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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5736 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere delle Commissioni.
GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, le Commissioni raccomandano l'approvazione del loro emendamento 16.500 ed esprimono parere favorevole sull'emendamento Raisi 16.213, nonché sull'emendamento Carlucci 16.200, del quale però propongono una riformulazione volta a sostituire la parola: «10.000» con la seguente: «20.000» e le parole: «alla metà del valore delle merci» con le seguenti: «ad 1 milione di euro». Le Commissioni esprimono, inoltre, parere favorevole sugli identici emendamenti Di Teodoro 16.207 e 16.301 del Governo ed accettano l'emendamento 16.300 del Governo.
Inoltre, le Commissioni invitano al ritiro dell'emendamento Morgando 16.203, altrimenti il parere è contrario, mentre esprimono parere favorevole sugli identici emendamenti Peretti 16.36 e Antonio Leone 16.205 qualora vengano riformulati aggiungendo le parole: «la trasformazione in ente pubblico economico non deve comportare ulteriori oneri per la finanza pubblica».
Infine, le Commissioni esprimono parere contrario sulle restanti proposte emendative.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIUSEPPE VEGAS, Viceministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore della V Commissione, fatta eccezione per l'emendamento Carlucci 16.200 e per gli identici emendamenti Peretti 16.36 e Antonio Leone 16.205, per i quali si rimette all'Assemblea, tenendo conto che la riformulazione proposta dal relatore di questi due ultimi identici emendamenti dovrebbe consentire di evitare che, nel caso di trasformazione dell'Agenzia da ente di diritto pubblico in ente pubblico economico, la spesa del personale aumenti rispetto a quella attuale; la clausola che si chiede di inserire dovrebbe consentire di evitare tale rischio.
PRESIDENTE. Saluto il collega Oliverio, al quale rivolgo gli auguri per la sua recente elezione a deputato (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raisi 16.213, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 386
Votanti 383
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 179).
Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione dell'emendamento Carlucci 16.200.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carlucci 16.200, nel testo riformulato, accettato dalle Commissioni, e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 381
Astenuti 4
Maggioranza 191
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 174).
Prendo atto che l'onorevole Ronchi non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carlucci 16.144, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato sì 6
Hanno votato no 377).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Carlucci 16.141, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 382
Maggioranza 192
Hanno votato sì 6
Hanno votato no 376).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 16.14, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 208).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 16.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 203).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Morgando 16.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morgando. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, il tema oggetto del mio emendamento è noto e pertanto non mi dilungo
ad approfondirlo anche perché, fra l'altro, su di esso si è già discusso ampiamente sia nelle Commissioni sia in sede di Comitato ristretto. Faccio riferimento alle carenze di risorse finanziarie da destinare alle spese correnti e di investimento per l'organizzazione dei Giochi olimpici invernali Torino 2006.
Ricordo che il relatore per la V Commissione, onorevole Crosetto, su questo tema si è assunto l'impegno di presentare un apposito emendamento che assorba sia il mio emendamento sia le altre proposte emendative presentate sulla stessa materia. Conseguentemente, annuncio il ritiro dell'emendamento 16.12 a mia prima firma.
GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, confermiamo l'impegno cui faceva poc'anzi il collega Morgando. A questo riguardo rendo noto che è nostra intenzione non soltanto trovare risorse finanziarie aggiuntive, ma anche consentire che, nei limiti imposti dal tetto del 2 per cento, si possa procedere ad effettuare le spese per le quali esistono già gli stanziamenti. Insieme al Governo, stiamo, quindi, esaminando la possibilità di assorbire l'emendamento Morgando 16.12, l'emendamento presentato dall'onorevole Zanetta e gli altri emendamenti che si riferiscono alla stessa materia.
PRESIDENTE. L'emendamento Morgando 16.12 è, quindi, ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 16.500 delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, intervengo per manifestare la mia contrarietà all'approvazione dell'emendamento 16.500 delle Commissioni, che trovo francamente irragionevole. Tale emendamento, infatti, chiede di sopprimere una previsione contenuta nel provvedimento avente come scopo esclusivo di portare a compimento un'opera intrapresa dallo Stato diretta a ricostruire una serie di arterie stradali site nelle aree industriali del Mezzogiorno - della Campania, Basilicata, Puglia e, credo anche, della Calabria - che, gestite dal Ministero delle attività produttive e da quello delle infrastrutture e dei trasporti, non possono essere poste in pristino per mancanza di finanziamenti residui che ne consentirebbero il completamento.
