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PRESIDENTE. L'onorevole Canelli ha facoltà di
VINCENZO CANELLI. Signor Presidente, signor ministro, le associazioni bieticole e le industrie saccarifere, negli ultimi giorni, stanno mobilitando migliaia di persone per protestare contro la proposta che il Commissario europeo all'agricoltura presenterà il 22 giugno 2005 per la modifica dell'organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero, il cosiddetto OCM, al fine di concentrare la produzione bieticolo-saccarifera solo in pochi paesi europei, facendo pagare pesanti costi sociali ed economici a tutti gli altri paesi.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, anche recentemente, in un incontro svoltosi a Termoli con i produttori, abbiamo messo a fuoco la situazione, che dipende dall'Organizzazione mondiale del commercio, che ha stabilito norme cui anche l'Italia deve attenersi e che, se applicate, comporterebbero per la Spagna, la Grecia, l'Islanda, la Lettonia, il Portogallo e la Finlandia la chiusura degli stabilimenti e metterebbero a rischio anche quelli della Svezia, della Slovenia, della Slovacchia, dell'Austria e della Lituania.
mercato comunitario. Ciò sarebbe, apparentemente, facile, perché gli stessi paesi meno sviluppati chiedono un regime di quote, ma la Commissione si rifiuta di dar corso a tale opzione. Bisogna, infatti, ricordare che ci muoviamo sempre all'interno di un sistema europeo nel quale l'Italia unilateralmente non può prendere decisioni. Il Governo italiano è assolutamente convinto della necessità strategica di mantenere vitale tale settore e, quindi, di non chiudere la nostra produzione bieticolo-saccarifera e sta perseguendo una riforma del settore equa, mirata alla salvaguardia di un modello multifunzionale dell'agricoltura europea.
PRESIDENTE. L'onorevole Canelli ha facoltà di replicare.
VINCENZO CANELLI. Signor Presidente, signor ministro, la ringrazio e sono convinto che il ministro Alemanno, come tutti i membri del Governo italiano, faranno il possibile affinché il settore non venga mortificato.
Secondo le notizie in nostro possesso, le riduzioni previste dalla riforma a livello europeo sarebbero pari al 42,6 per cento in due anni per il prezzo minimo della barbabietola e del 39 per cento in due anni del prezzo di riferimento per lo zucchero bianco.
Signor ministro, se tale proposta dovesse passare, metteremo a rischio l'intero comparto. Sono in gioco 76 mila posti di lavoro. Sono in gioco 19 zuccherifici, molti dei quali dovranno chiudere. Sono in gioco 200 mila ettari da coltivare ed il loro fatturato.
Per quanto ci riguarda, apparentemente il problema potrebbe essere risolto attraverso due correttivi: un prezzo più elevato, attorno ai 520-530 euro per tonnellata ed un plafond per gli acquisti di quote operanti a livello dello Stato membro: ad esempio, raggiunto un volume di vendite pari al 40 per cento, lo Stato membro può bloccare la cessione delle quote da parte delle imprese. Per attuare tale prezzo occorre, tuttavia, prevedere l'introduzione di quote per l'importazione dai paesi meno sviluppati che, dopo il 2008, come noto, avranno libero accesso al
Per questo motivo, la posizione del Governo italiano, pur nel rispetto dei principi generali della politica agricola comune, sarà di opposizione costruttiva alla proposta della Commissione.
In particolare, l'azione del Governo sarà incentrata sui seguenti punti: contestare l'urgenza della riforma, sottolineando l'opportunità di attendere l'esito degli incontri internazionali in corso, in modo da varare una riforma coerente con il futuro assetto tariffario; contestare il livello del prezzo; chiedere un plafond su base nazionale per gli acquisti di quote da parte del fondo, che consenta allo Stato membro di arrestare le richieste di abbandono al raggiungimento di una determinata quota (il 40 per cento), al fine di mantenere un'equilibrata produzione su tutto il territorio comunitario; chiedere l'introduzione di contingenti negoziati per i paesi in via di sviluppo.
Questo è l'impegno forte non solo del ministro dell'agricoltura Alemanno, ma anche dell'intero Governo per salvaguardare una produzione italiana che riteniamo strategica e importantissima per il nostro paese.
Come lei saprà, oggi e domani, si discute, presso il Consiglio europeo, la prospettiva finanziaria dell'Europa per il periodo 2007-2013. È noto che l'attuale Presidente, il lussemburghese Juncker, è per un taglio nei confronti dell'Italia di 8 miliardi di euro per quanto riguarda i fondi strutturali. Credo che anche il ministro Fini debba opporsi a questo taglio, ricorrendo eventualmente al veto, per una semplice ragione. Infatti, se vengono tagliati i fondi strutturali per un importo di 8 miliardi di euro e se passa la proposta, così com'è formulata, per la riorganizzazione del mercato dello zucchero, a mio avviso, le prospettive per lo sviluppo economico, soprattutto del sud dell'Italia, sarebbero veramente drammatiche.
Ritengo, quindi, che, a prescindere da tutto, all'Italia, sia per la sua storia sia per le sue tradizioni sia per la sua lingua sia per la sua bandiera, sia dovuto il massimo rispetto.


