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La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 10,35.
PRESIDENTE. Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso l'ulteriore parere (vedi l'allegato A - A.C. 4735 - A/R sezione 1) sugli emendamenti riferiti agli articoli da 3 a 7 del progetto di legge.
FERDINANDO ADORNATO, Presidente della VII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERDINANDO ADORNATO, Presidente della VII Commissione. Caro Presidente, su questo provvedimento gli esami non finiscono mai (Commenti)...!
È pervenuto il parere della Commissione bilancio, che è contrario su alcuni emendamenti della Commissione. Pertanto, sono costretto a chiedere - mi perdonerete - una sospensione dei nostri lavori per dieci minuti, al fine di valutare (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)... È un obbligo!
PRESIDENTE. È assolutamente corretto (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!
PIERO RUZZANTE. Quando arriviamo all'emendamento...!
PRESIDENTE. Colleghi, la richiesta di sospensione viene avanzata adesso anche per una questione di funzionalità. Non cambia niente!
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, più volte è stata adottata una certa prassi in quest'aula. Sul primo emendamento da esaminare non mi pare sia stato espresso un parere contrario da parte della Commissione bilancio e, quindi, può essere posto in votazione. Si potrebbe sospendere la seduta quando passeremo alla votazione della prima proposta emendativa sulla quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario.
PRESIDENTE. Credo che, per un'esigenza di funzionalità e per tante altre ragioni, sia bene che si operi subito una verifica, essendo pervenuto il parere complessivo sugli emendamenti riferiti al provvedimento, per poi riprenderne l'esame senza ulteriori interruzioni.
Tuttavia, onorevole Adornato, per cortesia, non mi chieda di sospendere la seduta per dieci minuti se poi così non è...! Si potrebbe sospendere la seduta fino alle 11. I termini di preavviso per le votazioni elettroniche sono, tra l'altro, già decorsi e, pertanto, ne approfitto...
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, le chiederei una valutazione suppletiva al riguardo, anche alla luce delle considerazioni espresse in modo appropriato dalla collega Napoli con riferimento alla necessità di aggiornare le norme di copertura finanziaria. Lei ricorderà le disposizioni regolamentari previste in questi casi. La Presidenza ha espresso una valutazione complessiva al riguardo, nel senso di esaminare il provvedimento senza interruzioni, ma si sa già da questo momento che un rinvio del seguito dell'esame del provvedimento a domani vi sarà necessariamente.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Boccia, vedremo se ciò accadrà. L'onorevole Adornato mi ha posto un altro ragionamento attinente al parere espresso dalla Commissione bilancio su emendamenti presentati dalla Commissione di merito. Pertanto, non complichiamo le cose!
Avverto che la Conferenza dei presidenti di gruppo è immediatamente convocata per esaminare un problema connesso agli adempimenti relativi alla riunione del Parlamento in seduta comune.
Sospendo la seduta.
La seduta, sospesa alle 10,40, è ripresa alle 11,15.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore di riferire in merito alle decisioni assunte in sede di Comitato dei nove.
MARIO PEPE, Relatore. Signor Presidente, la Commissione ha deciso di ritirare tutti gli emendamenti sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ad eccezione degli emendamenti 5.751 e 5.753 che ripristinano il testo sul quale già la V Commissione aveva espresso il parere condizionato che la Commissione aveva recepito.
PRESIDENTE. Il Governo intende aggiungere qualcosa?
GIOVANNI RICEVUTO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo concorda con quanto affermato dal relatore.
WALTER TOCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
WALTER TOCCI. Signor Presidente, intendo precisare che il Comitato dei nove ha assunto le decisioni testè riferite dal relatore con la nostra opposizione.
L'emendamento 5.751 della Commissione riscrive il comma 3 dell'articolo 5. La Commissione bilancio ha giustamente rilevato un onere a carico del bilancio dello Stato, tant'è vero che il Ministero dell'economia ha sostenuto il parere espresso dalla V Commissione. Al contrario, il Ministero dell'istruzione sostiene che tale emendamento non comporta un aggravio di spesa.
In realtà, il capoverso in questione prevede che ai titolari di contratti di insegnamento - si tratta di circa 30 mila persone - è attribuito per il periodo di durata dell'incarico il titolo di professore aggregato. Quindi, attraverso il suddetto comma, si attribuisce il titolo di professore a circa 30 mila persone che oggi svolgono funzioni di insegnamento con contratto temporaneo.
A vostro avviso questa operazione può essere considerata a costo zero per il bilancio dello Stato? È veramente arduo sostenere tale tesi, in quanto i professori universitari di ruolo sono circa 30 mila; quindi, con questa norma, si raddoppiano i professori universitari, e voi dite che questa operazione è a costo zero per il bilancio della Stato?
Ricordo poi che non si tratta solo di una questione contabile, in quanto raddoppiate il numero dei professori universitari in Italia senza concorso, visto che tali soggetti vengono nominati professori con una ope legis!
