...
per il consumatore che non riesce ad avere indicazioni precise per orientarsi nella scelta del prodotto da acquistare;
con incredulità e scetticismo. Quando viene accordata un'invalidità questa si basa su diagnosi alternative o concomitanti rispetto alla Chronic Fatigue Sindrome. Tuttavia essendo l'entità dell'invalidità riconosciuta dall'ASL solitamente modesta, il paziente si vede costretto a lavorare comunque in situazioni temporanee e precarie con grave disagio e peggioramento della sua sintomatologia -:
sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
relativi alla sacca trasfusa, all'emoderivato o vaccino somministrato (articolo 3, comma 6) con la relativa causa avversa;
qualitativo della formazione offerta dall'ISS, debbano essere costretti, in ragione del costo, ad effettuare una rigida selezione dei corsi e convegni frequentati;
Consumatori (SANCO) e dall'Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF) poiché nello stesso Comune di Muggia vi sono almeno due ulteriori realtà problematiche nella gestione dello smaltimento dei rifiuti:
i farmaci quali Aspirina, Aulin, Tachipirina, Zovirax, eccetera costano il 20 per cento di più rispetto al farmaco generico equivalente;
alcuni costano addirittura più del doppio;
lo stesso accade per i capi d'abbigliamento griffati che costano alla produzione più o meno come gli altri, ma poi si pagano di più;
l'antistaminico fargan, a base di prometazina, costa 7 euro;
una confezione sempre a base di prometazina, ma non di marca Fargan, vede il suo prezzo scendere fino a 4,40 euro;
la confezione non marcata fargan ha la stessa efficacia, qualità, parità di composizione, dose e tempo di somministrazione, l'unica differenza sta nel brevetto;
in riferimento al Sistema sanitario nazionale, i farmaci generici rappresentano un risparmio poiché consentono di limitare la spesa farmaceutica;
nell'ultimo trimestre del 2004, l'immissione di farmaci generici sul mercato ha consentito di contenere la spesa farmaceutica a carico della sanità nella misura di 50 milioni di euro -:
se il Governo conosca le motivazioni che comportano una tale differenza di prezzo al pubblico, che, tra l'altro, in alcuni casi appare all'interrogante anche eccessiva;
se intenda adottare iniziative, anche normative, volte ad incoraggiare l'immissione di farmaci generici sul mercato, al fine di garantire risparmi sia ai cittadini che al sistema sanitario.
(3-04715)
come si evince da una nota dell'Assoconsum spesso nei frigoriferi dei bar si trova una confezione di latte fresco parzialmente scremato, color bianco con una scritta verde;
si tratta di un prodotto a basso prezzo, 0,65 euro al litro, venduto da Esselunga;
le informazioni inerenti il prodotto stesso, sono piuttosto succinte, ad esempio non vi è l'indirizzo di chi lo produce e di chi lo confeziona;
non è affatto rassicurante acquistare una confezione che non permette di identificare in alcun modo l'origine del latte -:
quali misure si pensa di adottare al fine di tutelare il consumatore;
se non sia il caso di interrompere, temporaneamente, l'immissione sul mercato del latte di cui sopra in attesa di disposizioni più sicure.
(3-04717)
come si evince da una comunicazione pervenuta all'interrogante dall'Assoconsum, a seguito di una inchiesta sul prosciutto cotto è emerso che il mercato offre tante qualità diverse, ma poche garanzie
nel nostro Paese non c'è una legge sulla commercializzazione del prosciutto cotto;
non vi sono neanche consorzi, come per il prosciutto crudo, che garantiscono un determinato standard qualitativo nel processo di produzione;
esistono soltanto alcune indicazioni riguardanti l'uso degli additivi che non sono, certamente, sufficienti a fornire garanzie di qualità;
esistono soltanto alcune indicazioni riguardanti l'uso degli additivi che non sono, certamente, sufficienti a fornire garanzie di qualità;
in alcuni Paesi europei, quali ad esempio Francia e Spagna, esistono parametri microbiologici e di legge sul contenuto di acqua e sull'uso di additivi che consentono di distinguere la qualità del prosciutto -:
perché anche in Italia non si adottano i parametri di cui sopra, in modo che il consumatore possa ricevere tutte le informazioni da etichette chiare e soprattutto facilmente disponibili anche durante l'acquisto del prodotto sfuso.
