cui gli Stati membri potranno avvalersi, alla realizzazione di politiche a sostegno della crescita e del recupero di competitività da parte delle economie europee;
a) ad assicurare che la presentazione della Relazione annuale sia, per il futuro, tempestiva e coerente con l'esigenza di rendere il Parlamento edotto degli orientamenti che il Governo intende assumere con riferimento agli specifici settori di attività dell'Unione europea nell'anno in corso;
al fine di evitare un ridimensionamento delle risorse di cui potrà disporre il bilancio comunitario;
eliminare le lacune normative che sono alla base dei recenti scandali finanziari, con specifica attenzione alla proposta di direttiva sulla revisione legale dei conti;
l'occupazione e la coesione sociale su un piano di parità allo scopo di promuovere una strategia europea equilibrata e complessiva;
coesistere pacificamente uno a fianco dell'altro entro le frontiere sicure e riconosciute del 1967;
ad assumere in tutte le sedi iniziative che promuovano e sostengano politiche coerenti con le proposte contenute nella presente risoluzione.
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2004;
tenuto conto che l'esame della Relazione costituisce uno dei principali strumenti a disposizione del Parlamento per intervenire nella fase ascendente del processo decisionale comunitario nonché per acquisire a consuntivo elementi di informazione e valutazione sulle posizioni assunte e gli obiettivi conseguiti dal Governo nelle competenti sedi europee, soprattutto in conseguenza della entrata in vigore della legge 2 febbraio 2005, n. 11;
rilevato che tale ritardo, già evidenziato in passato, risulta quest'anno ancora più evidente, in quanto è stato determinato dalla tardiva presentazione al Parlamento del disegno di legge comunitaria 2005, A.C. 5767;
evidenziato inoltre che la relazione contiene un ampio resoconto delle attività svolte nel 2004 mentre reca soltanto in alcuni casi l'indicazione degli orientamenti del Governo per l'anno in corso;
tenuto conto del quadro di particolare difficoltà dell'Unione europea, derivante dalla mancata ratifica da parte dei cittadini francesi e olandesi del nuovo Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa;
rilevata la necessità di ridefinire un assetto istituzionale dell'Unione europea che coinvolga maggiormente i cittadini, assecondandone le principali istanze democratiche;
ritenuto che la definizione di un soddisfacente quadro finanziario per il periodo 2007-2013 costituisce un presupposto indispensabile per rilanciare la fiducia dei cittadini nell'Unione europea, assicurando la possibilità che essa eserciti adeguatamente i suoi compiti e svolga un ruolo incisivo anche a livello internazionale;
considerato, in particolare, che il livello complessivo delle risorse dovrebbe tenere conto dell'ampiezza delle sfide che l'Unione europea è chiamata ad affrontare non soltanto in relazione al suo allargamento, ma anche all'esigenza di adottare a livello sopranazionale misure adeguate per risolvere i problemi che accomunano i maggiori Paesi membri;
tenuto conto d'altro canto che un eventuale ridimensionamento delle risorse complessivamente a disposizione dell'Unione rischia di tradursi in una decurtazione degli stanziamenti assegnati alle politiche di coesione, il che costituirebbe un gravissimo danno per il Paese, e segnatamente per le aree sotto utilizzate;
preso atto con soddisfazione che la revisione del Patto di stabilità e crescita, attualmente in via di definizione, stabilisce un collegamento più stretto e coerente con la Strategia di Lisbona, in modo da destinare i più ampi margini di flessibilità, di
preso altresì atto dell'impegno italiano nel sostenere l'azione comunitaria ai fini dell'acquisizione del sostegno finanziario per la realizzazione delle autostrade del mare e degli assi di collegamento attraverso i valichi alpini;
condiviso il principio che tra gli interventi prioritari nell'ambito delle politiche del trasporto stradale debbano figurare, in vista del dimezzamento del numero delle vittime di incidenti stradali entro il 2010, una più severa applicazione delle regole, il miglioramento della sicurezza delle infrastrutture stradali e dei veicoli e la possibilità di finanziare adeguatamente la sicurezza stradale in Europa;
apprezzati, per quanto riguarda il comparto delle comunicazioni, l'impegno mostrato dall'Italia nell'ambito del programma eTEN (Trans European Network) - che ha promosso la creazione di servizi operativi on line di interesse comune nel settore della pubblica amministrazione, della sanità, della partecipazione sociale, del commercio e in altri settori - e il successo conseguito dall'Italia nella partecipazione al bando di gara 2004;
