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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Ratifica ed esecuzione della Decisione VII/2 della Conferenza delle Alpi sul Segretariato permanente della Convenzione per la protezione delle Alpi, con Allegati, adottata a Merano il 19 novembre 2002 dai Ministri dell'ambiente dei Paesi aderenti alla Convenzione medesima, nonché dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana ed il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi relativo alla Sede operativa distaccata di Bolzano, fatto a Bolzano il 13 settembre 2003.
Ricordo che nella seduta di venerdì 8 luglio 2005 si è conclusa la discussione sulle linee generali.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge di ratifica, nel testo della Commissione.
Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 5859 sezione 1).
Passiamo all'esame dell'articolo 1 , al quale non sono state presentate proposte emendative.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.
VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, nel corso dell'esame in Commissione di questo provvedimento, avevamo rivolto al Governo alcune domande, che ci permettiamo di rinnovare ora.
La ratifica di cui stiamo discutendo riguarda un
Accordo per istituire, a Bolzano, un Segretariato della Convenzione per la protezione delle Alpi. Siamo completamente d'accordo sia sull'articolo 1 sia sugli altri articoli del disegno di legge di ratifica e voteremo a favore dello stesso.
Ciò che domandiamo al Governo e su cui vorremmo richiamare l'attenzione dell'Assemblea è la circostanza che è strano istituire un Segretariato per una Convenzione che il Governo ha deciso di non attuare, o di cui - almeno per il momento - non ha garantito l'attuazione.
Ho letto sul sito del Governo, in particolare nel rapporto interministeriale sulla montagna italiana, che i protocolli relativi sono già stati ratificati da Austria, Germania, Liechtenstein, Slovenia e Francia. Dieci giorni fa, in Commissione, il Governo ci aveva detto che la Francia non aveva ultimato l'iter di ratifica, e, quindi, vi è un'evidente discrepanza tra quanto scritto nel sito del Governo e quanto affermato dal Ministero degli affari esteri.
Gli unici due paesi che non hanno ratificato ancora tali protocolli sono Svizzera e Italia. La Svizzera è un paese che non fa parte dell'Unione europea e la cui politica rispetto alle Alpi è dettata sia da alcune dinamiche parlamentari, sia da una del tutto peculiare collocazione nel consesso internazionale di tale paese. In particolare, rispetto alla questione dei trasporti, sono note le posizioni della Svizzera, paese che lo scorso anno ha addirittura approvato un referendum in materia. Ebbene, l'Italia è l'unico paese europeo che non ha ratificato i protocolli attuativi della Convenzione, per la quale oggi si chiede di istituire un Segretariato.
Questa ci sembra una contraddizione. Considerato che l'Assemblea della Camera ha esaminato il provvedimento in discussione in due successive letture, confermando in entrambe la necessità di una rapida ed urgente ratifica di tutti i Protocolli, e considerato che lo strumento di ratifica giace al Senato da mesi, vorremmo chiedere al Governo se oggi, con la solennità di un pronunciamento in Assemblea, potesse dichiarare con precisione lo stato delle ratifiche dei Protocolli e, in secondo luogo, impegnarsi per una rapida ratifica dei nove protocolli, almeno entro la fine della legislatura.
Vorrei ricordare che abbiamo rivolto più volte questo appello anche in Commissione affari esteri e ieri, nelle parole che il presidente Selva ha pronunciato in sede di discussione sulle linee generali, ho trovato gli stessi accenti e gli stessi contenuti che noi condividiamo.
Parimenti, con riferimento al precedente atto di ratifica, l'intervento del collega Brugger richiamava la necessità di una politica integrata sulle Alpi, che consenta di promuovere lo sviluppo sostenibile di un territorio che comprende tante regioni italiane, otto Stati e milioni di persone.
In questo senso, gradiremmo - e per tale motivo interveniamo sul primo articolo - che il Governo, prima della conclusione dell'esame di questo disegno di legge di ratifica, chiarisse tali aspetti, ma anche assumesse un impegno politico che da quattro anni non è stato ancora in grado di garantire (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Brugger. Ne ha facoltà.