(3-04718)
come si evince da una nota dell'Assoconsum, il Comitato misto formato da esperti della Fao e dell'Oms ha lanciato l'allarme contro l'acrilammide che si trova nei cibi cotti ad alte temperature;
il Comitato di cui sopra ha concluso che la quantità di acrilammide assorbibile in seguito al consumo di alcuni prodotti alimentari rappresenta un potenziale pericolo per la salute umana;
il rischio di ammalarsi di cancro cresce nelle persone che mangiano di frequente alcuni cibi, per esempio le patate, fritti o cotti a temperature elevate -:
quali interventi si possono adottare al fine di abbassare il rischio acrilammide;
se non sia il caso di realizzare una campagna pubblicitaria al fine di informare i consumatori degli eventuali pericoli in caso di consumo frequente di cibi contenenti acrilammide.
(3-04719)
come si evince da una nota dell'Assoconsum, da due mesi non si trovano più in commercio due farmaci da banco per la cura dei disturbi digestivi: Digestopan, sostituito dal neo-Digestopan e l'Essen, rimpiazzato da Essen integratore;
si tratta di due farmaci che non sono spariti del tutto, ma che si sono trasformati in integratori alimentari, ciò è stato possibile cambiando la composizione e mantenendo più o meno lo stesso nome commerciale;
la loro trasformazione è stata una scelta obbligata poiché erano, ad avviso dell'interrogante, farmaci privi di efficacia terapeutica -:
se intenda adottare iniziative volte a vietarne definitivamente la vendita.
(3-04723)
come si evince da una segnalazione pervenutami dall'Assoconsum di Napoli, i ricercatori dell'Istituto di chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli, hanno scoperto che il pomodoro è valido per fare le buste ecologiche;
a seguito di questa scoperta è stato studiato un sistema per l'estrazione e la purificazione dei polisaccaridi ottenuti dagli scarti della lavorazione del pomodoro;
utilizzi di questo tipo consentono di recuperare preziose risorse, altrimenti destinate ad una fine «indifferenziata» in discarica -:
se non sia il caso di incentivare la ricerca al fine di ottenere altri risultati sorprendenti come quello sopra evidenziato.
(3-04731)
l'Associazione di Malati di CFS ONLUS si occupa dei malati italiani di Chronic Fatigue Syndrome (CFS o Myalgic Encephalomielitis in Gran Bretagna e paesi collegati). Questa sindrome è caratterizzata da una stanchezza fortemente debilitante che riduce le attività lavorative, scolastiche, quotidiane e/o sociali di almeno il 50 per cento con l'esclusione di altre patologie che ne potrebbero essere la causa (oncologiche, infettive, endocrine, reumatologiche eccetera) e che si accompagna a sintomi inclusi nei criteri minori (Fukuda et al 1994, Reeves et al 2003);
questa patologia è gravemente invalidante sia per la stanchezza cronica da cui sono affetti i pazienti, sia per i disturbi neurologici, multisitemici e infiammatori cronici che l'accompagnano;
non ci sono ancora esami di laboratorio diagnostici per la patologia (tuttavia la diagnosi di numerose altre patologie si basano su un esame anamnestico-clinico del malato) e non ci sono attualmente cure efficaci se non terapie sperimentali non controllate a volte anche di «medicina alternativa» con benefici dubbi e con notevole impegno economico da parte dei pazienti;
questa sindrome gode di riconoscimento da parte della comunità medico-scientifica e assistenziale negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia (BMJ 2004;329;928-9). A questo proposito sono stati pubblicati da questi Paesi delle linee guida per aiutare nel riconoscimento della sintomatologia, nella diagnosi da parte dei medici, nonché per la tutela dell'invalidità e sono stati prospettati ampi finanziamenti da parte del governo Britannico per l'ampliamento di centri di riferimento e per la ricerca (rif. CMO Report). Sono state istituite associazioni di malati di CFS con sostegno medico-scientifico di alto livello in Francia e in Spagna (http://asso.nordnet.fr/cfs-spid/http://www.acsfcem.org). Tutto ciò benché l'incidenza e la prevalenza della patologia siano attualmente sconosciute in Europa;
