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La seduta, sospesa alle 13,40, è ripresa alle 15,05.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il ministro per i rapporti con il Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di
GIOVANNI RUSSO SPENA. Proprio in queste ore è in corso un'importante manifestazione, indetta dai sindacati dei pensionati e dai sindacati degli inquilini, per protestare contro l'inerzia governativa, contro un Governo che non fa letteralmente nulla di fronte al fatto che in Italia 100 mila persone stanno subendo sfratti divenuti ormai esecutivi. Sindacati degli inquilini, associazioni - come Action -, ogni giorno sono costretti a picchetti e a manifestazioni democratiche per evitare gli sfratti.
PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di
PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Russo Spena, con la sentenza n. 155 del 28 maggio 2004, la Corte costituzionale ha ribadito il proprio orientamento in materia di blocco degli sfratti, già espresso nella pronuncia n. 310 del 2003, ricordando che la sospensione delle procedure di rilascio degli immobili può trovare giustificazione soltanto se si incide sul diritto alla riconsegna per un periodo transitorio ed essenzialmente limitato.
18 mesi regolarmente registrato e pari a 5 mila euro nel caso di trasferimento di domicilio presso terzi.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, signor ministro, si renderà conto lei stesso che non basta affatto l'emanazione di un provvedimento - e chissà quando arriverà! - tardivo e comunque molto parziale ed insoddisfacente, per risolvere il problema abitativo e l'emergenza. Di fatto, la questione abitativa è stata declassata dal Governo a problema di ordine pubblico, tra l'altro addossando tale dramma sociale sui comuni, senza fornire loro adeguati strumenti e risorse finanziare. Infatti, l'ANCI e i comuni stessi si lamentano con veemenza in proposito.
Signor ministro, per ragioni di equità sociale e per evitare drammi individuali, non è indispensabile che il Governo predisponga un piano nazionale per aumentare l'offerta di alloggi in locazione a canone sociale e concordato? E che, intanto, di fronte alla drammatica emergenza, emani immediatamente un provvedimento di blocco di moratoria degli sfratti?
A seguito del monito della Consulta, il Governo, al fine di fronteggiare l'emergenza abitativa con particolare riguardo alle famiglie con anziani ultrasessantacinquenni o con persone diversamente abili, sta definendo in questi giorni la predisposizione di uno specifico schema di decreto-legge.
Il provvedimento, che recepisce alcune richieste dell'ANCI, dispone di utilizzare le risorse già autorizzate per analogo scopo con il precedente decreto-legge del 13 settembre 2004, n. 240 - convertito con la legge 12 novembre 2004 n. 269 - che, essendo state impegnate solo parzialmente, risultano disponibili per l'anno 2005 entro un limite di 105 milioni di euro. L'emanando decreto è volto a riconoscere i benefici economici in favore dei conduttori assoggettati a procedure esecutive di rilascio, appartenenti alle predette categorie disagiate, residenti nelle 14 città metropolitane nonché nei comuni ad alta tensione abitativa confinanti.
Lo schema di decreto-legge prevede inoltre che le risorse non utilizzate alla data del 31 ottobre 2005 dovranno essere destinate al finanziamento di interventi finalizzati alla realizzazione di alloggi sperimentali e programmi speciali, volti ad aumentare la disponibilità di alloggi ad edilizia sociale nei comuni maggiormente colpiti dal fenomeno sfratti.
L'atto avente forza di legge stabilisce i requisiti soggettivi e oggettivi necessari per usufruire delle suddette agevolazioni. In particolare, il conduttore per accedere ai contributi oltre a non disporre di altra abitazione o di redditi sufficienti per la locazione di una nuova unità immobiliare, deve aver stipulato un nuovo contratto di locazione, regolarmente registrato, della durata di almeno 18 mesi oppure avere eletto domicilio presso terzi, previa dichiarazione del soggetto ospitante, per almeno 18 mesi.
I benefici economici si quantificano in contributi pari a 10 mila euro a famiglia qualora venga stipulato un nuovo contratto di locazione della durata di almeno
Lo schema di decreto-legge è stato presentato alla riunione preparatoria del Consiglio dei ministri il 14 aprile scorso ed esaminato durante il Consiglio dei ministri del 13 maggio. Sono in corso gli ultimi approfondimenti tecnici in vista della prossima emanazione.
I contenuti del provvedimento sono stati inoltre esaminati nel corso di incontri presso il Ministero dell'infrastrutture e dei trasporti con delegazioni dell'ANCI a seguito dei quali sono state accolte varie richieste formulate dall'associazione dei comuni, come la possibilità di finanziare programmi speciali volti ad aumentare la disponibilità di alloggi ad edilizia sociale.
Entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto-legge, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvederà al riparto tra i comuni interessati ed alla individuazione delle modalità di erogazione delle risorse.
Del resto, che la situazione sia grave lo deduciamo anche dalle preoccupazioni e dai suggerimenti pervenuti dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, recatasi in Italia, unico paese del G8 visitato dalla Commissione sfratti dell'ONU, che ha espresso forte preoccupazione per le la penuria di case popolari, per la privatizzazione del patrimonio pubblico e per la mancata applicazione del passaggio da casa a casa per gli sfrattati.
A Roma quotidianamente l'Unione inquilini, Action, i movimenti di lotta ed altre associazioni intervengono per evitare sfratti nei confronti di famiglie deboli, prive di alternative alloggiative.
La liberalizzazione dei canoni ha portato al risultato che la stragrande maggioranza degli sfratti avviene per morosità; le cartolarizzazioni hanno costretto le famiglie all'acquisto, peggiorando le proprie condizioni di vita con il ricorso a mutui onerosi, mentre coloro che non possono pagare sono sottoposti a sfratto.
Per tali motivi chiediamo al Governo di predisporre, unitamente alle regioni, ai comuni e ai sindacati inquilini un piano nazionale, dotato di congrue risorse finanziarie, che punti ad aumentare l'offerta di immobili in locazione a canone sociale e a canone contenuto. In vista di tale programma, chiediamo, inoltre, l'applicazione di un'immediata moratoria degli sfratti.
Sia chiaro che comunque tale moratoria non è sufficiente, perché il diritto costituzionale alla casa non si soddisfa soltanto con la moratoria e con la proroga degli sfratti. Le famiglie sotto sfratto non chiedono proroghe, bensì una casa dove abitare in maniera dignitosa, pagando un canone sostenibile.
Signor ministro, vorrei porre un'ultima domanda non demagogica, perché riguarda drammi quotidiani. Questo Governo considera civile lo sfratto di un ottantenne o di un portatore di handicap gravissimo, con un reddito di 500 euro al mese, senza prevedere il trasferimento da casa a casa?


