Allegato B
Seduta n. 637 del 14/6/2005


Pag. 19930


...

INTERNO

Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento):

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
da alcuni giorni la cittadina di Parete, in provincia di Caserta, è risaltata alla cronaca di tutti i quotidiani locali (Corriere di Caserta-Il Mattino di Caserta-il Giornale di Caserta-la Gazzetta di Caserta) per l'allarme sociale dovuto a episodi riconducibili alla recrudescenza della malavita organizzata imperante nella zona;
infatti, nella notte tra il 10 e l'11 giugno 2005, cinque colpi di pistola calibro 7,65 sono stati indirizzati contro la casa dell'ingegnere Raffaele Macchione, capogruppo consiliare di FI al comune di Parete, che poche ore prima aveva partecipato ad una seduta del consiglio comunale, aperto ai cittadini, proprio per discutere questioni di ordine pubblico ed in particolare lo sconcerto che si è registrato nel piccolo centro dell'Agro aversano, dopo una maxi rissa verificatasi nel bar Penelope di Parete nella quale erano stati coinvolti esponenti della malavita organizzata;
i fatti, così verificatesi, ripropongono in maniera drammatica la questione dell'ordine pubblico in provincia di Caserta, e segnatamente nell'Agro aversano. Il clima di paura che si è diffuso, sia nel comune di Parete sia nelle zone limitrofe, a seguito dei fatti di alcuni giorni or sono, impone un forte e incisivo intervento da parte di tutte le Istituzioni, in primo luogo mediante rafforzamento dell'organico delle forze dell'ordine sul territorio -:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere al fine di fronteggiare opportunamente una tale situazione, divenuta di particolare emergenza presso il comune di Parete e in tutto l'Agro aversano sotto il profilo dell'ordine pubblico.
(2-01588)
«Coronella, Porcu, Gironda Veraldi, Ghiglia, Bellotti, Luigi Martini, Messa, Pezzella, Maceratini, Taglialatela, La Starza, Meroi, Cristaldi, Geraci, Buontempo, Fatuzzo, Villani Miglietta, Gamba, Butti, Onnis, Cola, La Grua, Patarino, Caruso, Catanoso, Cirielli, Raisi, Trantino, Giulio Conti, Fasano, Garnero Santanchè, Canelli, Angela Napoli, Ronchi, Saglia, Migliori, Giorgio Conte, Menia, Foti».


Pag. 19931

Interrogazioni a risposta orale:

TIDEI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nell'area agricola di Ladispoli-Cerveteri (Roma) le colture stagionali richiedono un notevole impiego di mano d'opera per la raccolta dei prodotti, che avviene nell'arco di pochi giorni, pena il disfacimento e la perdita degli ortaggi;
a tali lavori, ormai da anni, gli imprenditori agricoli chiamano gli extracomunitari, presenti in gran numero nella zona, non esistendo altra mano d'opera disponibile e che questi lavoratori giornalieri spesso si trovano in attesa di regolare la loro posizione e, quindi, esposti, per legge, all'obbligo del rimpatrio;
proprio in alcuni giorni di maggio, nel cuore della raccolta stagionale, gli ispettori dell'Ufficio del Lavoro, coadiuvati dalle Forze dell'Ordine, hanno proceduto a verificare la posizione degli extracomunitari, presenti nelle aziende agricole o in attesa esservi chiamati, disponendo il rispetto della normativa vigente sull'immigrazione e, quindi, l'espulsione degli irregolari indispensabili per i lavori stagionali;
il rispetto della legge e la tutela del lavoro sono doveri dello Stato, per cui non è in discussione e tanto meno in contestazione l'operato degli ispettori del lavoro e delle forze dell'ordine -:
se, tuttavia, l'onorevole Ministro dell'interno, sentito eventualmente il ministero delle politiche agricole e forestali, non ritenga di poter autorizzare una deroga breve alla normativa vigente, limitata nel tempo, cioè al solo periodo di raccolta dei prodotti stagionali, la cui perdita costituisce un danno per le imprese agricole e per l'economia di intere zone del Paese.
(3-04725)