la prevalenza citata dal Ministero della salute in risposta all'interrogazione parlamentare n. 4/06135 dell'onorevole Ruzzante pari allo 0,4 per cento della popolazione riguarda la popolazione americana, popolazione eterogenea e molto diversa da quella italiana. Resta pertanto una questione aperta se la patologia sia una patologia rara e vada tutelata come tale (a tutt'oggi sono meno di 1000 i pazienti con diagnosi definitiva di CFS da parte dei Centri di Riferimento Nazionali) diffusa e che quindi necessiti di un particolare impegno da parte del Sistema sanitario nazionale;
i pazienti affetti da questa sindrome risentono di grande disagio e isolamento socio assistenziale per più ragioni che desideriamo elencare;
la sindrome non è conosciuta da parte della comunità medica italiana, soprattutto dai medici di medicina generale, primo contatto del malato con il mondo sanitario. Ne risulta che il paziente percepisce una reale sottovalutazione dell'entità della sua patologia e spesso riceve una diagnosi del tutto errata di natura psichiatrica con conseguente prescrizione di farmaci inappropriati (antidepressivi, ansiolitici);
la definizione stessa della sindrome prevede una notevole diminuzione delle capacità lavorative dei pazienti che realmente stentano a portare avanti un'attività di lavoro e si rivolgono all'A.S.L. locale per un sussidio d'invalidità. Vengono accolti
se non sia il caso di concedere il riconoscimento ufficiale e la tabellazione della sindrome da parte del Sistema sanitario nazionale con un aggiornamento dell'Italia all'ICD 10, nella quale la sindrome è inclusa;
se non sia il caso di procedere ad una diffusione capillare delle notizie relative all'esistenza della patologia (inclusa tra le patologie nell'opuscolo sull'Evidence-based Medicine pubblicato e diffuso nel 2002) nella comunità medico-scientifica attraverso gli ordini dei medici e altri canali d'informazione del Sistema sanitario nazionale (Aziende sanitarie locali) e di come diagnosticarla;
se non sia il caso di concedere il patrocinio a simposi o conferenze sul tema.
(5-04414)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenutami dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi sono in Campania.
(4-15002)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenutami dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi sono in Basilicata.
(4-15003)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenutami dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi sono in Sicilia.
(4-15004)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenutami dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi siano in Calabria.
(4-15005)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenutami dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi sono in Sardegna.
(4-15088)
da una segnalazione dell'Assoconsum e del Duemila, risulta in continuo aumento il ricorso al day hospital ed al day surgery ovvero alle dimissioni in giornata del paziente sia che si tratti di analisi o visite, sia che il problema riguardi piccoli interventi chirurgici;
con queste «modalità» si è ottenuto un notevole risparmio di costi delle degenze ospedaliere -:
quali iniziative intenda adottare al fine di incentivare ancora di più queste metodologie.
(4-15099)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenuta all'interrogante dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi siano nel Lazio.
(4-15119)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenuta all'interrogante dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi siano in Umbria.
(4-15120)
gli italiani sono i maggiori consumatori di acque minerali, così come si evince da una segnalazione pervenuta all'interrogante dall'Assoconsum;
l'industria minerale italiana, che dispone di un ricchissimo e variegato patrimonio sorgivo, ha quindi l'opportunità di una grande crescita grazie anche al business dell'esportazione;
prevalgono i consumi di acque lisce e a bassa mineralizzazione, ma sono in crescita anche le acque a naturale effervescenza e quelle lievemente carbonate, mentre sono in calo i consumi delle acque frizzanti;
sul mercato italiano delle acque minerali sono operative circa 180 fonti che imbottigliano oltre 280 diverse marche;
le regioni sono responsabili delle varie concessioni -:
quante fonti vi siano in Toscana.