considerato che a livello europeo è in atto un acceso dibattito sulla proposta di direttiva relativa alla liberalizzazione dei servizi nel mercato interno (COM/2004/0002) con particolare riferimento al principio del paese di origine, secondo cui i prestatori di servizi sono soggetti esclusivamente alle disposizioni nazionali dello Stato membro di origine, in quanto si ritiene elevato il rischio di favorire fenomeni di dumping sociale, con evidente situazione di svantaggio per i paesi caratterizzati da più elevati livelli di protezione sociale;
preso atto del grande sforzo organizzativo per applicare in Italia, a partire dal 1o gennaio 2005, la riforma della Politica agricola comunitaria di cui al Regolamento (CE) 1782/03;
rilevato tuttavia che è opportuno fornire agli agricoltori strumenti chiari ed efficaci pèr orientare le proprie scelte imprenditoriali e che, a tal fine, si ritiene auspicabile la predisposizione di un testo coordinato con tutte le norme nazionali di attuazione del Regolamento 1782/03,
b) a garantire la costante informazione del Parlamento sulle iniziative adottate dal Governo nella fase ascendente del processo decisionale europeo, con particolare riferimento ai temi segnalati nelle risoluzioni approvate annualmente dal Parlamento sulla relazione, nonché sul programma legislativo della Commissione europea e sugli altri strumenti di programmazione delle istituzioni europee;
c) a tenere il Parlamento costantemente informato sullo stato delle procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia, in ossequio a quanto previsto esplicitamente dalla legge n. 11 del 2005;
d) a favorire un processo di ratifica del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa da parte degli Stati membri, che sia espressione della volontà popolare, nel rispetto delle norme costituzionali dei singoli Stati;
e) ad assumere tutte le iniziative idonee ad assicurare che il negoziato sulle prospettive finanziarie dell'Unione europea 2007-2013 si concluda in modo soddisfacente
f) ad intraprendere altresì tutte le iniziative idonee a garantire che nell'ambito delle prospettive finanziarie sia garantita la centralità delle politiche di coesione e che la riforma di queste ultime sia realizzata in modo tale da non penalizzare le aree sotto utilizzate del Paese;
g) ad adoperarsi, in particolare, affinché la nuova disciplina dei fondi strutturali contempli misure appropriate volte ad assicurare il riconoscimento delle esigenze di territori caratterizzati da situazioni di svantaggio naturale, quali le zone di montagna e le isole, e a garantire, con riferimento alla introduzione di un nuovo obiettivo concernente la cooperazione territoriale, adeguati finanziamenti a vantaggio delle iniziative di cooperazione nell'area del Mediterraneo e dei Balcani;
h) ad adottare altresì, nell'ambito del negoziato concernente le prospettive finanziarie, tutte le iniziative idonee ad assicurare il rispetto dei massimali annui stabiliti per la PAC dal Consiglio europeo dell'ottobre 2002, prevedendo risorse aggiuntive per l'adesione di Romania e Bulgaria, nonché a garantire un adeguato finanziamento per lo sviluppo rurale;
i) ad adottare le iniziative necessarie ad assicurare il pieno successo del rilancio della Strategia di Lisbona, così come ridefinita nel programma di rilancio definito dal Consiglio europeo di Bruxelles del 22 e 23 marzo 2005;
j) a proseguire, in vista del pieno ed effettivo conseguimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona, sulla strada della liberalizzazione delle professioni e dei servizi di interesse generale, in particolare dei settori del gas e dell'energia elettrica. In tale quadro specifica attenzione dovrà essere rivolta alle misure per la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico e del gas naturale, nonché alla promozione delle iniziative comunitarie volte a realizzare il corretto funzionamento dei mercati interni dell'energia elettrica e del gas naturale, nell'interesse di tutte le diverse fasce dei consumatori;
k) a garantire che la maggiore flessibilità riconosciuta agli Stati membri dalla revisione del Patto di stabilità e crescita sia utilizzata per la realizzazione di politiche di sostegno allo sviluppo e al recupero di competitività del sistema produttivo nazionale, con particolare riferimento alla spesa per infrastrutture e a quella per ricerca e sviluppo;
l) a promuovere un elevato livello degli investimenti in ricerca e innovazione, sia al fine di permettere lo sviluppo delle attività di ricerca tecnologica - che consentiranno, ad esempio, di favorire un'ampia partecipazione dell'Italia al programma Galileo - che di sostenere complessivamente lo sviluppo del sistema economico e produttivo, tenendo conto in particolare della specificità del sistema delle piccole e medie imprese;
