Allegato B
Seduta n. 637 del 14/6/2005


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AFFARI ESTERI

Interrogazione a risposta orale:

DEIANA e FOLENA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
fonti di stampa (La Repubblica del 1o giugno) riportano notizie riguardanti mezzi aerei USA «privati» utilizzati per prelevare presunti terroristi. In questo modo il Governo degli Stati Uniti di fatto si sottrae all'obbligo di richiedere ufficiale autorizzazione ai Paesi interessati all'operazione, autorizzazione che peraltro difficilmente potrebbe essere concessa se condotta con aerei miliari USA trattandosi di procedura messa in atto fuori da ogni contesto di diritto internazionale;
queste operazioni, come documenta l'articolo de La Repubblica (fonte New York Time) fungerebbero da copertura alle tristemente note rendition, attraverso le quali i Servizi segreti americani prelevano sospetti terroristi per spostarli verso paesi che consentono arbitrariamente forme di reclusione illegale e applicano l'uso della torture in totale dispregio dei diritti della persona umana;
gli aerei che svolgerebbero questo compito sarebbero gestiti da compagnie controllate o comunque sotto l'egida dalla Cia, tra cui l'Aereo Contractors, La Pegasus Technologies e la Tepper Aviation della Florida e, pur avendo i voli tutte le apparenze di un servizio charter privato, farebbero invece parte di un hub interno al servizio segreto aereo della Cia fondato nel 1979 dal capo pilota dell'allora Air America. Fin dal 2001 la Cia, utilizzando tale escamotage è andata rapidamente estendendo le proprie operazioni, secondo gli interroganti occulte e illegittime, in campo internazionale come dimostrerebbero migliaia di registrazioni di volo e innumerevoli dichiarazioni di ex agenti o piloti;
questi voli sono ormai stati più volte smascherati e le operazioni che nascondono denunciate dai mass media fino ad arrivare come nel caso della Svezia e della stessa Italia all'avvio di indagini giudiziarie sul presunto ruolo della Cia in sparizioni e catture arbitrarie di supposti terroristi, come avvenuto nel caso italiano della scomparsa, nel febbraio 2003, del cittadino egiziano Abu Omar residente in Italia. Questa vicenda è stata fatta oggetto da parte della scrivente di diversi atti parlamentari. Secondo informazioni dei media - televisioni e stampa nazionale - in merito alla sparizione dal territorio nazionale del cittadino egiziano Hassan Mustafa Osama Nasr chiamato Abu Omar, sarebbe in corso presso la Procura della Repubblica di Milano un'indagine per appurare se detta sparizione sia stata opera di agenti della CIA, secondo la prassi della extraordinary rendition (consegna straordinaria) annunciata il 17 ottobre 2002, dall'allora direttore della CIA Gorge Tenet;
secondo la ricostruzione della stampa, il 17 febbraio 2003 una dozzina di