LUCIDI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la segreteria provinciale del SIULP di Roma ha pubblicamente denunciato le scarse condizioni di igiene e salubrità del servizio mensa presso la Scuola Allievi Agenti di Roma, gestito da una ditta appaltatrice, con riferimento al trattamento dei generi alimentari e alla pulizia dei locali;
l'organizzazione sindacale denuncia un malessere diffuso oltre che tra il personale del quadro permanente, tra i frequentanti del XVIII corso per Vice Sovrintendenti del IV ciclo, i quali hanno riscontrato ripetutamente il mancato rispetto degli obblighi imposti dalla normativa in materia di trattamento e somministrazione di generi alimentari, con riguardo specifico alle procedure obbligatorie HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points);
in particolare si denunciano alcuni episodi di assenza delle condizioni minime di igiene e sicurezza: utilizzo nel lavaggio delle stoviglie di detersivi specifici per vetri; utilizzo di detergenti ad alto contenuto di acido corrosivo specifici per la pulizia di pavimenti nelle operazioni di pulizia di attrezzature usate per la cottura di alimenti e dei piani di lavoro; presenza di insetti e ceneri di sigarette nelle pietanze servite agli utenti della mensa -:
se la ditta appaltatrice del servizio mensa presso la suddetta struttura applichi in maniera adeguata le misure obbligatorie vigenti in materia, con particolare riferimento alla procedura HACCP per l'acquisto, la conservazione, la preparazione e la distribuzione dei generi alimentari;
se non ritenga di dover verificare tempestivamente se i fatti descritti corrispondano a verità e se non intenda sollecitare l'intervento dell'Amministrazione competente per assicurare le condizioni essenziali di igiene e salubrità nell'erogazione del servizio di ristorazione presso la mensa della Scuola Allievi Agenti di Roma.
(3-04727)


Pag. 19932

Interrogazione a risposta in Commissione:

BUTTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco di Cantù si è sempre avvalso della collaborazione e dell'aiuto di pompieri volontari che intervengono, rapidamente e prontamente, sul luogo dell'emergenza;
il Decreto ministeriale a firma del sottosegretario onorevole Balocchi, datato 3 maggio 2005, prevede il declassamento dell'unico distaccamento permanente in un distaccamento misto;
l'organico di un distaccamento «misto» prevede il 50 per cento di personale professionista e il 50 per cento di personale volontario. Considerando che a Cantù l'organico è di otto unità per turno, con questo declassamento si rischia una riduzione del 50 per cento con serie conseguenze sulla qualità e sulla tempestività del servizio di soccorso. Con l'organico permanente il tempo che intercorre tra la chiamata di emergenza e l'uscita della squadra di primo intervento è di massimo 40 secondi;
il 20/25 per cento degli interventi del comasco viene garantito solo dal distaccamento di Cantù -:
se non sia il caso di ritirare o modificare il decreto Balocchi affinché si evitino conseguenze ad avviso dell'interrogante deleterie per la sicurezza pubblica;
se non sia il caso di aumentare il personale professionista nello stesso distaccamento in modo da poter coprire tutte le emergenze e monitorare tutta l'area geografica interessata;
se non sia il caso di completare la pianta organica del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Como che attualmente risulta decisamente sottodimensionata.
(5-04416)

Interrogazioni a risposta scritta:

DIANA e SQUEGLIA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nell'arco di pochi giorni a Riardo (Caserta) si sono verificati gravi atti intimidatori nei confronti del sindaco, del vice sindaco e di un assessore e specificamente:
1) il 14 maggio 2005 veniva tagliato un pneumatico dell'autovettura del vice sindaco, Vittorio Chiazza, contro il quale sono stati messi in atto altri tentativi, fra i quali quello di appiccare il fuoco alla porta della sua abitazione;
2) il 19 maggio 2005 venivano tagliati due pneumatici dell'autovettura del sindaco, Angelo Izzo;
3) il 20 maggio 2005 due malviventi davano fuoco all'autovettura dell'assessore Nicola Rocco;
il Comune di Riardo non ha tradizioni di atti di stampo camorristico -:
se sia a conoscenza degli atti intimidatori messi in atto contro gli amministratori di Riardo e quali misure intenda adottare per garantire la sicurezza degli amministratori e dei cittadini della tranquilla comunità locale.
(4-15067)

