amministrativi il demanio intendeva prendere per effettuare il passaggio del bene in oggetto dal ministero dell'economia e delle finanze al ministero per i beni e le attività culturali;
in risposta alle domande poste con l'interrogazione, il rappresentante del ministero dell'economia e delle finanze annunciava che la competente agenzia del demanio aveva già disposto, con lettera n. 8667 del 18 marzo 2003, la consegna temporanea del castello carrarese di Padova, per il tempo necessario all'immediata esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, al ministero per i beni e le attività culturali;
il Sottosegretario riferiva che l'agenzia, in accordo con il predetto dicastero sull'opportunità di usufruire dell'offerta di un finanziamento da parte della Fondazione della Cassa di risparmio di Padova in grado di consentire gli interventi di messa in sicurezza delle parti maggiormente degradate, nonché di mettere a punto il progetto di restauro e la futura destinazione d'uso del compendio, ne aveva disposto la consegna temporanea e, pertanto, aveva invitato la propria filiale di Venezia a provvedere sollecitamente, previa ripresa in consegna dal ministero della giustizia, ai necessari conseguenti adempimenti;
il Sottosegretario affermava che, a conferma del suo interesse per la valorizzazione del bene, l'agenzia del demanio aveva precisato che tale consegna rappresentava una fase temporanea e prodromica rispetto al progetto complessivo di restauro, finalizzato alla riutilizzazione del castello;
nel maggio 2003 il ministero per i beni e le attività culturali era stato interpellato con un'ulteriore interrogazione, rispondendo che la procedura di dismissione dell'immobile da parte del ministero della giustizia - dipartimento amministrazione penitenziaria - non risultava ancora compiutamente formalizzata, né era a conoscenza di eventuali ragioni ostative alla sua definizione, rendendo noto, infine, che il capo di gabinetto del ministero per i beni e le attività culturali aveva formalmente interpellato il capo di gabinetto del ministero della giustizia in ordine ai tempi della procedura di dismissione del castello;
il Ministro interpellato comunicava nel marzo 2005 al demanio, con una


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lettera con la quale restituiva il bene al demanio, procedura propedeutica per la presa in carico da parte del ministero per i beni e le attività culturali;
va, inoltre, considerato che, sulla base delle risorse allocate dalla legge n. 291 del 2003 per il restauro del castello, la competente sovrintendenza territoriale ha provveduto a definire un progetto preliminare di recupero e di messa in sicurezza del castello carrarese;
il comune di Padova beneficiario di un contributo ministeriale, pari a 2,7 milioni di euro, sta predisponendo il progetto di recupero e di messa in sicurezza della struttura medesima;
la Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo ha predisposto un contributo, pari a 1.250.000 euro, finalizzato ad interventi sul castello;
lo stesso comune di Padova ha manifestato a volontà di stanziare un'ulteriore cifra per il restauro e la valorizzazione della struttura;
nel caso venga ancora ritardato l'inizio dei lavori specificati nel progetto preliminare di recupero e di messa in sicurezza del castello carrarese, preparato dalla sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio del Veneto orientale, con il rischio che si verifichi il collasso definitivo della struttura, il danno rischia di essere irrecuperabile, con le conseguenze penali e amministrative del caso -:
a quale punto sia la procedura di dismissione del castello e quale impedimento stia bloccando l'iter burocratico, mettendo seriamente in pericolo la conservazione del bene, che necessita pronte ed immediate misure di messa in sicurezza e di correlativo restauro.
(2-01614)
«Colasio, Boccia, Ruzzante, Bimbi, Ascierto, Saia».