Non far completare queste arterie stradali è veramente un fatto disdicevole, sia in quanto trattasi di infrastrutture necessarie per lo sviluppo di quelle aree industriali sia in quanto manca poco per il loro completamento (forse, un decimo o un ventesimo dei lavori complessivi). Nel testo del provvedimento, come detto, era contenuta un'apposita norma avente proprio l'obiettivo del completamento di queste infrastrutture. Non si capisce, quindi, per quale motivo trattandosi, fra l'altro, di risorse finanziarie irrisorie, la maggioranza abbia deciso di «stoppare» il loro completamento. Tutto ciò mi pare, ripeto, del tutto irragionevole. Sembrerebbe, ancora una volta, un atto fatto apposta per colpire il Mezzogiorno.
Concludendo, invito i relatori a riflettere sull'emendamento 16.500 delle Commissioni, e invito anche l'Assemblea a votare contro di esso in quanto trattasi di una proposta emendativa che, ancora una volta, tradisce un'intenzione ostile nei confronti dei territori del Meridione d'Italia.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi dei gruppi dei Democratici di sinistra e della Margherita che hanno esaurito i tempi a loro disposizione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, intervengo brevissimamente soltanto per dire che le Commissioni, il Governo e la maggioranza, non le Commissioni nel loro complesso, hanno presentato una serie di emendamenti soppressivi
che, come ha già detto il collega Boccia, non incontrano il nostro favore.
In particolare, riteniamo sbagliato sopprimere le lettere b), c) e d): si tratta di punti che, in sede di Comitato ristretto, avevamo concordato di introdurre nel testo d'accordo con il Governo. Naturalmente, nel momento in cui prendemmo quella decisione, il rappresentante del Governo non era del settore dell'economia. Il lavoro di una settimana nei Comitati ristretti è stato stravolto, all'ultimo momento, dal viceministro Vegas!
Pertanto, annuncio che voteremo contro gli emendamenti che propongono le indicate soppressioni.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.500 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 404
Maggioranza 203
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 199).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Di Teodoro 16.207, accettato dalle Commissioni e dal Governo, e 16.301 del Governo, accettato dalle Commissioni.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 405
Maggioranza 203
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 198).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nieddu 16.30, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 402
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato sì 197
Hanno votato no 205).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.300 del Governo, accettato dalle Commissioni.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 404
Astenuti 2
Maggioranza 203
Hanno votato sì 208
Hanno votato no 196).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Avverto che l'emendamento Morgando 16.13 risulta precluso a seguito dell'approvazione dell'emendamento 16.300 del Governo.
Prendo atto che l'emendamento Morgando 16.201 e gli identici emendamenti Morgando 16.202 e Di Teodoro 16.209 sono stati ritirati dai presentatori.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando 16.204, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 402
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 203).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Chiedo all'onorevole Morgando se acceda all'invito al ritiro del suo emendamento 16.203.
GIANFRANCO MORGANDO. Sì, signor Presidente, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Olivieri 16.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Olivieri. Ne ha facoltà, sempre con l'avvertenza che il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo ha esaurito i tempi a sua disposizione.
LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, impiegherò pochi secondi per segnalare all'Assemblea l'importanza di un emendamento che tende a riportare al centro della discussione la questione della montagna, che abbiamo già avuto modo di affrontare nella discussione sulle linee generali ed anche ieri, in occasione dell'esame di altre due proposte emendative.
Se il titolo del disegno di legge al nostro esame - «Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale» - fosse veramente una cosa seria, il Governo e la maggioranza dovrebbero tenere nella debita considerazione l'emendamento in esame. Si tratta, infatti, dell'ultimo tentativo per cercare di riportare la valenza della montagna nell'ambito di un progetto di sviluppo e di recupero di competitività per il nostro paese.
È per questo che sosteniamo il mio emendamento 16.2 e confidiamo nella sua approvazione da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Olivieri 16.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 408
Maggioranza 205
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 207).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 16.37, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 402
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 222).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benevenuto 16.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato sì 195
Hanno votato no 214).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 16.28.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, si tratta di un emendamento sollecitato dagli operatori del turismo del nostro paese e dalle regioni, perché è volto a mutare la natura giuridica dell'Ente nazionale del turismo.
Recentemente è stata attuata una riforma che è semplicemente una riverniciatura, poiché ha modificato la denominazione dell'Ente nazionale italiano del turismo in Agenzia italiana del turismo. La sostanza, però, è rimasta invariata.
