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La seduta, sospesa alle 15,10, è ripresa alle 15,30.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciro Alfano 1.22, limitatamente alla parte ammissibile, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 277
Votanti 276
Astenuti 1
Maggioranza 139
Hanno votato sì 121
Hanno votato no 155
Sono in missione 81 deputati).
Prendo atto che l'onorevole Polledri non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Molinari 1.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, affrontiamo oggi la discussione degli emendamenti riguardanti un provvedimento molto importante e complesso, relativo al futuro del nostro sistema carcerario.
Noi tutti siamo a conoscenza della difficile situazione del nostro sistema penitenziario, piagato dal sovraffollamento e da altri problemi di vivibilità e compatibilità costituzionale rispetto al contenuto dell'articolo 29 della Costituzione, che prospetta di certo un futuro non facile. Chi si confronta con i problemi concernenti la vita carceraria sa quanto difficile sia il governo del carcere, sia che interessi il detenuto, sia che riguardi coloro che per lavoro sono impegnati ad assolvere funzioni fondamentali (come i direttori, la polizia penitenziaria, gli assistenti sociali e i medici).
La proposta di legge all'esame dell'Assemblea, che mira a conferire al personale dirigente e direttivo penitenziario un'autonoma collocazione professionale, consiste pertanto nel riconoscimento di una specifica carriera di livello dirigenziale penitenziario, rientrante nella specialità dei rapporti di diritto pubblico e quindi sottratta alla disciplina contrattuale del comparto dei ministeri. Certo, non è il migliore dei provvedimenti possibili; anzi, si poteva fare di più e meglio, anche in relazione alle osservazioni provenienti dagli operatori e dalla stessa opposizione. Vedo che alcuni dei temi da noi proposti sono oggetto di proposte emendative presentate dalla collega Mazzoni. Mi auguro vi sia la possibilità di migliorare il testo del provvedimento al nostro esame, e d'altronde questo è proprio l'obiettivo dell'emendamento in esame.
La proposta di legge in esame opera un'ingiusta esclusione nei confronti del personale direttivo e dirigenziale della giustizia minorile, non essendo previsto nulla a favore di tale categoria. L'effetto concreto di questa disparità di trattamento negherebbe il ruolo, nonché il valore istituzionale e sociale della giustizia minorile, svilendo ulteriormente le professionalità che operano in tale settore. Nella sua attuale formulazione, la proposta di legge in esame provocherebbe una disparità di trattamento economico e giuridico tra il direttore di un istituto penitenziario per adulti ed un suo collega direttore di un
istituto per minori: il primo sarebbe un dirigente, il secondo solo un funzionario.
Il nostro emendamento mira a colmare questo vuoto. Sappiamo tutti che la giustizia minorile versa in una situazione molto difficile; in determinate aree territoriali sono propri i reati compiuti dai minori ad avere un'incidenza rilevante. Sappiamo anche che tali reati sono aumentati. Non comprendiamo pertanto il motivo per il quale personale qualificato che opera in un settore delicatissimo non debba ricevere il giusto riconoscimento ed inquadramento, all'interno delle strutture, nella carriera dirigenziale penitenziaria.
Per questo, chiediamo che la dirigenza penitenziaria ricomprenda il personale dirigenziale della giustizia minorile, nell'ambito dell'attuale dotazione organica. Allo stesso modo, chiediamo che venga prevista l'assegnazione di un dirigente penitenziario allo specifico settore minorile e che ciò avvenga a seguito della valutazione di particolari titoli specifici. È del tutto evidente che ci si trova di fronte ad un personale che, avendo una particolare formazione ed attenzione rispetto ad alcune problematiche legate ai reati compiuti dai minori, necessita di un adeguato riconoscimento (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.
SESA AMICI. Signor Presidente, il mio gruppo sostiene l'emendamento Molinari 1.1, all'interno di una visione più complessiva e critica nei confronti del provvedimento in esame. Come rilevato poco fa dal collega Molinari, il progetto di legge delega il Governo ad adottare una serie di decreti legislativi per disciplinare l'ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria ed il trattamento giuridico ed economico di tale carriera.