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agenti della CIA avrebbero condotto un'operazione clandestina in pieno centro di Milano, in via Guerzoni, a poche centinaia di metri dall'Istituto islamico di Viale Jenner, sequestrando il cittadino egiziano, che sarebbe stato trasferito nella base americana di Aviano, dove avrebbe subito un interrogatorio sotto la pressione di minacce percosse per molte ore. La mattina del giorno successivo Abu Omar sarebbe stato trasferito in Egitto e consegnato all'autorità di quel Paese e lì sottoposto ad orrende torture in un carcere speciale;
nell'unica risposta finora ricevuta riguardante la prima delle interrogazioni, il Ministro Giovanardi ha sottolineato come «il Governo italiano non sottovaluta neanche le ricostruzioni più fantastiche e pittoresche, e neppure le ipotesi che si collocano palesemente fra il grottesco e l'incredibile. Tuttavia, poiché si tratta di materie serie, abbiamo compiuto un approfondimento in merito a questi articoli di stampa: al Governo italiano non risulta nulla rispetto a quegli episodi. Dovendo rispondere al Parlamento, ho svolto un'ulteriore indagine presso il SISMI e, anche in questo caso, la risposta è stata totalmente negativa: il Governo italiano e gli organi preposti non sono a conoscenza di alcun riscontro circa le affermazioni contenute in quegli articoli»;
la questione ha interessato anche la stampa statunitense, l'ordine degli avvocati di New York, Amnesty International, Human Rights Watch oltre al Center for Human Rights and Global Justice della New York University School, che su questa questione e più in generale sulla questione delle «consegne straordinarie» ha emesso in data 21 febbraio un comunicato stampa. La sensibilizzazione di questi organismi nasce fra l'altro da un disegno di legge presentato il 17 marzo al Congresso proprio sul rispetto da parte degli Stati Uniti della Convenzione sulla Tortura che vieta le extraordinary rendition:
quali informazioni il Governo abbia su tali operazioni e più complessivamente sulla vicenda delle rendition, e quale ruolo intenda svolgere per garantire che tali azioni non abbiano a teatro il nostro Paese;
se, in seguito alle reiterate segnalazioni dei media sul fenomeno, il Governo abbia deciso di acquisire una adeguata informazione a proposito e sia in grado di riferirne gli esiti;
quali passi abbia compiuto o intenda compiere per impedire che il nostro Paese diventi teatro di episodi di violazione dei diritti umani come è evidentemente accaduto nel caso del signor Abu Omar;
se il Governo abbia intenzione - o abbia già preso un'iniziativa in tale senso - di rappresentare all'Ambasciatore statunitense il giudizio negativo del nostro Paese di fronte a simili pratiche e alla possibilità che debbano ripetersi.
(3-04733)

Interrogazioni a risposta immediata in Commissione:

CIMA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
i Sindacati CGIL, CISL e UIL recentemente si sono rivolti al Ministro degli Affari Esteri denunciando una grave forma di disparità di trattamento nei confronti del personale del Ministero Affari Esteri in servizio presso le sedi estere;
la Legge 459 del 2001 introduce la possibilità per i cittadini italiani residenti all'estero di esercitare il diritto di voto tramite le Rappresentanze diplomatico-consolari:
la legge a questo scopo nulla prevede per il personale MAE in servizio all'estero, il quale non essendo iscritto all'AIRE (Anagrafe e censimento degli italiani all'estero), perché impiegato temporaneamente o stagionalmente per una durata inferiore a dodici mesi, è quindi escluso dalla possibilità di esprimere il proprio voto all'estero;


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la limitazione che subisce il personale MAE è duplice, in quanto essendo impegnato nelle operazioni di voto non ha neanche la possibilità di rientrare in Italia per esercitare il proprio diritto;
siamo di fronte quindi al paradosso che coloro che sono impegnati a garantire agli italiani residenti all'estero il diritto di voto, sono esclusi dall'esercizio, tanto che alcuni di loro sono intenzionati a fare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo -:
come il Governo intenda impegnarsi affinché vengano adottate misure atte a garantire al personale MAE in servizio all'estero il diritto di manifestare il proprio voto.
(5-04423)

