Allegato B
Seduta n. 637 del 14/6/2005

TESTO AGGIORNATO AL 16 GIUGNO 2005


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ATTIVITĄ PRODUTTIVE

Interpellanza:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle attività produttive, per sapere - premesso che:
l'11 maggio 2005 è stata annunciata la messa in liquidazione della «Moltini», storica fabbrica genovese di cavi elettrici a bassa e media tensione;
tale annuncio prelude al licenziamento di 61 dipendenti, dei quali 52 a Genova e 9 in una succursale a Carasco (Genova);
i dipendenti dell'azienda, che si sono immediatamente mobilitati contro la chiusura della fabbrica, sostengono che i problemi all'origine della crisi siano l'incapacità manageriale, macchinari obsoleti e datati 1870, inadeguatezza della produzione, mancata messa a norma degli impianti. In pochi anni la proprietà Moltini ha, infatti, dilapidato un patrimonio di conoscenze e di esperienze del settore dei cavi elettrici industriali;
la chiusura della fabbrica Moltini è destinata ad avere drammatiche conseguenze sul tessuto produttivo ligure sia per le sue ricadute occupazionali sia per i riflessi sull'economia regionale;
secondo gli interroganti, la fabbrica potrebbe essere salvata in extremis con un negoziato avviato attraverso Assindustria e Capitalimpresa, ma anche l'esistenza di un potenziale compratore non mette al riparo dal rischio di delocalizzazione dell'impresa e non fornisce sufficienti garanzie sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali;
si profila, tra l'altro, la possibilità che l'area in cui è collocato lo stabilimento non mantenga la destinazione d'uso per attività produttive industriali;
l'impegno, assunto dal Comune di Genova con un ordine del giorno approvato all'unanimità, di provvedere all'immediata convocazione del comitato per lo


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sviluppo con l'obiettivo di determinare azioni che favoriscano un esito positivo della crisi della Moltini deve essere sostenuto non solo dalla Regione e dagli Enti locali, ma anche dal Governo;
non sono accettabili per gli interessi generali dell'Italia e per la difesa dei livelli occupazionali, né ulteriori processi di frammentazione di aziende, né la perdita di settori industriali -:
al fine di risolvere la crisi della Moltini quali iniziative intenda adottare affinché venga messo in moto un intervento pubblico (anche finanziario) che permetta, accanto al rilancio produttivo, la difesa dei posti di lavoro;
se risulti vero che l'area in cui è collocato lo stabilimento rischi di perdere la destinazione d'uso per attività produttive industriali e se non ritenga che ciò rappresenterebbe un grave arretramento per l'economia della Regione;
quali iniziative di politica industriale intenda promuovere in Liguria al fine di sostenere un adeguato rilancio produttivo che garantisca investimenti e occupazione.
(2-01585) «Mascia, Alfonso Gianni, Mazzarello».

Interrogazioni a risposta scritta:

LUCCHESE. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
la Fiat ha, di recente, posto in cassa integrazione gli operai dello stabilimento di Termini Imerese;
la stessa azienda, tuttavia, com'è noto, ha consistentemente delocalizzato all'estero la produzione di autovetture, di fatto penalizzando gli stabilimenti italiani e ponendone a serio rischio il mantenimento dei livelli occupazionali -:
quali siano, al riguardo, le valutazioni del Ministro interrogato;
se non ritenga di dover adottare iniziative normative volte a prevedere che le aziende che delocalizzino all'estero la propria attività siano escluse, in generale, dalle agevolazioni e/o dagli aiuti di Stato.
(4-15069)

PERROTTA. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
in Italia un litro di benzina a quanto risulta all'interrogante al netto delle tasse costa 0,466 euro, in Irlanda costa 0,349 euro, in Francia costa 0,384 euro, in Germania costa 0,386 euro;
la spesa per la benzina secondo l'Assoconsum di Milano incide per l'11,6 per cento su un reddito medio, contro il 7,1 per cento della Germania;
nel nostro paese il prezzo della benzina non scende mai significativamente, quando nel resto d'Europa è sceso del 15 per cento -:
se intenda adottare iniziative volte ad accertare le cause di un così significativo aumento dei prezzi.
(4-15097)

PERROTTA. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
secondo l'Assoconsum di Napoli un litro d'acqua potabile costa all'utente dal rubinetto 2 lire;
per avere la «potabilità» dell'acqua vengono eseguite giornaliere analisi e vengono ricercati nitriti, nitrati cadmio eccetera; spesso tali analisi non vengono effettuate per le acque minerali;
il costo in bottiglia aumenta da 20 a 400 volte secondo il punto commerciale di vendita;
non si comprende come sia possibile consentire tali aumenti;
occorrerebbero iniziative anche presso le associazioni di commercio per evitali tali assurdi guadagni -:
quali iniziative anche normative intenda adottare a tutela dei consumatori.
(4-15098)


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PERROTTA. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
secondo l'osservatorio dei prezzi e dell'Assoconsum di Napoli la benzina a Napoli nel mese di gennaio, aveva il costo più alto d'Italia, 1,35 euro a litro, contro lo 0,916 di Trieste -:
quanto incidano sul costo le tasse regionali, comunali e provinciali.
(4-15103)

PANATTONI. - Al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
il Canavese sta vivendo una profonda crisi industriale, che tocca molte delle imprese del territorio sino a compromettere l'intero tessuto produttivo locale, caratterizzato da fallimenti, chiusure, inattività, cassa integrazione straordinaria;
al drammatico quadro si aggiunge ora la crisi di Olivetti Tecnost, azienda del Gruppo Telecom, che ha annunciato il ricorso unilaterale alla cigs per 210 dipendenti, pari alla metà dell'intero organico, per due anni, motivandola con «cessata attività»;
in realtà le produzioni di stampanti specializzate e di registratori fiscali verranno spostate in estremo oriente, come ormai va di moda nell'industria italiana, pronta a lamentarsi e a chiedere misure protettive per l'import da quei paesi, ma molto sollecita a spostare colà le proprie produzioni, lucrando tutte le economie di costo possibili;
questi prodotti hanno comunque un mercato di riferimento importante e non generano perdite all'impresa, ma tutto ciò non basta a frenare il declino della produzione italiana;
il Gruppo Telecom è peraltro in buone condizioni economiche, e non necessita certo di operazioni di questo tipo in un territorio già così duramente segnato da crisi e disoccupazione, ma esso sembra accanirsi verso le realtà ex Olivetti, mentre investe cifre considerevoli nella televisione e nel digitale terrestre, oltre che naturalmente nel business telefonico, tra l'altro caratterizzato da spettacolari spese pubblicitarie! -:
se non ritenga di aprire un esame complessivo della situazione della industria e della occupazione del Canavese, iniziando dalla realtà di Olivetti Tecnost, che presenta aspetti paradossali, convocando le parti, le amministrazioni locali interessate, quella regionale e quella provinciale, per definire un insieme concertato di misure atte a contrastare il declino industriale di questo territorio, che rischia di allargarsi all'intera realtà del comprensorio.
(4-15183)