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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, colleghi, questa è l'occasione perché il Parlamento sia messo al corrente delle seguenti considerazioni: stiamo parlando dell'estensione dello Spazio economico europeo in rapporto all'allargamento dell'Unione europea ma, nel frattempo, la stessa Unione europea sta già ponendo in essere alcuni piani di vicinato bilaterali con i paesi confinanti (anche attraverso un già previsto strumento finanziario) al fine di allargare l'area di collaborazione. In altre parole, si sta procedendo verso lo slogan di Romano Prodi: condividere con i vicini tutto, tranne le istituzioni.
Mi domando se non sarebbe bene affrontare in Parlamento la discussione sugli effetti economici che tali piani di vicinato potrebbero arrecare al sistema Italia, se i medesimi rappresentino un elemento di stimolo per la nostra economia così in difficoltà, ai fini anche di una considerazione diversa dell'Europa. Oggi si manifestano posizioni molto avare nei confronti dell'Unione europea, ma si tratta di provvedimenti in positivo che varrebbe la pena conoscere.
Nel preannunziare il voto favorevole sul disegno di legge di ratifica di un Accordo sottoscritto ben due anni fa (è del 3 luglio 2003), vorrei rivolgere un appello al Governo, affinché nel corso di un dibattito che cercheremo di attivare attraverso gli strumenti parlamentari a nostra disposizione, si faccia il punto sui rapporti tra l'Unione europea ed i paesi vicini, tema che, probabilmente, oggi è il fulcro della risoluzione di molti problemi economici e sociali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.
LAURA CIMA. Signor Presidente, preannunzio il convinto voto favorevole dei Verdi sul disegno di legge di ratifica in esame concernente l'allargamento dello Spazio economico europeo, pur lamentando il fatto che sia intervenuto con un ritardo di due anni.
Credo che l'intervento di ieri del ministro Siniscalco al Senato e dei colleghi intervenuti successivamente abbia messo in rilievo la difficoltà economica italiana. Mi associo, pertanto, alle considerazioni svolte dal collega Spini, intervenuto precedentemente, auspicando che il Governo venga a riferire in aula in ordine all'opportunità di atti internazionali che possano aiutare l'Italia a fronteggiare le sue difficoltà e alle modalità del suo intervento.
Ritengo che l'articolo 2 del disegno di legge di ratifica sia molto importante, perché introduce il cosiddetto Protocollo 38-bis, che prevede (la Repubblica di Islanda, il Principato del Liechtenstein ed il Regno di Norvegia trarranno indubbiamente vantaggio dall'ampliamento territoriale) l'aumento del contributo corrisposto per la riduzione degli squilibri economici e sociali dello Spazio economico europeo e che i progetti conseguenti - anche in tal caso vorrei sollecitare il Ministero dell'ambiente - dovranno riguardare la tutela ambientale, lo sviluppo sostenibile ed anche i beni culturali per la conservazione del patrimonio culturale e architettonico, oltre che la scuola, la sanità, la partecipazione democratica e la ricerca.
Credo che il Ministero dell'ambiente e il Ministero dei beni culturali debbano attivarsi rapidamente per valutare se vi siano le condizioni per presentare alcuni progetti al riguardo e se abbiamo la competenza e la capacità per farlo.
In conclusione dichiaro il convinto voto favorevole dei Verdi sul disegno di legge di ratifica in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanni Bianchi. Ne ha facoltà.
GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, si tratta di un disegno di legge di ratifica concernente la partecipazione allo Spazio economico europeo di nuovi Stati (la Repubblica Ceca, la Repubblica di Estonia, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Lituania, la Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Malta, la Repubblica di Polonia, la Repubblica di Slovenia e la Repubblica Slovacca), per così dire, dovuto, oltretutto di durata illimitata.
Vorrei brevemente intervenire in ordine alla questione affrontata dai colleghi che mi hanno preceduto ed esaminata molto bene dalla relatrice Paoletti Tangheroni.
Preannuncio un atteggiamento favorevole anche da parte del gruppo al quale appartengo, con la sottolineatura già svolta che riguarda i paesi dell'EFTA, tranne la Svizzera, che si è esclusa attraverso un referendum che in Europa sorprese soprattutto perché, mentre i poteri forti - a partire dalle banche - erano favorevoli, fu la Svizzera contadina a reagire in termini antieuropei.
Una ragione in più per lavorare nel senso di gettare ponti nei paesi che contornano l'Unione europea, lavorando in termini di acquisizione di fondi e secondo quelle specificazioni, che giungono fino all'istruzione, alla partecipazione democratica, alla sanità, su progetti così finanziati.
Per tutte queste ragioni, ritengo sussistano buoni ed evidenti motivi per esprimere un voto favorevole sul provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Landi di Chiavenna. Ne ha facoltà.
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, anche il gruppo di Alleanza nazionale ritiene che questo provvedimento di ratifica ed esecuzione costituisca un passaggio importante, in quanto si annettono all'interno dello Spazio economico europeo paesi con i quali l'Italia può aprire un fronte di dialogo e di collaborazione di carattere economico e produttivo in un momento in cui il nostro paese ha necessità di aprire nuove frontiere e nuove aree di dialogo sulle materie di carattere economico.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Dunque, siamo di fronte ad un mercato che si sta aprendo anche a questi nuovi soggetti politici, che rappresentano economie importanti, che possono trovare spazio di dialogo comune nelle attività economiche. Ovviamente, è necessario che tali relazioni economiche non sviliscano le attività e le produzioni italiane. Dipenderà quindi molto anche dal Governo italiano sviluppare queste sinergie, monitorando molto bene la situazione produttiva economica nazionale.
Si tratta di un passo in avanti verso una più ampia comunitarizzazione di tutti i paesi aderenti; evidentemente, come tutti gli allargamenti e gli sviluppi di carattere economico, in una situazione di recessione complessiva, occorrerà porre molta attenzione affinché vi sia il rispetto delle regole comuni di trasparenza di tutti i paesi sviluppati sul piano economico e industriale, al fine di non destabilizzare i quadri economici di paesi che hanno costruito l'Europa, che vogliono restare in Europa, ma che vogliono anche esprimere la propria forte posizione di autonomia e di indipendenza, nel cui ambito rientra anche la primazia dell'economia italiana.


