Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 623 del 10/5/2005
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Si riprende la discussione.

(Ripresa esame questione pregiudiziale - A.C. 5827)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.

SESA AMICI. Signor Presidente, intervengo a sostegno delle motivazioni testè illustrate dal collega Zaccaria.
Siamo in presenza di un disegno di legge di conversione trasmesso dal Senato e contenente una serie di materie profondamente eterogenee rispetto al nucleo originario, riguardante il ciclo della competitività. Ai 16 articoli iniziali ne sono stati aggiunti ben altri 20 nonché numerose disposizioni prive di unicità di contenuto, come ad esempio la riforma del codice di procedura civile, le disposizioni in tema di scioglimento degli effetti civili del matrimonio, le norme in materia di semplificazione amministrativa, peraltro già contenute in un disegno di legge all'esame presso la Commissione competente alla Camera e in un disegno di legge di semplificazione all'esame dell'Assemblea del Senato.
L'intervento normativo in esame è da ritenersi profondamente in contrasto con un corretto utilizzo delle fonti, in violazione dell'articolo 15, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Come ricordava l'onorevole Zaccaria, ritengo che la violazione delle regole da noi stessi fissate sia fortemente lesiva di una funzione propria del Parlamento, ovvero il potere di legiferare spettante ad entrambe le Camere, secondo un proprio elemento di specificità. Tale elemento viene oggi messo fortemente in discussione dal fatto che siamo di fronte ad una questione che può effettivamente essere definita come un «corto circuito del rispetto delle regole». Non è tanto in discussione la legittimità di un decreto-legge; tuttavia, quando questo comporta una forte eterogeneità di materia, unitamente all'impossibilità concreta da parte del Parlamento di esercitare la propria funzione legislativa, si mette fortemente in discussione un preciso equilibrio di poteri, con l'ulteriore aggravante, non solo normativa, ma anche politica, di impedire con il ricorso al voto di fiducia una discussione di merito e di approfondimento da parte delle stesse aule parlamentari.
La rottura degli equilibri e delle regole testimonia la volontà da parte dell'Assemblea di un momento di riflessione vera, perché quando le regole esistono è bene non solo che esse siano rispettate, ma che l'efficacia dell'azione di Governo si determini proprio attraverso il loro rispetto. Da troppo tempo assistiamo in quest'aula alla distorsione della funzione legislativa da parte del Governo, che interviene con norme di decretazione d'urgenza non rispettose neppure dei criteri di delega contenuti nell'articolo 76 della Costituzione.
Di fronte a tutto questo, le motivazioni a sostegno dell'argomentazione molto ricca e puntuale dell'onorevole Zaccaria spingono anche il gruppo dei Democratici di sinistra a sostenere le ragioni per esprimere un voto favorevole sulla questione pregiudiziale in esame (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Verdi-l'Unione).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, essendo cofirmatario della questione pregiudiziale di costituzionalità a prima firma dell'onorevole Zaccaria, sottoscritta anche dagli onorevoli Boccia e Sgobio, mi limiterò a brevissime considerazioni, anche perché condivido pienamente gli interventi svolti dagli onorevoli Zaccaria e Amici a sostegno della stessa.
Siamo di fronte alla palese violazione di almeno tre articoli della Costituzione (gli articoli 77, 76 e 72); inoltre, questo provvedimento, così come modificato dal Senato, è in totale rotta di collisione anche con le disposizioni della legge n. 400 del 1988, relativa alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che, pur essendo una legge ordinaria, resta di attuazione costituzionale,


