Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 648 del 30/6/2005
Back Index Forward

Pag. 81


...
(Iniziative per il conferimento ai presidenti delle province della Campania di poteri straordinari in materia di gestione dei rifiuti - n. 2-01602)

PRESIDENTE. L'onorevole Nespoli ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01602 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 3).

VINCENZO NESPOLI. Signor Presidente, al di là del merito dell'interpellanza urgente, di cui discuteremo in sede di replica dopo aver ascoltato quanto ci riferirà il Governo rispetto all'iniziativa, credo che sia necessario a questo punto ripercorrere la cronistoria di quello che sembra uno scandalo italiano non più sopportabile.
Vi è una situazione di emergenza che oramai ha undici anni di storia. In Campania, infatti, sono undici anni che la gestione dei rifiuti è affidata ad un commissario per l'emergenza. Riteniamo che questo stato di cose debba essere superato, anche perché tale modello di gestione nel corso degli anni si è fatto notare per l'incapacità di risolvere i problemi e per la grande dispendiosità di risorse pubbliche, che non solo sono state utilizzate senza risolvere il problema alla base dell'emergenza a causa della quale erano stati nominati questi commissari, ma, peggio ancora, tali risorse pubbliche sono state utilizzate in maniera non trasparente.
È di qualche mese fa la denuncia dell'attuale commissario straordinario per i rifiuti, che non riesce a trovare millecinquecento automezzi comprati anni fa dallo stesso commissariato. Tali mezzi furono acquistati mediante trattativa privata per una cifra vicina ai 400 miliardi delle vecchie lire e non si sa in che modo sono stati utilizzati e a chi sono stati affidati.
È di questi mesi il continuo lamentarsi da parte del comitato di rientro all'ordinario istituito dal Governo, che non riesce ad ottenere dalla regione Campania e dal vecchio commissario per i rifiuti, nella persona del presidente della giunta regionale, tutti i rendiconti della gestione economica.


Pag. 82

Pur avendo il ministro dell'ambiente sollecitato al riguardo la regione Campania ed essendo intervenuto più volte, anche attraverso forme scritte, essa non mette a disposizione del comitato istituito dal Governo per fare il punto della situazione economica di questa gestione i rendiconti di quanto speso in passato.
Da tali rendiconti verrebbe fuori un altro dato, pur denunciato nei mesi passati, relativo alla distrazione di fondi per circa 800 miliardi di lire, che sarebbero stati messi in campo per la gestione del commissariato ai rifiuti.
Di fronte a tale scenario riteniamo che le responsabilità debbano essere assunte da chi ha la competenza specifica in questo settore. Non si può sopportare in eterno il concetto dell'emergenza: la legge n. 225 del 1992 assegnava solo in casi particolari la possibilità di nominare un commissario straordinario governativo per rimediare all'incapacità di chi era titolare della delega a livello locale, in questo caso le regioni. Se l'incompetenza è manifesta nel tempo, se tale funzione sostitutiva è stata attivata per undici anni e non si riesce a risolvere il problema, ritengo si debba ripristinare una correttezza di responsabilità nella gestione di tale competenza specifica, tanto cara, per quanto riguarda la salvaguardia dell'ambiente, alla regione Campania.
Vi è la necessità, in primis, come sottolineato nell'interpellanza, di attribuire le competenze stabilite dalla legge nazionale: assegnare la competenza primaria alla regione e le competenze secondarie, per subdelega regionale, alle province. L'emergenza non può risolversi nei modi in cui è stata affrontata in questi anni nella regione Campania: bisogna responsabilizzare gli enti locali e le popolazioni interessate. Da tale punto di vista riteniamo si debba chiudere il capitolo dell'emergenza nella regione Campania, affidare alla regione tale specifica competenza e far sì che le province, per subdelega, affrontino le questioni da tempo irrisolte.
Non si può più consentire che qualcuno, giocando alla delegittimazione istituzionale, voglia far ricadere le responsabilità sul Governo, che non ha responsabilità alcuna per tale emergenza. Bisogna ripristinare anche la correttezza della responsabilità istituzionale. La legge n. 225 del 1992 assegnava la possibilità della gestione dell'emergenza come dato programmatico, non come dato gestionale.
In questi anni abbiamo assistito ad una gestione assurda. Pensi, signor sottosegretario, che i subcommissari nella regione Campania sono equiparati agli assessori regionali anche nei benefit, nelle indennità e nelle strutture. Per ogni settore a cui è delegato un commissario straordinario sono stati nominati due-tre subcommissari. Dunque, nella regione Campania, a fronte di una giunta regionale composta da dodici assessori, abbiamo quattro commissari straordinari e dodici subcommissari. È uno scandalo che non si può più tollerare!
L'interpellanza da noi presentata - ed entrerò maggiormente nel merito in sede di replica - vuole innanzitutto stigmatizzare tale dato: le popolazioni campane sono stanche della gestione commissariale dell'emergenza e vogliono che vi sia una responsabilità istituzionale per affrontare tale emergenza, avendone le risorse e la capacità progettuale, come avviene in tutte le altre parti della nazione.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, senatore Ventucci, ha facoltà di rispondere.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, le motivazioni per le quali è stato realizzato il sito di stoccaggio di balle di combustibile da rifiuti (CDR), in località Pozzo Bianco, nel territorio del comune di Santa Maria La Fossa, che costituisce, comunque, un sito di stoccaggio provvisorio, sono state esaminate ed approfondite nel corso di una serie di incontri tra i rappresentanti della struttura commissariale, del dipartimento della protezione civile e delle varie amministrazioni interessate quali la regione Campania, il comune di Santa Maria La