Attraverso questo emendamento, sollecitato - lo ripeto - dalle associazioni di categoria e dalle regioni italiane per rendere competitiva la promozione italiana sui mercati esteri, si è pensato di trasformare l'ENIT in un ente pubblico economico che abbia maggiore autonomia operativa e capacità di incidere davvero ed in modo efficace sulla promozione all'estero del nostro prodotto turistico.
GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, penso che l'onorevole Gambini possa ritirare il suo emendamento poiché è stato espresso un parere favorevole sugli identici emendamenti Peretti 16.36 e Antonio Leone 16.205, nel testo riformulato proposto dalle Commissioni, che va incontro alle richieste dell'onorevole Gambini.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Gambini se acceda all'invito al ritiro.
SERGIO GAMBINI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Peretti 16.36 e Antonio Leone 16.205.
Chiedo al relatore Crosetto di leggere all'Assemblea la proposta di riformulazione degli stessi.
GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, tali emendamenti dovrebbero essere riformulati nel senso di aggiungere, in fine, il seguente periodo: «La trasformazione dell'Agenzia in ente pubblico economico non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori accettano tale riformulazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.
NINO STRANO. Signor Presidente, chiedo di aggiungere il mio nome agli identici emendamenti riformulati, anche se la precisazione del relatore contraddice il significato delle proposte emendative. Infatti, se a questa previsione non dessimo un'adeguata copertura finanziaria (l'ENIT ha avuto soltanto regressioni sotto l'aspetto delle dotazioni finanziarie), non potremmo mai essere competitivi con la Francia e la Spagna, che invece, per analoghi enti, continuano a prevedere aumenti dei fondi.
Pur dichiarando il voto favorevole, ribadisco la necessità di fare uno sforzo in più per il settore del turismo, troppo spesso trascurato, ma che contribuisce all'occupazione per il 12,5 per cento, con effetti anche sul PIL.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Antoni. Ne ha facoltà.
SERGIO ANTONIO D'ANTONI. Signor Presidente, sono favorevole agli identici emendamenti in esame, quindi, alla trasformazione in ente pubblico economico dell'ente in questione, però la riformulazione è pura ipocrisia, perché la trasformazione in ente pubblico economico comporta l'aumento delle spese per ragioni evidenti, dal punto di vista dell'impostazione, del personale e degli scopi. Se non lo si fa a carico del bilancio pubblico, a carico di chi si può fare? Quindi, è una contraddizione in termini ed una pura ipocrisia. Io voterò favorevolmente, ma l'ipocrisia resta. Era giusto sottolinearlo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Peretti 16.36 e Antonio Leone 16.205, nel testo riformulato, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 401
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato sì 389
Hanno votato no 12).
Prendo atto che gli onorevoli Buontempo e Giuseppe Gianni non sono riusciti a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Tedeschi 16.212.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rugghia. Ne ha facoltà.
ANTONIO RUGGHIA. Signor Presidente, per quanto riguarda la politica del turismo, a nostro avviso si dovrebbe passare dai programmi ai fatti; vengono ipotizzate grandi riforme ed interventi per rilanciare il settore ma, sostanzialmente, non si riesce ad intervenire adeguatamente per contrastare la forte crisi del settore.
Il Presidente del Consiglio, nella Conferenza del turismo di Genova, propose di destinare 300 milioni di euro al finanziamento di politiche del turismo tese a contrastare le difficoltà che incontriamo a restare competitivi sulla scena mondiale. Ma nella finanziaria, di tali 300 milioni non vi è traccia, e così pure in questo provvedimento sulla competitività.
Quanto viene proposto è troppo poco per promuovere il settore, considerato che continuiamo a perdere in termini di promozione e che le risorse stanziate per l'ente di promozione del turismo nazionale sono inferiori a quanto, ad esempio, la Francia spende soltanto per promuovere la propria immagine nel nostro paese. Sono cifre troppo basse anche per sostenere le riforme, annunciate e proposte, dell'ENIT; riteniamo che l'intervento debba essere maggiore e proponiamo pertanto di portare a 50 milioni di euro lo stanziamento a favore della promozione del turismo nazionale. Ciò infatti potrà rappresentare una base più convincente perché Stato e Governo pongano maggiore attenzione ai problemi del turismo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.
