Allegato B
Seduta n. 637 del 14/6/2005


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ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA

Interrogazione a risposta in Commissione:

MOTTA, COLASIO, SASSO, BIMBI, FISTAROL, SANDI, CAPITELLI e GUERZONI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
il personale docente inidoneo all'insegnamento per motivi di salute è principalmente impiegato nelle biblioteche scolastiche;
molti di questi docenti hanno acquisito negli anni esperienze sempre più specifiche ed articolate per un efficace supporto all'attività scolastica al fine di garantire agli studenti l'acquisizione di maggiore abilità nell'accesso all'informazione;
l'articolo 113 del decreto 31 maggio 1974, che regola tale materia, chiarisce che nell'utilizzazione del personale inidoneo all'insegnamento, bisogna tener conto della «preparazione culturale e professionale» e successive circolari indicano, a conferma di quanto sopra, la biblioteca quale luogo privilegiato dove il docente possa esplicare la sua funzione con dignità professionale;
il comma 5, dell'articolo 35 della legge finanziaria 2003 prevede la mobilità o la risoluzione del contratto decorso il termine di 5 anni, del personale docente inidoneo all'insegnamento per motivi di salute;


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tale provvedimento nella realtà riguarda circa 5.000 persone, e costituisce ad avviso degli interroganti:
a) una pesante ingerenza legislativa in una materia già regolata da un contratto collettivo di lavoro e soggetta a trattazione sindacale (CCNL 4 agosto 1995, articolo 23, comma 5 e CCDN 24 ottobre 1997);
b) una «licenziabilità senza giusta causa» sui generis nel pubblico impiego rivelandosi un grave attacco alla dignità umana e al diritto al lavoro;
c) una profonda frattura all'interno della stessa categoria laddove prevede che «le economie di spesa derivanti dall'applicazione del comma 5 ... sono destinate ad incrementare le risorse annuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione professionale del personale docente della scuola...» (articolo 35, comma 8);
d) la dispersione della professionalità e della competenza acquisite negli anni da parte di tutti i docenti utilizzati nelle biblioteche e nei progetti di autonomia;
una ulteriore probabile conseguenza potrebbe essere la chiusura delle biblioteche scolastiche almeno fino a quando non sarà istituita la relativa figura professionale, atteso che le cattedre saranno portate tutte a 18 ore; pertanto, non ci saranno docenti disponibili -:
se non ritenga di assumere specifiche iniziative di propria competenza dirette a disciplinare la mobilità intercompartimentale;
quali iniziative normative intenda promuovere al fine di garantire i diritti acquisiti negli anni per ciò che concerne i docenti di cui sopra, in particolare valutando l'opportunità di: a) riesaminare la norma che consente all'Amministrazione di risolvere il contratto per coloro che, trascorsi 5 anni, non abbiano trovato collocamento fuori ruolo o presso altra amministrazione; b) provvedere affinché siano garantiti, in termini di titoli e punteggi, il livello e l'anzianità di carriera nel transito ad altra amministrazione o in quella scolastica ad altre mansioni; c) garantire il diritto al pensionamento senza alcuna penalizzazione, ove vi siano i presupposti di legge.
(5-04415)

Interrogazioni a risposta scritta:

PERROTTA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca scientifica. - Per sapere - premesso che:
la Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia in quanto discrimina gli insegnanti stranieri che aspirano all'assunzione nella nostra scuola pubblica;
le giustificazioni adottate dall'Italia, che ha commesso una disparità solo nel caso delle graduatorie parentali, non hanno soddisfatto la Corte di giustizia europea -:
cosa intenda fare per applicare il principio comunitario, secondo il quale, l'esperienza professionale acquisita dal cittadino di uno Stato membro nel suo paese, debba essere valutata allo stesso modo di quella maturata in Italia.
(4-15101)

PERROTTA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
il comitato nazionale di valutazione ha individuato ben 538 corsi di laurea, sui 2.100 attivati nei 77 atenei italiani, con un numero insufficiente di iscritti o di docenti -:
quale sia l'elenco dei corsi «insufficienti» diviso per università;
quale sia il numero degli allievi iscritti per corpo diviso per anno di frequenza;
quali siano i settori disciplinari per i quali vi sia carenza di docenti.
(4-15102)