(4-15121)
la Legge n. 210 del 1992 concede il diritto ad un indennizzo da parte dello Stato per i soggetti che abbiano contratto irreversibilmente danni in seguito a trasfusioni e somministrazioni di emoderivati e vaccinazioni obbligatorie;
tale Legge prevede l'onere, per i soggetti interessati all'indennizzo, di presentare documentazione relativa alla data di somministrazione del sangue, emoderivato o vaccino, ed attestazione comprovante, mediante la compilazione di una scheda informativa redatta dal medico, i dati
il D.P.C.M. del 26 maggio del 2000 ha trasferito alle Regioni, a decorrere dal 21 marzo 2001, le competenze in materia di salute umana e sanità veterinaria, includendo anche le funzioni in materia di indennizzi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie e somministrazioni di emoderivati (Tab. A. lettera);
l'accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del 12 agosto 2002, indica le «Linee-guida per la gestione uniforme delle problematiche applicative della legge 25 febbraio 1992 n. 210, in materia di indennizzi per danni da trasfusioni e vaccinazioni»;
tale testo al titolo - «Indennizzi per danni da trasfusioni e vaccinazioni» - al punto 4) «istruttoria delle pratiche», prevede che le pratiche siano «(...) registrate e numerate progressivamente a partire dal momento in cui sono complete dei documenti previsti (...)»;
sempre al punto 4) del medesimo capitolo, al decimo ed ultimo capoverso, si prevede che, al termine dell'iter procedurale, nel fascicolo siano presenti (lettera C) i documenti sanitari tesi a «documentare l'evento dannoso (vaccinazione o trasfusione), la menomazione psico-fisico permanente, la data del manifestarsi della menomazione permanente»;
relativamente a quanto sopra esposto, si evidenzia come il legislatore abbia voluto rendere sistematica la raccolta di dati ed informazioni relative ad una casistica che, a questo punto, dovrebbe essere patrimonio comune per una facile fruizione e per l'elaborazione di una letteratura che attesti l'eventualità del nesso causale di contagio avvenuto tramite somministrazioni di immunoglobuline. Ciò soprattutto alla luce di quanto asserito dal Ministero della Salute nella risposta data all'interrogazione n. 4-01795, nella quale alla richiesta di dati certi da parte dell'interrogante si rispondeva che non era possibile fornirli «atteso l'elevatissimo numero di pratiche pervenute a questa amministrazione dal 1992 ad oggi (oltre trentaduemila) e la complessa articolazione della casistica riguardante lo stato delle pratiche medesime»;
è diritto di tutti i cittadini, ed in particolare di quelli danneggiati e delle loro Associazioni, disporre di dati precisi in merito ai contagi di sangue ed emoderivati e le cause avverse alle vaccinazioni relative agli eventuali contagi verificatisi durante gli anni 1970, 1980, 1990 -:
se non si ritenga opportuno, date le premesse legislative e in considerazione dell'elevato numero di pratiche istruite sia presso il ministero che presso le regioni, istituire un ufficio apposito che elabori la casistica riguardante lo stato di tutte le pratiche già definite, al fine di avere un quadro di insieme riepilogativo per tutto il territorio nazionale dal quale risultino in modo preciso:
a) il numero totale delle pratiche di richiesta di indennizzo;
b) il numero degli indennizzi riconosciuti;
c) la suddivisione e la classificazione delle cause di contagio correlate ai trattamenti di emotrasfusioni e/o vaccinazioni obbligatorie;
se non ritenga che tali indicazioni possano essere messe a disposizione come studio scientifico di ambito medico-legale, al fine di dare un utile supporto alle C.M.O. di tutto il territorio Nazionale, chiamate nei giudizi di accertamento sul nesso di casualità fornendo, in tal modo, una casistica univoca a cui ricorrere per gli accertamenti futuri;
se non ritenga, infine, che tali dati debbano essere messi a disposizione degli Uffici Giudiziari presso i quali siano in corso procedimenti civili e penali su episodi di sangue infetto.