SIEGFRIED BRUGGER. Signor Presidente, intervengo brevissimamente per preannunciare il voto favorevole della componente Minoranze linguistiche del gruppo Misto sul disegno di legge di ratifica in esame che riteniamo molto interessante, in modo particolare per la città di Bolzano. Infatti, a Bolzano sarà ubicata la sede operativa distaccata del Segretariato
permanente della Convenzione per la protezione delle Alpi. È una struttura internazionale di grande prestigio e che pone l'Accademia europea di Bolzano in condizione di contare su un'istituzione molto importante anche a livello europeo.
Per questo motivo, la componente Minoranze linguistiche del gruppo Misto esprimerà un voto favorevole sul provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, il primo articolo del disegno di legge di ratifica in esame determina l'entità dei contributi che ogni paese deve versare annualmente per il funzionamento del Segretariato e l'Italia è il paese che versa più fondi con una quota pari al 26,5 per cento. Ciò rende assolutamente assurda l'attuale situazione in cui il provvedimento di ratifica della Convenzione, dopo che è stato approvato integralmente con il Protocollo dei trasporti alla Camera, giace al Senato dal gennaio di quest'anno e non si capisce l'intenzione del Governo rispetto ad esso.
Ovviamente, esprimeremo un voto favorevole sul disegno di legge di ratifica in esame, perché almeno vi si legge l'intenzione del Governo di partecipare, prima o poi, a questa Convenzione. Credo, però, che sia fondamentale (altrimenti versiamo i contributi senza partecipare al Segretariato) che, al più presto, il Senato approvi senza modifiche il provvedimento di ratifica della Convenzione nella sua integrità, con tutti i Protocolli (e, quindi, senza stralciare di nuovo il Protocollo dei trasporti, come aveva tentato di fare), che fu adottata nel novembre 2002 dai ministri dell'ambiente dei paesi aderenti e, quindi, anche dal ministro di questo Governo.
Non si capisce perché, allora, il Parlamento la tenga ferma.
Anche rispetto alla discussione che si è svolta in precedenza sui trasporti, ovviamente non rispondo neanche all'onorevole Rizzi, perché bastano gli atti parlamentari a spiegare come i Verdi abbiano sempre mostrato propensione, fin dalla loro nascita, per il trasporto su rotaia e non per quello su gomma. Siamo stati accusati da tutti di non aver voluto le autostrade proprio per questo motivo, ossia perché abbiamo sollecitato il trasporto su rotaia e il cabotaggio.
È chiaro che sarebbe inutile firmare la Convenzione per la protezione delle Alpi senza dare attuazione al Protocollo dei
trasporti, che, secondo noi, è proprio il più importante, perché le Alpi presentano necessariamente dei valichi e dei sottopassi da attraversare per poter raggiungere il resto dell'Europa, e senza perseguire una politica dei trasporti seria, al di là di tutte le grandi «sparate» che questo Governo ha fatto fin dall'inizio.
Ricordo all'onorevole Rizzi, infatti, che il ministro Lunardi aveva preannunciato la realizzazione di una serie di opere mastodontiche, dal ponte di Messina a tutte le autostrade, ponti, sottopassi e gallerie, sulle quali aveva un interesse specifico, e poi non è stato fatto nulla!
Quindi, forse sarebbe il caso che, almeno in coda, si agisse dignitosamente, rispettando nella loro integrità gli impegni europei che sono stati assunti dal Governo.
Ovviamente, come ho preannunciato, noi voteremo a favore del provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Landi di Chiavenna. Ne ha facoltà.
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Salutiamo questo provvedimento con favore, perché esso istituisce la sede operativa distaccata a Bolzano, città alla quale il centrodestra e, in particolare, Alleanza Nazionale guardano con grande attenzione, anche a seguito della sua recente espressione di voto.
