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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge Cima e Bulgarelli; Russo Spena; Turco ed altri; Diliberto ed altri; Mantini e Maccanico; Cè ed altri; Mascia ed altri; D'Alia; Realacci ed altri; Sinisi ed altri; Ruzzante ed altri: Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di cittadinanza (204-974-1463-4327-4388-4396-4492-4562-4678-4722-4966).
Ricordo che nella seduta di ieri si è conclusa la discussione sulle linee generali.
DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, il Governo, in sede di Comitato dei nove, ha preannunziato la richiesta di rinvio in Commissione del provvedimento. Nel riferire questa esigenza manifestata dal Governo (credo che il Sottosegretario Saponara possa in questa sede rappresentare questa necessità), mi rimetto all'Assemblea per le determinazioni del caso.
PRESIDENTE. Quale è la posizione del Governo al riguardo?
MICHELE SAPONARA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, come preannunziato questa mattina in sede di Comitato dei nove e come rappresentato dal presidente Bruno, il Governo chiede che il testo unificato in materia di cittadinanza sia rinviato in Commissione, al fine di consentire a tutti i gruppi politici di approfondire più compiutamente le rispettive posizioni e di procedere ad una più completa istruttoria legislativa.
Si tratta, infatti, di un tema di particolare rilievo che, a mio avviso, merita un ulteriore approfondimento e, quindi, il rinvio del testo unificato in Commissione.
CARLO LEONI. Chiedo di parlare contro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO LEONI. Signor Presidente, in realtà l'Assemblea è nelle condizioni di esaminare questo provvedimento (vi è un testo unificato, gli emendamenti sono stati presentati) e non vi è alcuna ragione, che non riguardi semplicemente dissensi interni alla maggioranza di Governo, che possa motivare il rinvio in Commissione.
Tutti noi sappiamo cosa significhi in realtà il rinvio in Commissione dopo mesi nei quali la Commissione ha esaminato - a dire il vero un po' «al rallentatore», a causa dei soliti problemi politici - un tema così rilevante. Tale rinvio significa insabbiare anche questo provvedimento, atteso da moltissime persone e sollecitato anche da forze politiche della maggioranza. Dunque, anche quello sulla cittadinanza potrebbe subire la sorte dei provvedimenti in materia di libertà religiosa, di diritto d'asilo, di diritto di voto per i cittadini immigrati, proposto dall'onorevole Fini e mai seguito dalla sua maggioranza e, forse, neanche dal suo partito.
Ciò vuol dire che questa maggioranza di centrodestra non è in grado di indicare una prospettiva di lungo respiro sui problemi dell'accoglienza, del governo della multiculturalità e dell'incontro tra culture e persone diverse per tradizione e fede
religiosa. Né è in grado di prospettare un futuro rigoroso, nuovo e moderno in tema di cittadinanza.
La maggioranza di centrodestra resta solo attaccata alla legge Bossi-Fini, che ormai è fallita. Nei giorni scorsi, il ministro Pisanu ha affermato che, in alcune regioni, il 50 per cento dei reati sarebbe commesso da immigrati clandestini. Credo poco in queste statistiche ma, se fossero vere, dimostrerebbero proprio il fallimento di quella legge e di tutti i proclami propagandistici, secondo i quali con Berlusconi al Governo non vi sarebbe più stata immigrazione clandestina né criminalità nel nostro paese.
È falso e cieco seguire una linea repressiva, soprattutto quando non si ha la forza politica e culturale di prospettare un futuro consistente nel diritto di voto, nella libertà religiosa, nel diritto d'asilo e in nuove regole sulla cittadinanza.
Approvare il rinvio in Commissione significa affossare anche questo provvedimento così importante. Per tale motivo i gruppi di opposizione esprimeranno un voto contrario su tale proposta di rinvio (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Unione).
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Chiedo di parlare a favore.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAN PAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, ritengo che il rinvio in Commissione del provvedimento in esame sia opportuno in quanto, aldilà ed oltre l'importanza del testo, credo sia necessario un ulteriore momento di riflessione. Occorre infatti approvare un provvedimento largamente condiviso sia dalla maggioranza sia dall'opposizione.
Stiamo parlando di un testo particolarmente importante e delicato, che coinvolge le politiche di integrazione della comunità extracomunitaria. Dunque, bisogna affrontare con grande intelligenza, con grande cautela, ma anche con doverosa riflessione, temi che potrebbero lacerare il tessuto sociale italiano se questa normativa non fosse ampiamente metabolizzata ed inquadrata in un provvedimento che salvaguardi gli interessi ed i diritti dei cittadini italiani, valorizzando la comunità extracomunitaria presente sul territorio.
Come i colleghi sanno, sono stati presentati diversi emendamenti sia da parte della maggioranza sia da parte dell'opposizione. Nei mesi scorsi si è svolto un ampio dibattito politico; il Governo, coerentemente, ha voluto seguire questo provvedimento con particolare intelligenza e interesse. Ora è necessaria una ulteriore revisione di carattere politico delle questioni emerse anche a seguito della presentazione degli emendamenti.
Io stesso, a nome del gruppo di Alleanza nazionale, ho presentato alcuni emendamenti che riguardano anche la figura dell'apolide e del rifugiato politico, per creare una norma omogenea che eviti una sperequazione di trattamento tra l'extracomunitario, l'apolide e il rifugiato politico.
Quindi, anche a seguito del nuovo impianto del testo, così come si presume verrà modificato dall'approvazione delle proposte emendative, è necessaria un'ulteriore valutazione politica da parte delle forze della maggioranza che spero possa incontrare anche il consenso dell'opposizione.
Pertanto, ritengo opportuno e doveroso il rinvio in Commissione, senza che questo implichi l'affossamento della legge. Tuttavia, per evitare altri errori, come nel caso di provvedimenti magari votati (o non votati) forzatamente a causa di pregiudizi di carattere ideologico, l'auspicio della maggioranza è quello di introdurre ulteriori elementi di riflessione per giungere ad una maggiore condivisione sul testo unitario.
Con tale condivisione, si auspica che il testo torni all'esame dell'Assemblea incontrando un'ampia convergenza di vedute, onde esprimere un voto che dia valore aggiunto alle politiche dell'immigrazione e dell'integrazione.
Per tali motivi, la maggioranza esprimerà voto favorevole al rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione elettronica, senza registrazione di nomi, sulla proposta di rinvio in Commissione del testo unificato delle proposte di legge n. 204 ed abbinate.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 407
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato sì 212
Hanno votato no 195).
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