a censire degli immobili soggetti a cartolarizzazione ai sensi della legge n. 410 del 2001 occupati irregolarmente, per verificarne la consistenza;
ad adottare, tempestivamente, ogni iniziativa utile a consentire agli «inquilini senza titolo», interessati alle procedure previste dal decreto-legge n. 351 del 2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 410 del 2001, in regola con i versamenti delle indennità di occupazione e che non siano proprietari di un altro alloggio, l'acquisto dell'immobile da loro già abitato alle stesse condizioni consentite ad altri, ossia il diritto di prelazione, il prezzo di mercato ridotto del 30 per cento, la possibilità di acquistare con mandato collettivo, a patto che abbiano regolarmente pagato
una congrua indennità d'occupazione, e, per le persone appartenenti a categorie disagiate che non potessero acquistare, delle salvaguardie per regolarizzare il contratto d'affitto.
ad adottare, immediatamente, ogni iniziativa, eventualmente, se occorrente, anche normativa, allo scopo di consentire agli «inquilini senza titolo», interessati dalle procedure previste dalla legge n. 410 del 2001, che abbiano versato le indennità di occupazione e che non siano proprietari di un altro alloggio, l'acquisto dell'immobile da loro già abitato alle stesse condizioni
consentite agli altri inquilini, nonché di poter accedere, in caso di impossibilità all'opzione, al rinnovo contrattuale di almeno 9 anni;
premesso che:
a fronte dell'emergenza abitativa e della cartolarizzazione degli immobili degli enti previdenziali pubblici, è sorto a Roma il comitato inquilini senza titolo degli enti previdenziali pubblici aderente al sindacato nazionale Unione inquilini;
da una rilevazione condotta sugli occupanti senza titolo è emerso che nei soli municipi IX e X di Roma gli immobili «occupati irregolarmente» superano diverse centinaia e che gli occupanti sono prevalentemente famiglie monoreddito con uno o più figli, separati con figli, ragazze madri, portatori di handicap e pensionati, che pagano comunque un canone di affitto congruo rispetto a quello degli inquilini aventi titolo;
è risultato, altresì, che tutti gli immobili occupati erano sfitti da anni, che non erano mai stati assegnati neanche quando erano in vigore le graduatorie di aggiudicazione degli appartamenti e che gli occupanti sono all'80 per cento reduci da sfratto o svolgono lavori precari che non consentono di pagare canoni a corrente prezzo di mercato, visto il vertiginoso aumento degli affitti;
secondo i firmatari del presente atto, un processo di vendita come quello della cartolarizzazione degli immobili degli enti previdenziali pubblici, che non tenga conto dell'oggettiva situazione di presenza degli «occupanti irregolari», non può che creare nuova tensione, senza oltretutto favorire il processo di vendita degli stessi;
nel corso di un incontro tenuto presso il ministero dell'economia e delle finanze il 14 dicembre 2004, durante la manifestazione indetta dal sindacato nazionale dell'Unione inquilini, è emersa la volontà unanime di regolarizzare tale situazione;
si prende atto dell'«avviso che sia necessario regolamentare la possibilità di cedere gli immobili ai conduttori (senza titolo) alle condizioni previste per tutti gli altri locatari», espresso dal Governo nell'interrogazione a risposta immediata in Commissione finanze del 2 febbraio 2005 in risposta all'interrogazione n. 5-03896, ma si constata che ad esso non è stato finora dato alcun seguito;
a rilevare la composizione e la condizione reddituale e sociale delle famiglie che occupano abusivamente i detti alloggi;
a verificare, sulla base delle risultanze del censimento, la possibilità di adottare iniziative normative volte a prevedere una sanatoria sulla base di precisi requisiti, che tengano conto della composizione delle famiglie, della presenza di anziani e portatori di handicap, di minori ovvero di percettori di redditi medio bassi, allo scopo di consentire loro di acquistare l'alloggio ovvero di accedere alle tutele previste dalla legge n. 410 del 2001.
(7-00601)
«Benvenuto, Grandi, Agostini, Cennamo, Crisci, Fluvi, Nannicini, Nicola Rossi, Tolotti, Lucidi».
