Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 634 del 30/5/2005
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Discussione del disegno di legge: Adesione della Repubblica italiana alla Convenzione sull'immatricolazione degli oggetti lanciati nello spazio extra-atmosferico, fatta a New York il 14 gennaio 1975 e sua esecuzione (5106) (ore 20,10).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Adesione della Repubblica italiana alla Convenzione sull'immatricolazione degli oggetti lanciati nello spazio extra-atmosferico, fatta a New York il 14 gennaio 1975 e sua esecuzione.

(Discussione sulle linee generali - A.C. 5106)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che la III Commissione (Affari esteri) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il presidente della Commissione affari esteri, onorevole Selva, ha facoltà di svolgere la relazione, in sostituzione del relatore, onorevole Landi di Chiavenna.

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Signor Presidente, lei che è un antico parlamentare, non vecchio ma antico come esperienza...

PRESIDENTE. La ringrazio per la sottile distinzione!

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Presidente, credo di poterle offrire una piccola dimostrazione di come, con i banchi dell'aula vuoti, sono trattate le ratifiche dei trattati internazionali.
Nel mio intervento farò riferimento alla relazione che il collega relatore, Landi di Chiavenna, ha svolto in Commissione. Egli disse che l'Italia si accingeva a ratificare una Convenzione sull'immatricolazione degli oggetti lanciati nello spazio extra-atmosferico a distanza di ben 28 anni dalla conclusione della Convenzione stessa.

PRESIDENTE. Invecchiata anche quella!

GUSTAVO SELVA, Presidente della III Commissione. Il ritardo è abbastanza significativo. Nonostante ciò, ritengo che questo provvedimento sia di una importanza tale per cui avrebbe francamente meritato una maggiore attenzione; ma di questo non ci preoccupiamo perché sappiamo che le discussioni sulle linee generali dei provvedimenti di ratifica si svolgono sempre in questo modo.
Il relatore, nella sua relazione del 15 settembre 2004, pose al Governo alcune domande. Cosa succederebbe se uno di


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questi oggetti che stanno sulle nostre teste cadesse nel territorio italiano? Sembra, infatti, che, in assenza di un'identità di criteri di immatricolazione, si potrebbero verificare fenomeni di doppia registrazione a livello nazionale e, di conseguenza, nel registro tenuto dalle Nazioni Unite, con effetti da approfondire sul piano delle responsabilità. Se questo oggetto è caduto sulla testa di qualcuno, chi è il responsabile? Chi l'ha mandato? Chi non ha provveduto affinché lo stesso non cadesse sulla testa di qualcuno?
Un altro chiarimento che il relatore ritenne utile chiedere al Governo fu se l'Agenzia spaziale europea potesse applicare la Convenzione in esame e se l'Italia avesse già la qualifica di Stato di lancio, ai sensi della Convenzione stessa, nell'ambito di programmi promossi dall'Agenzia. Il relatore, concludendo, riteneva che l'adesione del nostro paese alla Convenzione fosse del tutto coerente con la politica nazionale in materia spaziale e rendesse evidente la nostra volontà di sviluppare al massimo la collaborazione internazionale in tale settore.
L'amabile sottosegretario Roberto Antonione si riservò di fornire successivamente gli elementi informativi di risposta ai quesiti formulati dal relatore. La risposta del Governo a questi interrogativi non vi è stata. Non è mia intenzione mettere ora in imbarazzo il mio amico sottosegretario Bettamio, ma spero che egli possa fornire le spiegazioni richieste.
In relazione a questi interrogativi, che, fra l'altro, sono stati oggetto di un intervento dell'onorevole Calzolaio, anche in questa sede e in più occasioni, forse sarebbe opportuno fare una volta ogni sei mesi delle relazioni sulle risposte che sono fornite in merito ai trattati internazionali e alla loro esecuzione.
Mi auguro, quindi, che il rappresentante del Governo possa fornire le spiegazioni che, in Commissione, non furono offerte a seguito delle richieste formulate dall'onorevole Landi di Chiavenna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

GIAMPAOLO BETTAMIO, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, poiché il presidente Selva ha reiterato in questa sede domande già poste al Governo in Commissione, per brevità, le chiedo di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo di mie considerazioni nelle quali sono contenute le relative risposte.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti. La ringrazio, signor sottosegretario.
Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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