LA GRUA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nonostante nel breve arco di pochi mesi il ministero dell'interno abbia provveduto a oltre 2.500 trasferimenti in tutto il territorio nazionale, la provincia di Ragusa non è stata minimamente considerata;
la Questura di Ragusa, pur in presenza di una grave carenza di personale, grazie all'impegno del Questore, dei Dirigenti e del personale che si sobbarca a turni di lavoro straordinario, riesce a garantire la funzionalità degli uffici e la presenza costante nei servizi esterni ed ottiene brillanti risultati nella lotta alla criminalità;
la carenza di personale viene supplita con gravosi turni di lavoro ed impedisce ai


Pag. 19933

dipendenti la fruizione delle ferie, come invece avviene in tutte le altre amministrazioni;
l'approssimarsi della stagione estiva complica ulteriormente le cose, dal momento che aumentano gli sbarchi di clandestini extracomunitari, giungono turisti e villeggianti nelle zone balneari della lunga costa ragusana, crescono le richieste di rilascio di passaporti ed aumenta la necessità di controllo del territorio;
mentre in occasione di movimenti di personale le altre province siciliane hanno ottenuto un incremento del personale, Ragusa, a malapena, è riuscita ad avere solo quattro sostituzioni, così come evidenziato da alcune sigle sindacali -:
quali siano le ragioni per le quali il ministero dell'interno ultimamente ha escluso la Questura di Ragusa da ogni incremento di personale e se non ritenga di porre rimedio all'ingiusta discriminazione, in modo tale che l'indiscussa efficienza della Questura di Ragusa non debba dipendere, come attualmente avviene, dal sacrificio di pochi.
(4-15073)

FASANO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
si sta registrando un preoccupante incremento delle azioni della microcriminalità legate a fenomeni di intolleranza nella città di Battipaglia e più diffusamente nella piana del Sele, così come risulta dalla cronaca locale;
tali episodi si sviluppano in pieno giorno ad opera di una banda di scalmanati, che, solo qualche settimana fa, hanno aggredito il Presidente dell'associazione «Garcia Lorca» di Salerno, Pasquale Quaranta, davanti alle telecamere di «Lucignolo», il settimanale di Italia 1, arrivato in zona per documentare la vita di un gay in un paese del sud;
il susseguirsi non casuale di simili episodi ha determinato serie preoccupazioni nelle popolazioni locali -:
se si ritiene opportuno rafforzare l'azione di prevenzione svolta dagli organi di sicurezza sul territorio, già impegnati da tutta una serie di iniziative di contrasto alla criminalità organizzata, al fine di non sottovalutare questi fenomeni che apparentemente possono sembrare minori, ma che procurano gravi ripercussioni nella vita civile di una comunità.
(4-15074)

MIGLIORI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella serata di martedì 7 giugno 2005 in Pisa due militanti di A.N. sono stati violentemente aggrediti, riportando contusioni varie, mentre stavano affiggendo manifesti per l'astensione al prossimo referendum sulla procreazione assistita;
la città di Pisa è da tempo oggetto di violenza nei confronti dei militanti della Destra -:
quali iniziative urgenti si assumano per prevenire il ripetersi di analoghi episodi e per assicurare a tutti pluralistica agibilità nella città di Pisa.
(4-15090)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
di recente a Sabaudia, nota località balneare, si è posto con urgenza il problema dell'incremento e della diffusione della microcriminalità: basti pensare, infatti, che, nel solo mese di maggio 2005 ben sette famiglie sono rimaste vittima di malviventi che, muniti di bombolette spray, si sono introdotti nelle abitazioni ed ivi hanno rubato oggetti e danaro;
è necessario, pertanto, a parere dell'interrogante, un intervento dello Stato, che dovrebbe, all'uopo, istituire un commissariato di pubblica sicurezza -:
quali siano le valutazioni del ministro interrogato e se ritenga di dover adottare iniziative in merito.
(4-15093)