Pag. 83

Fossa, la prefettura di Caserta, la provincia di Caserta, e così via.
In particolare, la realizzazione del predetto sito si è resa necessaria a causa della situazione di imminente saturazione dell'unico sito dove attualmente è possibile stoccare le ecoballe, ubicato in località Lo Spesso, nel territorio del comune di Villa Literno.
L'individuazione del sito «Pozzo Bianco» è stata disposta da un'apposita ordinanza emessa dalla precedente gestione commissariale che è stata dapprima invalidata dall'attuale commissario delegato, a causa dei numerosi gravami proposti dagli enti locali interessati contro tale disposizione e successivamente ripristinata con sentenza del TAR Campania confermata dal Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato dalla FIBE, una delle società affidatarie.
Emerge quindi, in tutta evidenza, la situazione di assoluta urgenza che ha portato alla realizzazione della piazzola di stoccaggio del CDR edificata nel comune di Santa Maria La Fossa, pena, altrimenti, la totale paralisi del sistema impiantistico regionale di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
La localizzazione di questo sito, così come quello analogo previsto per Acerra, è stato frutto, già con l'ordinanza commissariale del 2003, di oggettive valutazioni di carattere tecnico-logistico e funzionali, in considerazione della prossimità ai due termovalorizzatori, dei quali quello di Acerra è in corso di realizzazione, mentre per quello di Santa Maria La Fossa è imminente l'inizio dei lavori. Proprio per le stesse ragioni di contiguità, tali aree di stoccaggio provvisorio saranno le prime ad essere svuotate non appena gli impianti di termovalorizzazione diverranno operativi e, inoltre, sono in corso attività di verifica, attraverso anche appositi sopralluoghi tecnici sul territorio, sulla disponibilità di ulteriori siti da destinare, in via alternativa e/o supplementare, allo stoccaggio delle ecoballe.
Tuttavia, nonostante le intese apparentemente raggiunte in sede di riunione, nei giorni scorsi vi sono stati nuovi interventi di opposizione alla realizzazione del sito di stoccaggio in località «Pozzo Bianco» da parte di amministratori comunali e regionali, culminanti nel provvedimento di sequestro preventivo da parte della procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, intervenuto, quest'ultimo, a sole dieci ore dall'apertura del sito stesso e motivato da presunti fattori igienico-sanitari, tant'è vero che in tarda mattinata il GIP dello stesso tribunale ha disposto la restituzione del sito stesso.
Riguardo alla realizzazione degli impianti di termovalorizzazione, com'è noto, ne è prevista la costruzione di due soli, nella regione Campania, in particolare nel territorio dei comuni di Acerra, in provincia di Napoli, e di Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta; il primo sarà destinato al recupero energetico prodotto nella provincia di Napoli, mentre il secondo servirà per le esigenze delle province di Caserta, Avellino, Benevento e Salerno. Attualmente è in corso di realizzazione il termovalorizzatore di Acerra, la cui ultimazione, e la conseguente entrata in funzione, è prevista per il mese di dicembre 2006 e per il quale è stata recentemente acquisita un'ulteriore valutazione di impatto ambientale, che, nel confermare il precedente giudizio favorevole redatto nel 1999, evidenza la necessità di implementazioni tecniche aggiuntive, che la società affidataria si è impegnata a realizzare.
Per quanto riguarda, invece, il termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, l'avvio dei lavori è previsto nei prossimi mesi e nel contempo è stata avviata la procedura per l'aggiornamento della valutazione di impatto ambientale del progetto, già ottenuta con esito favorevole nel 2001, in quanto, benché le valutazioni di entrambi gli impianti avessero superato con successo due gradi di giudizio, sia dinanzi al TAR di Napoli sia dinanzi al Consiglio di Stato, si è ritenuto opportuno richiedere un aggiornamento della valutazione suddetta. Con l'articolo 9 dell'ordinanza di protezione civile n. 3443 del 15 giugno 2005, sono state estese al territorio


