Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 611 del 13/4/2005
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(Inquinamento dell'area territoriale tra Anagni, Paliano e Colleferro - n. 3-04405)

PRESIDENTE. L'onorevole Savo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04405 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).

BENITO SAVO. Signor ministro, la ringrazio per la tempestività della risposta.
Stiamo parlando dei termocombustori che insistono nell'area di Colleferro e Anagni e di quello che dovrebbe sorgere nell'area di Paliano. Un triangolo con una vasta implicazione industriale; infatti, su tale territorio insistono stabilimenti per la produzione della gomma, fabbriche per la produzione di farmaci, ai quali si è aggiunta la produzione di combustibile derivato da rifiuti (CDR) presso lo stabilimento Rhodia, che pochi mesi fa ha dichiarato fallimento, a seguito del quale si prospetta la costruzione di un altro termovalorizzatore.
Evidentemente, tale situazione crea un pericolo ambientale, già incombente da tempo e che potrebbe continuare ad aggravarsi.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Onorevole Savo, a Colleferro le emissioni di diossine - come certificato dall'Istituto Sviluppo Sostenibile Italia nell'ambito di un recentissimo convegno - sono al di sotto dei limiti fissati dalla direttiva europea n. 2076, in corso di recepimento nell'ordinamento nazionale. Onorevole Savo, ho a disposizione i diversi valori - che posso consegnarle -, che si attestano ad un livello molto più basso rispetto alla media europea.
Tutti i valori analizzati sono stati costantemente confrontati con quelli previsti dalla legge e, nel contempo, richiamati dall'autorizzazione all'esercizio dell'impianto, a suo tempo rilasciata dalla provincia di Roma. Inoltre, i dati delle emissioni al camino sono monitorati continuamente sia dall'ARPA del Lazio sia dalla provincia di Roma ed è in corso, a seguito di una convenzione con il comune di Colleferro, un monitoraggio continuo del suolo e dell'aria da parte delle imprese che hanno realizzato gli impianti.
Occorre precisare che la tecnologia utilizzata, in particolare l'impianto a griglia tra i settori raffreddati ad acqua, non è una tecnologia obsoleta, essendo impiegata in molti impianti similari nel territorio nazionale ed in Europa con ottimi risultati per ciò che concerne i valori di emissione in atmosfera.
Da ultimo, è in corso di implementazione il programma di certificazione ambientale dell'impianto, che potrà completare il quadro, mettendo a regime una


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gestione tesa al miglioramento continuo degli obiettivi ambientali di gestione che occorre perseguire.
Per quanto riguarda invece l'impianto per la produzione di combustibile derivato da rifiuti, realizzato nello stabilimento ex Rhodia del comune di Paliano, di proprietà della ENEL combustibili, risulta che lo stesso sia stato regolarmente autorizzato dal commissario straordinario per i rifiuti della regione Lazio e non risultano emissioni nocive in contrasto con la normativa in materia.
Va rilevato che, in generale, la produzione di combustibile derivato da rifiuti prevede una serie di operazioni di purificazione e separazione della frazione ad alto potere calorifero (la carta, la plastica, le fibre tessili) dalle altre frazioni (vetro, metalli inerti), seguite da operazioni di omogeneizzazione delle caratteristiche chimico-fisiche.
Il processo produttivo del combustibile derivato da rifiuti non comporta quindi in nessun caso un trattamento termico del materiale; pertanto, ad esso non può essere associata una produzione di diossine, né diretta né indiretta, in quanto la diossina si forma soltanto a temperature comprese tra i 300 e i 400 gradi centigradi.
Per quanto riguarda la costruzione nello stesso comune di un termovalorizzatore, questo fa parte di un piano industriale ancora in fieri.
Comunque, stiamo trattando una materia ovviamente molto delicata. Infatti, si deve far fronte non solo all'emergenza, ma anche alla fisiologia dei rifiuti civili ed industriali, al problema della loro collocazione e selezione. Infine, occorre valorizzare i rifiuti stessi per reimmetterli nel circuito produttivo.

PRESIDENTE. L'onorevole Savo ha facoltà di replicare.

BENITO SAVO. Signor Presidente, signor ministro, la ringrazio di nuovo per la tempestività della risposta. Tuttavia, un fatto è certo ed obiettivo: quando nelle ore del vespro si attraversa l'Autostrada del sole nei luoghi tra Paliano, Anagni e Colleferro, si avverte continuamente un cattivo odore, molto probabilmente legato alla presenza di anidride solforosa fuoriuscente dai camini.
L'asserzione che la diossina non può essere prodotta in quei luoghi, a mio avviso, dovrebbe essere approfondita. Infatti, chi mi ha fornito la notizia - che è anche notizia di stampa - è un ingegnere interessato a questi argomenti. Questo ingegnere afferma che ci sono impianti, pur recenti, come quelli di Colleferro e San Vittore con tecnologie arretrate e ciò che esce dai camini preoccupa (emettono anche diossina).
In passato ho esercitato la professione di medico e so che la lavorazione dei prodotti umidi dei rifiuti può produrre l'acido cloridrico e gli arsenobenzoli, ovvero proprio i precursori della diossina. A mio avviso, anche questo aspetto andrebbe approfondito.
Inoltre, andrebbe approfondito anche il problema delle polveri sottili. Su 55 rilevazioni effettuate, in 19 i valori superano la soglia di tollerabilità da parte della popolazione. Ricordo che stiamo parlando di un territorio confinante con la stazione termale di Fiuggi e, quindi, il problema ha un'importante riflesso sul piano turistico. Inoltre, ricordo che in questi territori (Paliano, Colleferro, Anagni) ancora esiste un residuo di agricoltura fiorente.
Per impedire che gli agricoltori ancora residenti siano costretti ad emigrare a causa dell'aria pesante e rarefatta (o peggio), avanzo la proposta di impedire ulteriori insediamenti industriali e, in particolare, la costruzione di un altro termocombustore a Paliano. La ditta che deve realizzarlo aveva vinto l'appalto per il perfezionamento e l'adeguamento dell'impianto di riciclaggio di Col Felice. Quindi, è lì che avrebbe dovuto produrre il CDR. Invece, una volta vinto l'appalto, tale ditta ha trasferito la sua attività al nord nell'ambito dello stabilimento Rhodia.
Allora, signor ministro, le pongo le seguenti domande. Chi ha curato la pratica fallimentare dello stabilimento Rhodia? Chi ha consentito la produzione del CDR in tale sede? Risponde al vero la


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notizia che si tratta di un magistrato espostosi politicamente nella città termale di Fiuggi in occasione dell'ultima competizione elettorale?
Signor ministro, la ringrazio per gli ulteriori approfondimenti che vorrà fare.

PRESIDENTE. Onorevole Savo, ha concluso il suo intervento in replica alla risposta del ministro ponendo ulteriori domande. Comunque, vi saranno altre occasioni per il Governo di rispondere.

BENITO SAVO. Signor Presidente, ho voluto porre ulteriori domande perché restino agli atti.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Sospendo brevemente la seduta.

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