È un provvedimento importante ed utile perché tende a salvaguardare un patrimonio naturale meraviglioso, quale quello delle Alpi, e aiuta anche la riqualificazione del territorio. Esso serve anche a sviluppare e a rendere ancora più plastico
il rapporto commerciale e industriale tra i paesi il cui territorio confina con la catena delle Alpi.
Tale provvedimento è fondamentale ed importante. Raccogliamo, quindi, la sollecitazione proveniente anche da altri colleghi affinché il Parlamento e, in particolare, il Senato possano votare e licenziare i nove Protocolli aggiuntivi. Effettivamente, si tratta di un passaggio fondamentale e strategico per rendere pienamente attuabile questa Decisione, che - lo ripeto - è particolarmente importante.
Dobbiamo affrontare tale questione con particolare attenzione, perché questo è il modo per rendere ancora più forte
la presenza della città di Bolzano e di tutta l'area limitrofa come punto nevralgico e di riferimento politico-istituzionale e per una corretta e sana politica di gestione e di rivalutazione di tutto il sistema alpino.
Alleanza Nazionale, quindi, voterà convintamente a favore di questo provvedimento, rivolgendo il pensiero con grande piacere e con grande interesse alla città di Bolzano e alla popolazione locale.
CESARE RIZZI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CESARE RIZZI, Relatore. Il disegno di legge che ci apprestiamo a votare contiene due distinti atti strettamente connessi tra loro.
In primo luogo, si provvede all'ordine di ratifica ed esecuzione della Decisione della Conferenza delle Alpi, organizzazione cui l'Italia partecipa, relativa al Segretariato permanente della Convenzione per la protezione delle Alpi. Tale decisione è stata adottata a Merano il 19 novembre 2002 dai ministri dell'ambiente dei paesi aderenti alla Convenzione medesima. Con la Decisione si è deliberata l'individuazione della città di Innsbruck come località che ospiterà il Segretariato permanente della Convenzione e la città di Bolzano come sede operativa distaccata del Segretariato permanente.
In conseguenza di ciò, con il medesimo disegno di legge si provvede contestualmente a ratificare l'accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi relativo alla Sede operativa distaccata di Bolzano, fatto a Bolzano il 13 settembre 2003.
Nella sede di Innsbruck avrà luogo la rappresentanza del Segretariato verso l'esterno, che gestirà le pubbliche relazioni e costituirà il rapporto politico e tecnico della presidenza.
La sede distaccata di Bolzano sarà chiamata a svolgere funzioni di coordinamento dell'attività di ricerca alpina e ad espletare funzioni di interpretariato delle riunioni svolte nell'ambito della Convenzione e di traduzione dei documenti nelle quattro lingue ufficiali della Convenzione, che sono il francese, l'italiano, il tedesco e lo sloveno.
La sede di Bolzano sarà dislocata nei locali dell'Accademia europea. Si sottolinea che le risorse per l'attività della sede di Bolzano saranno garantite mediante un particolare impegno economico da parte del Governo italiano, nonché avvalendosi del supporto tecnico dello stesso EURAC.
L'Accordo tra il nostro Governo e il Segretariato generale della Convenzione delle Alpi disciplina nel dettaglio la dotazione di mezzi della sede operativa di Bolzano, i privilegi e le immunità della sede stessa, lo status giuridico ed i poteri di spendita del nome da parte del Segretariato generale e lo status dei membri del personale del Segretariato medesimo. Infine, regola il regime dei privilegi dello stesso Segretariato e le immunità di cui gode. Si tratta, in sostanza, di un Accordo volto a rendere funzionale la sede di Bolzano e, più in generale, a rendere operativo nel nostro ordinamento interno un accordo essenziale perché la medesima sede di Bolzano possa espletare le proprie funzioni.
Si ribadisce l'importanza della stessa Convenzione delle Alpi, che si prefigge di garantire una protezione ed una tutela dell'intero patrimonio sociale, economico ed ambientale dell'arco alpino.
