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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, voglio soltanto dichiarare il voto convinto del gruppo Misto-Verdi-l'Unione a favore di questo provvedimento. Inoltre, vorrei assicurare l'impegno del nostro gruppo affinché la dichiarazione resa oggi in quest'aula dal Governo abbia un seguito concreto al Senato e si metta quindi all'ordine del giorno al più presto la votazione del disegno di legge di ratifica della Convenzione per la protezione delle Alpi, ferma in quel ramo del Parlamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.
VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo voterà a favore di questi due atti internazionali, l'Accordo che prevede l'istituzione di un Segretariato permanente ad Innsbruck, con sede distaccata a Bolzano, e la specifica Convenzione stipulata dall'Italia con il Segretariato sulla sede distaccata di Bolzano. Anzi, siamo orgogliosi di avere avviato, alla fine degli anni Novanta, l'istruttoria che ha portato alla valutazione positiva sull'utilità di un Segretariato, cui in seguito è stata conferita una specifica funzione ad Innsbruck e Bolzano.
Inoltre, siamo riconoscenti al Parlamento per avere oggi approvato in via definitiva la ratifica dei suddetti atti. Quindi, ci auguriamo che al più presto le sedi di Innsbruck e Bolzano siano messe nelle condizioni di piena operatività. Inoltre,
vogliamo dare atto al Governo del pronunciamento espresso oggi in quest'aula; in proposito, vorrei ricordare al sottosegretario che sono sospese le ratifiche di nove Protocolli, nel loro insieme. Al Senato, infatti, sono fermi da quasi un anno tutti e nove i Protocolli attuativi, di cui uno già approvato dalla Camera in due successive letture nello stesso testo. Quindi, fino ad ora l'Italia non ne ha ratificato nessuno.
Ricordo che la Convenzione delle Alpi è una convenzione quadro, priva di disposizioni pratico-operative; quindi, si tratta di un ragionamento per lo sviluppo sostenibile nella regione alpina. Quindi, l'assenza dei Protocolli attuativi, in attesa della ratifica italiana, rende il nostro paese la pietra dello scandalo della regione alpina.
Ci rallegra, pertanto, l'impegno assunto del Governo a garantire la rapida ed urgente ratifica di tutti e nove i Protocolli (sotto questo punto di vista, è importante la dichiarazione in merito al Protocollo dei trasporti, perché proprio su questo esisteva un dubbio, mentre sugli altri otto vi è un consenso molto più ampio), così come ci rallegra quello già assunto dall'onorevole Landi di Chiavenna, capogruppo di Alleanza Nazionale in Commissione esteri, particolarmente esperto di questioni internazionali.
Per quanto riguarda la Lega, essa, fin dalla presentazione del disegno di legge governativo che risale all'inizio della legislatura - aspettiamo da quattro anni! -, ha espresso alcune perplessità. L'onorevole Panattoni ha spiegato con nettezza, chiarezza e sinteticità i motivi per cui tali perplessità non ci convincono. Resta comunque aperta la strada della modifica del Protocollo, ma non possiamo più attendere. Anche la Francia ha completato l'iter di ratifica e la mancata ratifica da parte dell'Italia non sarebbe sostenibile, in quanto si porrebbe in discussione la stessa utilità della Convenzione e non soltanto dei Protocolli attuativi.
Peraltro, una politica integrata, omogenea ed unitaria nella materia dei trasporti è richiesta anche dall'Unione europea. Nel rapporto del commissario competente, infatti, si fa esplicito riferimento al Protocollo sui trasporti della Convenzione delle Alpi quale strumento positivo. L'Europa, dunque, assume il Protocollo sui trasporti e chiede, in particolare per le grandi reti di collegamento, non solo transfrontaliero, tra i vari paesi, che vi sia convergenza e selezione delle priorità.
Il Protocollo sui trasporti della Convenzione delle Alpi si inserisce quindi in una dinamica di concertazione della rete dei trasporti, di valorizzazione del trasporto su rotaia rispetto a quello su gomma, di valutazione omogenea rispetto agli ecosistemi, dal momento che le Alpi costituiscono l'unico ecosistema ambientale, geografico, storico e sociale.