Pag. 84

comunale di Santa Maria La Fossa le disposizioni già previste dalla precedente ordinanza n. 3369 del 2004 per il territorio di Acerra e con tale provvedimento si è disposto che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio provveda al relativo aggiornamento, in relazione all'accertamento della compatibilità dell'impianto di termovalorizzazione, rispetto al possibile mutato contesto derivante dai limiti di emissione previsti dalla vigente normativa comunitaria, da altre situazioni rilevanti sotto il profilo tecnico-ambientale e da altre opere ricadenti nell'area interessata.
Inoltre, per assicurare una celere realizzazione del sistema integrato di smaltimento rifiuti nell'ambito della regione Campania, ove il procedimento di aggiornamento non fosse completato nei termini previsti dall'ordinanza medesima, il commissario delegato è autorizzato ad avviare, in via provvisoria, i lavori, ai quali, in caso di non compatibilità dell'impianto, non sarà data prosecuzione.
Infine, nell'ordinanza n. 3369 del Presidente del Consiglio dei ministri è previsto, all'articolo 1, comma 5, che il commissario delegato, al fine di assicurare la più ampia informazione nei confronti delle popolazioni locali sulle iniziative assunte e sull'aggiornamento della VIA sopra citata e per seguire e monitorare gli eventuali impatti sull'ambiente e sul territorio circostante dei realizzandi impianti, istituisca un osservatorio ambientale che preveda la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, dell'APAT, del Ministero della salute, dell'Istituto superiore della sanità, dell'Organizzazione mondiale della sanità, della regione Campania, delle province e dei comuni interessati.
Riguardo, poi, ai sette impianti di produzione di CDR rispettivamente siti nel territorio dei comuni di Casalduni, Pianodardine, Giugliano, Santa Maria Capua Vetere, Caivano, Tufino e Battipaglia, il decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania», all'articolo 2, al fine di assicurarne in termini di somma urgenza il funzionamento, ha previsto che il commissario delegato autorizzi da parte dei soggetti affidatari e, comunque, nel rispetto delle prescrizioni contrattuali relative alla gestione del sistema di smaltimento e recupero dei rifiuti nella regione Campania, tutte le necessarie iniziative di adeguamento tecnico-funzionali dei predetti impianti, garantendo nel contempo adeguate condizioni di tutela igienico-sanitaria e ambientale.
Il successivo comma 2 ha autorizzato il commissario delegato ad esercitare il potere sostitutivo nel caso in cui i soggetti affidatari non adempiano agli obblighi previsti, da esercitarsi sulla base di apposite procedure di somma urgenza che verranno definite da ordinanze ex articolo 5, comma 2.
Da quanto esposto, quindi, risulta evidente l'impegno della struttura commissariale nel perseguire l'obiettivo di dare compiuta attuazione al piano regionale di smaltimento dei rifiuti, dando priorità al completamento del sistema impiantistico CDR e termovalorizzatori, e garantendo autonomia di smaltimento ai residui di lavorazione prodotti dagli stessi impianti di CDR, i cosiddetti FOS (Frazione organica stabilizzata che può essere utilizzata per bonifiche e sistemazioni ambientali) e Sovvallo (parte di materiale uscente dal CDR di scorta che non può essere utilizzata e deve essere smaltita in discarica).
Nel perseguire tale obiettivo, è stato tenuto un costante contatto con gli enti territoriali interessati, nel tentativo di avviare quel processo di provincializzazione della gestione dei rifiuti che dovrebbe consentire alla regione Campania di uscire dalla decennale gestione emergenziale, come lei ha ampiamente illustrato nel suo intervento, e che, attualmente, incontra notevoli difficoltà e ritardi anche per la sistematica opposizione da parte di esponenti politici, rappresentanti delle amministrazioni locali e comitati di protesta, con relative occupazioni delle vie di comunicazione e delle stesse aree individuate