(4-15163)
l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) è organo scientifico tecnico del Servizio Sanitario Nazionale e svolge funzione di ricerca, sperimentazione, controllo e di formazione per quanto concerne la salute pubblica;
il decreto del Presidente della Repubblica 20 gennaio 2001 n. 70 (regolamento di organizzazione dell'Istituto Superiore di Sanità, a norma dell'articolo 9 decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 419) ha trasformato il predetto Istituto da Amministrazione dello Stato in Ente pubblico dotato di autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e contabile;
tra le varie competenze e attribuzioni l'ISS «esercita, nei casi previsti dalla legge, attività di formazione, perfezionamento e aggiornamento sulla salute pubblica e l'organizzazione sanitaria, rivolte al personale del Servizio Sanitario Nazionale e degli organi ed enti di promozione e tutela della salute» - Art. 2, comma 4, lett. f) del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 70. Inoltre «promuove convegni e dibattiti scientifici a carattere nazionale ed internazionale su temi attinenti ai propri compiti istituzionali... » - Art. 2, comma 4, lett. d);
il summenzionato decreto dispone che l'ISS provveda allo svolgimento delle funzioni istituzionali di competenza attraverso i mezzi finanziari derivanti dal contributo dello Stato, dal proprio patrimonio, da contributi speciali per la ricerca, dalla stipula di accordi di programma, convenzioni e contratti con amministrazioni, enti o persone giuridiche pubbliche o private nonché da ogni altro provento connesso alle sue attività;
a tale scopo, è stato emanato il Decreto del Presidente dell'Istituto in data 30 aprile 2004 che rivede e aggiorna la disciplina amministrativo contabile dei servizi resi a terzi dietro pagamento, relativi alle attività proprie dell'Ente;
tale decreto, alla voce n. 25 della tabella A ad esso allegata, individua, per la prima volta, tra i numerosi servizi tariffabili anche l'organizzazione di attività congressuale e formativa, finalizzata alla divulgazione scientifica ed al perfezionamento professionale nel settore sanitario e, in particolare, l'attività didattica residenziale offerta agli operatori del SSN prevedeva, nel suddetto decreto, un costo giornaliero per partecipante di 390 euro e di 630 euro per giornata di convegno;
le tariffe dei predetti servizi, a seguito di deliberazione del Comitato Amministrativo dell'ISS (n. 5 allegata al verbale n. 49 del 16 marzo 2005, recepita con Decreto del Presidente dell'Istituto in data 30 marzo 2005) sono state riviste in ragione di un aggiornamento dell'analisi giustificativa dei costi;
nonostante le voci tariffarie siano state notevolmente ridimensionate (la tariffa giornaliera individuale per attività didattica residenziale passa da 390 a 210 euro mentre la tassa di iscrizione per singolo iscritto a giornata di convegno o congresso passa da 630 a 150 euro) il costo rimane tuttavia un importante fattore di limitazione o di esclusione per taluni operatori sanitari;
non è opportuno, ad avviso dell'interrogante, mettere a repentaglio la credibilità scientifica dell'Ente vincolando a logiche di convenienza economica uno dei compiti istituzionali precipui dell'Ente stesso quale la formazione e la diffusione dell'informazione scientifica finalizzata alla promozione e tutela della salute pubblica -:
se applicare un tariffario all'intero campo della formazione e dell'informazione scientifica offerta dall'ISS agli operatori sanitari sia compatibile con quanto richiamato dal dettato normativo in relazione a ruolo pubblico svolto dall'ISS medesimo;
se sia vantaggioso, ai fini della sanità pubblica, che coloro che operano in tale campo, pur consapevoli dell'elevato standard
se le necessità contabili dell'Ente non debbano piuttosto essere tutelate attraverso una corretta politica di gestione e di contenimento dei costi.
(4-15164)
secondo quanto riportato da diversi quotidiani locali (vedi allegati) la situazione dell'inquinamento del territorio della provincia di Trieste sta emergendo in questi giorni in tutta la sua gravità. Buona parte della Provincia è stata infatti interessata, negli ultimi decenni, dal fenomeno dello smaltimento incontrollato dei rifiuti, in particolare la zona del Carso, l'area portuale e la zona industriale;