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essendo la stessa Costituzione che rinvia alla legge ordinaria per quanto riguarda le materie attinenti alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Ritengo che l'onorevole Zaccaria abbia fatto bene a sottolineare che siamo di fronte ad un vero e proprio aggiramento non solo delle previsioni costituzionali in materia di decretazione d'urgenza e di leggi delega, ma anche delle competenze costituzionali che fanno capo al Presidente del Repubblica. Quindi, è giusto ricordare ancora una volta il solenne monito che lo stesso Presidente della Repubblica Ciampi ha inviato alle Camere in occasione del rinvio alle stesse Camere del decreto-legge n. 4 del 2002.
Allora, poco più di due anni fa, il Presidente della Repubblica parlò di stravolgimento dell'istituto del decreto-legge e affermò la necessità che il Governo non soltanto segua criteri rigorosi nella predisposizione dei decreti-legge ma vigili successivamente, nell'esame della fase parlamentare, allo scopo di evitare che il testo originario venga trasformato fino a diventare non più rispondente ai presupposti costituzionali e ordinamentali. Queste sono state le motivazioni con cui il Presidente Ciampi rinviò alle Camere il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 4 del 2002, e tali motivazioni sono esattamente riferibili al caso al nostro esame, con qualcosa in più, che il collega Zaccaria bene ha fatto ad evidenziare, vale a dire il fatto che qualche giorno fa il Governo ha posto al Senato la questione di fiducia su un maxiemendamento, espropriando l'Assemblea del Senato - maggioranza ed opposizione - del diritto-dovere di intervenire nel corso dell'esame parlamentare del decreto-legge, e che oggi si profila una nuova questione di fiducia sullo stesso disegno di legge di conversione ma su un testo diverso da quello su cui è stata espressa la fiducia dalla maggioranza del Senato solo pochi giorni fa.
Ciò che sta avvenendo è semplicemente allucinante dal punto di vista costituzionale ed istituzionale. Capisco che si tratti di un Governo ormai in stato confusionale; di un Governo il cui ministro della giustizia dichiara di non leggere quanto proposto dallo stesso Governo e dalla stessa maggioranza in sede di esame parlamentare; di un Governo che istituisce ministri o ne muta le competenze a seconda dei risultati elettorali e non dei propri compiti istituzionali. Posso capire che un Governo in stato confusionale, che riceve mazzate giorno dopo giorno dall'espressione della sovranità popolare, arrivi a questo livello di confusione costituzionale ed istituzionale. Lo posso capire, ma non lo accetto, e si vi fosse un sussulto di dignità e di credibilità anche da parte della stessa maggioranza, neppure quest'ultima dovrebbe accettare di essere militarizzata, come lo sarà fra breve, con la posizione della questione di fiducia su un testo, ripeto, diverso da quello su cui la stessa maggioranza ha espresso la fiducia pochi giorni fa al Senato.
Per tali motivi, raccomando l'approvazione della questione pregiudiziale in esame, illustrata dal collega Zaccaria e sostenuta, oltre che da me, dalla collega Amici (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Unione e Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, il gruppo di Rifondazione comunista voterà in modo convinto a favore della questione pregiudiziale in esame. Mi limito a sottolineare brevemente lo spessore di tale pregiudiziale, sul piano giuridico e sul piano regolamentare, riprendendo le motivazioni addotte con ricchezza di argomenti dal collega Zaccaria e i giudizi, che condivido, espressi dalla collega Amici e dal collega Boato.
Ci troviamo di fronte a una questione molto importante, che, al pari dei colleghi che mi hanno preceduto, mi permetto di segnalare alla Presidenza della Camera, affinché se ne discuta seriamente. Occorre infatti una determinazione democratica, uno scatto di volontà per non lasciarsi


