Allegato A
Seduta n. 647 del 29/6/2005


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(Sezione 7 - Iniziative a tutela dei livelli occupazionali della fabbrica genovese Moltini)

MASCIA e ALFONSO GIANNI. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
l'11 maggio 2005 è stata annunciata la messa in liquidazione della Moltini, storica fabbrica genovese di cavi elettrici a bassa e media tensione;
tale annuncio prelude al licenziamento di 61 dipendenti, dei quali 52 a Genova e 9 in una succursale a Carasco (Genova);
i dipendenti dell'azienda, che si sono immediatamente mobilitati contro la chiusura della fabbrica, sostengono che i problemi all'origine della crisi siano l'incapacità manageriale, i macchinari obsoleti e datati 1870, l'inadeguatezza della produzione e la mancata messa a norma degli impianti. In pochi anni la proprietà Moltini ha, infatti, dilapidato un patrimonio di conoscenze e di esperienze nel settore dei cavi elettrici industriali;
la chiusura della fabbrica Moltinì è destinata ad avere drammatiche conseguenze sul tessuto produttivo ligure, sia per le sue ricadute occupazionali, sia per i riflessi sull'economia regionale;
secondo gli interroganti, la fabbrica potrebbe essere salvata in extremis con un negoziato avviato attraverso Assindustria e Capitalimpresa, ma anche l'esistenza di un potenziale compratore non mette al riparo dal rischio di delocalizzazione dell'impresa e non fornisce sufficienti garanzie riguardo al mantenimento degli attuali livelli occupazionali;
si profila, tra l'altro, la possibilità che l'area in cui è collocato lo stabilimento non mantenga la destinazione d'uso per attività produttive industriali;
l'impegno, assunto dal comune di Genova con un ordine del giorno approvato all'unanimità, di provvedere all'immediata convocazione del comitato per lo sviluppo, con l'obiettivo di determinare azioni che favoriscano un esito positivo della crisi della Moltini, deve essere sostenuto non solo dalla regione e dagli enti locali, ma anche dal Governo;
non sono accettabili per gli interessi generali dell'Italia e per la difesa dei livelli occupazionali né ulteriori processi di frammentazione di aziende, né la perdita di settori industriali -:
se risulti vero che l'area in cui è collocato lo stabilimento rischi di perdere la destinazione d'uso per attività produttive industriali e, al fine di risolvere la crisi della Moltini, quali iniziative intenda adottare affinché venga messo in moto un intervento pubblico (anche finanziario) che permetta, accanto al rilancio produttivo, la difesa dei posti di lavoro.
(3-04841)
(28 giugno 2005).