m) a proseguire con la massima decisione gli sforzi per giungere ad una maggiore omogeneità dei sistemi fiscali degli Stati membri, in particolare per quanto riguarda la tassazione delle società e l'armonizzazione delle basi imponibili, al fine di evitare fenomeni di concorrenza fiscale dannosa, che potrebbero pregiudicare il completamento del mercato unico, determinando gravi difficoltà per il sistema produttivo nazionale, particolarmente esposto alla concorrenza dei nuovi Stati membri;
n) ad attivarsi, nelle competenti sedi europee, per introdurre, nel quadro della politica fiscale e doganale, regimi di tassazione meno favorevole per quei beni in libera pratica prodotti al di fuori del territorio dell'Unione europea che non rispettino standard di compatibilità ambientale e sociale;
o) a favorire la rapida approvazione delle proposte legislative volte all'attuazione del Piano d'azione per l'ammodernamento del diritto societario, anche al fine di prevenire i conflitti di interesse e di
p) ad adoperarsi per giungere ad una rapida approvazione della proposta di direttiva relativa alle fusioni transfrontaliere delle società di capitali, nonché a promuovere la celere approvazione della proposta di terza direttiva sul riciclaggio;
q) ad adoperarsi ai fini della tutela dei prodotti made in Italy, con particolare riferimento al settore tessile e calzaturiero, affinché il sistema di monitoraggio preventivo sulle importazioni da paesi terzi, introdotto su richiesta dell'Italia e in scadenza il 31 dicembre 2005, possa essere prorogato;
r) a sostenere nelle competenti sedi europee, ai fini dello sviluppo del mercato interno, le iniziative volte a proseguire gli sforzi di semplificazione della normativa europea, soprattutto allo scopo di ridurre i costi e gli oneri che pregiudicano la competitività del sistema produttivo europeo;
s) ad introdurre misure idonee ad accompagnare le politiche europee di liberalizzazione dei servizi e di snellimento della burocrazia e di riduzione dei vincoli alla competitività con forme di garanzia degli assetti sociali più evoluti, in modo da elevare il livello generale di protezione dei lavoratori, mantenendo fermo il principio della armonizzazione delle normative vigenti negli Stati membri, escludendo in particolare il principio del Paese di origine;
t) a sostenere, sia nella attuazione a livello nazionale che nelle competenti sedi comunitarie, tutte le iniziative volte a consentire una reale semplificazione delle procedure nell'ambito del regime di pagamento unico previsto dal Regolamento (CE) 1782/2003;
u) ad assumere in sede europea le necessarie iniziative nei confronti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, per evitare che, a causa di decisioni unilaterali, si riduca la libera circolazione delle navi da pesca nel Mediterraneo, risorsa indispensabile da tutelare e valorizzare attraverso decisioni condivise.
6-00104. (Testo modificato nel corso della seduta) Rodeghiero, Stucchi, Strano, Bova, Di Teodoro, Paola Mariani, Nan, Airaghi, Brugger, Cossa, Riccardo Conti, Frigato, Bellillo.
esaminata la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2004;
considerato che, in conseguenza del risultato dei referendum in Francia e in Olanda dove - con una straordinaria partecipazione di popolo - vi è stata una inappellabile bocciatura della Costituzione europea, è necessario ricostruire una percorso democratico in cui alle élites dei governanti si sostituiscano i parlamenti e i popoli;
sottolineato che la debolezza della domanda interna è alla base dei problemi economici della UE; che l'Europa ha bisogno di un contesto macro economico che promuova lo sviluppo sostenibile, rafforzando la domanda interna positiva dal punto di vista ambientale, i salari, l'occupazione e la coesione sociale;
atteso che è necessaria la revoca del Patto di stabilità e che gli Stati membri dell'UE devono avviare un programma coordinato di investimenti pari ad almeno l'1 per cento del PIL per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione;
evidenziato che le politiche monetarie e fiscali restrittive nella UE hanno avuto conseguenze negative per la ripresa economica, l'occupazione e la coesione sociale ed evidenziata la necessità di un allentamento della politica monetaria della BCE;
atteso che è necessaria una completa revisione della Strategia di Lisbona che metta la politica economica, l'ambiente,
ritenuto negativo ogni sforzo della Commissione di «reinventare» la Strategia di Lisbona per migliorare la «competitività» indebolendo i diritti dei lavoratori con l'aumento del tempo di lavoro, la riduzione dei salari e lo smantellamento ulteriore dello Stato sociale (pensioni, sussidi di disoccupazione e benefici sociali, sanità, eccetera);
ritenuto che l'iniziativa sulla crescita possa essere potenziata secondo un'impostazione maggiormente decentrata, promuovendo infrastrutture sostenibili, l'ecoinnovazione e la creazione di posti di lavoro e limitando l'impatto ambientale delle infrastrutture di energia e di trasporto;