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impantanare in un lassismo burocratico. Si tratta infatti di temi che riguardano il rapporto tra il Governo e il Parlamento e soprattutto il ruolo e la funzione di quest'ultimo. Essi riguardano il rapporto tra il Governo e il Parlamento, e le stesse prerogative del Presidente della Repubblica e del Presidente della Camera, in quanto ci troviamo di fronte non soltanto al solito decreto pasticciato e confuso, che in nome di una competitività che non trova riscontro nei contenuti affastella vari argomenti, l'uno all'altro sommandoli; ma ci troviamo altresì di fronte a un decreto che muta completamente aspetto, come ha correttamente osservato la collega Amici, nel passaggio dall'uno all'altro ramo del Parlamento, cambiando dunque natura.
Tra l'altro, con l'apposizione della questione di fiducia al Senato - tra poco lo stesso avverrà, vergognosamente, anche alla Camera - avremo un decreto omnibus che è mutato per più della metà nel passaggio tra Senato e Camera e che dovrà essere approvato con tre votazioni di fiducia. Questo è il grande tema che mi permetto di segnalare alla Presidenza.
Concludo ricordando quanto ha già ben chiarito il collega Zaccaria; credo che tutto ciò equivalga a delegare al Governo - in maniera assoluta - la funzione legislativa, sottraendola completamente al Parlamento e ciò in contrasto sia con l'articolo 70 della Costituzione, sia con gli stessi ripetuti richiami del Capo dello Stato, volti a salvaguardare la funzione legislativa che i due rami del Parlamento devono esercitare collettivamente.
È questo lo spessore del tema che stiamo sollevando: non è una semplice questione pregiudiziale, ma un problema importante, relativo agli assetti dei poteri costituzionali.
Vorrei, infine, ringraziare il collega Zaccaria per la sua ottima illustrazione di queste tematiche.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Antonio Leone. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, dichiaro la contrarietà del gruppo di Forza Italia all'ennesima questione pregiudiziale proposta dalle opposizioni, che presenta la consueta caratteristica della strumentalizzazione, legata a presunte violazioni di natura costituzionale.
Credo sia necessario risalire nel tempo per comprendere la storia di quello che oggi viene definito, un po' impropriamente, un provvedimento omnibus. Tutti ricorderanno in quest'aula che l'invenzione di questo tipo di strumenti non può essere certo attribuita al centrodestra, ma risale alla scorsa legislatura e ai provvedimenti assunti in quel periodo dai Governi di centrosinistra.
Il legame con l'urgenza di un provvedimento di tale natura, normalmente, non si desume soltanto dal suo contenuto, o da parte di esso (sia essa prevalente o meno). Sommando le disposizioni presenti nel provvedimento in esame, attesissimo non solo dalla maggioranza, ma anche dalle opposizioni, si individuano delle norme, auspicate dal paese e dal Parlamento, che registrano però una contrapposizione nel nostro bicameralismo imperfetto, dovuta ai paletti che possono essere introdotti in un ramo del Parlamento ed esclusi nell'altro.
Dobbiamo anzitutto chiederci, allora, cosa accada su certi provvedimenti quando il Senato non solleva delle questioni, che, invece, vengono sollevate alla Camera dei deputati. Evidentemente lo scollamento dovuto ad un diverso sistema regolamentare, ad una diversa visione presente nei due rami del Parlamento, deve indurci ad una riflessione (non solo regolamentare, ma anche di merito), per far sì che non si verifichi ciò che, al riguardo, paventava giustamente il collega Zaccaria. Egli, in relazione ad un provvedimento di tale natura, ha rilevato che non è possibile essere passivi rispetto alle decisioni di uno dei due rami del Parlamento (nel caso in questione, il Senato).
È indubbia l'esistenza di un problema di fondo, legato alla diversità di regolamenti, di interpretazione e di visione su tali provvedimenti. Non credo, però, si possa collegarlo ad una sorta di incostituzionalità «necessitata», sollevata alla


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Camera, ma non al Senato (dove non si tenta neanche di farlo). Evidentemente c'è qualcosa che non quadra.
Da questo non possiamo però dedurre l'incostituzionalità dell'intero provvedimento, il quale sicuramente è in linea con i dettami anche del messaggio del Presidente della Repubblica e delle norme richiamate nella stessa questione pregiudiziale di costituzionalità presentata.
Se la presentazione in Parlamento - nel caso di specie, alla Camera - di questioni pregiudiziali per motivi di costituzionalità è legata alla solita strumentalizzazione per tentare di bloccare il provvedimento, noi non accettiamo un tale atteggiamento da parte dell'opposizione e, anzi, lo poniamo in rilievo sul piano politico prima ancora che su quello regolamentare.
È vero che i problemi vi sono, ma è anche vero che essi sono legati alle considerazioni svolte da parte dei proponenti tra le righe della questione pregiudiziale; tali problemi non vanno risolti con una votazione legata alla costituzionalità o meno del provvedimento, ma svolgendo una riflessione seria sui rapporti tra Senato e Camera, sui regolamenti parlamentari, sulle modifiche da effettuare per evitare di trovarci di nuovo in questa sede a sollevare...