Il provvedimento in esame, pur partendo da un dato importante, in quanto riconosce la funzione che viene svolta all'interno del sistema carcerario (che è una struttura complessa), individua una soluzione del tutto contraddittoria rispetto ai problemi che assillano oggi le carceri.
In particolare, sulla base del testo proposto e di alcune riflessioni di merito, mi pare si possano evidenziare tre questioni importanti. La prima attiene al fatto che la disciplina della contrattazione per i direttori delle carceri risulta completamente slegata dalle normative di norma vigenti concernenti il sistema della dirigenza pubblica e stabilisce un criterio nei confronti del quale il gruppo dei Democratici di sinistra è fortemente contrario: invece, infatti, di prevedere un sistema di contrattazione dei vari profili professionali, attribuendo al Governo una responsabilità di ordine politico e di indirizzo nel reperimento delle risorse, e di stabilire gli aspetti negoziali attraverso l'ARAN, assistiamo di fatto ad una sorta di contrattazione, in cui non vi è da parte del Governo l'indicazione di un indirizzo da seguire, poiché lo stesso cerca di entrare nel merito della questione.
Il secondo aspetto che mi pare rilevante è che, all'interno di un problema così sentito, si tenta di assolvere ad una funzione del tutto contraddittoria rispetto alla questione della polizia penitenziaria. Per effetto di una legge di attuazione - e mi riferisco, in particolare, ad un articolo di una legge finanziaria - fu abrogato quell'elemento che disciplinava, con riferimento ai profili giuridici e professionali, l'equiparazione con i dirigenti della Polizia di Stato. Attualmente, nell'ambito della contrattazione ricade il profilo giuridico e professionale dei dirigenti e dei direttori delle carceri, mentre per i dirigenti amministrativi e della polizia penitenziaria il rapporto di lavoro è regolato secondo il regime del diritto privatistico e non del diritto pubblico, producendosi una discriminante (successivamente interverremo su tale questione).
Il mio gruppo esprimerà un voto favorevole sull'emendamento in esame, ma vorrei esprimere alcune considerazioni per quanto riguarda una terza questione.
Se le carceri rientrano in quest'idea di governo della complessità, diventa veramente
ingiustificabile, e oserei dire quasi offensivo, non tener conto, con riferimento al provvedimento in esame, di un aspetto particolarmente delicato quale quello relativo ai dirigenti delle carceri minorili. Non si può, in una legge dello Stato, introdurre di nuovo un elemento di conflitto fra due livelli di personale, a fronte di una situazione complessa da affrontare. Il personale della giustizia minorile ha pari dignità rispetto ai direttori delle altre carceri; anzi, proprio per i soggetti con cui deve trattare, non si capisce per quale motivo queste previsioni riguardino solo i dirigenti dell'amministrazione penitenziaria, escludendo, quasi in modo pregiudizievole, il personale della giustizia minorile.
In ordine alle altre questioni, interverremo con riferimento ai successivi emendamenti.
PIERANTONIO ZANETTIN, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERANTONIO ZANETTIN, Relatore. Signor Presidente, vorrei replicare alle argomentazioni esposte dai colleghi Molinari e Amici per spiegare il motivo per cui è stato espresso un parere contrario sugli emendamenti riguardanti l'estensione del trattamento previsto da questo provvedimento anche al personale della giustizia minorile.
In particolare, vorrei svolgere alcune argomentazioni che giustificano la scelta compiuta.
Innanzitutto, negli istituti minorili, la funzione trattamentale deve considerarsi assolutamente prevalente rispetto alle esigenze custodiali e di sicurezza proprie degli altri istituti carcerari; quindi, si evidenzia già un'immediata diversificazione.
Naturalmente, diversa e anche molto più complessa è la tipologia degli istituti penitenziari per adulti perché, evidentemente, in essi sono ristretti detenuti che hanno necessità diverse rispetto a quelle dei minori. Va considerato inoltre che è molto più articolata e problematica l'organizzazione degli istituti per adulti, in considerazione del fatto che i soggetti che vi sono detenuti corrispondono a circa 56 mila unità, entità del tutto sproporzionata rispetto all'esiguo numero (circa 400 unità) di soggetti presenti nelle strutture minorili.