Saremmo curiosi di conoscere il parere del ministro Moratti al riguardo, visto che aveva inaugurato questa discussione affermando di voler moralizzare i concorsi universitari privilegiando anche il merito. Invece, siamo di fronte ad una straordinaria ope legis dell'università italiana, con circa 30 mila persone che continuano a svolgere le funzioni che svolgevano in precedenza, ma con la possibilità di indicare sul biglietto da visita la qualifica di professore universitario.
È evidente che, quando questi titolari di contratto diventeranno professori universitari, nascerà un contenzioso derivante dall'attivazione di una serie di indennità legate alla funzione di professore universitario. Dunque, giustamente, la Commissione bilancio e il Ministero dell'economia ritengono vi sia un aggravio di spesa per il bilancio dello Stato.
FRANCA BIMBI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCA BIMBI. Signor Presidente, non si tratta soltanto di un semplice aggravio di spesa, perché esso risulta anche fuori controllo. Attualmente gli incarichi di insegnamento comportano contratti annuali e, quindi, ogni anno esiste la possibilità, sia dal punto di vista di merito che da quello del bilancio, di riconsiderare se detti incarichi possano essere conferiti o meno.
In questo caso, invece, si parla di contratti pluriennali; quindi, si tratta sostanzialmente di forme surrettizie di immissione all'interno del personale dipendente senza valutazione, anche se tramite il ricorso a questa particolare forma contrattuale. Infatti, chi possiede il titolo senza far parte della docenza universitaria e senza essere in ruolo non viene neppure valutato, né direttamente né indirettamente.
Secondariamente il titolo è utilizzabile anche dal personale non docente, come i famosi laureati dell'area tecnico-scientifica e socio-assistenziale. In pratica, un dipendente a qualsiasi titolo, escluso il personale tecnico-amministrativo - e a questo punto non si capisce perché - può fregiarsi del titolo di professore perché partecipa e dà il proprio contributo ad un corso universitario. Non si trasformano in «todos caballeros» solo dal punto di vista del titolo - operazione che già di per sé appare immorale - ma anche dal punto di vista della spesa delle università. Inoltre, si
immettono in circolazione sul mercato privato professionisti che soltanto apparentemente sono docenti universitari, valutati in base al merito scientifico; in realtà, potranno pretendere parcelle più alte potendo stampare il titolo di «professore» sul biglietto da visita.
Ciò comporterà un assoluto aggravio di spesa tendenzialmente fuori controllo.
TITTI DE SIMONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, non intendo ripetere le argomentazioni già esposte dall'onorevole Tocci, che evidenziano l'incongruenza del provvedimento nelle sue pieghe più vergognose. Infatti, è stata introdotta un'operazione ope legis con emendamenti dell'ultima ora e già in precedenza sono stati ricordati gli aspetti più incredibili di questo iter parlamentare. In conclusione, non ritornerò sulle argomentazioni di merito che comunque denotano il paradosso cui siamo giunti e che consiglierebbero al Governo e alla maggioranza di fare una pausa di buonsenso.
Non volete ascoltare quello che vi sta dicendo l'intero mondo delle università; anzi, persino ambienti confindustriali, che dovrebbero essere i vostri maggiori alleati, in queste ore hanno espresso la loro critica, prendendo in qualche modo le distanze da un provvedimento che denota inconsistenza ed incongruenza da qualsiasi parte lo si voglia analizzare. Tali considerazioni inviterebbero la maggioranza ed il Governo ad assumersi maggiori responsabilità. Infatti, a mio avviso, sta venendo meno proprio l'assunzione di responsabilità.
Si espone, attraverso un provvedimento che non sta più in piedi, pasticciato, pieno di incongruenze e paradossi, privo addirittura di copertura finanziaria, il mondo dell'università, le professionalità e il futuro di tante nostre risorse eccellenti ad un orizzonte che non potrà non essere privo di contenzioso. È infatti del tutto evidente che le lacune che si stanno via via assommando ora dopo ora, con i pareri sugli emendamenti privi di copertura finanziaria e con gli emendamenti della Commissione dell'ultima ora, ci pongono davanti un provvedimento che non sta in piedi e che mortifica il futuro dell'università italiana, nei modi più paradossali.
Voi state compiendo un'operazione ope legis, come quella prevista, che regala il titolo e il ruolo a 30 mila nuovi docenti, che potranno scrivere sul loro bigliettino da visita «professore universitario» senza aver sostenuto una prova concorsuale e addirittura senza che neppure vi sia - questo è il paradosso - la copertura finanziaria, e sbarrate la strada a decine di migliaia di giovani, di studenti e studentesse, di risorse e di giovani ricercatori destinati a un futuro precario senza fine.
