Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 628 del 18/5/2005
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(Iniziative volte a garantire il rispetto da parte dell'ANAS degli impegni assunti in ordine ai lavori relativi ad opere stradali - n. 3-04536)

PRESIDENTE. L'onorevole Lupi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04536 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

MAURIZIO ENZO LUPI. Signor Presidente, ministro Lunardi, insieme al collega Stradella abbiamo presentato questa interrogazione prendendo spunto dalla considerazione - ormai oggettiva: è nei fatti - del rilievo che il Governo ha attribuito in questi anni alla dotazione infrastrutturale (strade e grandi opere) del nostro paese. Questo obiettivo ha sempre rappresentato un punto programmatico del nostro Governo, ed in questi anni ha ricevuto attuazione.
Sembra quasi paradossale, ma purtroppo in questi mesi abbiamo appreso di una situazione in cui lo strumento, il braccio operativo che ha attuato gran parte dell'obiettivo di dotare il paese di grandi infrastrutture (obiettivo primario e strategico, come il presidente Berlusconi ha sempre ricordato) sembra entrato in difficoltà.
Tali complicazioni sono note a tutti: al Governo, alla maggioranza e alle imprese che hanno collaborato e sono protagoniste, con l'ANAS, di questa attività.


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PRESIDENTE. Concluda, onorevole Lupi.

MAURIZIO ENZO LUPI. Ho finito, signor Presidente.
Si tratta di difficoltà di ordine finanziario, che purtroppo - come ben sa il Governo - hanno creato una situazione d'impasse molto pericolosa. A quanto risulta da stime ufficiose, sembra addirittura che sarebbe già effettivo il blocco di almeno il 40 per cento dei cantieri aperti.
Chiediamo al Governo di conoscere le misure assunte in questo periodo per sbloccare tale situazione.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Lupi, onorevole Stradella, il presidente dell'ANAS, con nota del 21 aprile 2005, rappresentava la criticità del fabbisogno di cassa della società al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al ministro dell'economia e delle finanze. Quest'ultimo, in qualità di azionista, al fine di evitare che la società incorresse in situazioni dalle quali potesse derivare una perdita di valore per l'azionista medesimo, autorizzava il presidente dell'ANAS a ricorrere momentaneamente al mercato del credito (alle migliori condizioni), attraverso procedure competitive. Si raccomandava, altresì, per limitare l'impatto sulla finanza pubblica, di ripianare il debito contratto non appena fossero state rese disponibili le risorse finanziarie a seguito della stipula del contratto di programma 2003-2005.
Il tema, legato alla stipula del contratto di programma tra la concessionaria stradale ANAS ed i Ministeri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e trasporti, è stato oggetto ieri di un apposito incontro tra il Presidente del Consiglio, il ministro Siniscalco ed il sottoscritto. Dopo tale incontro, si è deciso che il decreto che approva il contratto di programma tra l'ANAS ed il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sarà sottoscritto entro i prossimi giorni dai due ministri, in modo da sottoporre la questione al CIPE proprio nella seduta, già fissata, del 27 maggio prossimo.
L'approfondimento del contratto, e quindi la mancata firma dello stesso, erano legati esclusivamente alla necessità di garantire adeguati flussi di cassa all'ANAS, la quale, nel rispetto del programma di Governo (mirato proprio alla infrastrutturazione organica del paese in quest'ultimo biennio), ha attivato un numero rilevante di progetti e, di conseguenza, ha cantierato e contabilizzato molti interventi.
Si rendeva, quindi, necessario un attento esame delle esigenze finanziarie indispensabili per evitare ogni blocco delle opere già in corso di realizzazione.

PRESIDENTE. L'onorevole Lupi ha facoltà di replicare.

MAURIZIO ENZO LUPI. Signor Presidente, le parole del ministro Lunardi ci tranquillizzano e quindi non possiamo che dichiararci soddisfatti della sua risposta. Come egli ha sottolineato - è importante ribadirlo -, l'ANAS è divenuta in questi anni la più grande stazione appaltante del paese, con un riflesso certamente importante e positivo per l'economia complessiva dell'Italia, anche, e soprattutto, perché le opere che nel nostro paese mancano da molti anni si potranno finalmente realizzare.
Cito un dato per tutti, affinché sia chiaro. Le opere che l'ANAS ha appaltato nei quasi 4 anni appena trascorsi ammontano a circa 30 miliardi di euro. Sono stati, inoltre, approvati progetti per 53 miliardi di euro, sono stati accantonati interventi per 11, 6 miliardi di euro ed, infine, sono stati aperti al traffico 445,5 chilometri di strade nuove od ammodernate.
Rispetto a questa situazione positiva, che è stata possibile solo grazie alla priorità che il Governo e il Parlamento hanno voluto dare a tale grande importante tema (ricordo la legge obiettivo), ritengo sia un


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errore da parte nostra impedire che il progetto ed il programma si realizzino, tra l'altro mettendo a rischio non solo il raggiungimento dell'obiettivo ma anche - e questo è l'allarme più grande - la solidità delle imprese che lavorano con l'ANAS.
Come ho detto, infatti, tale dotazione infrastrutturale ha consentito non solo di dotare il paese di strade, ma anche di rilanciare l'economia e di dare respiro alle imprese. La mancanza di copertura finanziaria, e quindi la impossibilità di rispettare i pagamenti, laddove vi sono anche imprese che anticipano risorse, rischia di avere un doppio effetto.
L'impegno assunto dal Governo in Parlamento è importante e avrà sicuramente conseguenze positive.

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