la valle delle Noghere si estende per circa 8 chilometri dal confine con la Slovenia al Mare Adriatico ed è attraversata dal torrente Ospo. La Valle si allarga negli ultimi 3 chilometri fino al mare, generando un'ampia piana (circa 2 chilometri di larghezza) nella quale si trova l'importante Biotopo regionale dei laghi delle Noghere, oasi faunistica di rilievo nazionale. Tale valle cominciò ad essere utilizzata come discarica a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e riempita con ogni tipo di rifiuti per milioni di metri cubi fino agli anni 80, con l'obiettivo di «bonifica», soprattutto nella parte terminale paludosa alle foci del rio Ospo. All'epoca della chiusura lo strato di rifiuti aveva raggiunto uno spessore di circa 8 metri e, nel febbraio 2003, la Valle venne inserita nel Sito inquinato di Trieste - sito di interesse nazionale - sotto diretto controllo del Ministero dell'Ambiente;
nel 1966 il comune di Trieste individua la valle delle Noghere come idonea per la discarica di rifiuti urbani: dal 1966 al 1980 un lotto (sub area 7) è stato autorizzato dall'USL e utilizzato dal comune di Trieste come discarica di urbani, inerti e come discarica per le industrie. La discarica era posta sotto il controllo dell'EZIT (Ente Zona Industriale di Trieste);
dopo l'entrata in funzione dell'inceneritore di Giarizzole nell'area sono state conferite le ceneri dello stesso;
venivano scaricate annualmente 30.000 tonnellate di rifiuti di cui circa 11.000 di fanghi industriali e lo strato dei rifiuti aveva raggiunto all'epoca della chiusura della discarica uno spessore di parecchi metri distribuiti nell'area che va dai laghi delle Noghere fino alle foci del Rio Ospo;
nell'area trasformata in zona industriale e gestita dall'EZIT si insediarono quindi numerose imprese (ad oggi sono una sessantina);
dai primi controlli effettuati nella valle delle Noghere è emersa la presenza dei seguenti inquinanti: Naftalene, IPA (idrocarburi policiclici aromatici), fenantrene, antracene, fluorantene, pirene, benzo (a) pirene, diossina, zinco, arsenico, cadmio, cromo totale, cromo esavalente, nichel, piombo, rame, manganese;
anche la falda risulta essere pesantemente inquinata (recentemente alle foci del rio Ospo sono state rilevate in falda concentrazioni di manganese 17 volte superiori ai limiti di legge);
la Commissione europea ha avviato un procedimento di infrazione nei confronti dell'Italia nell'ambito della denuncia n. 2003/4983 per violazione delle Direttive 75/442/CEE, 91/689/CEE, 1993/31/CEE. Lo stabilimento Pasta Zara 2 avrebbe infatti realizzato, con l'autorizzazione delle autorità italiane, una discarica di 34.000 tonnellate di fanghi industriali provenienti dagli scavi di cantiere, situandola in un'area adiacente agli impianti produttivi;
la Commissione europea è intervenuta inoltre con diverse inchieste seguite dalla Direzione Generale per la Salute e i
da una parte la discarica realizzata dalla società Aquario in località Porta Sottile (al confine sloveno) che ha causato un impatto ambientale importante, arrivando a modificare la linea di costa del tratto interessato con gravi ripercussioni sull'ecosistema marino (1 chilometro di lunghezza, 160.000 metri cubi di rifiuti);
d'altra parte la grave situazione di inquinamento emersa durante gli scavi di cantiere di Porto San Rocco, il marina turistico realizzato a Muggia con ingenti contributi pubblici, che non è bastata ad arrestare la realizzazione del progetto. Risulta all'interrogante che dall'integrazione del piano di caratterizzazione presentato dalla società «Porto San Rocco spa» in data 4 febbraio 2005 sarebbe emersa tutta la pericolosità della situazione, che vede la presenza di arsenico, cadmio, mercurio, nichel, piombo, rame, zinco, benzo(a)antracene, benzo(a)pirene, benzo(b)fluorantene, benzo(k)fluorantene, benzo(g,h,i)perilene, crisene, dibenzo(a,h)antracene, ideno (1,2,3-c,d)pirene, pirene, idrocarburi pesanti (C>12) e picchi di inquinamento rispettivamente di zinco con 17.557 mg/Kg, di piombo con 8.455 mg/Kg, di idrocarburi più leggeri (C<12) con 2.950 mg/Kg, di rame con 2.443 mg/Kg, di arsenico con 1.365 mg/Kg, di mercurio con 247 mg/Kg -:
quali informazioni possiedano a proposito della situazione di inquinamento diffuso nelle diverse zone sopra elencate del Comune di Muggia;
quali misure intendano adottare per garantire la salute dei cittadini e dei consumatori nel caso corrispondesse a verità la grave situazione di inquinamento esistente nell'area di produzione dello stabilimento industriale alimentare Pasta Zara 2 nel Comune di Muggia;
se non ritengano necessario verificare il livello di inquinamento che interessa il marina turistico residenziale di Porto San Rocco a Muggia e, conseguentemente, prendere gli opportuni provvedimenti per la tutela della salute dei cittadini a partire, in vista dell'imminente stagione balneare, dai divieti di balneazione nell'intero tratto che da Porto San Rocco porta al confine con la Slovenia.