ZACCHERA e LANDI di CHIAVENNA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
com'è noto alcune centinaia di migliaia di risparmiatori italiani sono stati coinvolti nel crack dei titoli argentini, con particolare riguardo alle obbligazioni pubbliche di quel paese;
a fine aprile la maggioranza dei sottoscrittori internazionali - e segnatamente i più importanti fondi creditori USA - ha accettato la formula di rimborso-capestro proposta da quel governo, ma ad esso non ha aderito la gran parte dei creditori italiani - soprattutto i piccoli risparmiatori - anche per la pressione esercitata su di loro da gruppi, enti ed associazioni che avevano invitato a non aderire all'offerta di concambio;
il Governo ha accettato, in occasione dell'approvazione della legge sul risparmio, un ordine del giorno a firma dell'interrogante con il quale esso si impegnava a non concedere ulteriori accessi al credito internazionale all'Argentina se prima Buenos Aires non avesse preso in considerazione più eque forme di rimborso sui crediti pregressi;
è tuttora fortissimo il disagio di migliaia di famiglie italiane che hanno visto sfumare i propri risparmi e chiedono maggiore determinazione da parte del nostro Governo nei confronti di quello argentino;
non è chiaro quale sia l'attuale stato delle relazioni tra i due paesi dopo le gravi dichiarazioni argentine nei confronti dell'Italia tacciata pubblicamente di voler «strangolare» l'economia argentina, che - si nota - non vuole pagare i debiti, ma l'anno scorso ha avuto un forte incremento nel PIL;
non risulta alcuna certezza in ordine alle iniziative prese nelle ultime settimane dal Governo e su quali iniziative vorrà prendere per la tutela dei risparmiatori italiani coinvolti del default argentino e segnatamente di quelli che non hanno accettato le ipotesi di concambio -:
quali siano le prospettive attuali circa un eventuale riconoscimento del debito da parte del governo argentino nei confronti di chi non ha a suo tempo accettato il piano argentino di rientro nei debiti e se il Governo abbia preso in considerazione l'ipotesi di iniziative di sgravio fiscale a parziale rimborso per chi abbia ottenuto gravi perdite finanziarie in queste operazioni, soprattutto ove sussistano potenziali responsabilità del sistema bancario.
(5-04424)

CALZOLAIO e SPINI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
il 12 e il 13 giugno 2005 si è svolto il referendum su alcuni punti della legge italiana relativa alla procreazione assistita;
hanno votato per corrispondenza anche i cittadini italiani residenti all'estero;
sono stati inviati centinaia di migliaia di plichi elettorali tornati intonsi ai nostri consolati;
non sono stati inviati i plichi elettorali ad oltre un milione di italiani noti al ministero degli esteri tramite i consolati e sconosciuti alle singole anagrafi comunali;


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esistono quindi circa due milioni di posizioni incerte non coincidenti fra anagrafi consolari e anagrafi comunali -:
quanti plichi elettorali non sono stati consegnati a nominativi che hanno concorso al calcolo del referendum, a quanti italiani all'estero censiti dal ministero degli esteri non sono stati inviati i plichi elettorali e quando sarà pronta l'anagrafe unica dei cittadini italiani all'estero.
(5-04425)

Interrogazione a risposta in Commissione:

CALZOLAIO. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
in base agli impegni di riduzione assunti dall'Italia, alla strategia individuata dalla delibera CIPE 2003 ed alle valutazioni di scenari di evoluzione tendenziale delle emissioni di gas serra, l'Italia dovrà ridurre le sue emissioni di gas serra nel periodo 2008-2012 di circa 92,6 Mt CO2eq;
la riduzione delle emissioni necessaria è stata suddivisa fra i settori industria, trasporti e civile, prevedendo di ricorrere sia a misure di ottimizzazione e razionalizzazione delle emissioni sul territorio nazionale che di usufruire dei cosiddetti «Meccanismi flessibili» introdotti dal protocollo di Kyoto, il possibile contributo dei meccanismi flessibili è stato sinora stimato in circa 12 Mt CO2eq;
in coerenza con questa strategia, il Governo italiano ha attivato presso la Banca Mondiale un «Italian Carbon Fund» con l'obiettivo di finanziare progetti di cooperazione le cui riduzioni di emissioni vengano contabilizzate all'interno del bilancio italiano; il sito internet della Banca Mondiale riporta che il fondo è attualmente dotato di un budget di 15 milioni di dollari -:
quali siano le modalità di accesso al fondo italiano;
se ritiene che la scelta di istituire un fondo presso la Banca Mondiale favorisca la progettualità delle imprese italiane;
se possono accedere al fondo solo proponenti italiani o anche di altre nazionalità;
quali iniziative ha sinora preso il Governo per diffondere opportuna informazione all'estero e in Italia sulle modalità di accesso al fondo;
se finora sono state presentate richieste di finanziamenti e da quali soggetti;
se è stato individuato un target di crediti di carbonio da perseguire attraverso l'«Italian Carbon Fund» e quanto prevede conseguentemente di incrementare la disponibilità del fondo.
(5-04422)