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TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
con ordinanza ministeriale n. 91 del 30 dicembre 2004 il ministero ha indetto, per l'anno scolastico 2004-2005 dei concorsi per titoli per l'accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili professionali dell'area A e B del personale amministrativo, tecnico e ausiliario statale degli istituti e delle scuole di istruzione primaria, secondaria, degli istituti d'arte, dei licei artistici, delle istituzioni educative e delle scuole speciali statali, ai sensi dell'articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
l'articolo 2 dell'ordinanza - Requisiti per l'ammissione al concorso dei candidati non inseriti nella graduatoria permanente - prevede al punto 2.2, lettera a) che, ai fini della valutazione dell'anzianità di servizio di almeno due anni, richiesta come requisito per essere ammessi al concorso, il servizio prestato con rapporto di lavoro a tempo parziale si computa per intero;
inoltre, l'articolo 2 dell'ordinanza al punto 2.7 prevede che il servizio prestato con rapporto di lavoro a tempo parziale è valutato per intero secondo i valori espressi nella corrispondente tabella di valutazione dei titoli a decorrere dall'anno scolastico 2004-2005;
negli anni precedenti il ministero non aveva adottato gli stessi criteri di valutazione del servizio prevedendo per le supplenze annuali part time una valutazione con punteggio ridotto;
l'attribuzione differenziata del punteggio crea una discriminazione tra coloro che hanno svolto il servizio negli anni precedenti -:
sulla base di quali criteri il Ministero abbia deciso di adottare una diversa modalità di calcolo del servizio prestato a tempo parziale, che discrimina chi tale servizio ha prestato in periodi precedenti all'anno scolastico 2004-2005 e quale sia la ratio della normativa che ha escluso gli anni precedenti.
(4-15116)

SASSO e ZANOTTI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
alle interroganti è stato segnalato che nella giornata di giovedì 9 giugno è stata recapitata a tutti gli studenti e al personale dell'Università di Pavia una email - dal sistema di posta interno tramite la mailing list generale (tutti_pv\@liste.ateneopv.it) che raggiunge migliaia dì persone per comunicazioni istituzionali - che pubblicizzava, con locandina allegata e logo del comitato per l'astensione al Referendum sulla fecondazione, un'iniziativa pubblica che si svolgerà il 10 giugno 2005 in uno spazio cittadino (e non quindi dell'Università). Un'iniziativa dichiaratamente ed esplicitamente di campagna elettorale referendaria;
normalmente la lista di distribuzione email dell'Università di Pavia viene utilizzata per comunicazioni istituzionali, per comunicazioni concernenti gli uffici universitari, da gruppi legalmente riconosciuti come associazioni universitarie ed eventualmente da enti e/o gruppi esterni all'Ateneo che organizzano iniziative pubbliche all'interno di spazi dell'Università;
è da tener presente che tutti i messaggi indirizzati alle mailing list universitarie sono vagliati da un apposito ufficio dell'Università che verifica l'attinenza delle mail al mondo universitario;
si è pertanto, ad avviso dell'interrogante, di fronte ad un uso grave e scorretto dell'Istituzione universitaria per scopi propagandistici nell'ambito di un confronto elettorale -:
se il Ministro dell'Istruzione ritenga legittimo l'utilizzo di uno strumento di comunicazione di massa gestito da un'Istituzione pubblica per veicolare messaggi non certamente neutri e/o informativi nell'ambito di una campagna elettorale referendaria, in aperta violazione delle norme vigenti;


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se non intenda il Ministro dell'Istruzione attivare quanto di competenza per verificare il grave episodio avvenuto nell'Università di Pavia adottando eventuali iniziative in merito.
(4-15117)