PRESIDENTE. Onorevole Leone...

ANTONIO LEONE. ...problemi su cose che non esistono.
Presidente, concludendo, dichiaro, anche a nome degli altri gruppi della maggioranza, il voto contrario sulla questione pregiudiziale presentata dai colleghi Zaccaria, Boato, Boccia e Sgobio.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 12,35)

PRESIDENTE. Saluto gli studenti del liceo scientifico di San Cipriano di Aversa, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Alberto Giorgetti. Ne ha facoltà.

ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto contrario di Alleanza nazionale sulla questione pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'opposizione, per una serie di motivi, già in parte illustrati dall'onorevole Antonio Leone e che ci trovano in pieno accordo, ma anche per sottolineare l'aspetto politico e l'importanza del provvedimento al nostro esame, nonché le evidenti contraddizioni di una opposizione che, mentre fuori dalle sedi del Parlamento continua a dichiarare in ogni occasione la necessità ed urgenza di adottare provvedimenti per il rilancio dell'economia, il sostegno allo sviluppo e contro la burocratizzazione, di fronte ad un testo così importante e denso di norme e di interventi che consentiranno alla nostra economia di avere uno slancio sicuramente importante e positivo nei prossimi giorni e mesi, presenta invece una questione pregiudiziale addirittura di costituzionalità eccependo l'inesistenza, dal punto di vista costituzionale, dei requisiti di necessità e di urgenza relativamente allo strumento normativo adottato dal Governo.
Riteniamo tale iniziativa molto grave dal punto di vista politico; si può discutere nella dialettica maggioranza-opposizione sulla bontà dei provvedimenti adottati complessivamente in questo testo e sul lavoro svolto in Parlamento; il ricorso allo strumento della questione pregiudiziale mostra però un evidente intento di natura ostruzionistica che intende porre in grave difficoltà il Governo a prescindere dalla condizione più generale dei conti del paese.
Rigettiamo questo tipo di iniziativa, cui contrapponiamo anzi l'iniziativa normativa il cui contenuto abbiamo contribuito a migliorare sia al Senato che alla Camera, dove, grazie al contributo degli onorevoli Garnero Santanché e Saia, il testo è stato complessivamente migliorato in modo significativo, andando a rispondere alle esigenze delle imprese, le quali lo aspettano


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con grande attenzione, avvertendo la necessità dell'avvio di una nuova fase di sostegno nei loro confronti proprio attraverso l'approvazione del provvedimento in esame.
Rigettiamo, quindi, questo tipo di logica e ribadiamo il nostro voto fermamente contrario su questa pregiudiziale di costituzionalità.

PRESIDENTE. Saluto i rappresentanti dell'Università della terza età di San Michele al Tagliamento, che stanno assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi).

MASSIMO POLLEDRI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, tutti abbiamo avuto notizia della malattia che ha recentemente colpito il presidente Castagnetti. A questo riguardo, desidero, a nome dei parlamentari del gruppo della Lega Nord, rivolgere al collega Castagnetti un augurio di pronta guarigione e di un pronto ritorno all'affetto dei suoi cari (Generali applausi).