atteso che vada respinto il progetto di direttiva della Commissione sui servizi nel mercato interno nonché la proposta della Commissione sulla direttiva sulla revisione del tempo di lavoro e che sia elaborata una nuova proposta che rispetti pienamente la sentenza della Corte di giustizia sul tempo di lavoro, abolisca le clausole di dissociazione, diminuisca il numero di deroghe e sia incentrata sul numero massimo di ore di lavoro settimanali;
auspicato che la strategia europea sull'occupazione si occupi maggiormente delle misure dirette per creare posti di lavoro mediante il rafforzamento dei servizi pubblici, il terzo settore e l'economia sociale, il miglioramento delle competenze, l'istruzione, la formazione professionale e l'insegnamento per tutta la vita, l'integrazione dei lavoratori anziani e dei giovani nel lavoro retribuito, il sostegno della qualità dell'occupazione e la promozione della parità tra uomini e donne;
sottolineato che lo sviluppo sostenibile, previsto all'articolo 6 del trattato CE, rappresenta un principio fondamentale che si applica a tutte le attività della UE e invitata la Commissione ad assumere un impegno esplicito di includere il requisito dell'integrazione della politica ambientale in tutti i settori che riguardino tali aspetti;
sottolineato che le sostanze chimiche pericolose contaminano il nostro ambiente inquinando l'aria, l'acqua e la catena alimentare e che pertanto va assicurata la sistematica sostituzione delle sostanze cancerogene, tossiche, persistenti e bioaccomulative con alternative innovative e più sicure, ogniqualvolta sia possibile, per contrastare la contaminazione chimica;
sottolineata l'urgente necessità di una decisione quadro sulla protezione dei dati;
auspicato il miglioramento del sistema comune di asilo e sottolineato il fatto che i fondi UE dovrebbero essere utilizzati per agevolare l'integrazione dei migranti e per affrontare le cause alla base dell'emigrazione, invece di finanziare politiche di espulsione e di rimpatrio e che vadano promosse e sostenute iniziative concernenti il diritto dei migranti di votare alle elezioni europee e comunali, cosa che potrebbe contribuire all'integrazione sociale, culturale e politica dei migranti;
rilevato che una genuina area europea di giustizia in materia penale deve essere basata prevalentemente sulla fiducia reciproca;
attribuita una grande importanza a una politica di vicinanza della UE che sia reciprocamente vantaggiosa; invitata la Commissione, in cooperazione con i suoi partner dei paesi limitrofi, ad elaborare piani d'azione ad hoc che rispettino condizioni specifiche di tipo politico, economico, sociale e ambientale, nonché le esigenze dei partner; ritenuto che occorra dare un nuovo impulso a tali politiche;
auspicato ogni sforzo per una soluzione giusta e duratura per il conflitto in Medio Oriente mediante la negoziazione di un accordo di pace definitivo, come previsto nella Roadmap for peace e senza condizioni preliminari, sull'esistenza di due Stati democratici, sovrani e vitali - Israele e la Palestina - i quali dovranno
riaffermato il proprio impegno per la creazione di uno Stato palestinese sovrano entro il 2005;
invitata la Commissione a contribuire all'istituzione di una reale e completa sovranità dell'Iraq e al ritiro delle truppe di occupazione e sottolineata la necessità di continuare a fornire aiuti umanitari per la popolazione dell'Iraq;
sottolineato l'obbligo della comunità internazionale di continuare a promuovere la stabilità, la pace e lo sviluppo democratico ed economico dell'Afghanistan e invitata la Commissione ad attuare una nuova strategia a lungo termine per la ripresa di questo paese e a mantenere la linea di bilancio specificamente prevista per l'Afghanistan;
invitata la Commissione a intensificare il dialogo politico sulla prevenzione delle crisi civili, rafforzando in via prioritaria il diritto internazionale e il ruolo dell'ONU in materia di sicurezza internazionale, lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà e a sviluppare una politica estera che promuova la pace e la stabilità rafforzando i principi dello Stato di diritto nelle relazioni internazionali e prevenendo i conflitti con mezzi pacifici;
respinta una politica europea di sicurezza e di difesa basata sulla dimensione militare in stretta cooperazione con la NATO e sull'aumento dei bilanci militari degli Stati membri e sottolineato che l'eliminazione delle disparità economiche e sociali, il rafforzamento della democrazia e la protezione dei diritti dell'uomo e delle minoranze costituiscono aspetti decisivi della prevenzione delle crisi,
6-00105. Giordano, Deiana, Titti De Simone, Alfonso Gianni, Mantovani, Mascia, Nardini, Pisapia, Provera, Russo Spena, Valpiana.