È una vergogna! Vi chiediamo di fermarvi e di assumervi la responsabilità che fino a qui non vi siete voluti assumere (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PIETRO MAURANDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per riferire correttamente, a mio avviso, quanto accaduto in Commissione bilancio: in tale Commissione, infatti, è stato espresso parere contrario sugli emendamenti 5.751 e 5.753 della Commissione, oltre che su emendamenti, sulla scorta del parere del rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze, il quale ha affermato che tali emendamenti sono onerosi e non sono coperti.
L'Assemblea, ovviamente, può fare l'uso che crede del parere della Commissione bilancio e del parere del Ministero dell'economia e delle finanze, ma non si possono cambiare le carte in tavola affermando, come ha fatto poco fa il relatore, che la Commissione bilancio avrebbe precedentemente già espresso parere favorevole su un testo identico agli emendamenti in questione: gli emendamenti sono stati
infatti presentati per modificare il testo precedente, e dunque sono diversi nel contenuto da quest'ultimo, e sul nuovo testo, vale a dire quello recato dagli emendamenti 7.751 e 7.753 della Commissione, è stato espresso parere contrario dalla Commissione bilancio, in quanto sono suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e sono privi di idonea quantificazione e di copertura. Questo per ripristinare la verità di ciò che è accaduto (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
GABRIELLA PISTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, ritengo di dover intervenire in quanto ci troviamo davvero di fronte a un'enormità.
Mi riferisco, in primo luogo, alla gigantesca operazione ope legis in virtù della quale 30 mila persone potranno fregiarsi del titolo di «professore» e alla fine chiederanno che vengano riconosciute le dovute conseguenze, anche dal punto di vista stipendiale, come è normale che sia. Credo che questo Parlamento abbia il dovere di condannare l'intera operazione, che è mortificante per coloro che nell'università lavorano, per coloro che nell'università credono e anche per il ruolo pubblico dell'università, in virtù del quale si dovrebbe pervenire alle docenze attraverso regolari concorsi e regolari selezioni.
Ebbene, a parte tali considerazioni, il collega Maurandi ha sollevato una questione estremamente seria: la mancanza di copertura. Peraltro, in questo momento, ai banchi del Governo non siede nessun esponente del Ministero dell'economia e delle finanze: ciò mi fa riflettere! I colleghi ora presenti in aula, infatti, sia pur degnissimi rappresentanti del dicastero dell'istruzione, non hanno le «mani in cassa». La disponibilità di fondi è determinata dal Tesoro, i cui responsabili hanno assunto una determinata posizione in Commissione bilancio, ma non sono presenti in aula a sostenere la stessa decisione.
Rappresento, pertanto, alla Presidenza l'esigenza che sia invitato a venire in aula un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di ribadire in questa sede la posizione assunta in Commissione bilancio, ovvero la dichiarata indisponibilità (o insolubilità) del Tesoro alla copertura di alcune proposte emendative ed articoli recanti misure di spesa. Mi riferisco, ad esempio, alle proposte volte a sanare la posizione di 30 mila soggetti, che diventeranno professori ope legis, «gratuitamente». Siccome ciò non corrisponde alla realtà, chiediamo chiarimenti su un atto così grave, soprattutto per il ristoro di quanti credono nell'università - ricercatori, giovani studenti - ed attendono da anni una regolarizzazione, non nel senso di quella poc'anzi ricordata, ma in funzione del naturale percorso di carriera richiesto nei casi in questione.
Tante volte ci si è scandalizzati per provvedimenti di portata molto inferiore a quello ora in esame: non comprendo come la maggioranza ed il Governo non si scandalizzino ora, di fronte a norme che stravolgono seriamente l'ordinamento, anche giuridico, dell'università (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani)!
PRESIDENTE. Onorevole Pistone, le ricordo che il Governo è qui rappresentato nella sua collegialità, senza che le presenze dei suoi esponenti siano legate alla specificità della materia.
GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Gerardo Bianco, le ricordo che per il suo gruppo è già intervenuta la collega Bimbi. Ha facoltà di parlare.
GERARDO BIANCO. Signor Presidente, chiedo che il ministro Moratti, qualora sia disponibile, intervenga in quest'aula per chiarire la situazione. Nella serata di ieri, attraverso un suo lungo intervento in televisione,
abbiamo appreso che nel campo dell'istruzione, anche di quella universitaria, tutto va bene. La mia sensazione è che le cose vadano in maniera diversa.
Nonostante la presenza in aula di alcuni rappresentanti del Governo, vorrei ricordare che molti sottosegretari non fanno un ministro...
PRESIDENTE. Onorevole Gerardo Bianco, possiedo strumenti di richiamo molto inferiori rispetto a quello rappresentato dalla sua autorevolezza. Se il ministro Moratti vorrà intervenire in aula, la saluteremo con piacere.
Il Presidente Mastella, che si accinge a sostituirmi alla Presidenza, forse dispone di maggiori capacità di persuasione rispetto alle mie...
PRESIDENTE. Al Presidente Biondi rispondo assolutamente no...!
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