Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 634 del 30/5/2005
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...
Si riprende la discussione.

(Esame dell'articolo 1 - A.C. 472 ed abbinate)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 472 ed abbinate sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ANDREA LULLI, Relatore. Signor Presidente, la Commissione formula un invito al ritiro dell'emendamento Gambini 1.20, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

ROBERTO COTA, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.


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Per consentire l'ulteriore decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 14,55, è ripresa alle 15,20.

PRESIDENTE. Onorevole Gambini, accede all'invito al ritiro formulato dal relatore?

SERGIO GAMBINI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO GAMBINI. Vorrei insistere su questo emendamento perché esso ci consente di presentare un'iniziativa a difesa delle produzioni del made in Italy con l'istituzione del marchio «100 per cento Italia» con un approccio non eccessivamente statalista, come invece accade attraverso l'attuale formulazione del comma 1 dell'articolo 1.
I colleghi avranno modo di vedere in seguito che il nostro gruppo ha presentato, insieme ad altri colleghi dell'opposizione, anche altri emendamenti che nell'attribuzione del marchio puntano a dare un ruolo direttamente ai consorzi di impresa o, in alternativa, alle camere di commercio. Attraverso questo meccanismo, vogliamo evitare che l'attribuzione del marchio «100 per cento Italia» rimanga una competenza delle burocrazie ministeriali. In questo modo, tra l'altro, si indebolirebbe presso l'Unione europea tutta l'operazione che compiamo con l'istituzione di questo marchio, che sappiamo essere un'operazione border-line rispetto alle sentenze della Corte europea, che si è già espressa su questo aspetto.
Certamente caratterizzare eccessivamente l'attribuzione di questo marchio come attribuzione dello Stato costituisce uno degli elementi che indeboliscono maggiormente l'intera operazione, oltre a dare un segno - lo ripeto - eccessivamente statalista ad un'iniziativa che, invece, dovrebbe vedere protagoniste le imprese del nostro paese.
Per questa ragione, non ritiro l'emendamento che porta la mia firma e invito i colleghi a valutarlo con particolare attenzione, soprattutto quei colleghi della nostra Assemblea, che so essere numerosi, che in questo caso come in altri ritengono che un ruolo decisivo debba essere svolto dalle imprese e, per i consorzi di impresa, dalle camere di commercio, che rappresentano l'imprenditoria del nostro paese, piuttosto che dalle burocrazie ministeriali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 1.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 297
Votanti 295
Astenuti 2
Maggioranza 148
Hanno votato
127
Hanno votato
no 168
Sono in missione 94 deputati).

Prendo atto che l'onorevole Ranieli non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 304
Votanti 302
Astenuti 2
Maggioranza 152
Hanno votato
302
Sono in missione 93 deputati).

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