![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di un'informativa urgente del Governo sul sequestro dell'imam della moschea milanese di Viale Jenner, Abu Omar.
Dopo l'intervento del ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, interverranno i rappresentanti dei gruppi in ordine decrescente, secondo la rispettiva consistenza numerica. È previsto un tempo aggiuntivo per il gruppo Misto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Carlo Giovanardi.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli deputati, il Governo ha appreso con preoccupata attenzione e sta seguendo con tutta la necessaria, serissima
concentrazione le evidenze investigative a supporto della riferita richiesta, da parte della procura della Repubblica di Milano, di provvedimenti cautelari nel quadro dell'indagine sulla scomparsa di un cittadino egiziano, al secolo Abu Omar, avvenuta il 17 febbraio 2003, indagine a cui sta collaborando attivamente con la magistratura la Polizia di Stato.
Si tratta, com'è noto, della richiesta di tredici provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettanti soggetti, coinvolti nella medesima vicenda assieme ad altri sei, i quali, secondo notizie di stampa, sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati.
Desidero innanzitutto premettere che la questione aveva già costituito oggetto di indiscrezioni giornalistiche, in ordine alle quali, a seguito di specifica attività di sindacato ispettivo parlamentare, il Governo aveva già precisato in merito, a gennaio (il sottoscritto ha risposto ad un'interrogazione scritta), di non disporre di elementi di riscontro rispetto a quanto pubblicato e di essere comunque sempre impegnato per la difesa e per il rispetto dei diritti umani in tutti i consessi internazionali.
Le attuali evidenze, riportate negli ultimi giorni dagli organi di stampa, recano ora indicazioni di nominativi e di asserite appartenenze, che solo in qualche caso erano note alle autorità di Governo, come, ad esempio, per un soggetto che è stato indicato quale responsabile, in passato, di un ufficio consolare straniero in Italia (un funzionario statunitense, la cui identità, naturalmente, era nota al Governo italiano).
A fronte di tali ulteriori elementi, il Governo si è immediatamente attivato con determinazione rigorosa, avviando e continuando a porre in essere ogni possibile iniziativa, anche sul piano diplomatico, volta ad intervenire nel modo più incisivo ed energico presso le autorità dei paesi evocati; e ciò al fine di ottenere ogni indicazione utile sulla vicenda ed intraprendere le azioni più appropriate e consone per la salvaguardia della sovranità nazionale e delle prerogative ad essa correlate ed il chiarimento di tutte le posizioni.
Al riguardo, informo anche la Camera - l'ho già fatto al Senato - che il Presidente del Consiglio ha già convocato l'ambasciatore degli Stati Uniti. Preciso che non c'è ritardo in tale convocazione perché si è provveduto appena sono apparse le notizie relative all'inchiesta milanese ed ai provvedimenti restrittivi. Tuttavia, l'ambasciatore degli Stati Uniti è attualmente fuori sede: si trova negli Stati Uniti e penso che, appena sarà rientrato in Italia, forse nella giornata di domani, si recherà a Palazzo Chigi a seguito della convocazione da parte del Presidente del Consiglio.
Tanto premesso, intendo precisare in termini non equivocabili - ribadendo quanto, per altri aspetti, è già stato riferito al Parlamento - che lo svolgimento di qualsiasi operazione in ogni modo riconducibile al quadro tratteggiato dalla stampa con riferimento al menzionato episodio del 17 febbraio 2003 non è mai stato portato a conoscenza né del Governo della Repubblica né delle istituzioni nazionali.
Conseguentemente, non è neppure ipotizzabile che sia mai stata, in alcun modo, autorizzata qualsivoglia operazione della specie, né, a maggior ragione, il coinvolgimento nella stessa di apparati italiani.
Questa mattina, al Senato della Repubblica, è stato ricordato un articolo del Washington Post che riporta fonti della CIA secondo cui alcuni suoi esponenti avrebbero annunciato che dell'operazione era stato, in qualche modo, avvertito il Governo o le autorità italiane. La notizia è destituita di ogni fondamento, è una notizia falsa che il Governo italiano è in grado di smentire con molta tranquillità.
Per quanto concerne le presenze occulte di soggetti appartenenti ad agenzie estere di intelligence, non si dispone, allo stato, di specifiche indicazioni. Nondimeno, sono in corso approfonditi accertamenti, a cura degli uffici deputati, sulle possibili circostanze di ingresso e di uscita dall'Italia, così come su eventuali casi di
inosservanza della vigente normativa sul soggiorno nel paese di cittadini stranieri. Anche questo, ripeto, costituirà oggetto di rigorosa verifica, così come, ovviamente, la natura e i termini di eventuali rapporti intrattenuti da soggetti nazionali con i personaggi coinvolti nell'inchiesta, per profili alla medesima a qualsiasi titolo afferenti.
In tal quadro, pertanto, il Governo rassicura il Parlamento che continuerà a farsi promotore di tutte le possibili iniziative, doverosamente coerenti col quadro di rigoroso e trasparente rispetto dell'ordinamento, utili per consentire il pieno acclaramento dei fatti in commento, al fine di agevolare l'individuazione di qualsiasi trasgressione della legalità nazionale ed internazionale da chiunque posta in essere.
![]() |
![]() |
![]() |