Pag. 85

come idonee alla realizzazione di discariche a servizio del sistema impiantistico, senza tralasciare l'interesse della criminalità organizzata alle problematiche dello smaltimento e trasporto dei rifiuti in una zona ad alta densità camorristica.
Peraltro, è indiscutibile che, nell'ambito degli sforzi profusi per il superamento dell'emergenza, alcune province sono state penalizzate più di altre, poiché la realizzazione del ciclo integrato dei rifiuti, così come previsto dal piano regionale, potrebbe comportare necessariamente un sacrificio momentaneo per le comunità nell'ambito del cui territorio saranno localizzate le discariche.
Non bisogna però dimenticare che l'obiettivo principale è quello di uscire da una situazione emergenziale che colpisce la popolazione stessa e che tale ambizioso punto di arrivo deve obbligatoriamente essere preceduto da momenti di solidarietà regionale che possano condurre ad una vera provincializazione della gestione dei rifiuti.

PRESIDENTE. L'onorevole Nespoli ha facoltà di replicare.

VINCENZO NESPOLI. Signor Presidente, vorrei, in primo luogo, dare al Governo una comunicazione (forse gli è sfuggito): questa mattina il sito è stato di nuovo sequestrato da parte della magistratura, perché si è verificato un fatto grave. Le balle non rispondono ai requisiti di legge per essere considerati CDR.
La situazione è gravissima, anche con riferimento ad una serie di fatti evidenziati nella risposta del sottosegretario che, da soli, testimoniano come si voglia continuare a coprire una stuazione insostenibile.
Quando il sottosegretario ci dice che, nella migliore delle ipotesi, la costruzione del termovalorizzatore di Acerra si concluderà nel dicembre 2006 e che, nella migliore delle ipotesi, sul termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa incominceranno i lavori nei prossimi mesi, ci comunica di fatto che nei prossimi anni la regione Campania non disporrà di tutta la filiera del sistema regionale dei rifiuti. Dunque, quello che oggi viene indicato quale sito di stoccaggio provvisorio a Santa Maria La Fossa dovrebbe accogliere, per due anni, le ecoballe di tutto ciò che si produce nella regione Campania.
Nei mesi scorsi, vi era stato l'impegno di ripartire il carico nelle diverse province, soprattutto per quanto concerne i siti di stoccaggio provvisorio, che di provvisorio - signor sottosegretario - hanno ben poco. Esiste uno studio secondo il quale per smaltire le ecoballe accumulate in questi dieci anni nella regione Campania saranno necessari quarant'anni, nel caso in cui dovessero funzionare solo due termovalorizzatori.
Vi è anche un problema di verifica del sistema regionale di smaltimento dei rifiuti; vi è anche la necessità di dar vita ad altri interventi al fine di potenziare il sistema complessivo, per far sì che dai CDR escano veramente combustibili da rifiuti per i termovalorizzatori; occorre verificare la possibilità che i due termovalorizzatori previsti possano soddisfare le esigenze della produttività. A tale proposito, occorre evidenziare con estrema chiarezza che gli atteggiamenti assunti dal commissario delegato sono molto superficiali e, sotto certi aspetti, addirittura irrispettosi delle istituzioni.
A nessuno sfugge il contesto sociale in cui tali insediamenti si realizzano, a nessuno sfugge la difficoltà sociale complessiva della regione Campania e delle istituzioni nel dover combattere tutti i giorni una lotta per affermare la cultura della legalità. Tuttavia, ciò non deve consentire al commissario delegato di sostenere teoremi che in pratica non esistono. Non si può dare la colpa sempre alle istituzioni, non si può dare la colpa sempre ai cittadini che si ribellano o ai parlamentari che fanno il proprio dovere di rappresentanza e di difesa degli interessi territoriali, se non vi è programmazione e se all'emergenza si associa l'emergenza delle decisioni che non hanno il giusto respiro per affrontare le questioni che si presentano nella regione Campania.


