Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 611 del 13/4/2005
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(Iniziative per garantire adeguate risorse finanziarie alle organizzazioni di volontariato - n. 3-04403)

PRESIDENTE. L'onorevole Giacco ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04403 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).

LUIGI GIACCO. Signor ministro, da circa quattro anni il Governo sbandiera i principi di sussidiarietà e di solidarietà e promette benefici alle associazioni di volontariato. Tali organizzazioni hanno necessità di maggiori risorse finanziarie al fine di svolgere le molteplici attività cui sono dedite. Pensiamo ai disabili, agli immigrati, al trasporto degli anziani, eccetera. Tutte queste attività hanno necessità di essere maggiormente finanziate.
Il Governo, nel disegno di legge n. 5736 sulla competitività, presentato nel marzo scorso, all'articolo 17 prevede la modifica dell'articolo 15 della legge n. 266 del 1991 sul volontariato, che consiste nella riduzione del 75 per cento dei fondi per i


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centri di servizio al volontariato. Tali tagli avrebbero pesantissimi effetti concreti, tanto da far pensare all'impossibilità di sviluppare la qualità dell'azione sociale di milioni di volontari attivi sul territorio nazionale, nonché al rischio di chiusura di diversi centri al servizio del volontariato.
Chiediamo se non ritenga opportuno modificare radicalmente tale posizione volta ad operare a consistenti tagli e a trovare invece una soluzione, la più possibile condivisa.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, rispondo anche se la domanda formulata è stata cambiata rispetto a quella contenuta nell'interrogazione.
Non c'è alcun taglio. I 100 miliardi destinati alle fondazioni bancarie e al volontariato andranno tutti al volontariato, com'è noto. Si sta solo discutendo se una parte di questi fondi debbano andare direttamente a progetti di volontariato sul territorio e non soltanto ai centri di servizio, che, com'è noto, fanno formazione, promozione e pubblicità.
Ci stiamo incontrando con gli enti perché c'è questa necessità - visto che le somme versate alle fondazioni sono ingentissime - di gratificare anche gli enti che fanno volontariato e non soltanto le strutture di secondo livello.
Qui non c'è alcun taglio, neanche di un euro o di una lira.
Anzi, nel decreto-legge sulla competitività, che spero possa essere convertito presto dal Parlamento, l'articolo 14 prevede il meccanismo del «più dai e meno versi» che riguarda, in sostanza, la possibilità di dedurre le liberalità effettuate da persone fisiche o giuridiche in favore delle ONLUS nei limiti del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70 mila euro annui. Si tratta di una novità che rivoluziona il welfare perché introduce per la prima volta in Italia il principio di sussidiarietà fiscale attraverso il quale il cittadino recupera una quota di libertà sulle risorse che altrimenti avrebbe dovuto destinare allo Stato a titolo di imposizione fiscale, destinando, così, le risorse direttamente a quegli enti che producono un'utilità sociale e costituiscono un risparmio di spesa per lo Stato. Con le nuove norme, pertanto, i cittadini diventano padroni di questa parte delle loro imposte che possono destinare direttamente ad associazioni, patronati, enti di formazione e di promozione sportiva ed alle centrali cooperative.
Inoltre, quasi contestualmente, il Consiglio dei ministri ha già approvato un disegno di legge, in procinto di essere presentato al Parlamento, nel quale si delinea una più complessiva riforma della legge quadro in materia di volontariato. Al progetto, già richiesto dagli stessi operatori del settore nella quarta conferenza nazionale del volontariato, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha lavorato per più di due anni al fine di produrre un testo il più possibile partecipato e rispettoso di tutte le esigenze. Gli esiti del lavoro sono stati sottoposti a tutti gli operatori interessati, al volontariato, alle fondazioni bancarie, all'agenzia per le ONLUS ed ai componenti dell'osservatorio del volontariato.
Inoltre, sono stati riconosciuti i cosiddetti enti di secondo livello; sono stati segnalati adeguati paletti di confine con enti che hanno finalità similari ma natura diversa; sono state semplificate le modalità costitutive, organizzative e di gestione delle organizzazioni di volontariato; è stata rafforzata la mission dell'osservatorio nazionale per il volontariato quale organo consultivo del ministero; è stata introdotta la possibilità per gli organi di direzione delle organizzazioni di maggiore diffusione nazionale di godere di permessi non retribuiti.
Ricordo anche che quest'anno sono in servizio quasi 40 mila ragazzi che hanno volontariamente aderito all'assistenza, alla salvaguardia dei beni culturali ed ambientali ed alla protezione civile nell'ambito del servizio civile nazionale. Il Governo ha


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raddoppiato da 120 a quasi 240 milioni di euro lo stanziamento per il servizio civile nazionale che ha avuto un successo straordinario in questi quattro anni. Ci aspettiamo, anche con la fine della leva obbligatoria e la scomparsa degli obiettori di coscienza, una moltiplicazione delle domande. Ciò ci preoccupa di reperire nuove risorse per dare a tutti i giovani che hanno fatto domanda (ed a tutti gli enti che hanno assoluto bisogno di volontari per funzionare) la possibilità di essere assegnati agli enti per continuare la gloriosa tradizione degli obiettori di coscienza.

PRESIDENTE. L'onorevole Lucà, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

MIMMO LUCÀ. Signor Presidente, naturalmente ci dichiariamo non soddisfatti della risposta del ministro. Il Governo, secondo quanto è stato detto, negli ultimi anni avrebbe prodotto un grande incremento di fondi a favore del volontariato. Ciò non è vero: non è stato approvato un solo provvedimento, nel corso di questi quattro anni, a sostegno del volontariato. Il «più dai e meno versi», la norma che agevola le erogazioni liberali dei contribuenti, è stata promossa dai parlamentari del centrosinistra: il ministro Tremonti l'aveva affossata ed ora è stata ripresa, attraverso la pressione del volontariato, dal provvedimento che naturalmente sosterremo.
Per quanto riguarda i tagli, basti pensare alle diverse leggi finanziarie che hanno ridotto il fondo per le politiche sociali ed i trasferimenti ai comuni. Con ciò si è provocata una riduzione dei servizi locali sul territorio che spesso sono gestiti dalle amministrazioni insieme con il volontariato, con le associazioni e con le cooperative sociali.
In ultimo, il Governo per decreto...

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. È un disegno di legge, non è un decreto!

MIMMO LUCÀ... cioè senza discuterne in Parlamento, avrebbe ventilato la possibilità di approvare una norma con la quale si sottrae alla titolarità del volontariato la gestione del 50 per cento circa degli accantonamenti che le fondazioni bancarie destinano ai centri di servizio per il volontariato.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Non è vero!

MIMMO LUCÀ. Si tratta di organismi costituiti per garantire non la pubblicità, signor ministro, perché lei dice il falso...

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. È lei che dice bugie!

MIMMO LUCÀ....ma per sostenere le attività del volontariato, il supporto logistico ed organizzativo, la consulenza amministrativa e giuridica soprattutto per le organizzazioni di volontariato minori, e la formazione degli operatori.
Concludo, signor Presidente, con la seguente considerazione: il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo chiede il ritiro della disciplina in esame, un passo indietro del Governo, la ripresa del dialogo e della concertazione con le associazioni di volontariato e, quindi, il ripristino di una discussione corretta sul piano parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

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