(4-15181)
in questi giorni un noto settimanale italiano ha pubblicato una inchiesta relativa al traffico di rifiuti tossici e radioattivi che ha interessato il nostro paese;
tale inchiesta ha investito anche la Basilicata ove si è fatto riferimento all'occultamento di materiale altamente radioattivo (circa 100 fusti) depositato presso l'argine del torrente Vella, in località Coste della Cretagna, nel comune di Pisticci in provincia di Matera, mentre altri cinquecento sarebbero partiti per la Somalia;
l'inchiesta, inoltre, riferisce che in ordine agli accadimenti giudiziari, ove oltre ad essere coinvolto un pentito di cui non si conosce l'identità, vi sarebbero anche personaggi che in questi decenni hanno ruotato intorno al mondo della ricerca nucleare ed allo stoccaggio di rifiuti tossici, a partire proprio dal Centro ENEA di Rotondella, ove attualmente sono stoccate alcune barre di uranio radioattivo;
dall'inchiesta emerge che vi è una vera e propria lobby criminale che si occupa da lunghi anni di materiale tossico e nocivo, disponendo peraltro di informazioni riservate;
tutto ciò non è ammissibile e richiede un livello di vigilanza altissimo -:
di quali informazioni dispongano i Ministri interrogati in ordine alle gravi vicende cui si fa riferimento in premessa;
quali rischi tali attività di stoccaggio clandestino comportino per la salute dei cittadini.
(4-15182)
come si evince da una segnalazione pervenuta all'interrogante dall'Assoconsum, vi è stato un ritiro preventivo di 103 quintali di alimenti contaminati dal Sudan rosso I;
l'operazione di cui sopra è stata realizzata dai forestali italiani che hanno, così, coinvolto, un marchio ed una ditta che appartengono al Gruppo Arena;
tra i vari prodotti sono state sequestrate circa 100 confezioni da 400 grammi di Pennette alla puttanesca;
in base alla normativa di riferimento è previsto che lo smaltimento di ciò che poi verrà messo in commercio, avvenga entro 4 mesi, trascorsi i quali i prodotti debbono essere distrutti -:
quali iniziative si pensa di adottare al fine di evitare che prodotti contaminati continuino ad essere immessi sul mercato;
se non sia il caso di effettuare controlli più rigidi;
per quali motivi non si è proceduto come è previsto.
(4-15186)
da ben 11 anni sono in corso a Lentini i lavori per la costruzione di un nuovo ospedale destinato a servire un'utenza di circa 70.000 abitanti;
i lavori sono attualmente sospesi per un contenzioso tra la regione Sicilia e la Asl 8 di Siracusa da una parte e l'impresa costruttrice dall'altra;
tale contenzioso, se non risolto, rischia di portare alla rescissione del contratto, a un nuovo appalto, ad un ulteriore ritardo nei tempi di costruzione e al deperimento delle strutture già costruite;
per completare l'edificio occorrono circa 5 milioni di euro che devono essere stanziati dalla regione Sicilia;
l'opera, di grandi e moderne dimensioni, è pressoché terminata ed il mancato finanziamento dei lavori residui vanificherebbe l'ingente investimento sinora effettuato;
un gruppo di cittadini e di sindacalisti si sono incatenati davanti al costruendo ospedale e da venerdì 3 giugno 2005 ne presidiano i cancelli per ottenere la conclusione dei lavori;
tale protesta, sostenuta da un comitato cittadino, senza distinzioni di parte politica, del quale fanno parte le amministrazioni comunali di Lentini, Carlentini, Francofonte e Scordia, i sindacati dei lavoratori e le associazioni del volontariato, cesserà quando il governo regionale e il direttore generale dell'Asl di Siracusa avranno fornito risposte certe sulla ripresa dei lavori, sul loro finanziamento e sui tempi di entrata in funzione del nuovo ospedale;
l'emergenza sanitaria ha raggiunto nell'area livelli di guardia, perché il vecchio ospedale non è più in grado di assicurare le prestazioni minime indispensabili -:
se intenda disporre l'accesso presso l'ASL competente, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge n. 37 del 1989, per verificare le cause del ritardo nella realizzazione dell'ospedale.
(4-15191)