Riteniamo dunque che l'impegno del Governo possa consentire all'Italia, in breve tempo, di evitare una brutta figura, che segnerebbe l'intera legislatura.
MICHELE SAPONARA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELE SAPONARA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, a
chiarimento delle dichiarazioni precedenti, mentre l'impegno del Governo per gli otto Protocolli relativi al paesaggio, all'agricoltura, alla parificazione territoriale, alle foreste, al turismo, all'energia, alla difesa del
suolo e alle controversie, è pacifico, per quanto riguarda il Protocollo sui trasporti - si tratta di una comunicazione doverosa - c'è da vedere...
MARCO BOATO. Quindi il Governo sta facendo marcia indietro (Commenti dei deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e Forza Italia)!
MICHELE SAPONARA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Sto facendo una dichiarazione che proviene dal Governo, non sto facendo marcia indietro. Sto dicendo che mentre per gli altri otto Protocolli vi è il massimo impegno, per l'altro è necessaria una verifica.
MARCO BOATO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, con il garbo e la cortesia che si devono al sottosegretario Saponara, che è persona civilissima e che per di più, essendo sottosegretario per l'interno, è competente in una materia che non attiene direttamente a quella in discussione, va rilevato che abbiamo assistito ad una situazione un po' sconcertante. Pochissimi minuti fa, a nome del Governo, il sottosegretario Saponara ha letto una dichiarazione, che evidentemente gli è stata dettata (è corretto che ciò avvenga, in quanto egli è sottosegretario per l'interno), con la quale, a nome dei ministeri competenti, si è impegnato per la ratifica dei Protocolli aggiuntivi alla Convenzione delle Alpi, che questa Camera ha già approvato alcuni mesi fa e che è attualmente ferma al Senato.
Successivamente, è intervenuto un collega della Lega Nord, il quale, di fronte alla posizione pressoché unanime del Parlamento, ha dato l'altolà al Governo. L'onorevole Cima e l'onorevole Calzolaio hanno comunque espresso soddisfazione - lo avrei fatto anche io - per le dichiarazioni del sottosegretario Saponara. Quest'ultimo non ha fatto neppure in tempo ad accogliere tale soddisfazione - espressa dall'onorevole Cima e dall'onorevole Calzolaio, ma che molti colleghi avrebbero potuto condividere - ed ha contraddetto la posizione precedentemente assunta. Mi dispiace, signor sottosegretario,
di averla scortesemente interrotta, ma si è trattato di un'interruzione volta a sottolineare la gravità di quanto accaduto.
Nell'arco della stessa seduta, lo stesso rappresentante del Governo ha smentito se stesso nel giro di pochi minuti e sulla stessa materia, che attiene ad una questione di rilevanza europea fondamentale, rispetto alla quale l'Italia è deficitaria (come ha ricordato giustamente l'onorevole Calzolaio, da quattro anni attendiamo l'approvazione dei Protocolli aggiuntivi alla Convenzione delle Alpi). È tutto ciò perché il gruppo della Lega gli ha dato l'altolà, gli ha intimato di stare attento a quanto stava affermando.
Trovo pazzesco quanto appena accaduto: è sconcertante, poco serio, di un'assoluta incoerenza. Anche perché, insisto, quest'Assemblea, solo pochi mesi fa, ha approvato a larghissima maggioranza (centrodestra e centrosinistra insieme, eccetto la Lega) la ratifica di tutti i Protocolli aggiuntivi, compreso quello sui trasporti. È quindi assolutamente indecente quanto, purtroppo, è accaduto poco fa, in occasione della seconda dichiarazione del rappresentante del Governo! Lo considero un segno premonitore che questa battaglia, attualmente in corso al Senato, è assolutamente aperta. Ed è anche il segno che il Governo si accinge a perdere nuovamente la faccia, evento che, nonostante il voto parlamentare quasi unanime da me ricordato, si è ripetuto sistematicamente in questi quattro anni (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-L'Unione, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-SDI-Unità Socialista).
GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIO PANATTONI. Al di là dello sconcerto causato da questo cambiamento di opinione, credo che la soluzione del problema sia molto semplice: sarebbe opportuno che questo Governo, una volta tanto, facesse gli interessi del paese e non di una specifica parte politica, la stessa che già altre volte si è posta di traverso dinanzi agli interessi del paese per salvaguardare interessi regionali.
Se alla Camera si è raggiunta quasi l'unanimità sulla ratifica dei Protocolli aggiuntivi, non riesco a comprendere
perché il Governo ceda, non dico ad un ricatto, ma quantomeno ad una modesta ed inefficace osservazione da parte dei rappresentanti del gruppo della Lega (è un'osservazione poco pratica e non realizzabile), con ciò incorrendo in una brutta figura sul piano logico, sul piano delle cose concrete e non su quello della politica.
Al Governo rivolgo l'invito a riconsiderare la questione e a confermare l'impegno, che avevamo recepito con buonsenso, con senso di responsabilità. Il resto mi pare sia da attribuire alla «faccia da circo» che purtroppo qualche volta caratterizza questa maggioranza.
VALDO SPINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso se chiedo pochi attimi di tempo, ma debbo dichiararmi umilmente pentito. In precedenza, credevo di fare bene stimolando il Governo ad assumere posizione sulla ratifica dei Protocolli; ritenevo di esercitare una funzione maieutica invitando il Governo a convenire sulla necessità di portare avanti gli impegni dell'Italia e le deliberazioni della Camera dei deputati.
In un primo tempo la mia azione aveva ottenuto successo: infatti, nella sua prima dichiarazione l'onorevole Saponara si era assunto tale impegno. Evidentemente, in seguito, qualche «spirito santo» ha parlato dall'alto e questo impegno è stato parzializzato e reso operativo solo per otto Protocolli, mentre per l'Accordo sui trasporti si è fatto rinvio ad una successiva verifica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutta la buona volontà, anche volendo far fare al Governo una buona figura, proprio non ci si riesce! Mi sia consentito di ricordare che voteremo sicuramente a favore del provvedimento in esame, ma nella convinzione che solo un altro Governo ed un'altra maggioranza potranno dare a tali Accordi l'effettiva efficacia e capacità di raggiungere gli scopi che la stessa Convenzione delle Alpi si prefigge (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-SDI-Unità Socialista, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Verdi-l'Unione).
UGO PAROLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
UGO PAROLO. Signor Presidente, dopo le dichiarazioni appena ascoltate, ritengo sia opportuno fare un po' di chiarezza. Anzitutto il gruppo della Lega non pone l'altolà a nessuno. Pensare ciò sarebbe una offesa sia per le persone che rappresentano il Governo sia per l'intero Parlamento. Abbiamo esclusivamente posto una questione politica, ricordando al Governo le posizioni già assunte non dalla Lega - voglio ribadirlo -, ma dal viceministro competente, che peraltro non appartiene al nostro gruppo ma a quello di Alleanza nazionale.
Peraltro, abbiamo ribadito che il nostro gruppo è stato il primo ad assume una posizione critica sul Protocollo dei trasporti, continuiamo a mantenere tale posizione.
Se poi gli altri otto Protocolli non sono andati avanti ciò non è certamente per colpa della Lega Nord Federazione Padana o del Governo, ma probabilmente per la posizione assunta dall'opposizione che continua a bloccare con un'azione strumentale, sia alla Camera sia al Senato, l'approvazione di questi Protocolli.
LAURA CIMA. Raccontate delle storie vergognose!
UGO PAROLO. Desidero anche ricordare che non è vero che la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità il Protocollo dei trasporti. La Camera dei deputati ha approvato tale Protocollo, dopo che il Senato lo aveva stralciato, con soli tre voti di differenza, voti, tra l'altro, espressi da parlamentari della maggioranza che probabilmente hanno votato, per errore, un emendamento del centrosinistra. Non è quindi vero che la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità il Protocollo dei trasporti perché, come detto, probabilmente vi è stato un errore di voto da parte di alcuni colleghi della maggioranza.