Valutazioni analoghe valgono con riferimento ai centri di servizio sociale per adulti rispetto a quelli per minori. Proprio per le diversità ontologiche di tali settori, questi ultimi sono stati separati e fanno capo a due distinti dipartimenti nell'ambito del Dicastero della giustizia. Tra l'altro, nella giustizia minorile, con il «contratto integrativo giustizia» stipulato il 5 aprile del 2000, la figura professionale del direttore degli istituti minorili è venuta meno. Infatti, il personale dell'amministrazione della giustizia minorile, ai sensi dell'articolo 27 del citato accordo, risulta inquadrato nei seguenti settori professionali: il settore della professionalità socio-psico-educativa, il settore della professionalità giudiziaria e delle relazioni, il settore della professionalità amministrativa, contabile, tecnica ed informatica, ausiliario o collaboratore contabile e tecnico. Nella sostanza, alla direzione degli istituti minorili e ai centri di prima accoglienza sono per lo più preposti solo educatori.
Va peraltro precisato che l'approvazione dell'emendamento in esame comporterebbe problemi anche di natura finanziaria, tant'è che sullo stesso vi è stato il parere contrario anche della Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.
GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, le obiezioni del relatore non sono per nulla convincenti. Infatti, esprimiamo un giudizio negativo sul presente provvedimento anche perché esso si propone di modificare lo stato giuridico dei direttori degli istituti, sottraendoli alla contrattazione collettiva nazionale del lavoro.
Nella fattispecie, ritengo che le argomentazioni addotte per escludere i direttori degli istituti per minori siano assolutamente
deboli. Gli stessi direttori, d'altra parte, hanno già considerato assai discriminante la precedente scelta del Parlamento di inserire nella legge finanziaria per il 2003 la previsione di una corposa indennità di funzione solo per i loro colleghi direttori di istituti penitenziari per adulti.
La previsione che si aggiunge con il provvedimento in esame risulta particolarmente discriminante, determinando una situazione conflittuale tra figure diverse. Tra l'altro, il fatto che i direttori degli istituti per adulti avrebbero un compito custodiale più gravoso rispetto a quello dei direttori degli istituti per minori non mi sembra un argomento rilevante, in quanto credo sia importante il ruolo sociale e il valore istituzionale della giustizia minorile. Ritengo, invece, che si debba valorizzare questo compito estremamente impegnativo e delicato.
Il provvedimento in esame fa acqua da tutte le parti, compreso l'aspetto finanziario, mancando di una copertura finanziaria garantita. Ciò conferma che il Governo e la maggioranza continuano a fornire risposte assolutamente inopportune.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molinari 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 358
Votanti 357
Astenuti 1
Maggioranza 179
Hanno votato sì 156
Hanno votato no 201).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Lucidi 1.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucidi. Ne ha facoltà.
MARCELLA LUCIDI. Signor Presidente, l'emendamento in oggetto tenta di introdurre alcuni princìpi di ragionevolezza in un provvedimento che è maturato in seguito a scelte compiute dall'amministrazione penitenziaria e dal Ministero della giustizia, funzionali all'emanazione della legge di riforma della dirigenza penitenziaria, ma completamente avulse dalla preoccupazione di individuare risorse e criteri di razionalità sufficienti a giustificare le modifiche normative che si intendono introdurre.
Sostanzialmente, con questo emendamento cerchiamo di ricollegare il numero complessivo dei dirigenti ai posti di funzione dirigenziale che siano effettivamente ritenuti necessari. In proposito già esiste una normativa di riferimento, contenuta nel decreto legislativo n. 146 del 2000, a seguito del quale furono emanati alcuni decreti ministeriali che individuarono gli attuali posti di dirigenza di prima fascia e di dirigenza penitenziaria.
