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l'Unione europea da alcuni anni sta lavorando al fine di adottare una legislazione comunitaria per omologare le diverse normative vigenti nei Paesi in tema di software, in particolare per quanto riguarda la protezione degli stessi;
la necessità di adottare una normativa unitaria a livello comunitario nasce dalle diverse interpretazioni che i vari Paesi danno a quanto indicato dalla Convenzione Europea dei Brevetti, che esclude in maniera specifica la brevettabilità del software di per sé, espressione che alcuni Paesi interpretano in maniera più letterale vietando in ogni caso la brevettabilità dei software, mentre altri Paesi ne accolgono un'interpretazione più libera consentendone in certi casi la brevettabilità;
il 20 febbraio 2002, la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva, che riconosceva la possibilità di brevettare i software;
la proposta è quindi passata al Parlamento europeo, sede in cui nel settembre 2003 sono stati presentati degli emendamenti che hanno significativamente modificato il testo originario, esprimendo in tal senso la volontà di non permettere la brevettabilità del software;
la proposta è quindi passata al vaglio del Consiglio europeo, che ha nuovamente modificato il testo, riconoscendo la brevettabilità del software, annunciando il 18 maggio 2004 di aver raggiunto un accordo politico in tal senso, in riferimento al quale successivamente hanno ritirato la dichiarazione di voto l'Olanda e l'Estonia, e anche la Polonia ha espresso una posizione contraria;
l'approvazione definitiva della direttiva significherebbe che il software, da opera d'ingegno sottoposta al diritto d'autore diverrebbe un'invenzione industriale sottoposta a brevetto;
il brevetto riguarderebbe non il programma nella sua interezza, bensì ogni singola tecnica che lo compone, portando ad una situazione in cui un programma costituito da migliaia di tecniche generiche potrebbe infrangere tutta una serie di brevetti;
mentre il copyright costituisce una protezione che non comporta un ingente onere economico, il brevetto rappresenta un onere economicamente rilevante, difficilmente sostenibile dalle piccole e medie imprese, spesso il fulcro delle innovazioni in Europa, privilegiando in tal senso le multinazionali;
la direttiva comporterebbe la creazione di un monopolio ai danni del consumatore, che dovrebbe supportare l'aumento dei prezzi dovuto alle spese di sfruttamento del brevetto imposte alle aziende produttrici;
una decisione in tal senso avrebbe importanti conseguenze negative sul cammino della ricerca tecnologica in Europa e della formazione a tutti i livelli -:
se il Governo condivida la preoccupazione espressa da imprenditori, universitari ed esperti del settore e quale posizione intenda assumere in seno al Consiglio europeo in merito alle proposte di direttiva in quella sede elaborata.
(4-15108)