Pag. 19934

ZANELLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
anche quest'anno nella cittadina di Schio, come avviene da qualche tempo, il 10 luglio è prevista una manifestazione che, con il pretesto di commemorare l'eccidio delle carceri di Schio di sessant'anni fa, dà luogo ad una sfilata di nostalgici del fascismo con esibizione pubblica di saluti romani, di camice nere e di slogan che speravamo appartenessero ad una pagina di storia definitivamente chiusa;
nel rispetto della pietas per i morti e per il dolore dei famigliari delle vittime dell'eccidio, l'amministrazione comunale di Schio si è fatta promotrice di una iniziativa congiunta con l'Anpi e gli stessi familiari delle vittime, che ha prodotto un documento congiunto in cui, oltre alla condanna dell'eccidio ed al riconoscimento della lotta di liberazione e della Costituzione repubblicana da essa scaturita, si scrive espressamente «Non vogliamo che il nostro faticoso cammino sia interrotto da manifestazioni che strumentalizzano i morti dell'eccidio di Schio. Vogliamo, fin d'ora, che non vi sia, né in luglio, né mai, alcuna manifestazione di stampo nazi-fascista e non riconosciamo a nessuno che pratichi ancora quell'ideologia la legittimità di parlare in nostro nome di coloro che furono colpiti nelle carceri di Schio il 7 luglio dei 1945» -:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti;
se non ritenga di dover intervenire impedendo lo svolgersi di tale manifestazione, ad avviso dell'interrogante chiaramente in contraddizione sia con il dettato costituzionale, sia con i sentimenti della maggioranza della popolazione di Schio, sia con quanto sottoscritto tra l'Amministrazione comunale di Schio, i familiari delle vittime dell'eccidio e l'Anpi.
(4-15106)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la relazione al Parlamento sull'attività delle forze di polizia, sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata per l'anno 2003, depositata nell'ottobre 2004 espone dati estremamente significativi;
per quanto concerne la Regione Calabria, e segnatamente la Provincia di Reggio Calabria, l'annuale relazione predisposta dal Ministero dell'interno e trasmessa al Parlamento riferisce una serie di situazioni decisamente preoccupanti: a) attività di condizionamento degli operatori economici attraverso atti intimidatori finalizzati ad una precisa attività estorsiva; b) rapporti con altri gruppi criminali, soprattutto nel settore del riciclaggio, del contrabbando e del traffico delle sostanze stupefacenti; c) un interesse particolare per la zona portuale di Gioia Tauro in funzione del contrabbando di sigarette e del traffico internazionale di droga; d) ingerenza continua nel settore degli appalti pubblici; e) interesse per lo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi; f) forte coinvolgimento di soggetti minorenni nella manovalanza criminale; g) controllo diretto sulle attività dei nomadi insiediati nel capoluogo e nei maggiori centri della provincia; h) uno spiccato interesse, segnatamente da parte delle cosche minori, anche per il settore agricolo -:
in relazione alle iniziative di repressione delle attività illecite svolte nell'intero territorio della provincia di Reggio Calabria, quali siano state le attività più significative, operate nel corso dell'anno 2004, per contenere lo strapotere delle varie cosche che operano pressoché sull'intero territorio e, in particolare, con riferimento alle situazioni denunciate dalla relazione del Ministero dell'interno e indicate nella premessa del presente atto di sindacato ispettivo.
(4-15110)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la relazione al Parlamento sull'attività delle forze di polizia, sullo stato