NINO STRANO. Signor Presidente, riprendendo la discussione da me svolta ieri con il collega dei Democratici di sinistra-L'Ulivo a proposito del fatto che la soluzione sia soltanto quella finanziaria, come poc'anzi si è sostenuto dai banchi dei relatori, il problema, piuttosto, è di qualificazione della spesa, che molto spesso è mancata, anche nell'esperienza delle passate legislature. Una promozione appiattita non è riuscita a far emergere sui mercati internazionali il nostro prodotto; perciò, non ritengo sia questo il momento di disporre una tale misura, anche se una maggiore dotazione finanziaria può essere
utile. Il Governo deve invece pensare alla qualificazione della spesa e, quindi, a quel portale di cui si discute da tanti anni.
A mio avviso, in questo ambito, poiché finalmente si sta discutendo di turismo, anche se il ministro delle attività produttive è assente, e non è presente neanche il sottosegretario competente (tuttavia, devo riconoscere che siamo nelle mani di un buon sottosegretario con delega per il settore), ritengo sia il momento di aprire un grande dibattito su un settore che è sottovalutato. Si parla di ambiente e di agricoltura; molto spesso dedichiamo notevoli energie ad un settore con un PIL minimo, quale è quello che dà l'agricoltura, non soltanto in Europa ma anche in Italia; ritengo che il Governo avrebbe fatto bene - e farà bene in quest'ultimo anno - a ritenere che dal turismo vengono notevoli risorse, sia per il PIL sia per l'occupazione.
È anche giacente una proposta per la reintroduzione del Ministero delle politiche turistiche che ritengo possa essere presa seriamente in considerazione; infatti, a mio avviso, non basta un coacervo di ministeri a guidare le politiche del turismo, troppo spesso ad oggi disattese e - mi spiace riconoscerlo - anche sottovalutate, sia in questa fase di Governo sia nelle legislature precedenti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tedeschi 16.212, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 405
Astenuti 2
Maggioranza 203
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 205).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 16.38, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 410
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato sì 33
Hanno votato no 377).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Tedeschi 16.211.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, l'emendamento in esame indica dove potrebbero essere reperite le risorse finanziarie per promuovere adeguatamente la nostra offerta turistica. In questo caso, mi riferisco ad una iniziativa assai discutibile, che ha come riferimento il ministero retto dal professor Stanca, e che riguarda il portale «Scegli Italia».
Per capirci meglio, vorrei segnalare che sono stati stanziati la bellezza di 40 milioni di euro per la realizzazione di tale portale, che rappresenta una duplicazione di iniziative già avviate sia dall'ENIT, sia, in maniera coordinata, dalle regioni del nostro paese. Onorevoli colleghi, vorrei rilevare che il portale dell'Unione europea è costato 6 milioni di euro, mentre in Italia, per realizzare un portale turistico che rappresenterebbe un doppione di altri portali già esistenti nel nostro paese, vengono stanziati 40 milioni di euro! Se volete reperire le risorse per sostenere il turismo italiano, sapete dove trovarle: votate a favore dell'emendamento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tedeschi 16.211, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato sì 195
Hanno votato no 220).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Guerzoni 16.43.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.
ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, attraverso l'emendamento in esame cerchiamo di riprendere un tema già contenuto nell'ambito del decreto-legge n. 35 del 2005: infatti, se si vuole una vera competitività dell'economia italiana, ciò non può avvenire a discapito delle tutele e delle garanzie del mondo del lavoro. Ebbene, vorrei osservare che nulla è stato fatto in materia di riforma degli ammortizzatori sociali. Lo statuto dei diritti dei lavoratori e dei nuovi lavori, infatti, è stato annunciato, ma non vi è nulla all'orizzonte. Nell'ambito del citato decreto-legge, tuttavia, si è intervenuti sull'indennità di disoccupazione, sostenendo che ciò rappresentava il mantenimento di impegni assunti dal Governo.
Ciò non corrisponde a verità: infatti - e vorrei rilevare che, attraverso l'emendamento in esame, ci proponiamo di ritornare al rispetto dell'accordo sottoscritto anche con le organizzazioni sindacali -, non è stata scelta la strada di elevare l'indennità di disoccupazione al 60 per cento della retribuzione.
PRESIDENTE. Onorevole Guerzoni, concluda!
ROBERTO GUERZONI. Tale aumento non è stato esteso all'indennità con requisiti ridotti; inoltre, non è stata garantita la copertura figurativa per il periodo che riguarda l'aumento considerato e non è stata prevista, infine, la copertura degli anni successivi al 2007. I lavoratori, in altri termini, non sanno se percepiranno in futuro l'indennità di disoccupazione, perché tutto ciò viene rimandato, come sempre, alle decisioni dei prossimi Governi.
