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servizi alla cittadinanza non arrendendosi così alla situazione che si è creata con le azioni della criminalità;
da una comunicazione dell'Assoconsum, il National radiological protection board, un ente del governo britannico che si occupa degli effetti delle radiazioni sulla salute umana, ha sconsigliato l'utilizzo degli apparecchi cellulari ai bambini al di sotto degli 8 anni;
viene presa come riferimento la summenzionata età perché fino al compimento degli 8 anni, i tessuti cerebrali non hanno ancora sviluppato sistemi di difesa contro le onde elettromagnetiche;
è bene evidenziare che non ci sono ancora prove effettive sulla pericolosità dei telefoni Gsm -:
se non sia il caso di sospendere la vendita degli apparecchi cellulari destinati ai bambini al di sotto dell'età summenzionata;
se non sia il caso di promuovere una compagna informativa per avvertire i consumatori dei possibili pericoli che ne deriverebbero.
(3-04720)
in diversi Comuni della provincia di Pistoia Poste Italiane S.p.A. ha iniziato da tempo un piano di ristrutturazione dei propri uffici caratterizzati da modesti traffici e volumi d'affari;
tale piano riguarda la chiusura e/o la riduzione in forma significativa dell'orario di apertura di uffici nei Comuni di Sambuca, Cutigliano, Piteglio, Abetone, Pescia, Marliana, Monsummano, Chiesina Uzzanese, creando una situazione di notevole disagio alle popolazioni interessate;
tali determinazioni di ridimensionamento assunte dalle Poste Italiane sono in netto contrasto e rischiano, se attuate, di pregiudicare la difficile e faticosa opera di recupero e di valorizzazione di quelle zone disagiate, per lo più in territorio montano, portate avanti dagli Enti locali e dalle altre Istituzioni territoriali;
queste decisioni di Poste Italiane configurano, a parere dell'interrogante una specie di interruzione di pubblico servizio, immotivata e che arreca notevoli danni ai cittadini;
oltre a quanto sopra richiamato nel Comune di Pistoia alla fine del 2004 è stata decisa la chiusura dell'Ufficio di Piazza per effettuare i necessari lavori di messa in sicurezza dei locali a seguito delle ripetute rapine (novembre e dicembre 2004 le ultime) di cui è stato oggetto negli ultimi anni;
nell'ultimo Contratto di Programma, deliberato dal CIPE nel marzo 2004, all'articolo 6, è previsto che ogni intervento di questa natura debba essere concordato con il Ministero delle Comunicazioni che è anche Autorità di regolazione del settore postale -:
quali iniziative intenda adottare con tempestività per dotare un ufficio pubblico quale l'ufficio postale di Piazza dei necessari accorgimenti relativi alla sicurezza delle persone e delle cose e riaprire i
quali iniziative intenda adottare per evitare decisioni unilaterali dell'impresa e garantire il ruolo sociale che questa impresa pubblica è chiamata a svolgere in tutte le zone del paese, in particolare in quelle più disagiate e meno favorite dalla concentrazione delle attività;
quali iniziative intenda assumere per favorire una politica di concertazione con gli Enti Locali interessati, al fine di mantenere una presenza adeguata alle necessità dei cittadini ed una effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità in ogni luogo del Paese, nel rispetto del principio dell'accesso alla rete postale pubblica in condizioni di non discriminazione.
(3-04726)
come si evince da una segnalazione pervenutami dall'Assoconsum di Napoli, è partita la Emf-Net ossia una Coordination Action, voluta dalla commissione europea e finanziata nell'ambito del 6o programma quadro per capire gli «effetti» delle emissioni elettromagnetiche sulla salute dell'uomo;
il nuovo progetto è partito formalmente il 1o marzo 2005 e durerà 4 anni;
a coordinare i lavori è uno scienziato italiano il Dott. Paolo Ragazzini, responsabile della sezione di Milano dell'Istituto di ingegneria biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche, che opererà in collaborazione con l'ICEmB;
il compito di Emf-Net è quello di coordinare gli studi in essere a livello europeo, per averne un quadro d'insieme e diffonderne la conoscenza -:
se il Governo ritenga gli studi realizzati dall'Emf-Net siano in grado di individuare i rischi ed i pericoli che potrebbero derivare dalle emissioni elettromagnetiche;
se gli studi compiuti siano in grado di individuare l'ipersensibilità individuale ai campi elettromagnetici.