Pag. 19935

dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata per l'anno 2003, depositata nell'ottobre 2004 espone dati estremamente significativi;
per quanto concerne la Regione Sicilia, e segnatamente la Provincia di Palermo, l'annuale relazione predisposta dal Ministero dell'interno e trasmessa al Parlamento riferisce della situazione per la quale i vertici di «Cosa Nostra» palermitana, a dispetto delle importanti operazioni compiute dalle forze di polizia e dalla Magistratura, conservano egualmente la capacità di dirigere in modo imprenditoriale le attività della intera organizzazione, esercitando un controllo letteralmente pervasivo sul territorio, suddiviso in modo scientifico in mandamenti, attraverso un vero e proprio reticolo di reggenti, rappresentati da «uomini d'onore» e fiancheggiatori che esprimono una grande forza di intimidazione;
è in atto un complesso progetto di modifica dell'assetto modificativo dell'associazione criminale, caratterizzato da maggiore attenzione e rigore nei sistemi di reclutamento degli affiliati mediante una intensificazione degli sforzi di un sempre maggiore radicamento nel territorio, attraverso la valorizzazione di carismatici «uomini d'onore» e attraverso una intelligente riduzione dei reati di maggiore allarme sociale finalizzata, evidentemente, a ridurre la presenza vigile delle forze di polizia;
la relazione espone poi le caratteristiche di azione di «Cosa Nostra», caratteristiche peraltro già note e che ribadiscono la capacità dirigenziale di Bernardo Provenzano a dispetto della sua latitanza e a dispetto della sua capacità di alimentare una sorta di leggenda per essere riuscito per tanti anni a sfuggire alle ricerche da parte dei rappresentanti dello Stato -:
in relazione alle iniziative di repressione delle attività illecite svolte nell'intero territorio della Provincia di Palermo, quali siano state le attività più significative, operate nel corso dell'anno 2004, per contenere lo strapotere di «Cosa Nostra» e per riuscire a disarticolare l'organizzazione della associazione medesima;
se sia da ritenersi sufficiente il numero di appartenenti alle forze dell'ordine dislocati sul territorio in ragione della straordinaria presenza criminale nel capoluogo della regione ed in ragione della particolarissima ed anzi unica «pervasività» delle organizzazioni criminali sull'intero territorio della provincia.
(4-15111)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la relazione al Parlamento sull'attività delle forze di polizia, sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata per l'anno 2003, depositata nell'ottobre 2004 espone dati estremamente significativi;
per quanto concerne la Regione Calabria, e segnatamente la Provincia di Vibo Valentia, l'annuale relazione predisposta dal Ministero dell'Interno e trasmessa al Parlamento espone lo strapotere, nell'area provinciale, della famiglia Mancuso, operativa nel settore del traffico nazionale e internazionale di sostanze stupefacenti, e portatrice di una condizione di prestigio e di capacità organizzativa che la rende in assoluto la prima e sostanzialmente la più importante cosca dell'intera area commerciale, anche per la sua strutturazione basata sulla attività di cosche di zona che rispondono direttamente alla famiglia Mancuso;
le attività principali sono quelle, come detto, del traffico di stupefacenti, del traffico di armi, di estorsioni e di ingerenza negli appalti di opere pubbliche;
verso la fine del 2003 è stata portata a termine una importante operazione della polizia con l'arresto di 62 persone e dunque con un forte colpo inferto alla compattezza delle associazioni criminali -:
in relazione alle iniziative di repressione delle attività illecite svolte nell'intero