Per quel che riguarda la dotazione finanziaria, il provvedimento in esame stanzia 489.060 euro annui a decorrere dall'anno 2005, fatta salva la possibilità di ulteriori stanziamenti se richiesti dalla variazione delle quote a carico dell'Italia del contributo del Segretariato permanente, cui si provvederà mediante apposito provvedimento legislativo.
Sulla base delle considerazioni che precedono e dell'iter veloce con il quale il disegno di legge è stato approvato dall'altro ramo del Parlamento, auspico che il provvedimento in esame venga votato favorevolmente dall'Assemblea. Ovviamente, la Lega Nord voterà a favore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 422
Maggioranza 212
Hanno votato sì 422).
Passiamo all'esame dell'articolo 2 (vedi l'allegato A - A.C. 5859 sezione 3), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Calzolaio ha già sottolineato l'importanza del fatto che il Segretariato della Convenzione per la protezione delle Alpi venga instaurato a Bolzano. Da molti punti di vista ciò ci rende felici e crediamo si tratti di una scelta appropriata.
Tuttavia, credo di dover richiamare il Governo ad una corretta dialettica parlamentare. L'onorevole Calzolaio ha chiesto al Governo di dare alcuni chiarimenti sullo stato di approvazione dei nove protocolli aggiuntivi alla Convenzione, che sono - come ha riconosciuto onestamente l'onorevole Landi di Chiavenna - estremamente importanti per il successo della Convenzione stessa e per il suo pratico dispiegarsi. Vedo ai banchi del Governo ben cinque sottosegretari, tutti valentissimi e certamente molto qualificati. Pertanto, poiché non si è ancora concluso l'iter del provvedimento, credo che il luogo in cui dobbiamo scambiarci informazioni ufficialmente valide per quanto riguarda la volontà del Governo di dare attuazione a tali protocolli - ha già ricordato l'onorevole Calzolaio che le ratifiche di alcuni paesi europei non ci erano state comunicate - sia veramente il Parlamento. Nel momento in cui votiamo favorevolmente sulla decisione che porta a Bolzano il Segretariato, vorremmo che lo stesso avesse anche da attuare i suddetti protocolli, che rendono qualificante la Convenzione delle Alpi.
Pertanto, pur ribadendo il nostro voto favorevole sull'articolo 2, chiedo che, prima che si proceda alla votazione finale, qualcuno dei membri del Governo presenti ci ragguagli in materia. Penso che ciò faccia parte della dialettica parlamentare
ma, soprattutto, del rispetto che dobbiamo ai cittadini, che certamente guardano al modo in cui il Parlamento approva le proprie decisioni.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 435
Maggioranza 218
Hanno votato sì 434
Hanno votato no 1).
Passiamo all'esame dell'articolo 3 (vedi l'allegato A - A.C. 5859 sezione 4), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.
VALERIO CALZOLAIO. Ci permettiamo, Presidente, di reiterare al Governo la richiesta che abbiamo già avanzato, per ottenere delle informazioni e perché il Governo esprima un pronunciamento politico.
Nel mio precedente intervento ho evidenziato come, da un sito del Governo, emerga un'informazione diversa rispetto a quella fornita dal sottosegretario in Commissione una settimana fa. Dunque, sarebbe utile che, al riguardo, vi fosse un chiarimento. Vi è tuttavia un punto di sostanza che voglio evidenziare.
Nell'articolo 3 del provvedimento al nostro esame è previsto che ciascun paese si accolli una quota delle spese. Dal momento che il Segretariato è collocato in parte ad Innsbruck, in parte a Bolzano, l'Italia si accolla il 26,5 per cento delle spese e l'Austria il 24 per cento; molto meno sulle altre parti contraenti.