Attraverso l'emendamento in esame, riteniamo pertanto di compiere una scelta utile non solo per i lavoratori, ma per l'economia italiana (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 16.43, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 408
Maggioranza 205
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 219).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Delbono 16.49.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bellini. Ne ha facoltà.
GIOVANNI BELLINI. Signor Presidente, intervengo per evidenziare che l'emendamento in esame mira ad introdurre elementi di equità e di ragionevolezza nell'ambito del provvedimento sulla competitività, il quale, come è noto, in attesa della riforma organica degli ammortizzatori sociali, ha elevato i trattamenti di disoccupazione erogati dal 1o aprile 2005.
Il periodo di corresponsione dell'indennità di disoccupazione, infatti, è stato elevato a 7 mesi per i soggetti con meno di 50 anni di età ed a 10 mesi per i lavoratori con più di 55 anni. Vorrei rilevare che è stato anche elevato l'ammontare dell'indennità, ma non è stato di pari tempo adeguato il riconoscimento della contribuzione figurativa per il periodo di percezione del trattamento di disoccupazione; in tal modo, gli aumenti elargiti in modo così parsimonioso vengono annullati, in realtà, dalla scelta del Governo di non farsi carico dei versamenti all'INPS.
È assurdo, dunque, aver concesso un aumento senza avere adeguato i versamenti contributivi: ciò significa che non vi sarà alcun incremento del trattamento corrisposto ai disoccupati. Pertanto, equità e ragionevolezza richiederebbero l'approvazione dell'emendamento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 16.49, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 417
Maggioranza 209
Hanno votato sì 197
Hanno votato no 220).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 16.50, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 417
Maggioranza 209
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 223).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Guerzoni 16.48.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.
ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, svolgiamo una discussione, pur nella ristrettezza dei tempi, che riguarda il decreto-legge n. 35 del 2005, che questo ramo del Parlamento non ha potuto esaminare in quanto il Governo pose la questione di fiducia.
Questo emendamento mira a dare una definizione più precisa dei criteri con i quali si interviene a sostegno delle situazioni di crisi. Il problema è molto sentito. È, infatti, noto che alle imprese, soprattutto quelle piccole e del settore dell'artigianato che non sono tutelate dalla legge n. 223 del 1991, sono richieste intese intervenute tra le organizzazioni sindacali, il Governo, le parti pubbliche, gli enti locali e le organizzazioni dei datori di lavoro. Attualmente, il Governo non dà seguito a molte di tali intese, o per mancanza di risorse o perché, addirittura, non si ritiene di dover rispondere alle sollecitazioni ed alle intese intervenute sul settore locale. Pertanto, vi sono regioni in cui tali accordi trovano risposta ed altre in cui i medesimi accordi non trovano risposta.
Con l'emendamento in esame chiediamo che sia data risposta a tutte le situazioni di crisi intervenute sul territorio e che hanno richiesto accordi territoriali di governo delle crisi medesime tra parti sociali, imprese ed istituzioni locali, in modo tale da non avere nel paese figli di serie A e di serie B.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
Guerzoni 16.48, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 223).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 16.47, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato sì 193
Hanno votato no 222).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Delbono 16.45.
Nessuno chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indico la votazione...
CARMEN MOTTA. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Revoco l'indizione della votazione. Prego, onorevole Motta, parli pure.
CARMEN MOTTA. Signor Presidente, quest'emendamento definisce, in modo più puntuale, le funzioni dei soggetti istituzionali che intervengono sulla formazione continua. Infatti, come noto, le regioni hanno piena titolarità sulla formazione professionale e, dunque, anche su quella continua. In particolare, il testo del provvedimento alla nostra attenzione prevede che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nell'ambito dell'Osservatorio nazionale per la formazione continua, definisca, d'intesa con regioni e parti sociali, tempi e modalità attraverso i quali facilitare il trasferimento delle informazioni relative alla formazione continua.
Noi pensiamo che il testo che ho testé richiamato contenga un richiamo generico ad un'intesa tra ministero e regioni e pertanto riteniamo che occorra fare riferimento ad un'intesa specifica sul tema della formazione continua, che renda non equivocabili le diverse funzioni tra i soggetti istituzionali titolari di competenze, certamente diverse, ma comunque deputate ad ottimizzare il sistema informativo di monitoraggio dell'attività correlata alla formazione continua.