Pag. 19936

territorio della Provincia di Vibo Valentia, quali siano state le attività più significative, operate nel corso dell'anno 2004, per contenere lo strapotere della cosca facente capo alla famiglia Mancuso e di tutte le cosche ad essa aggregate, collegate o sottomesse, nonché quali risvolti di natura giudiziaria abbia avuto l'importante operazione compiuta e portata a termine in data 8 ottobre 2003 dalla polizia di Stato in Vibo Valentia.
(4-15112)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la relazione al Parlamento sull'attività delle forze di polizia, sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata per l'anno 2003, depositata nell'ottobre 2004 espone dati estremamente significativi;
per quanto concerne la regione Calabria, e segnatamente la provincia di Crotone, l'annuale relazione predisposta dal Ministero dell'Interno e trasmessa al Parlamento riferisce come le 'ndrine crotonesi siano caratterizzate da grande dinamismo criminale e da spiccata aggressività, nonché da una propensione a operare attivamente fuori dai confini regionali ed addirittura nazionali;
esse gestiscono forti interessi nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti e vantano contatti con la malavita internazionale e con elementi della criminalità organizzata pugliese dai quali sono approvvigionati di eroina e cocaina proveniente dall'Albania;
le stesse associazioni operano con modalità imprenditoriali di primordine decisamente moderne, investendo nel settore edile ed in tal modo condizionando il mercato e l'imprenditoria in ragione della forza intimidatrice espressa, non esclusa l'influenza sui pubblici poteri che spesso subiscono intimidazioni di varia natura;
vi è oltrettutto una forte concorrenza fra le cosche presenti sul territorio;
le pratiche estorsive ed usuraie vengono realizzate con attentati incendiari alle autovetture ed agli esercizi commerciali, mentre sono state rilevate anche truffe ai danni dell'Unione europea e l'introduzione di bestiame destinato alla macellazione clandestina;
è stata segnalata altresì una pericolosa presenza turca che sembra interessata all'immigrazione clandestina -:
in relazione alle iniziative di repressione delle attività illecite svolte nell'intero territorio della provincia di Crotone, quali siano state le attività più significative, operate nel corso dell'anno 2004, per contenere lo strapotere delle varie cosche che operano pressoché sull'intero territorio e, in particolare, quante indagini siano state concluse con invio degli atti alla competente procura della Repubblica.
(4-15115)

CIRIELLI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle attività produttive. - Per sapere - premesso che:
così come si evince dalla documentazione allegata, le imprese Mericonglobit Srl., Costrade Srl, T.C. Costruzioni Srl., Tirrenia Costruzioni Srl. e Gestione impianti S.r.l., partecipano frequentemente a gare di appalto, in particolare con Anas S.p.a. e Autostrade Meridionali S.p.a;
pare che, di recente, gli enti appaltanti abbiano sottoscritto un protocollo di legalità in conformità del quale si imporrebbero controlli particolarmente accurati e si ammetterebbe la possibilità di informative antimafia così dette «atipiche»;
pare che nell'ambito di un giudizio dinanzi al TAR Lazio, Sezione di Roma, le imprese appena indicate sarebbero state accomunate fra loro e si sarebbe espresso un giudizio negativo in ragione della riferita riconducibilità di ognuna di esse a Giovanni Citarella, che sarebbe stato coinvolto in fatti di mafia;
nell'informativa inviata dall'Ufficio Territoriale del Governo, Prefettura di Napoli,