PRESIDENTE. Caro onorevole Polledri, sono contento perché il collega Castagnetti ha realizzato un miracolo: è riuscito a farla applaudire da tutta l'Assemblea, dalla destra e dalla sinistra, e questo perché lei ha interpretato un sentimento comune a tutti noi verso l'onorevole Castagnetti, il quale è un autorevolissimo esponente del nostro Parlamento. Quello che sappiamo circa i problemi di salute del collega Castagnetti è rassicurante: speriamo quindi di rivederlo presto qui (Generali applausi, ai quali si associano i membri del Governo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, al pari di quanto già detto dai colleghi dei gruppi della maggioranza anch'io faccio fatica a comprendere la ragione di questa pregiudiziale di costituzionalità presentata sull'importante provvedimento al nostro esame.
Ricordo che il decreto-legge che ci apprestiamo a convertire in legge concerne i primi interventi che si possono effettuare da subito; interventi che non richiedono, perlomeno nella fase iniziale, il sostenimento di spese consistenti. Il provvedimento in esame traccia una via senz'altro importante nella direzione di affrontare finalmente da parte del Parlamento un problema fondamentale per la sopravvivenza del nostro paese, vale a dire quello della competitività. Se i colleghi del centrosinistra avessero voluto entrare nel merito del problema in questione o avessero presentato delle proposte alternative o aggiuntive o comunque costruttive, allora potrei anche capire la ragione della presentazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità su questo provvedimento; ma se si considera che quello al nostro esame è un provvedimento che ricalca tantissimi altri provvedimenti adottati negli anni passati che non avevano nulla di incostituzionale, allora tutto ciò pone in luce sola una cosa - e dico ciò con grande dispiacere - vale a dire il modo di considerare i problemi reali del nostro paese da parte dei colleghi del centrosinistra. Con questa pregiudiziale di costituzionalità si dimostra, una volta di più, che l'importante non è risolvere i problemi, ma esclusivamente mettere in difficoltà la maggioranza che sta cercando appunto di risolvere questi problemi.
Ricordo che quanto viene considerato con questo decreto-legge, e quanto sarà previsto successivamente, riguarda problemi che non ha certo creato l'attuale maggioranza al Governo, la quale anzi, nel corso di questi anni, ha risolto molti dei problemi di economia industriale ereditati dai Governi precedenti. Mi riferisco, in particolare, ai risultati troppo spesso dimenticati e mai posti in rilievo nelle sedi opportune. Tra questi, vale la pena di ricordare che in questo momento il nostro paese presenta il più basso tasso di disoccupazione registratosi negli ultimi trent'anni, un tasso di disoccupazione più


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basso sia di quello della Francia sia di quello della Germania. L'Italia sta facendo registrare un tasso di sviluppo certamente molto basso ma, se si considera la pesantezza strutturale della nostra economia, questo tasso è da valutarsi comunque come un dato positivo.
Con questo provvedimento si sta finalmente cercando di mettere mano, per risolverli anche strutturalmente, su altri problemi; mi riferisco agli interventi che si vogliono effettuare per far sì che le nostre aziende raggiungano standard di competitività adeguati tali da permettere loro di competere con le industrie degli altri paesi europei e con il resto del mondo.
In una situazione siffatta, ci si aspetterebbe di vedere una grande collaborazione da parte di tutti e non la volontà di bloccare ciò che con grande fatica si sta facendo.
La sinistra va in televisione a dire che l'anno prossimo vincerà (si stanno già dividendo i ministeri), ma non mi pare che si stia preoccupando molto di mettere a punto un programma per il rilancio del nostro paese anche dal punto di vista economico ed industriale. Tutto quello che possiamo rilevare oggi è che gran parte dei problemi che dobbiamo affrontare sono quelli che proprio l'impostazione del centrosinistra degli anni scorsi ha provocato. È di questi giorni, ma ne abbiamo già parlato moltissime altre volte, il problema della FIAT - azienda abbondantemente foraggiata, negli anni scorsi, da voi e che, ancora oggi, qualcuno di voi vorrebbe addirittura nazionalizzare -, la quale, nel 2004, ha raggiunto il triste primato di avere costruito più auto ...

PRESIDENTE. Onorevole Dario Galli...

DARIO GALLI. ... all'estero che in Italia!
Nell'annunciare il voto contrario del nostro movimento sulla questione pregiudiziale presentata, ricordo ai colleghi del centrosinistra che se davvero vogliono bene al paese, come dicono, il loro comportamento dovrebbe essere ben altro.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla questione pregiudiziale Zaccaria ed altri n. 1.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 450
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 260).

Prendo atto che gli onorevoli Blasi, Cosentino e Cesaro non sono riusciti a votare.

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