(3-04732)
a Spiazzo, Comune centrale della Val Rendena in Trentino, l'ufficio postale è stato improvvisamente chiuso ed uno scarno comunicato, affisso esternamente, informava l'utenza che dal 6 all'11 giugno 2005 non sarebbe più stato attivo il servizio, invitando gli utenti a rivolgersi all'ufficio postale di Pinzolo aperto tutti i giorni, senza esporre la motivazione che ha portato alla decisione di interrompere un servizio di pubblica utilità;
a Spiazzo l'ufficio postale serve una popolazione di 1.135 abitanti senza contare l'utenza dei paesi limitrofi che si trova ad avere due uffici postali aperti a giorni alterni e solo al mattino;
questo palese disservizio, ha costretto e costringe tuttora i cittadini di Spiazzo e quelli dei paesi limitrofi, a recarsi - con mezzi propri - presso altre sedi, oppure recarsi a Pinzolo o a Tione distanti più di dieci chilometri;
come ribadito in precedenti atti di sindacato ispettivo, questo problema che si propaga a macchia d'olio sembra interessare gli uffici postali periferici situati in zone di montagna, dove l'abbandono del territorio da parte dell'azienda Poste Italiane SpA produce l'unico risultato di creare disservizi e disagi agli anziani - che si possono spostare con difficoltà - ed alle aziende che utilizzano lo sportello postale per transizioni, comunicazioni e quant'altro loro necessità e, stante ai fatti, non possono affidarsi ai servizi di Poste Italiane;
anche l'ufficio postale di Spiazzo, come la maggior parte degli uffici periferici in Trentino, è ospitato a canone d'affitto simbolico nel palazzo municipale e che, a cura dell'Amministrazione comunale, da pochi anni l'ufficio è stato completamente ristrutturato e adattato alle normative sulla sicurezza;
pare, pertanto, un segno di grave disattenzione ed ingratitudine che Poste Italiane SpA abbia corrisposto alla disponibilità dell'Amministrazione comunale prima riducendo l'orario di apertura dello sportello e poi, con quest'improvvisa e ingiustificata chiusura, che si affianca alle precedenti effettuate in altri periodi dell'anno;
la popolazione delle aree montane, non solo del Trentino è sottoposta ad un gravissimo disagio, che nasce dalla sfortuna di abitare in un Comprensorio, come quello delle Giudicarie, marcatamente periferico;
l'inspiegabilità della causa che ha portato alla chiusura dell'ufficio, segnala e mette ancor più in evidenza la perpetuazione di una situazione di diffusa logica aziendalista posta in essere da Poste Italiane SpA, e ciò in spregio della nota pubblicità che l'azienda diffonde su tutti i mezzi televisivi nella quale proclama di essere al servizio dei cittadini in qualsiasi posto e luogo -:
se sia a conoscenza del grave disservizio che si sta verificando all'Ufficio postale di Spiazzo che da giorni ha chiuso i battenti e interrotto un servizio di pubblica utilità;
se non ritenga di prendere posizione sulla logica aziendalista posta in essere da tempo da Poste Italiane SpA che, con la scusante di far quadrare i conti di tutt'Italia taglia, come rami secchi, gli uffici periferici delle località montane, incurante che l'ufficio postale, al pari di altri servizi al cittadino ed alle aziende presenti sul territorio, rappresenta un servizio indispensabile ed importante;
se non ritenga di esprimersi per ripristinare e garantire l'apertura dell'ufficio postale di Spiazzo e dei molti uffici postali del Trentino e delle aree montane in genere chiusi a giorni alterni ed aperti con orario ridotto, anche in considerazione della loro ubicazione e delle consistenti Comunità limitrofe che utilizzano con costanza e «fedeltà» l'ufficio postale sia per le operazioni di posta che di banco-posta;
se non ritenga di intervenire affinché l'azienda Poste Italiane SpA riconsideri le proprie strategie che portano alla progressiva chiusura degli uffici postali e punti invece a migliorare l'offerta ed il servizio al cittadino, obiettivi tanto declamati da costose quanto inutili - alla prova dei fatti - pubblicità che propongono e promuovono nuovi servizi postali quando poi, detti uffici postali sono chiusi e per l'utenza sono l'immagine palese del disservizio a causa della perdita di tempo e delle code che si devono sopportare per accedere allo sportello;
quali provvedimenti intenda assumere per porre rimedio a queste situazioni che costringono i clienti ad adattarsi alle esigenze dell'azienda Poste Italiane SpA e non viceversa, come si confà ad una qualsiasi azienda sul mercato.
(5-04417)
Poste Italiane si è rifiutata di concedere ai propri dipendenti il diritto di partecipare alle operazioni di seggio in occasione di una precedente tornata elettorale;
in quella occasione l'interrogante presentò un'interrogazione per conoscerne le motivazioni, visto che i lavoratori di Poste Italiane sono dipendenti di una SpA a capitale pubblico che godono di diritti uguali a quelli di ogni altro lavoratore;
la risposta fu che esisteva una norma del Ministero degli Interni, risalente al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, superata ovviamente dai fatti, che impediva detta concessione, cosa che non solo non convinse l'interrogante, ma che sembrò una motivazione non aggiornata allo stato reale della impresa e al tipo di rapporto che essa ha con la Amministrazione Pubblica, (gli atti parlamentari riportano la sintesi del dibattito di allora);
la SLC CGIL di Firenze, a seguito di detto rifiuto, ha fatto ricorso alla magistratura per vedere riconosciuti quelli che appaiono essere diritti non contestabili dei lavoratori;
la magistratura ha dato ragione alla SLC, definendo immotivato il rifiuto di Poste Italiane;
in occasione dei referendum sulla procreazione assistita è stata avanzata all'impresa la stessa richiesta, ma ancora una volta Poste Italiane, malgrado il chiarissimo giudizio del giudice, si è incomprensibilmente rifiutata di concedere la autorizzazione richiesta;
il Presidente del Tribunale di Firenze anche in questo caso ha dato ragione al dipendente che aveva avanzato richiesta, e, anticipando l'esito positivo della sentenza, per ovvi motivi di compatibilità di tempo, ha autorizzato la presenza del lavoratore al seggio elettorale -:
se il Governo sia a conoscenza di questa situazione e dell'incomprensibile comportamento della azienda, se non intenda sollecitare la definizione degli eventuali atti che riportino alla normalità una situazione di palese violazione dei diritti dei lavoratori, e se non ritenga utile comunicare all'azienda l'indirizzo di una più attenta e conforme reazione almeno alle sentenze della magistratura, oltre che per un rapporto più costruttivo con le rappresentanze dei lavoratori.
(5-04421)