Pag. 19937

originata da una comunicazione della Prefettura di Salerno, si evidenzia che Giovanni Citarella avrebbe subito un procedimento di prevenzione antimafia, col conseguente sequestro di beni, e sarebbe stato rinviato a giudizio per il reato di cui all'articolo 416-bis codice penale;
pare che, nell'informativa, riguardo a Giovanni Citarella sono stati riferiti fatti pregiudizievoli rappresentati dal fatto di essere figlio di Gennaro Citarella, ucciso nel 1990 e ritenuto appartenente all'organizzazione camorristica denominata «Nuova Famiglia», dal fatto di essere stato tratto in arresto nel marzo del 1997 per i reati di associazione mafiosa ed estorsione, dal fatto di aver subito, il 1o dicembre 1997, il sequestro dei beni a seguito di proposta di confisca dei beni e dal fatto di aver riportato condanna, il 10 dicembre 1999, per il delitto di tentato omicidio continuato;
nella suddetta informativa si evidenzia, altresì, che amministratore della Tirrenia costruzioni S.r.l., Alfonso Faiella, sarebbe stato denunziato nel 1999 per inosservanza alle disposizioni in materia di misure di prevenzione;
pare che nessuno dei fatti esposti nell'informativa corrisponda al vero e, pertanto, sembrerebbe non giustificabile una valutazione di pregiudizio per le sopra citate imprese;
pare che l'informativa sia stata in parte corretta, essendosi considerato che Giovanni Citarella è stato assolto nel procedimento antimafia per il quale era stato rinviato a giudizio nel 1997 e così come si evince dalla documentazione allegata;
la correzione dell'informativa prefettizia non avrebbe comportato anche l'eliminazione di ogni riferimento agli ulteriori fatti di pregiudizio indicati;
sembrerebbe che il fatto che si sia eliminato il riferimento al processo penale, che vedeva coinvolto Giovanni Citarella con l'imputazione di associazione mafiosa, senza eliminare ogni altra notizia di pregiudizio non veritiera, comporterebbe l'esclusione dalle gare delle imprese indicate, che, peraltro, hanno comunicato di aver avviato le procedure di licenziamento di tutti i propri operai, non essendo in condizione di restare operative;
pare che il signor Gennaro Citarella, al quale si fa riferimento nell'informativa, non è stato mai condannato per il reato di appartenenza ad associazione camorristica, né vi è mai stata una sentenza ad affermare la sua appartenenza alla «Nuova Famiglia» e, comunque, essendo deceduto, pare non sia possibile dare luogo ad ogni accertamento di tipo penale (articolo 150 codice penale);
l'informativa prefettizia dovrebbe tener conto di fatti «attuali» e pare che l'organizzazione camorristica «Nuova Famiglia» risulterebbe cessata alla data del 1992-1994 con la scelta collaborativa di tutti propri vertici;
sembrerebbe che il procedimento nel cui ambito Giovanni Citarella dovette subire un provvedimento di arresto s'è definito con la sua definitiva assoluzione e, riguardo a questa informazione, l'informativa pare sia stata corretta;
pare che il procedimento di prevenzione, nel cui ambito fu disposto il sequestro dei beni di Giovanni Citarella e dei propri congiunti e di cui si fa riferimento nell'informativa prefettizia, s'è definito con la revoca della confisca con riferimento ai beni dei terzi congiunti mentre, con riguardo alla posizione specifica di Giovanni Citarella, essendo intanto intervenuta l'assoluzione nel processo di associazione camorristica, la Corte di Appello di Salerno stabilì, un rinvio al Primo Giudice comunque disponendo il dissequestro di quasi tutti i beni dello stesso Giovanni Citarella; la lunga durata del procedimento permise, solo nell'anno 2001 di chiedere la revoca della misura di prevenzione al Tribunale di Salerno;
sembrerebbe che Giovanni Citarella abbia subito una condanna dal Tribunale di Nocera Inferiore ma solo quale concorrente esterno rispetto al tentato omicidio


Pag. 19938

perpetrato da altri soggetti; proprio in relazione a questa condanna, Giovanni Citarella è stato ammesso ad ognuno del benefici disposti dalla legge evidentemente in considerazione delle informative sempre positive che pervenivano dagli organi di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza;
Giovanni Citarella ha beneficiato del lavoro esterno, poi della sospensione della pena e poi ancora dell'affidamento in prova al servizio sociale così come si evince dalla documentazione in possesso dell'interrogante;
l'amministratore della Tirrenia Costruzioni S.r.l., Alfonso Faiella, sarebbe stato assolto dal Tribunale di Torre Annunziata con sentenza del 12 gennaio 2004;
pare, altresì, che l'ANAS abbia fatto circolare un'informativa con la quale invitava tutte le altre Imprese del settore a non stabilire rapporti con le imprese «segnalate» dalla Prefettura di Napoli;
a seguito di protesta e di reclamo scritto, la Prefettura di Salerno avrebbe, come già indicato, individuato e rimosso solo parte degli errori omettendo di rimuovere gli altri fatti pregiudizievoli, indicati nella presente interrogazione;
solo la Prefettura di Napoli, senza alcun motivo, non ha dato seguito alla nota inviata dalla Prefettura di Salerno provocando il rischio di dissesto finanziario per le imprese in questione con conseguente crisi occupazionale -:
se i fatti esposti in premessa corrispondono al vero e, in caso affermativo, quali iniziative di propria competenza intende adottare, ed in particolare se intenda verificare la possibilità di correggere gli ulteriori fatti pregiudizievoli contenuti nell'informativa prefettizia considerato il fatto che, in assenza della citata correzione, le imprese indicate rischierebbero il dissesto finanziario con la conseguente crisi occupazionale (circa 100 unità);
se intenda verificare se e quali siano le responsabilità dell'errore e soprattutto del ritardo della Prefettura di Napoli.
(4-15161)