Tutto ciò ha una sua logica. Il problema è che l'Italia, a differenza dell'Austria, non ha ratificato i Protocolli, che sono
la materia di lavoro del Segretariato che deve essere istituito. L'articolo 1, comma 2, della Decisione che stiamo per ratificare - al riguardo, ha ragione il collega Rizzi: un conto è la Decisione, un conto è l'Accordo con il Segretariato - stabilisce che il Segretariato ha il compito di trasmettere i rapporti sull'attuazione dei Protocolli e supporta l'organo competente per la verifica dell'attuazione degli stessi. Il problema è che tali Protocolli non sono stati ancora ratificati dall'Italia, pur essendo essi già in vigore, giacché sono stati ratificati da tre paesi; dunque, l'Italia è l'unico paese europeo a non averli ancora ratificati.
Voglio dare atto al collega Landi di Chiavenna - colgo il rilievo politico della sua affermazione - di avere detto, con sensibilità istituzionale, che il suo gruppo politico si sarebbe impegnato per una rapida ed urgente ratifica, in Senato, di tutti e nove i Protocolli. Nell'intervento ineccepibile, molto preciso e documentato del collega Rizzi non c'è stata invece un'analoga presa di posizione. È importante sapere se anche la Lega adotti oggi questo stesso impegno politico, visto che è stata proprio essa ad opporsi al provvedimento di ratifica dei nove Protocolli, in sede di prima lettura alla Camera, e visto che ha espresso una contrarietà al Protocollo sui trasporti.
Vorrei pertanto dire con sincerità e trasparenza politica al collega Rizzi che, anche ammesso che il Protocollo sui trasporti possa o debba essere modificato - non è la nostra opinione, ma può essere la legittima opinione della Lega -, la procedura di modifica è possibile soltanto quando esso sarà stato ratificato da tutti i paesi; ciò peraltro risulta dai documenti di stesura della Convenzione e dei Protocolli. Dunque, l'Italia può anche farsi promotrice di tale modifica, qualora lo riterrà - noi non lo riteniamo opportuno, ma è legittimo che se ne continui a discutere -, ma lo potrà fare soltanto una volta ratificati tutti e nove i Protocolli.
Il problema è che la ratifica di tali nove Protocolli è ferma al Senato da quasi un anno. È possibile che oggi i politici e lo stesso Governo - che è il principale interessato ad assumere un impegno per la ratifica di tali Protocolli, altrimenti istituisce una sede del Segretariato a Bolzano che deve poi confermare il ritardo dell'Italia; questa è francamente una
contraddizione, perché così l'Italia spende dei soldi per nulla! - assumano un impegno in tal senso? Saremmo dunque lieti se il Governo potesse rassicurarci, prima della votazione finale del provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
MICHELE SAPONARA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICHELE SAPONARA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Come ricordava l'onorevole Calzolaio, la ratifica del Protocollo sui trasporti è attualmente all'esame
della Commissione affari esteri del Senato, ed il Governo auspica che possa essere approvata al più presto, assicurando il suo contributo in questo senso (Applausi).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.
UGO PAROLO. Signor Presidente, ho ascoltato le dichiarazioni del Governo e, sinceramente, vorrei conoscere il pensiero del viceministro Martinat a tale riguardo, dal momento che è competente per materia e che, più volte, al pari della Lega, ha manifestato serie perplessità rispetto alla ratifica del Protocollo dei trasporti, contemplato nella Convenzione per la protezione delle Alpi.
Continuiamo ad insistere nel sostenere che questo Protocollo, se ratificato, di fatto impedirebbe al nostro paese di realizzare ulteriori collegamenti intrafrontalieri e transfrontalieri con il resto dell'Europa. Vorrei ricordare che, qualora fosse ratificato, l'Italia, per realizzare qualunque collegamento intrafrontaliero e transfrontaliero con il resto dell'Europa, dovrebbe ottenere l'assenso di tutti gli altri paesi che hanno sottoscritto la Convenzione per la protezione delle Alpi; paesi che, evidentemente, non hanno alcun interesse politico a favorire l'integrazione ed il trasporto delle merci attraverso il nostro paese con il resto del territorio europeo (questi paesi si trovano tutti a nord delle Alpi e, quindi, hanno altri interessi ed altre priorità).