CENTO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
la legge finanziaria 2002 prevede un piano triennale di riduzione a livello nazionale di 34.000 posti di docente della scuola pubblica;
da quanto riportato dal quotidiano Il Resto del Carlino del 31 maggio 2005, la situazione è diventata insostenibile in provincia di Bologna dove, in particolare, a Decima l'attuale organico degli insegnanti non consente di attivare nuove sezioni sia nella scuola d'infanzia statale, sia a tempo pieno nella scuola elementare ed è tale da impedire, inoltre, a San Giovanni in Persiceto, la trasformazione a tempo pieno della sezione della scuola d'infanzia «Giorgio Nicoli», attualmente a part-time per mancanza di insegnanti;
il sindaco di San Giovanni in Persiceto ha presentato in consiglio comunale un ordine del giorno sulla situazione degli organici della scuola d'infanzia e della scuola primaria;
a giudizio dell'interrogante la riduzione di personale operata dal Ministero dell'Istruzione in tutta Italia risulta essere una politica inaccettabile che deve essere rivista -:
se non ritenga necessario intervenire affinché in questi comuni della provincia di Bologna vengano assegnati gli insegnanti necessari per mantenere la qualità ed i tempi dell'offerta scolastica richiesti dalle famiglie del suddetto territorio al fine di garantire il diritto alla scuola per tutti, offrendo risposte formative qualificate ed investendo nelle risorse educative rivolte alla crescita integrale dei giovani e di tutta la nostra comunità.
(4-15177)

TITTI DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
nello scorso febbraio 2005, come momento di una attività didattica di svolgimento di un progetto sull'impegno alla pace, nell'Istituto Superiore B. Russel di Garbagnate un gruppo di studenti e il loro professore hanno esposto negli spazi pubblici della scuola alcuni cartelloni relativi alla vicenda del rapimento della giornalista Giuliana Sgrena e alla situazione in Iraq;
i cartelloni rappresentavano il prologo all'allestimento di una mostra in materia;
la dirigente scolastica dell'istituto ha fatto rimuovere i cartelloni dalla classe e dai luoghi di esposizione pubblici della scuola trattenendoli in presidenza;
gli studenti hanno reagito al fatto con stupore, nonché con indignazione, non comprendendo le ragioni di tale azione e non ravvisando nel loro operato alcunché di offensivo;
il docente - professor Giovanni Tristano - interessato al progetto ha sollevato obiezioni presso la direzione scolastica chiedendo di esplicitare le motivazioni sulla base delle quali erano state assunte le decisioni censorie del lavoro degli studenti, ravvisando nel comportamento della dirigente scolastica una possibile violazione della libertà di insegnamento ed un eccessivo arbitrio;
alle obiezioni del docente, la dirigente scolastica ha risposto con atti di chiusura e successivamente, sollecitata a dare una risposta pubblica alla lettera aperta con cui il docente chiedeva chiarimenti sul comportamento censorio della sua attività, ha coinvolto il consiglio di istituto;
in data 11 maggio 2005 il docente è stato sottoposto ad una sorta di «ispezione didattica» da parte della dirigente scolastica durante le lezioni di italiano e latino


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senza che fosse messo a conoscenza delle motivazioni in base alle quali l'ispezione era stata richiesta;
successivamente, in data 24 maggio, il docente è stato sottoposto ad una visita ispettiva inviata dal CSA durante la quale il docente è stato sostituito da un collega, nonostante la delicatezza del momento didattico visto che si è in procinto di conclusione dell'anno scolastico, e sottoposto a circa 5 ore di colloquio inerente alla sua storia lavorativa nella scuola nonché ad aspetti più strettamente legati alle scelte e alle modalità della didattica;
non è stato in alcun modo esplicitato al docente quali siano stati i motivi e chi avrebbe richiesto tale ispezione e di conseguenza un tale atto, che avvenendo successivamente ad un contrasto di opinioni, rischia di essere letto come un atto, di fatto, intimidatorio nei confronti del docente, avendo questi messo pubblicamente in discussione le scelte e l'operato del dirigente scolastico;
secondo l'interrogante, un dirigente scolastico dovrebbe rappresentare nella scuola le istituzioni, garantire il rispetto delle norme e dei diritti, nonché rispondere a criteri democratici di gestione -:
se il ministro sia a conoscenza dei fatti e delle motivazioni che hanno determinato l'ispezione didattica del 24 maggio 2005;
quali provvedimenti intenda assumere affinché sia garantita in tutte le scuole del paese il rispetto dei diritti democratici degli insegnanti e la libertà di insegnamento.
(4-15178)