Allegato A
Seduta n. 648 del 30/6/2005


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(Sezione 3 - Iniziative per il conferimento ai presidenti delle province della Campania di poteri straordinari in materia di gestione dei rifiuti)

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio, per sapere - premesso che:
la regione Campania è attualmente in stato di emergenza per quanto concerne i


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rifiuti, le bonifiche e la tutela delle acque, dichiarato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 febbraio 1994, ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge n. 225 del 1992. Lo stato di emergenza è stato prorogato con vari decreti e ultimamente prorogato al 31 dicembre 2005;
la situazione ambientale in tutta la regione Campania, dopo undici anni di gestione commissariale, è disastrosa. Nel marzo del 2003 è stata scoperta anche una contaminazione ambientale da diossina dovuta a combustione di rifiuti, come è stato accertato dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere;
ultimamente, in data 23 giugno 2005, la procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha sequestrato un sito di stoccaggio di balle di combustibile derivato da rifiuti (cdr), in località «Pozzo Bianco», nel tenimento del comune di Santa Maria la Fossa, per difformità igienico-sanitario delle stesse balle di rifiuti;
in data 24 giugno 2005 sul quotidiano la Repubblica - pagina 7 della cronaca di Napoli - veniva riportata una dichiarazione del commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, dottor Corrado Catenacci, che, a parere degli interpellanti, se è il Parlamento a giudicare sconcertante è veramente poco. Si legge testualmente su la Repubblica - pagina 7 della cronaca di Napoli -: durante il confronto, Nicola Cosentino (Forza Italia) e Gennaro Coronella (Alleanza Nazionale), come racconta Catenacci, hanno preannunciato il ricorso alla magistratura. «Eppure avevamo preso ogni precauzione per garantire la sicurezza dell'impianto. Ma i tecnici dell'azienda sanitaria locale, che avevamo chiamato perché impedissero l'entrata di ecoballe non a norma, invece di controllare le hanno fatte entrare per poi compiere i rilievi che sono stati inviati alla magistratura, anziché a noi. A questo punto, ciascuno si prenderà le proprie responsabilità. C'è una strategia sottile architettata, gestita, suggerita da elementi che non voglio definire camorristi, ma ancora peggio, decisi a sabotare tutto. Speriamo che prevalga il buon senso». Si converrà che questa dichiarazione induce, di fatto, a pensare che l'onorevole Coronella e l'onorevole Cosentino siano i registi di una strategia tesa a sabotare le iniziative del commissariato o che dietro la protesta popolare vi sia la camorra o ancora di peggio;
risulta, invece, agli interpellanti che lo scarico delle balle di combustibile derivato da rifiuti è avvenuto, senza opposizione di alcuno, alle 5 del mattino, mentre i funzionari dell'azienda sanitaria locale sono arrivati solo verso le ore 10, quando erano già state depositate oltre 1000 balle di combustibile derivato da rifiuti. Inoltre, la protesta al sito di S. Maria La Fossa era capeggiata da un comitato, presieduto da un sacerdote, amato e stimato da tutti, col sostegno dei parlamentari, sindaci, consiglieri regionali e provinciali (di diversa appartenenza politica) ed anche il presidente della provincia si è unito alla protesta. I manifestanti non hanno mai oltrepassato i canoni della civile protesta, senza creare disagio alcuno, mentre altrove (Montecorvino-Villa Literno-Montesarchio-Scanzano) sono state occupate linee ferroviarie, stradali e autostradali;
la verità che viene fuori dalla vicenda di Santa Maria La Fossa, il cui sito venne revocato dallo stesso Catenacci, è, ad avviso degli interpellanti, il fallimento totale dell'azione del commissariato, che, dopo 11 anni di gestione, non ha risolto alcuno dei problemi. Difatti: non è dato ancora sapere quando saranno realizzati i termovalorizzatori; i sette impianti di trattamento dei rifiuti esistenti in Campania non producono un combustibile derivato da rifiuti di qualità (si vedano provvedimenti delle procure di Napoli e Santa Maria Capua Vetere); il commissario straordinario non ha elaborato un progetto di pianificazione che gestisca correttamente


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l'emergenza e che accompagni la comunità campana verso la normale gestione dei rifiuti;
occorre dire la verità ai cittadini della Campania, cioè che si deve convivere con le balle di combustibile derivato da rifiuti per almeno due anni e ciascuna provincia deve ospitare siti per quelle che produce. Il commissario, secondo gli interpellanti, ha dimostrato di non essere in grado di fare ciò, sicché la competenza, anche con i poteri straordinari attualmente del commissariato, per la vigilanza sugli impianti di combustibile derivato da rifiuti e la messa a dimora delle ecoballe, va affidata ai presidenti delle cinque province della Campania, così da provincializzare la gestione dei rifiuti -:
quali urgenti iniziative si intendano adottare per scongiurare una crisi irreversibile della Campania per l'emergenza rifiuti e se si ritenga di rimuovere il commissario straordinario dal suo incarico per conferire ai presidenti delle cinque province della Campania poteri straordinari per la vigilanza sugli impianti di combustibile derivato da rifiuti e la messa a dimora delle ecoballe di rifiuti.
(2-01602)
«Nespoli, Leo, Rositani, Landi di Chiavenna, Coronella, Paolone, Cosentino, Bornacin, Scalia, Lo Presti, Zacchera, Taglialatela, Riccio, Lisi, Castellani, Mario Pepe, Alfredo Vito, Moretti, Baiamonte, Amato, Sanza, Pinto, Sardelli, Floresta, Brusco, Tarditi, Arnoldi, Stradella, De Luca, Dell'Anna, Garagnani».
(28 giugno 2005)