premesso che:
il decreto legislativo n. 104 del 1996 ha avviato la dismissione del patrimonio immobiliare degli enti di previdenza pubblici;
la vendita degli immobili di detti enti e la cartolarizzazione di quei crediti ha coinvolto, oltre ad alloggi regolarmente assegnati, le abitazioni occupate da «inquilini senza titolo»;
il decreto-legge n. 351 del 2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 410 del 2001, prevede per i conduttori diverse facilitazioni all'acquisto - tra cui la riduzione del 30 per cento del prezzo di mercato - e ulteriori riduzioni per gli acquisti da parte di cooperative di conduttori - 8 per cento per le cooperative che rappresentino la metà degli acquirenti potenziali e 15 per cento per le cooperative che ne rappresentino otto su dieci;
le case non acquistate dai conduttori vengono messe all'asta con un uguale sconto del 30 per cento per la presenza dell'inquilino e sempre a prezzi molto vantaggiosi per i partecipanti all'asta, da cui spesso escono vincitrici grandi aziende immobiliari;
allo stato attuale delle cose «gli inquilini senza titolo» non hanno alcun diritto all'acquisto, anche se hanno versato, regolarmente, all'ente l'equivalente del canone di affitto e vivono nelle case, nel 70 per cento dei casi, da più di un biennio;
la sola presenza negli stabili di «inquilini senza titolo» costituisce un freno alle vendite regolari, mette anche a rischio la formazione efficace delle cooperative da parte dei conduttori assegnatari, ritarda la conclusione dei contratti di compravendita e aggrava il problema sociale, che, inevitabilmente, dovrà essere risolto dalle amministrazioni dello Stato e dagli enti locali;
l'emergenza casa, specie nei grandi centri urbani, ha raggiunto livelli tali da rappresentare un pericolo per l'armonia sociale. In alcune grandi città la tensione tra «i senzatetto» e la pubblica amministrazione ha raggiunto, ormai, condizioni preoccupanti di allarme sociale. La risposta più sbagliata sarebbe quella di consentire la vendita del patrimonio pubblico a fini speculativi, non favorendo, per l'acquisto, quegli inquilini disposti a sacrificarsi, pur di garantire un tetto alla propria famiglia,
(7-00558) (Nuova formulazione) «Fiori, Buontempo».
premesso che:
con la legge n. 410 del 2001 si è avviata la dismissione del patrimonio immobiliare degli enti di previdenza pubblici, attraverso le società veicolo denominate Scip 1 e Scip 2;
la cartolarizzazione degli immobili delle unità immobiliari ad uso abitativo dell'Inpdap, Inps e Inail ha coinvolto, oltre ad alloggi regolarmente assegnati, le abitazioni occupate da «inquilini senza titolo»;
la legge n. 410 del 2001 ha previsto per i conduttori sconti per l'acquisto - tra cui la riduzione del 30 per cento del prezzo di mercato e la riduzione per l'acquisto in forma collettiva, attraverso il mandato collettivo che rappresenti almeno l'80 per cento degli inquilini, per una quota fino al 15 per cento;
le unità immobiliari ad uso abitativo non optate dai conduttori vengono messe all'asta con un uguale sconto del 30 per cento per la presenza dell'inquilino e sempre a prezzi molto vantaggiosi per i partecipanti all'asta, da cui spesso escono vincitrici grandi società immobiliari, che, a loro volta, procedono allo sfratto, non ottemperando a quanto previsto dalla legge n. 410 del 2001, che garantisce il rinnovo contrattuale per anni 9 alle stesse condizioni economiche del contratto precedente;
allo stato attuale delle cose «gli inquilini senza titolo» non hanno alcun diritto all'acquisto, anche se hanno versato, regolarmente, all'ente l'equivalente del canone di affitto e vivono nelle case, nella maggioranza dei casi, da svariati anni;
ad opinione dei firmatari del presente atto, la presenza negli stabili di «inquilini senza titolo» costituisce un freno alle vendite regolari, mette anche a rischio la possibilità di costituire mandati collettivi per poter ottenere l'ulteriore sconto da parte dei conduttori assegnatari, ritarda la conclusione dei contratti di compravendita, in quanto risultano sospese le procedure di vendita per unità immobiliari del valore di 300 milioni di euro, e aggrava il problema sociale, che, inevitabilmente, ricadrà sui comuni, in particolare quelli delle grandi aree urbane, come Roma, Milano, Firenze, Padova, Napoli, Bari ed altri;
la gravità della questione casa, specie nelle aree ad tensione abitativa, ha raggiunto livelli insostenibili;
in alcune grandi città la precarietà abitativa vissuta da sfrattati e senza tetto è preoccupante e crea anche da parte dei prefetti annunci di allarme sociale;
tale situazione non può essere aggravata, oltretutto per consentire la vendita del patrimonio immobiliare cartolarizzato degli enti previdenziali a fini speculativi, non favorendo, in tale contesto, l'acquisto per gli inquilini, ancorché senza titolo, per permettere loro l'acquisto tramite l'esercizio dell'opzione o delle tutele, avendone i requisiti, previste dalla legge n. 410 del 2001 per garantire un caso;
a sospendere le vendite all'asta che attualmente sono in corso o programmate, a partire dalla data di approvazione della presente risoluzione, di unità immobiliari occupate da inquilini senza titolo;
a informare dettagliatamente le competenti commissioni parlamentari del numero delle famiglie interessate da occupazioni senza titolo di alloggi soggetti a cartolarizzazione e delle loro condizioni reddituali, sociali e della composizione di tali nuclei familiari.
(7-00565) «Giordano, Cento, Benvenuto, Lettieri, Pistone».