Con questi decreti ministeriali si sono stabiliti 25 posti di dirigenza di prima fascia, ai quali sono stati affiancati 335 posti di dirigenza di seconda fascia, destinati alla direzione degli uffici del dipartimento (30 posti), degli uffici decentrati (96 posti), degli uffici di direzione di istituti penitenziari (170 posti), degli uffici di direzione dei centri di servizio sociale (34 posti), degli uffici di direzione degli ospedali psichiatrici e giudiziari (5 posti). Quindi, il decreto legislativo suddetto già ha razionalizzato l'organico della dirigenza penitenziaria.
L'organico di cui già oggi è possibile disporre, senza le norme del provvedimento al nostro esame, consente di ricoprire i posti di direzione presso gli istituti, i centri ed i servizi territoriali, nonché quelli di funzione presso l'amministrazione centrale decentrata, fatta salva l'ipotesi di una diversa distribuzione dei posti tra le articolazioni amministrative e le
strutture operative, che potrebbe essere compiuta con atto del ministro della giustizia.
Al contrario, il provvedimento che stiamo votando intende elevare a 570 posti il numero delle unità della dirigenza penitenziaria. L'effetto di tale scelta normativa porterebbe a disporre di oltre 200 dirigenti senza incarico in una amministrazione sovradimensionata, pletorica e burocratica. Da una parte, vi sarebbero persone che non saprebbero cosa fare, le quali manterrebbero il proprio titolo senza che vi sia alla base una qualche sostanza o un'effettiva funzione da ricoprire; dall'altra, al tempo stesso, questa scelta produrrebbe nel tempo una sempre maggiore conflittualità tra le categorie, alla ricerca di spazi effettivi di autonomia professionale.
I colleghi della I Commissione (Affari costituzionali) hanno già avuto modo di ascoltare dalle parole dei sindacati della polizia penitenziaria le perplessità espresse dagli appartenenti ai ruoli direttivi del Corpo di polizia penitenziaria. A queste perplessità si potrebbero sommare anche quelle dei direttori di area pedagogica e di area amministrativa. Tutto ciò porterebbe ad un eccessivo numero di dirigenti senza incarico e senza funzione, grazie alle norme emanate in un provvedimento privo di adeguata copertura. Sostanzialmente si giungerebbe ad una soluzione di cui non si sente assolutamente il bisogno e che sarebbe del tutto inspiegabile sia sul piano normativo che su quello del buon Governo.
Per questi motivi chiediamo all'Assemblea di esprimere voto favorevole sul nostro emendamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mascia. Ne ha facoltà.
GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per ribadire che con l'emendamento in esame, come ampiamente illustrato dall'onorevole Lucidi, si tenta di porre rimedio a un provvedimento assolutamente dannoso per la complessa struttura dell'amministrazione penitenziaria. Esso, infatti, interviene sullo stato giuridico ed economico dei direttori delle carceri e sugli obiettivi che la Costituzione affida alla pena (ci soffermeremo successivamente su quest'ultimo aspetto).
In particolare, per quanto riguarda l'oggetto dell'emendamento in esame, il disegno di legge promuove automaticamente oltre 570 direttori di istituto penitenziario nel costituendo ruolo dei dirigenti penitenziari. Tale promozione avverrà senza selezione alcuna e riguarderà anche funzionari in servizio presso le strutture amministrative del Ministero della giustizia. Inoltre, per la nuova dirigenza penitenziaria il disegno di legge non prevede neppure la possibilità di veri accordi contrattuali, in quanto dispone la completa legificazione del rapporto di lavoro. In tal modo, da un lato si viene meno all'impegno formale assunto con le organizzazioni sindacali dal Vicepresidente del Consiglio, onorevole Fini, a non intervenire sulle relazioni sindacali e sul regime contrattuale, e dall'altro si determinano conseguenze insostenibili sotto il profilo dell'organizzazione dei servizi penitenziari. Il sistema penitenziario, infatti, che è articolato in istituti penitenziari e servizi e complessivamente conta circa 360 posti di funzione per dirigenti, vedrà modificata la propria struttura, in quanto si creeranno 570 dirigenti, con 200 neodirigenti che verranno pagati sulla base di un incarico che non eserciteranno mai, perché mancano i luoghi fisici in cui svolgere le funzioni.