Non è vero, caro collega Panattoni, che la Lega Nord Federazione Padana pensa che si potrebbero realizzare trafori non chiedendo il parere ai paesi confinanti interessati all'opera in questione. È del tutto evidente che per realizzare un traforo con la Francia, quest'ultimo paese, come minimo, deve essere d'accordo sulla realizzazione di tale opera. Noi abbiamo detto un'altra cosa, e cioè che se viene approvato il Protocollo dei trasporti, per realizzare un traforo con la Francia occorre l'assenso di tutti i paesi che hanno aderito ad esso (e, quindi, alla Convenzione delle Alpi), oltre alla parere dell'Unione europea. Vi lascio quindi immaginare con quali difficoltà operative potrà realizzarsi il traforo citato; probabilmente, non si riuscirebbe più a realizzarlo. Abbiamo anche ribadito che l'interesse degli altri paesi, vale a dire della Francia, dell'Austria, della Slovenia e del Liechtenstein, è certamente non coincidente con quello dell'Italia perché tutti questi paesi si trovano a nord delle Alpi mentre l'Italia si trova a sud delle
stesse. Questi paesi, tra l'altro, hanno già un sistema infrastrutturato di trasporto su gomma delle merci che non è coincidente con quello italiano. Tali paesi pertanto hanno tutto l'interesse a vedere sviluppato un sistema di trasporti a nord delle Alpi non coincidente con l'interesse del nostro paese.
Detto ciò, noi siamo qui non per rappresentare gli interessi politici di una parte, ma quelli dei nostri cittadini che, in questo caso specifico, non coincidono con il Protocollo dei trasporti che, cari colleghi del centrosinistra, il vostro Governo ha approvato quando ha sottoscritto la Convenzione delle Alpi. Ribadisco, quindi, che non è stato il Governo della Casa delle libertà a fare ciò. Conseguentemente, se oggi ci troviamo in una situazione paradossale è perché il vostro Governo di centrosinistra, quando ha accettato di sottoscrivere la Convenzione delle Alpi, non l'ha esaminata fino in fondo e non ha tenuto conto dei problemi operativi cui si sarebbe andati incontro (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mattarella. Ne ha facoltà.
SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente, nell'intervenire per dichiarare il voto favorevole del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo sul provvedimento in esame non posso non esprimere, a nome del mio gruppo, lo stupore per il mutamento di posizione che il rappresentante del Governo ha manifestato nell'arco di pochi minuti. Se non l'avessimo ascoltato direttamente, dovremmo parlare di incredulità.
Il Governo in questo specifico caso ha dimostrato quanto meno di non conoscere il provvedimento in questione, sebbene esso sia di iniziativa governativa e, più precisamente, di iniziativa di questo Governo che ha proposto al Parlamento la ratifica di tutti i nove Protocolli in esame. È incredibile che il Governo dichiari di impegnarsi all'approvazione di tali Protocolli e poi, a pochi minuti di distanza, corregga la sua dichiarazione. Il Governo forse non si rende conto che questo vuol dire eliminare la possibilità di ratificarli, perché, se al Senato sarà modificato il voto espresso dalla Camera dei deputati, verosimilmente non vi sarà il tempo per ratificare tali
Protocolli nel corso dell'attuale
legislatura. Conseguentemente, ancora una volta il nostro paese apparirà in Europa, come sta avvenendo spesso nel corso di questi anni, con riferimento tra l'altro ad un provvedimento che sta a cuore a molti paesi europei, come un freno in quanto ultimo paese nella ratifica degli Accordi e nel portare avanti le comuni iniziative europee.
Il Governo deve riflettere sul rischio che sta correndo. Quello al nostro esame concerne un Protocollo importante - quello dei trasporti -, e tutti i nove Protocolli in questione rispondono in pieno all'interesse del nostro paese. Non ratificarli è un danno per il nostro paese e per il comune progetto di tanti paesi dell'arco alpino (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-SDI-Unità Socialista e Misto-Verdi-l'Unione).
PRESIDENTE. Passiamo alla ...
