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FRANCO RAFFALDINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, desidero segnalarle una situazione che sta diventando sempre più grave (la soluzione è soltanto nelle nostre mani, eppure tutto è bloccato). Mi riferisco al progetto di legge concernente l'indennizzo di soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie.
È una proposta di legge firmata da tutti i presidenti dei gruppi parlamentari e per la quale tutti sono disponibili alla sede legislativa in Commissione affari sociali. È una proposta di legge che nacque anche con il prezioso incoraggiamento del Presidente Casini che, mesi fa, incontrò i familiari dei danneggiati dai vaccini, bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze, persone ormai adulte. Da mesi, tutti riconfermano la
volontà di approvare la proposta di legge. Non si manifesta alcun dissenso, eppure la legge è bloccata, perché il Ministero della salute non fornisce la relazione tecnica e perché il Ministero dell'economia non individua le poche risorse necessarie.
Davanti a palazzo Montecitorio, in questo momento, ci sono i familiari di questi ragazzi, di questi bambini. Sono a Roma da ieri. Hanno manifestato davanti al Ministero delle finanze e davanti a Palazzo Chigi. Oggi sono qui, davanti alla Camera, con i sacrifici, comprensibili da tutti noi, che queste manifestazioni comportano.
Hanno manifestato anche il mese scorso, il mese prima ancora ed ancora qualche mese fa. Qui alla Camera, insieme ai deputati di tutti i gruppi, hanno tenuto diverse conferenze stampa. È evidente che la fiducia nei nostri confronti è ormai al minimo e che la rabbia cresce, quasi non fossero cittadini italiani, cittadini che hanno rispettato le leggi italiane che prevedevano la vaccinazione obbligatoria (dalla quale, nel loro caso, sono stati danneggiati). Sono i cittadini che noi, invece, vorremmo fossero tra i più cari per il nostro lavoro parlamentare, cittadini che hanno colloquiato con il Presidente Ciampi, con il Presidente Casini, con gli assessori e i presidenti di regione e con sottosegretari del Ministero della salute.
Signor Presidente, la mia segnalazione, pure espressa in modo pacato, è molto determinata. Dobbiamo sbloccare immediatamente il provvedimento. E la domanda di tanto tempo fa - ma ci sarà un giudice a Berlino? - non è la nostra domanda, perché la giustizia dobbiamo farla noi, qui in Parlamento, nel Governo. Per questo mi sono rivolto a lei, anche a nome dei familiari che sono qui fuori, davanti alla Camera (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
RICCARDO MIGLIORI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, anch'io, con forza e determinazione, vorrei rappresentare alla Presidenza l'esigenza di un intervento chiarificatore, ultimativo ed urgente in ordine alle richieste, che ormai rappresentano quasi una costante dei lavori settimanali della Camera dei deputati, da parte di gruppi significativi di genitori di danneggiati da vaccino che da settimane protestano davanti alla Camera e che attendono, ormai con scarsa fiducia, da parte delle istituzioni una risposta definitiva su un diritto che non può continuare ad essere ignorato.
Abbiamo già approvato alla Camera dei deputati una proposta di legge - il cui primo firmatario era il sottoscritto - volta a riaprire i termini della legge che anni or sono dette la possibilità di attuare un parziale intervento finanziario a sostegno di queste famiglie.
Oggi, attraverso le iniziative parlamentari di tutti i gruppi, la situazione è definita dal punto di vista della sintesi e della proposta politica. Da troppo tempo si attende la chiarezza in ordine alla disponibilità finanziaria da parte del Ministero dell'economia. Penso che ormai i tempi siano abbondantemente scaduti.
Dunque, a nome del gruppo di Alleanza nazionale, ribadisco tale esigenza e avanzo alla Presidenza la pressante richiesta di adoperarsi con celerità nei confronti del Governo, affinché sia svelato il mistero sul perché, se vi sono le risorse disponibili (come pare vi siano), non siano al riguardo ufficialmente informate le Commissioni competenti, affinché possano essere celermente approvati quei provvedimenti che giacciono da tempo e che rappresenterebbero una risposta in termini di giustizia nei confronti di questi cittadini danneggiati dalle vaccinazioni obbligatorie; ciò rappresenta una vergogna nel panorama delle ingiustizie complessive dello Stato nei confronti dei settori più sfortunati della società.
GABRIELLA PISTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, intervengo per aggiungere la mia voce all'appello già rivolto all'Assemblea dai colleghi Raffaldini e Migliori; si tratta di un dramma che ha colpito queste famiglie ormai da tanti anni, determinando una situazione che andrebbe risolta.
Invero, in Parlamento sussiste una volontà comune di tutti i gruppi e, per l'appunto, è pendente, dinanzi alla Commissione XII, in sede referente, una specifica proposta di legge.