Vorrei anche ricordare che la Convenzione delle Alpi è stata sottoscritta con quelle procedure ricordate dai colleghi dell'opposizione, ma ciò è non un merito, semmai un demerito, perché questa Convenzione è stata sottoscritta dai Governi del centrosinistra senza rendersi conto delle difficoltà operative cui si sarebbe andati incontro nell'effettiva attuazione della stessa.
Pertanto, mi auguro che il Governo, prima di ratificare il Protocollo dei trasporti, compia tutte le verifiche necessarie, anche nei confronti degli altri paesi che hanno sottoscritto la Convenzione per la protezione delle Alpi, e che tenga conto delle osservazioni che abbiamo avanzato e che, comunque, continueremo a ribadire, anche con riferimento a quelle del viceministro Martinat, il quale, a tale proposito, si era già espresso in maniera del tutto soddisfacente per quanto ci riguarda (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, ancora una volta in quest'aula assistiamo alla frantumazione di questa maggioranza, che non si capisce cosa voglia in ordine a politiche così fondamentali, come quella dei trasporti transfrontalieri delle Alpi, che consente il collegamento con il resto dell'Europa.
Prendo per buona la dichiarazione del sottosegretario Saponara. Se il Governo si impegna, in qualche modo la maggioranza dovrebbe uniformarsi; d'altra parte, il sottosegretario sa che, in questo caso, l'opposizione, se vi fossero defaillances nella maggioranza, ha totale interesse a sostenere il Governo.
Signor sottosegretario, lei ha affermato che la ratifica del Protocollo dei trasporti è bloccata al Senato, ma, in attesa di sapere come procedere in ordine al suddetto, è bloccata l'intera Convenzione con i nove Protocolli, che sono peraltro tutti importanti, come quello dell'ambiente. Quindi, prendo per buone le dichiarazioni rese e ribadisco che l'opposizione sosterrà convintamente il Governo, affinché l'Italia adempia questo impegno che ha sottoscritto nella sua integrità.
Al Senato, il sostegno dell'opposizione rispetto all'approvazione della Convenzione con i nove Protocolli è certo. Capisco le difficoltà del Governo, stanti le dichiarazioni che sono state espresse e considerato anche che nessuno del gruppo di Forza Italia è intervenuto (ricordo che molti deputati di tale gruppo avevano sollevato obiezioni con riferimento al Protocollo
dei trasporti), ma auspico che l'impegno assunto in questa sede dal sottosegretario Saponara porti ad un'approvazione rapida del provvedimento al Senato (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Unione e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, vorrei ringraziare il Governo per l'impegno assunto e rispondere all'intervento dell'onorevole Parolo, della Lega.
È veramente sorprendente che, per effettuare un collegamento, ad esempio tra Italia
e Francia, ci si debba mettere d'accordo con la Francia! L'opinione della Lega è che tale accordo non serve e che, quindi, si può arrivare sino al confine per poi fermarsi, visto che la Francia non ha aderito ad un'opera chiamata transfrontaliera perché da un paese arriva nell'altro. Francamente, a me sembra paradossale questo modo di porre i problemi.
Per quanto riguarda il viceministro Martinat, vorrei ricordare alla Lega che lo stesso viceministro aveva qualche problema in Piemonte, legato ad alcune opere specifiche. Nel frattempo, in Piemonte la maggioranza è cambiata e il viceministro Martinat non ha più gli stessi interlocutori di prima e, quindi, ha qualche interesse in meno. Pertanto, se intende perseguire gli interessi dell'Italia, forse anche lui deve schierarsi a favore della rapida ratifica di questa Convenzione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 436
Astenuti 2
Maggioranza 219
Hanno votato sì 435
Hanno votato no 1).
Passiamo all'esame dell'articolo 4 (vedi l'allegato A - A.C. 5859 sezione 5), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 409
Astenuti 1
Maggioranza 205
Hanno votato sì 409).
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