Allegato B
Seduta n. 637 del 14/6/2005


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POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Interrogazioni a risposta in Commissione:

RAVA. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
il decreto legislativo n. 102 del 2004 ha eliminato gli aiuti compensativi, già previsti in caso di calamità naturali per le produzioni agricole assicurabili;
il ribaltamento culturale realizzato dalla legge sopra richiamata e l'onerosità di nuovi impegni assicurativi ha fatto sì che molti siano gli agricoltori che ancora non hanno ottemperato a quanto da essa previsto, com'è dimostrato dal caso di molti agricoltori piemontesi e del metapontino che si trovano in gravi difficoltà poiché le loro produzioni hanno subìto forti danni per condizioni meteorologiche avverse e per questo rischiano il collasso economico-finanziario;
pur condividendo il contenuto della legge richiamata, abbiamo sempre ritenuto e sostenuto che la sua applicazione dovesse avvenire con gradualità: da un lato, per evitare di caricare di nuove e significative spese i bilanci aziendali, dato che la relativa scarsa diffusione delle polizze assicurative le rende parecchio costose, e dall'altro per dare modo alle stesse compagnie di assicurazione di mettere meglio a punto strumenti assicurativi più adatti alla nuova situazione creata dalla legge -:
se non ritenga di adottare le necessarie iniziative normative al fine di prevedere un periodo transitorio nell'applicazione della legge sopra citata durante il quale siano previsti a favore degli agricoltori, anche per le produzioni assicurabili, aiuti compensativi progressivamente ridotti.
(5-04411)

PREDA, RAVA, SEDIOLI, BORRELLI, FRANCI e ROSSIELLO. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
la struttura dell'agricoltura italiana (dimensione delle aziende ed elevati costi di produzione) pone seri problemi di competitività alle imprese, che occorre recuperare guardando anche a strategie di filiera basate su nuovi punti di forza: dalla tipicità alla sanità delle produzioni, dalla riduzione della dipendenza energetica alla lotta all'inquinamento urbano e alla tutela dell'ambiente;
le «filiere energetiche alternative» (biodiesel, bioetanolo, biomasse eccetera), in quanto giocheranno un ruolo fondamentale negli scenari energetici futuri, possono costituire un'area di intervento


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interessante e nuove opportunità imprenditoriali, per lo sviluppo, ma anche per affrontare processi di razionalizzazione e/o riconversione che stanno interessando più o meno incisivamente tutti i comparti dell'agroalimentare, ma soprattutto il settore ortofrutticolo e quello bieticolo-saccarifero;
l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto è un ulteriore importante stimolo per sviluppare progetti di riconversione delle nostre produzioni -:
quali iniziative intenda adottare e sollecitare il Governo per avviare filiere energetiche alternative legate alla riconversione di alcune produzioni agricole e creare le condizioni operative per l'utilizzo dei fondi stanziati in Finanziaria.
(5-04420)