Si tratta, quindi, di un emendamento che, senza nulla togliere al contenuto dell'articolo in esame, contribuisce a chiarirne il contenuto. Ed è per questo che chiediamo all'Assemblea un voto favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 16.45, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 410
Maggioranza 206
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 216).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 16.46, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 217).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Delbono 16.41.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Motta. Ne ha facoltà.
CARMEN MOTTA. Signor Presidente, il testo del disegno di legge al nostro esame interviene, con un articolo aggiuntivo, sull'articolo 49 del decreto legislativo n. 276 del 2003, proponendo, in sostanza, che, fino all'entrata in vigore di leggi regionali o provinciali - previste, peraltro, dalla normativa vigente -, la disciplina dell'apprendistato professionalizzante sia rimessa ai contratti o agli accordi conclusi a livello nazionale tra le organizzazioni sindacali e le associazioni nazionali dei datori di lavoro.
Vorrei ricordare brevemente all'Assemblea una delle tre tipologie di apprendistato professionale introdotte dal decreto legislativo n. 276 del 2003. Il contratto di apprendistato professionalizzante è volto a garantire il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e l'acquisizione di competenze di base trasversali e tecnico-professionali ed è indirizzato, in particolar modo, a soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni.
La determinazione del contratto di lavoro di apprendistato professionalizzante - che, in ogni caso, non può essere inferiore a due anni e superiore a sei - viene rimessa ai contratti collettivi; mentre - lo sottolineo, cari colleghi - spetta alle regioni la regolamentazione del contratto d'intesa con le organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro, comparativamente più rappresentative sul piano regionale.
Il nostro emendamento, in sostanza, interviene sull'articolo aggiuntivo previsto dal testo in esame, inserito al fine di evitare un temuto blocco sulla tipologia di apprendistato che ho testé ricordato. L'emendamento in esame chiarisce che, fino all'entrata in vigore delle leggi regionali, non vi sarà alcun vuoto normativo o blocco per questa tipologia di apprendistato se - come propone il nostro emendamento - restano valide le norme della legge n. 196 del 1997 che, all'articolo 16, disciplinano la materia dell'apprendistato.
Quindi, per evitare che contratti nazionali diversi possano introdurre differenziazioni sul piano territoriale, chiediamo di esprimere un voto favorevole sull'emendamento in esame, che aiuta ad evitare rischi di frammentazione normativa sul piano nazionale, assolutamente da scongiurare proprio perché parliamo di un contratto di formazione particolarmente motivante per la fascia giovanile (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Delbono 16.41, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato sì 195
Hanno votato no 220).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 16.44, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 415
Maggioranza 208
Hanno votato sì 197
Hanno votato no 218).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 16.42, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 261
Astenuti 154
Maggioranza 131
Hanno votato sì 32
Hanno votato no 229).
Avverto che l'emendamento Pagliarini 16.51, identico all'emendamento Gambini 16.30, è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 16.30, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 417
Maggioranza 209
Hanno votato sì 197
Hanno votato no 220).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Peretti 16.6 e Morgando 16.206, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 419
Maggioranza 210
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 218).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 16.3, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 420
Maggioranza 211
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 222).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 16.39, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 260
Astenuti 160
Maggioranza 131
Hanno votato sì 31
Hanno votato no 229).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 16.501 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 419
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato sì 415
Hanno votato no 4).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 420
Maggioranza 211
Hanno votato sì 223
Hanno votato no 197).
Avverto che, per un errore di stampa, l'articolo aggiuntivo Zanetta 16.01 reca due commi contraddistinti dal numero 2. Il primo di tali commi deve ritenersi espunto dal testo e vi compare per un mero errore materiale. Il testo corretto del comma 2 inizia con le parole: «Agli oneri» e termina con le parole: «legge 30 dicembre 2004, n. 311».
Onorevole Crosetto, qual è il parere delle Commissioni sull'articolo aggiuntivo Zanetta 16.01, nel testo corretto?
GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, le Commissioni si rimettono all'Assemblea, dal momento che la copertura prevista dall'articolo aggiuntivo in esame è cambiata.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIUSEPPE VEGAS, Viceministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Zanetta 16.01, nel testo corretto, sul quale le Commissioni e il Governo si sono rimessi all'Assemblea.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 410
Astenuti 1
Maggioranza 206
Hanno votato sì 407
Hanno votato no 3).
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