LANDI di CHIAVENNA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la situazione sicurezza a Prato sta raggiungendo livelli di viva preoccupazione e di insostenibile tolleranza;
nel corso degli ultimi tre mesi, si sono verificati tre omicidi, maturati nell'ambito delle faide delle comunità extracomunitarie, presenti sul territorio;
nell'ultimo di questi omicidi non è stato addirittura possibile risalire alla generalità della vittima cinese essendo noto che è prassi di detta comunità modificare e falsificare le generalità al fine di consentire l'accesso sul territorio italiano in forma clandestina;
il distretto tessile pratese sta attraversando una dura crisi dal punto di vista economico e sociale in seguito alla concorrenza di Paesi di nuovo sviluppo e l'arrivo nel territorio di comunità straniere contrassegnate da forti livelli di clandestinità, in particolare la comunità cinese;
la presenza di immigrati nella realtà pratese è la più alta, in percentuale, d'Italia;
il Presidente della Regione Toscana si rifiuta di realizzare un Centro di permanenza temporanea;
le forze di polizia attualmente impegnate nella tutela della sicurezza pubblica operano con grande abnegazione al fine di garantire la migliore tutela del territorio, ma il fenomeno criminale locale pare sovrastare ogni possibilità di azione messa in atto da tutte le forze dell'ordine;
di qui ad avviso dell'interrogante, la necessità impellente di individuare soluzioni adeguate -:
quali iniziative sia possibile assumere dal Ministro per garantire l'incolumità e la sicurezza dei cittadini di Prato;


Pag. 19939


quali iniziative intenda assumere il Ministro per assicurare il rispetto per la legge n. 189 del 2002.
(4-15179)

LUCCHESE. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
è nota a tutti la situazione di difficoltà economica che sta attraversando il nostro Paese;
il costo degli apparati amministrativi degli enti locali appare, ad avviso dell'interrogante eccessivo;
in particolare, il numero degli assessorati è lievitato significativamente;
ogni assessorato comporta notevoli costi per la finanza pubblica;
parimenti l'assegnazione di auto di servizio - che ad avviso dell'interrogante dovrebbero, negli enti locali, spettare solo al Sindaco, al Presidente della Provincia e, nelle regioni, solo al Presidente della giunta regionale - comportano costi di gestione assai elevati;
i municipi e le circoscrizioni, tramutatisi, ad avviso dell'interrogante, in veri e propri parlamentini nei quali si parla di tutto fuorché dei problemi dei quartieri, richiedono un ulteriore ed ingente esborso di denaro pubblico -:
se intenda adottare iniziative normative volta a stabilire un numero massimo inferiore di assessorati per ciascun ente locale e ad eliminare i consigli dei municipi e delle circoscrizioni, nominando un delegato del sindaco per ogni circoscrizione.
(4-15188)

VALPIANA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
risulterebbe che ai dipendenti della Polizia di Stato non vengano forniti i giubbotti antiproiettile e che gli stessi siano costretti ad acquistarli con i propri soldi (560,00 euro circa) -:
se quanto sopra corrisponda al vero;
in caso di risposta affermativa, quali iniziative intenda assumere per assicurare che, ai sensi del decreto legislativo 626/94, sulla sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, anche per i poliziotti le attrezzature per la sicurezza facciano parte della dotazione del lavoratore.
(4-15192)