Non riusciamo a comprendere la ratio in virtù della quale si verrà a determinare una situazione di questo tipo. Vi era la possibilità di coprire i posti vacanti di qualifica dirigenziale, che attendono tale copertura da diversi anni; si è invece scelta una strada che determinerà confusione e lascerà numerose unità di personale assolutamente qualificato senza un incarico effettivo.
L'approvazione dell'emendamento in esame inizierebbe dunque ad introdurre
alcuni correttivi al progetto di legge, che va comunque ulteriormente modificato nelle parti successive.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lucidi 1.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 369
Votanti 367
Astenuti 2
Maggioranza 184
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 199).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzoni 1.20, limitatamente alla parte ammissibile, non accettata dalla Commissione né dal Governo e sulla quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 366
Votanti 365
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 194).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Giandomenico 1.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 374
Votanti 372
Astenuti 2
Maggioranza 187
Hanno votato sì 170
Hanno votato no 202).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Amici 1.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 373
Votanti 371
Astenuti 2
Maggioranza 186
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 203).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Leoni 1.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 375
Astenuti 3
Maggioranza 188
Hanno votato sì 169
Hanno votato no 206).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Lucidi 1.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.
SESA AMICI. Interverrò brevemente su questo emendamento: già negli interventi precedenti, in particolare delle colleghe Lucidi e Mascia, sono stati evidenziati alcuni aspetti che riguardano proprio il tipo di rapporto di lavoro. Con il nostro emendamento proponiamo di sostituire la dizione «previsione di un procedimento negoziale fra una delegazione di parte pubblica» con un'ipotesi molto più precisa: «la contrattazione collettiva fra l'Agenzia per la rappresentanza negoziale (ARAN)».
Riteniamo, infatti, che in materia di accesso alla dirigenza - in particolare in questo settore - non sia possibile introdurre un'area di contrattualizzazione: un'ipotesi che contrasterebbe con le vigenti norme sulla negoziazione, stabilite da alcuni decreti legislativi.
In particolare, non appare convincente che su questioni attinenti alla dirigenza si possano introdurre, all'interno dello stesso comparto, elementi discriminanti. L'assurdo del provvedimento in esame è proprio questo: da un lato si esclude, proprio per i direttori dei penitenziari, la possibilità di una contrattazione collettiva, dall'altro, invece, si prevede per i dirigenti amministrativi, quindi con le stesse funzioni della polizia penitenziaria, il ricorso ad altre tipologie di rapporto pubblico. Tale situazione è tipica: si vogliono introdurre all'interno della dirigenza elementi di disparità, vere e proprie situazioni di conflitto.
Quando si legifera, quando si ha l'ambizione di governare, credo spetti alla politica un compito di responsabilità: non è possibile introdurre in questi settori degli elementi di conflitto che, di volta in volta, verranno sanati solo a livello giurisdizionale.
Stiamo parlando di un mondo complesso, che richiederebbe da parte nostra grande serietà e senso di responsabilità. Introdurre elementi negativi nella contrattazione del lavoro credo equivalga ad una responsabilità che, come opposizione, non vogliamo assumerci. Questa soluzione apporterà nelle dinamiche di un mondo già in sofferenza un elemento discriminante assolutamente non comprensibile.
Del resto, aver previsto solo per i direttori degli istituti penitenziari per adulti una contrattazione completamente sganciata dalla negoziazione collettiva, introdurrà in quel contesto degli elementi che, al contrario, richiederebbero grande prudenza e soprattutto una visione complessiva, che tenga conto non dei pochi ma dei tanti. La presenza di conflitti nelle forze sociali che operano in uno stesso campo non è mai conveniente, si lascia campo aperto all'arbitrio o, peggio ancora, al semplice ricorso.
Non è con i ricorsi che si risolve un problema politico. Piuttosto, è con un Governo responsabile che si affrontano le questioni e si forniscono soluzioni che valgono per tutti e non per pochi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e di Rifondazione comunista).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lucidi 1.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 370
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 204).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 375
Votanti 345
Astenuti 30
Maggioranza 173
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 139).
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