Allegato A
Seduta n. 644 del 23/6/2005


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INTERPELLANZE URGENTI

(Sezione 1 - Iniziative per una corretta interpretazione della materia riguardante i rimborsi per la caduta di cenere lavica)

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 ottobre 2002, il Presidente del Consiglio dei ministri ha proclamato lo stato di emergenza in ordine ai gravi fenomeni eruttivi connessi all'attività vulcanica dell'Etna nel territorio della provincia di Catania ed ha attribuito al capo del dipartimento della protezione civile l'incarico di commissario delegato del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
con nota del 14 febbraio 2003, recante come oggetto «eventi calamitosi del mese di ottobre 2002 verificatasi nelle province di Campobasso, Foggia e Catania, sospensione dei termini per il versamento dei premi assicurativi», il capo del dipartimento di protezione civile ha trasmesso al ministero del lavoro e delle politiche sociali, per la provincia di Catania, solo i seguenti comuni oggetto della dichiarazione dello stato di emergenza: Castiglione di Sicilia, S. Venerina, S. Alfio, Zafferana Etnea, Trecastagni, Aci S. Antonio, Acireale, Fiumefreddo, Fiarie, Linguagliossa, Milo, Piedimonte, Aci Catena;
nella successiva nota del dipartimento della protezione civile del 24 febbraio 2004 si faceva riferimento, per l'individuazione dei destinatari del beneficio della sospensione dell'obbligo contributivo, ai residenti operanti nel territorio di tutta la provincia di Catania;
la caduta di cenere lavica ha interessato la quasi totalità del territorio della provincia di Catania, con effetti economici negativi in diversi settori produttivi;
il Presidente del Consiglio dei ministri, in visita a Catania nel dicembre 2002, ha promesso interventi finanziari di sostegno economico, purtroppo non mantenuti, per i cittadini di tutta la provincia di Catania;
la legge finanziaria per il 2003 ha definito la caduta di cenere, a seguito di eruzione vulcanica, una calamità naturale;
il 10 maggio 2005 il comune di Catania ha riconosciuto ai dipendenti gli interessi maturati sui contributi cenere, che ha diviso in due rate, la prima delle quali è già andata in pagamento l'11 maggio 2005, alla vigilia dell'elezione del sindaco e del consiglio comunale, mentre la seconda rata dovrebbe essere saldata entro la fine del mese di giugno 2005;
lo stesso comune di Catania ha chiesto all'Inpdap di avere riconosciuti gli interessi maturati sui contributi che sarebbero dovuti andare ai dipendenti e che, invece, sono stati versati all'ente previdenziale;
si sta creando un notevole contenzioso tra enti previdenziali, enti locali e dipendenti;
i vari enti previdenziali continuano a trattare la materia dei rimborsi per la


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caduta di cenere lavica con discrezionalità, a parere degli interpellanti, imbarazzante, riconoscendo diritti ad alcune categorie di lavoratori e negandoli ad altre -:
se non intenda finalmente emanare un nuovo decreto per fare chiarezza sulla questione, impartendo indirizzi uniformi agli enti previdenziali, e per evitare onerosi contenziosi ed ingiuste discriminazioni territoriali e tra i lavoratori.
(2-01591)
«Burtone, Boccia, Enzo Bianco».
(16 giugno 2005)