Si sono dunque compiuti tutti i passi possibili a livello parlamentare; oggi, peraltro, il Governo risponderà in Assemblea ad una interrogazione a risposta immediata presentata sull'argomento dal collega Volontè. Mi auguro che la risposta del Governo sia positiva in modo che, una volta per tutte, si abbandoni la logica del rimpallo delle responsabilità. Né dal Governo né dal Parlamento - in particolare dalla Commissione bilancio - sono più opponibili argomenti quali la mancanza di copertura o il difetto di relazione tecnica.
Ho da poco avuto notizia dal sottosegretario Cursi, per bocca del ministro Storace, che il viceministro Vegas sta predisponendo la relazione tecnica in quanto ha tutti gli elementi per poter decidere. Peraltro, so che il viceministro Vegas si era anche adoperato per reperire le risorse - circa 15 milioni di euro - da destinare ai danneggiati da vaccinazione.
Mi auguro davvero che oggi possa essere definita la vicenda, la cui mancata soluzione non ha più alcun tipo di giustificazione. Si tratta di un impegno che va onorato, trattandosi di una fattispecie assolutamente speciale e specifica: si tratta, infatti, di vaccinazioni imposte dallo Stato a seguito delle quali figli nati sani si sono poi ammalati in maniera irreversibile. Circostanza, questa, che fa rabbrividire chi ora sta parlando; sono drammi che credo nessuno di noi vorrebbe provare. È giusto esserne consapevoli, assumendosi tutte le responsabilità.
Quindi, il Parlamento e noi come parlamentari abbiamo tale dovere, dovere che incombe anche sul Governo e, quindi, a seguire, sulla Commissione bilancio in ordine alla relazione tecnica fornita dal Governo; tutti gli organismi competenti devono essere avvertiti dell'esigenza che da questa Assemblea, da questo palazzo, in tempi rapidissimi, sia licenziato il provvedimento recante misure di ristoro per queste famiglie. La vita di un figlio non potrà mai essere sostituita da alcuna somma di denaro ma, certamente, un riconoscimento è doveroso e provvedere a ciò è nostro compito. Ritengo sia importante dedicare oggi i nostri sforzi alla soluzione della questione.
Fuori è in corso una manifestazione: da giorni e giorni - anzi, da più di due anni -, i genitori si stanno battendo per ottenere l'approvazione del provvedimento in oggetto. Credo che dovremmo uscire da tale situazione con una soluzione positiva, ed in tempi rapidissimi, per dare un conforto a queste famiglie.
LUCA VOLONTÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, mi associo anch'io alla sollecitazione formulata dai colleghi precedentemente intervenuti.
Vorrei ricordare che abbiamo chiesto più volte, in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, che il Governo presenti la relazione tecnica concernente il provvedimento in questione - la cui mancata presentazione fino ad oggi ha rappresentato un ostacolo all'approvazione finale del provvedimento presso la Commissione affari sociali, in sede legislativa -, per risolvere finalmente il problema dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati; vorrei altresì ricordare che oggi avrà luogo lo svolgimento di una interrogazione a risposta immediata su questa stessa materia.
Esiste un consenso unanime, espresso da tutti i gruppi parlamentari, per proseguire e concludere l'esame, presso la citata
Commissione, di un testo condiviso da tutti, affinché venga risolto finalmente il problema delle famiglie danneggiate. Stiamo parlando, infatti, di una profonda ingiustizia, fino a questo momento non riconosciuta dalle leggi dello Stato.
Auspichiamo anche noi che, in occasione dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, il Governo voglia finalmente dare, anche pubblicamente, quel consenso che ha sempre espresso, in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, a favore della soluzione di tale problema.
Evidentemente, non siamo vicini solo con le parole alle famiglie coinvolte: vorrei segnalare, infatti, che in questi anni ci siamo fatti promotori della presentazione dei testi normativi attualmente all'esame della Commissione affari sociali, e che abbiamo fatto presente tale problema anche nella sede propria, vale a dire la Conferenza dei presidenti di gruppo. Per il Governo, lo svolgimento del question time alle 15 rappresenta l'occasione per confermare, in via definitiva, ciò che ha sempre affermato nelle aule parlamentari, affinché la Commissione possa finalmente approvare, con il consenso di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, quel provvedimento che le famiglie attendono non da due anni, ma da qualche decennio, per vedere riconosciuta una profonda giustizia nei loro confronti.
PRESIDENTE. Ringrazio i colleghi per aver sensibilizzato anche la Presidenza, che ne terrà ovviamente conto, sul tema evidenziato, del resto già all'attenzione del Parlamento. Solleciteremo sicuramente, con le misure più idonee, il Governo in tal senso.
È stato ricordato che oggi è previsto un dibattito sull'argomento, a seguito della presentazione di una interrogazione a risposta immediata: auspico che la risposta del Governo sia conforme alle aspettative che i gruppi, unanimemente, hanno già avuto modo di rappresentare in questa sede, e che io stesso condivido.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15, con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
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