MARILDE PROVERA. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare per dichiarazione di voto!
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Provera (Una voce: «Basta!»). No, colleghi, è colpa mia ...
MARILDE PROVERA. Questo vale per tutti o per nessuno...!
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, onorevole Provera. Mi scusi per non averle dato subito la parola. Prosegua pure.
MARILDE PROVERA. Dopo averlo chiesto tre volte, almeno uno riesce a parlare una volta! Ad ogni modo, desidero svolgere pochissime considerazioni, per la gioia dei colleghi, che sono così attenti ai lavori dell'Assemblea ...
Non sarei intervenuta se le dichiarazioni del rappresentante del Governo di poc'anzi non avessero ingenerato, in noi, preoccupazioni e perplessità. Noi siamo d'accordo sul provvedimento che ci accingiamo a votare, ma non possiamo fare a meno di rilevare che rischiamo uno spreco di denaro pubblico se non verranno approvati tutti i nove Protocolli.
Intanto, anche in relazione agli altri otto Protocolli, vorrei capire meglio cosa significhi l'affermazione a tenore della quale «il Governo si applica». Talvolta, si dice: «Il ragazzo si
applica, però non ce la fa»: non vorrei che la fattispecie fosse questa! Il provvedimento che ci accingiamo ad approvare costerà, ma se non verranno ratificati tutti i Protocolli, avremo speso soldi per nulla, perché non avremo alcuna ricaduta positiva, ma soltanto costi. Tutti i nove Protocolli sono importanti, per le conseguenze e per i benefici che ne potranno derivare ai paesi transfrontalieri sulle Alpi.
In particolare, signor sottosegretario, vorrei sottolineare la gravità delle affermazioni circa l'attenzione «posticipata» relativamente al Protocollo di attuazione della Convenzione delle Alpi per il settore dei trasporti. Infatti, alcune questioni sono aperte. Più specificamente, desidero richiamare l'attenzione sul traforo del Frejus, che è collegato alla problematica dell'alta velocità. I colleghi della Lega affermano che gli altri paesi sono più interessati al cosiddetto Corridoio 5, che passa al di sopra delle Alpi. Sì, colleghi della Lega, a me piacerebbe tanto che convenissimo, o non convenissimo, sull'utilità dei quattrini che stiamo spendendo per l'alta velocità. Se realizziamo quel «buco» nel Frejus e l'alta velocità (con quei costi), e la scelta degli altri paesi europei sarà comunque, come viene detto, quella di utilizzare il Corridoio 5, già operativo, al di sopra delle Alpi, sarà un bel business per le aziende che già stanno trattando con il ministro Martinat, ma un pessimo affare per tutte le popolazioni interessate e per l'insieme del paese Italia, che vedrà sprecati un sacco di quattrini.
Quindi, la ratifica del Protocollo è, in questo caso, urgente ed importante, per non sprecare, oltre ai soldi della ratifica di oggi, i quattrini destinati ai trasporti pubblici, che in Piemonte vedremmo molto meglio indirizzati a potenziare il trasporto
su ferrovia, attualmente in deficit totale, piuttosto che sprecati totalmente sull'alta velocità, con nocumento per tutta l'area torinese.
La seconda questione all'ordine del giorno, che interessa il Protocollo relativo ai trasporti, è l'emergenza determinatasi sul Monte Bianco a seguito della chiusura del traforo del Frejus (in questo caso, si tratta dei trasporti su gomma). Ciò significa che sul Monte Bianco grava un traffico assolutamente insopportabile, con conseguenze ambientali pesantissime per tutta la Valle d'Aosta. Avere una sede come quella prevista dal
Protocollo trasporti è urgente. Quindi, con riferimento ai nove Protocolli da ratificare, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, credo sia necessaria una risposta immediata proprio sul Protocollo trasporti.
Noi esprimeremo un voto favorevole sul provvedimento in esame, ma sottolineiamo che rischiamo uno spreco di quattrini se, conseguentemente, non interverrà la ratifica immediata anche del nono Protocollo, di cui ho finora parlato. Grazie (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e Misto-Verdi-l'Unione).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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