Pag. 86


Non siamo del tutto soddisfatti della risposta resa dal sottosegretario, in quanto alcune questioni importanti non vengono affrontate. Nelle prossime settimane riproporremo con maggiore forza tali problematiche attraverso altri atti di sindacato ispettivo, che riguarderanno la perentorietà del termine del 31 dicembre 2005 per la definizione inderogabile dell'emergenza nella regione Campania e il rientro nell'ordinario per la gestione dei rifiuti.
Infatti, è intollerabile che si continui con questo scaricabarile istituzionale e che le popolazioni campane debbano pagare le conseguenze di questo scaricabarile tra regione, province, comuni e quant'altro, mentre qualcuno pensa che le responsabilità siano da cercarsi altrove.
È inderogabile che nella regione Campania si affronti la questione della raccolta differenziata, che non è a carico del commissario straordinario e che nessuno pone in essere perché tutti si nascondono dietro l'emergenza istituzionalizzata in questi ultimi anni.
È necessario fare chiarezza in ordine alla gestione economica dei commissariamenti disposti negli ultimi anni.
Vale un dato per tutti: negli ultimi mesi, finalmente, dopo dieci anni gli enti locali stanno ricominciando a fare appalti pubblici per la gestione dei servizi dei residui solidi urbani. A base d'asta sono stati commissionati dei capitolati, affidati a tecnici indicati dallo stesso commissariato di Governo, da cui emerge un dato su cui occorre riflettere: la base d'asta per servizi analoghi gestiti in questi anni è inferiore del 20-25 per cento rispetto a quanto si pagava prima dell'appalto per lo stesso servizio, anche in presenza di un capitolato che richiede un servizio migliore e che utilizza più persone.
Allora, bisogna chiedersi come questo servizio sia stato gestito in passato, visto che la differenza del 20-25 per cento in base d'asta non è richiesta, in seguito all'analisi dei costi. Quindi, vengono gettate ombre sulla gestione del commissario straordinario che, nel caso specifico contestato con questa interpellanza, è arrivato a sospettare che alcuni parlamentari, difensori degli interessi di quelle popolazioni, presentino tali atti perché in qualche modo collegati al sostegno di interessi illegali.
Non possiamo condividere tale posizione assunta dal commissario straordinario e, anzi, riteniamo che, se questo è l'atteggiamento, forse sarebbe bene che lo stesso rinunci a questo compito - che, fino a questo momento, a nostro avviso non ha saputo gestire in maniera diligente - ben prima del dicembre 2005.
Con questo spirito dichiariamo di non essere del tutto soddisfatti della risposta fornita dal Governo. Pertanto, riteniamo di dover proseguire nella nostra battaglia per far sì che il Governo in quest'aula assuma l'impegno di chiudere la fase emergenziale, riconsegnando alle istituzioni locali la responsabilità di affrontare questo problema.

Back Index Forward