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B)
giustificazione, del cosiddetto «scambio intermodale», che pretende il risibile scambio di vettore fra stazioni distanti centinaia di chilometri (esempio: Napoli/Vallo, Salerno/Sapri ed altri) e non invece tra stazioni distanti centinaia di secondi di metropolitana l'una dall'altra (esempio: Napoli Piazza Garibaldi, Napoli Mergellina, Napoli Campi flegrei);
la vasta zona a sud della provincia di Salerno (da Sapri fino ad Agropoli/Paestum) merita specifica attenzione quanto alla necessità di adeguati collegamenti ferroviari ed alla problematica dei servizi di manutenzione e sicurezza delle infrastrutture;
in relazione a questi ultimi deve fugarsi ogni dubbio sull'insediamento dell'istituendo cantiere meccanizzato armamento in Sapri e non altrove, anche in ragione, per la sua oggettiva centralità fra Campania, Calabria e potentino tirrenico, del definitivo recupero del ruolo del medesimo centro di Sapri nell'ambito ferroviario dell'intera rete tirrenica meridionale;
quanto alla necessità di adeguati collegamenti deve evidenziarsi che:
a) non è più rinviabile il potenziamento delle fermate (sia nel periodo invernale che, per noti motivi di flusso turistico, in quello estivo) di treni Eurostar ed Intercity, con appropriata ed equa ripartizione delle fermate tra tutte le stazioni del cilento (da Sapri in poi, ovvero Pisciotta/Palinuro, Ascea, Vallo della Lucania, città a tutt'oggi sfornita anche di una sola fermata di treno Eurostar, ed Agropoli/Paestum), tenuto conto della numerosità di treni Eurostar 9371/9372, 9373/9374, 9375/9376 e 9377/9378, che non effettuano fermata alcuna in tali ultime citate stazioni ferroviarie;
b) è inconcepibile che esistano ancora convogli Eurostar e Intercity (ad esempio, Intercity 731/732, 725/724 ed altri), che, dopo la stazione di Paola, transitano per l'intero cilento, senza effettuare fermata alcuna, effettuando la prima sosta passeggeri utile solo a Salerno (e, a volte, raddoppiando e triplicando successivamente le fermate tra centri ferroviari certamente più vicini tra loro);
c) va denunciato e sconfitto l'incomprensibile metodo, spesso addotto a
è non più giustificabile il trattamento discriminatorio di tutta l'anzidetta zona sud dell'estesa provincia di Salerno in tema di trasporti ferroviari, specie al confronto di quanto avviene in altre regioni, come la Calabria, ove si diminuiscono o eliminano le corse dei treni regionali ed interregionali, ma si aumentano furbescamente a dismisura le fermate di tutti quasi i treni Eurostar ed Intercity, che, in loco, si trasformano, di fatto, in più comodi e veloci treni locali (con la benedizione di ogni teoria del cosiddetto «scambio intermodale»);
è emblematica, ad ulteriore riprova del dimenticatoio in cui è caduta l'intera zona in oggetto e, quindi, il cilento, la circostanza che non sarebbe stata prevista la percorrenza fino a Sapri dei 19 treni cosiddetti Minuetto (la cui utilizzazione terminerebbe a Salerno), moderni convogli acquistati dalla regione Campania e dotati di molteplici comfort e innovazioni (prese computer e telefonini, sedili agronomici; telecamere sorveglianza, compartimenti salotto; segnalatori di emergenza ed altro);
appaiono, pertanto, necessari adeguati interventi di impulso del Ministro interrogato, considerato che la cosiddetta privatizzazione (secondo i più solo «presunta») della Ferrovie dello Stato spa non può, sia per gli oneri ancora oggi a carico del pubblico erario che per i molteplici innegabili aspetti sociali, legittimare lo svincolo del servizio ferroviario dalla dovuta logica di assicurare in ogni parte del territorio nazionale un adeguato servizio pubblico -:
quali iniziative si intendano adottare presso Ferrovie dello Stato spa in merito alla situazione esposta in premessa.
(3-03989)
(15 dicembre 2004)